Roma, Giovedì, 12 febbraio 2015 ore 18 Casa delle Letterature Piazza dell’Orologio, 3 – Incontro con gli Autori di Chelsea Editions: Franco Buffoni, Annamaria Ferramosca, Valerio Magrelli, Adam Vaccaro, Antonella Zagaroli, Contributi di Cecilia Bello Minciacchi, Donato Di Stasi, Sean Mark, Giuseppe Panella, Giorgio Patrizi – Coordina Adam Vaccaro

Roma, Giovedì, 12 febbraio 2015 ore 18 Casa delle Letterature Piazza dell’Orologio, 3 – Incontro con gli Autori di Chelsea Editions: Franco Buffoni, Annamaria Ferramosca, Valerio Magrelli, Adam Vaccaro, Antonella Zagaroli, Contributi di Cecilia Bello Minciacchi, Donato Di Stasi, Sean Mark, Giuseppe Panella, Giorgio Patrizi – Coordina Adam Vaccaro

Associazione Milanocosa

 

invita all’Incontro

con gli Autori di Chelsea Editions:

Franco Buffoni, Annamaria Ferramosca, Valerio Magrelli,

Adam Vaccaro, Antonella Zagaroli

coordina Adam Vaccaro

 

con contributi e testimonianze di:

 Cecilia Bello Minciacchi, Donato Di Stasi, Sean Mark,

Giuseppe Panella, Giorgio Patrizi  

 

Chelsea Editions, New York, fondata e diretta da Alfredo De Palchi, svolge da decenni una funzione preziosa volta alla conoscenza in America della poesia italiana contemporanea.

Autrici e Autori di Roma e Milano delle prestigiose edizioni newyorkesi dedicano un incontro di testimonianza e riflessione critica, in un momento in cui la cultura più attenta agli orizzonti internazionali impone anche all’espressione poetica aperture e rinnovamenti adeguati.

 

                                                                                                                    ChelseaEditions            

  

Giovedì 12 febbraio 2015 – ore 18.00

 Roma

Casa delle Letterature

Piazza dell’Orologio, 3

 Info: 

Associazione MILANOCOSA c/o A. Vaccaro, Via Lambro 1 – 20090 Trezzano S/N (MI);

  1. 347 7104584 – www.milanocosa.it; Email: info@milanocosa.it adam.vaccaro@tiscali.it


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19 commenti

Archiviato in poesia italiana contemporanea, poesia italiana del novecento, Senza categoria

19 risposte a “Roma, Giovedì, 12 febbraio 2015 ore 18 Casa delle Letterature Piazza dell’Orologio, 3 – Incontro con gli Autori di Chelsea Editions: Franco Buffoni, Annamaria Ferramosca, Valerio Magrelli, Adam Vaccaro, Antonella Zagaroli, Contributi di Cecilia Bello Minciacchi, Donato Di Stasi, Sean Mark, Giuseppe Panella, Giorgio Patrizi – Coordina Adam Vaccaro

  1. A giudicare dai titoli esposti in questo post si arguisce che questa casa editrice svolge un’opera di sprovincializzazione notevole e meritoria della poesia italiana. Molto bene. Mi spiace ma non potrò conoscere i valenti autori, purtroppo la distanza e il mio lavoro me lo impediscono. un saluto e un augurio di buon lavoro.

    • Anche per me è un dispiacere abitare troppo lontano da Roma e non godere di buona salute da vari mesi.
      Se abitassi a Milano sarebbe diverso, ma qui…
      Buon ascolto a chi sarà presente.
      I miei più sentiti complimenti ad Alfredo De Palchi per l’opera meritoria a favore della poesia italiana
      Giorgina Busca Gernetti

  2. Il lavoro svolto da Alfredo De Palchi con la prestigiosa casa editrice Chelsea Editions in favore della divulgazione della poesia italiana del Novecento e dei nostri giorni ha un valore inestimabile per la cultura del nostro paese e per la diffusione della poesia italiana in quel grande paese che sono gli Stati Uniti.
    Dal punto di vista di New York dove abita, Alfredo De Palchi ha una idea molto precisa e circostanziata della poesia italiana, questo possiamo dirlo con sicurezza, precisa non vuol dire esente da errori e da sopravvalutazioni o sottovalutazioni, in ogni scelta militante c’è sempre il rischio di un errore di valutazione (in mejus o in pejus), come che sia, possiamo affermare che quelle di De Palchi sono sempre state scelte ispirate ad un gusto personale e sofisticatissimo, avulso dalla torpidità tutta italiana nella quale invece è inzavorrato chi opera e vive in Italia; è noto che dalla prospettiva interna non si ha una corretta visione delle cose, per poter guardare un oggetto è sempre consigliabile stabilire la visione dell’osservatore a debita distanza dall’oggetto, e a debita distanza dalle beghe, per lo più familistiche, che si sviluppano all’interno del minuscolo comparto della poesia italiana e senza che vi sia la possibilità di stabilire una adeguata distanza tra l’osservatore e l’oggetto osservato. Resta il fatto che le scelte di De Palchi sono sempre state adottate in completa solitudine e seguendo la propria intuizione delle cose, in piena libertà di giudizio. E questo è un merito che gli deve essere riconosciuto, credo.

