POESIE PERSIANE ANTICHE di SAIK FAIZI Versione dall’inglese, revisione e note a cura di Dario Chioli

persia hasht-behesht_palace_kamancheh

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(Saik Abū’l-Faiż “Faiżī” [poi “Fayyāżī”] ibn Saik Mubārak Nāgaurī)

Traduzione dal persiano di Heinrich Ferdinand Blochmann
Versione dall’inglese, revisione e note a cura di Dario Chioli
(giugno-luglio 2011)

Le poesie di Saik Faizi qui tradotte sono tratte dalle pp. 550-563 (n. 1) di: The Áín i Akbarí by Abul Fazl ‘Allami, Translated from the Original Persian, by H. Blochmann, Asiatic Society of Bengal, Calcutta, vol. I (l’intera opera, corrispondente al terzo volume dell’Akbarnamah di Abu’l-Fazl, fratello di Faizi, è stata tradotta in inglese in 3 volumi: il primo, quello da cui viene tratto quanto segue, a cura di Heinrich Ferdinand Blochmann nel 1873; il secondo volume,tradotto da H. S. Jarrett, nel 1891; il terzo, tradotto da H. S. Jarrett e rivisto da Jadu-Nath Sarkar, nel 1896). Le note iniziali di Abu’l-Fazl su Saik Faizi sono tratte dalle pp. 490-491 (n. 253) e 548-550 (n. 1). Le note di Blochmann sono intercalate al testo e indicate con asterischi tra parentesi quadre: [*].
Le mie note sono precedute dall’indicazione «N.d.C.».
Sarò grato a chiunque per la segnalazione di eventuali errori.

(Dario Chioli)

rappresentazione di Omar Khayyam

rappresentazione di Omar Khayyam

Abu’l-Fazl: Saik Faizi, figlio di Saik Mubarak di Nagaur.1) Il nome di questo grande poeta e amico di Akbar 2)  era Abu’l-Faiz. Faizi è il suo takallus.3) Verso la fine della sua vita, a imitazione della forma del takallus di suo fratello ‘Allami assunse il nome di Fayyazi.
Faizi era il figlio maggiore di Saik Mubarak di Nagaur. Saik Mubarak [*] faceva risalire la propria origine ad un derviscio arabo dello Yemen, che nel IX secolo dell’Ègira 4)  si era stabilito nel Sivistan,5)  dove s’era sposato. Nel X secolo, il padre di Mubarak giunse nello Hindustan, e si stabilì a Nagaur. Vari suoi figli essendo morti uno appresso all’altro, chiamò Mubarak 6) il figlio successivo, che nacque nel 911. 7)  Da giovane, Mubarak andò nel Gujrat, 8)  e studiò sotto la guida di atib Abu’l-Fazl di Kazarun e di Maulana ‘Imad del Laristan. Nel 950, Mubarak si stabilì ad Agra. Si dice che cambiasse spesso le sue opinioni religiose. Sotto Islam Sah, 9)  era un Mahdavi,10) e dovette soffrire la persecuzione all’inizio del regno di Akbar; divenne poi un Naqsbandi, 11) quindi un Hamadani, 12) e in ultimo, quando la corte era piena di Persiani, fu incline allo Sciismo. Ma quali che possano essere state le sue vedute, l’educazione che impartì ai suoi figli Faizi ed Abu’l-Fazl, i maggiori scrittori che l’India abbia prodotti, mostra che egli era un uomo dotato di grande apertura mentale. Saik Mubarak scrisse un commentario al Corano, in quattro volumi, intitolato Manba‘ al-‘uyun, [**] ed un altro lavoro dal titolo Javami‘ al-kilam. Verso il termine della sua vita, sofferse d’una parziale cecità, e morì a Lahor, il 17 del mese di Zi qa‘dah 13 del 1001, all’età di 90 anni.14 Il tarik 15) della sua morte si troverà nelle parole Saik-i kamil.

 dipinto persiano

dipinto persiano

1 N.d.C.: Nagaur, è una città del Rajasthan centrale da cui prende nome l’omonimo distretto.

2 N.d.C.: Akbar il Grande, terzo imperatore Moghul, nacque nel 1542 e regnò dal 1556 al 1605, distinguendosi per potenza militare e tolleranza religiosa. Scrive LUCIANO PETECH nella voce sul “Subcontinente indiano” de Le Civiltà dell’Oriente, vol. I, p. 690: «Akbar fu un grande protettore delle arti e delle lettere. A lui stesso si deve probabilmente il piano di Fatehpur-Sikri, la meravigliosa città costruita (a partire dal 1570) in arenaria rossa non lontano da Agra presso la cella del santo Salim Cisti, alla cui intercessione l’imperatore attribuiva la nascita del suo primogenito. Abbandonata nel 1585, essa si è conservata praticamente intatta e contribuisce più d’ogni descrizione a farci rivivere la brillante corte del grande imperatore. La musica indiana ebbe sotto di lui uno dei suoi periodi d’oro, ed è ancora vivo il nome del suo musico di corte, l’hindu Tansen (m. 1589). La pittura Moghul nasce sotto Akbar e muove i primi passi verso l’eccellenza a cui doveva poi giungere. La sua monetazione è forse la più bella della numismatica indiana. Infine la letteratura di corte in lingua persiana ebbe i suoi maggiori esponenti nei fratelli Abu’l Fazl (m. 1602, generale, ministro, autore dell’Ain-i-Akbari, vero manuale dell’amministrazione Moghul) e Faizi, grande poeta. E la pace religiosa goduta dagli Hindu durante questo regno glorioso produsse il più bel fiore delle moderne letterature indiane: il Ramcarit-manas di Tulsi Das».

3 N.d.C.: Takallus (ﺗﺧﻠص) equivale a pseudonimo letterario.

4 N.d.C.: Si ricordi che il calendario islamico parte dal 622 d.C., data dell’Ègira (hijra), ovvero della fuga di Muhammad dalla Mecca a Medina. Per indicare che di tale calendario si tratta, si aggiunge talvolta alla data la sigla “A.H.” ovvero Annus Hegirae. 5 N.d.C.: Nel Sindh, nell’attuale Pakistan la provincia di Karachi. 6 N.d.C.: Mubarak significa “Benedetto”
7 N.d.C.: Il 911 A.H. corrisponde al 1505-1506 A.D. 8 N.d.C.: Il Gujrat è un distretto del Punjab, mentre il Gujarat è uno stato indiano confinante col Sindh pakistano. 9 N.d.C.: Islam Sah regnò dal 1545 al 1553 quale secondo esponente della dinastia Suri, che durante il regno del suo fondatore Sir Sah Suri aveva avuto la meglio sulla dinastia Moghul. 10 N.d.C.: Mahdavi Islam era una setta islamica che riconosceva Sayyid Muhammad Jaunpuri (847/1443 – 910/1505) come Mahdi. Poesie di Shaikh Faizi (Abu’l-Faiz ibn Mubarak)

[*] (vide pp. 169, 185, 198, 209) [*] Cfr. The Áín i Akbarí by Abul Fazl ‘Allami, vol. I, pp. 169, 185, 