  3. Chissà se ad Alfredo piacerebbero le mie poesie inglesi. In fondo non sono molti i poeti italiani (in Italia almeno) che scrivono anche in inglese-

  4. Cara Francesca,

    tu hai scritto in italiano cose eccellenti, “Il Minotauro” e “L’esclusa” sono dei vertici assoluti della poesia italiana contemporanea. Io ti consiglierei di inviargli quelle poesie.

    • Grazie Giorgio! Sei davvero molto, molto generoso. E pensare che nemmeno ci conosciamo, di persona intendo. Il che mi fa apprezzare ancora di più il tuo giudizio. Gliele invierò insieme alle mie poesie inglesi. Un abbraccio

  5. Gentilr Francesca, le chiedo di non inviarmi nessun lavoro. In questo periodo di pochissima salute sto pensando di rallentare la mia attività.
    Infatti, in questo 2015 usciranno soltanto tre titoli. Una volta usciti
    saprò cosa fare. Grazie.

    • Gentile Alfredo, grazie a lei. Non lo farò, anche perché non pensavo a una pubblicazione, ma solo di inviarle qualcosa di quello che ho scritto in inglese, se le avesse fatto piacere. Mi auguro invece che la sua salute possa migliorare e che lei ritrovi il vigore e l’entusiasmo di sempre. Ma soprattutto grazie per l’opera instancabile di diffusione della nostra poesia all’estero.

  6. Giuseppina Di Leo

    Faccio i miei complimenti ad Alfredo De Palchi, poeta e promotore di cultura a tutto tondo.
    Con gli auguri di pronta guarigione che rivolto a te, Alfredo, e anche a Giorgina Busca Gernetti.

    • Molte grazie, gentile Giuseppina, per gli auguri! Ne ho veramente bisogno perché mi aspetta un periodo d’intensa attività, in cui la salute e la mobilità (intendo il viaggio verso città più aperte alla cultura) sono indispensabili.
      Giorgina

  7. gabriele fratini

    Bella iniziativa. Vorrei partecipare ma per un piccolo intervento mi hanno dato 2 settimane di riposo. Vediamo come sto. Per me a rischio anche l’incontro a Ostia con Alessandro Fo del 16 che in questo post mi permetto di citare tanto non si sovrappone (alle 17 al Leggio del mare). Un saluto.

  8. Ringrzio Signore e Signori che appaiono qui. Da quando visito questo blog,
    lasciando qua e là a caso un piacevole o spiacevole commento, ho incontrato ottime poesie di autori e autrici che mi erano ignoti e ignote. Sono onorato di trovrmi in vostra compagnia.
    Personalmente sono restìo a fare chiasso intorno a me, e allo stesso tempo non fingo umiltà. Non ne ho, dico che l’umiltà si addice ai mediocri,
    ma sono serio nella mia arte. Vorrei leggere raccolte edite e inedite (ne ho
    qui che per adesso non leggo). Ho sempre agito liberamente, perciò certe
    mie scelte pubblicate da Chelsea Editions sembrano strane o peggio.
    Se io stesso curassi una antologia della poesia italiana del XXmo secolo,
    o mi limitassi alla seconda metà del Novecento, non copierei nessuna delle antologie finora stampate.
    Sono anni che ho smesso di leggere poesia americana. Motivo: per oltre
    quindici anni ogni anno in questo periodo donavo denaro (Miliaia di $) alle
    tre più importanti associazioni di poesia in USA. Non mi dovevano niente, ed io non chiesi mai niente. Ma dopo quindici anni, queste associazioni, sapendo bene della mia attività, mai chiesero, almeno una volta, di organizzare una lettura dedicata alla poesia italiana tradotta in inglese.
    D’improvviso mi dissi: basta, la mia priorità è la poesia iraliana in traduzione.
    Io leggerò poesia americana quando saprò che americani leggeranno
    la poesia italiana in traduzione, e andrò alle loro letture quando loro verranno alle mie rarissime. Poeti e editori italiani dovrebbero imitarmi,
    cosa che non faranno perché incantati dalla ignoranza degli autori americani che presumono di essere ovunque migliori. A ciò ho avuto l’occasione di rispondere: Non siete i migliori, avete dei migliori come ci sono in Europa e altrove.
    Questa mattina, all’alba, sono stato alla finestra a fissare la neve. Mentalmente ho corso rotolando nella neve. Che gioia! E poi , un po’
    in gamba, con volontà mi sono seduto per dirvi: salute e saluti.

    • Salute e saluti a lei, carissimo sig. De Palchi!

      • Magari in una cabina della funivia che sprofonda nella neve, eh, Alfredo?
        Condivido il tuo pensiero sulla poesia americana e sui poeti americani, forse anche dei non poeti ma americani lo stesso, anche se non dovrei dirlo per non adirare Leon Panetta o peggio Fabio Panetta, vice dg di Bankitalia (Cristina Campo diceva, “Vieni, rendiamoci odiosi, parliamo di perfezione”, ed io dico, invece, “Vieni, rendiamoci odiosi, parliamo di Banche e/o di Potere”).
        Tutti ‘sti Panetta, non se ne può più. Forse dovrei veramente accogliere il tuo consiglio, Alfredo, cambiare nome e ricominciare tutto d’accapo.

        Mi dispiace non poter essere presente il 12 a Roma per impegni di famiglia e di lavoro, e mi dispiace non poter incontrare te di persona, Alfredo, ma a me è bastato leggerti per capire.
        Salute e saluti.

        GP

    • Un saluto a Lei, gentilissimo Alfredo De Palchi, sotto una nevicata affascinante!
      Giorgina Busca Gernetti

      • ubaldo de robertis

        Sono lieto per la pubblicazione delle poesie di Giorgio Linguaglossa, con testo inglese e italiano a fronte, nella traduzione di S. Grieco, ad opera di Chelsea Editions.
        Ora mi è chiaro l’intento e il ruolo di primaria importanza svolto dalla casa editrice di New York, suppongo in forma volontaria, in favore della divulgazione della poesia italiana. In tale ottica è promosso l’incontro del 12 febbraio con gli autori che potranno interagire direttamente tra loro, confrontarsi, scambiare idee, aggiornarsi sugli sviluppi del “progetto Chelsea”.
        Mi sento di condividere in pieno l’impostazione del De Palchi quando afferma:- basta! la mia priorità è la poesia italiana in traduzione. Io leggerò poesia americana quando saprò che gli americani leggeranno la poesia italiana in traduzione,- ed ancora – gli autori americani presumono di essere ovunque migliori. – A costoro ha risposto: – Non siete i migliori, avete dei migliori come ci sono in Europa e altrove.-
        Capitava anche nell’ambito scientifico ma da tempo gli americani sono stati costretti ad ammettere che il talento da noi non manca. Nel panorama italiano, con tante ombre e poche luci, il compito più difficile per noi di età avanzata, visto che in questo paese i giovani vengono normalmente mortificati e pagano sulla loro pelle il mancato rinnovamento strutturale e morale della nazione, è quello di convincerli a credere in loro stessi.
        Tornando alla poesia italiana nel mondo, rilevo che il quasi mio coetaneo Seamus Heaney nelle lezioni di Oxford non aveva altri riferimenti italiani oltre Dante. Saltando dal livello umanistico a quello scientifico anche per alcuni ricercatori del MIT, conosciuti nel mio breve soggiorno di lavoro, la poesia italiana si fermava al sommo poeta fiorentino.
        Un plauso e l’invito a tener duro ad Alfredo De Palchi, e un in bocca al lupo agli autori “Chelsea”
        Ubaldo de Robertis

  9. Ivan Pozzoni

    Grande onore ad Alfredo De Palchi. [Giò Ferri ti saluta, mi ha citato in Testuale]

  10. Ivan Pozzoni

    Chiedo a Giorgio un minuscolo spazio, in modo da effettuare un importantissimo (alla mia vita) comunicato: «Poiché ero rimasto senza fondi, la mia antologia Tardomoderni avrà, a breve, luce, col sostegno importantissimo di una donazione economica (non richiesta) effettuata da Chelsea Editions. Ringrazio Chelsea Editions della donazione – atta a coprire tutti i costi mancanti- effettuata DIRETTAMENTE ALL’EDITORE che stamperà il volume (non a me, che, sulle mie antologie, non ricevo mai retribuzioni o compensi)». Pubblicizzare questo sostegno graditissimo mi è fondamentale. Grazie a Chelsea Editions e ringrazio tutti coloro che, nelle loro disponibilità, hanno ordinato qualche copia del volume.

    • Ivan Pozzoni

      Ringrazio, inoltre, chi ne ordinerà in futuro e tutti coloro che mi hanno sostenuto (moltissimi collaborano a questo bellissimo blog). Grazie di nuovo,a tutti.

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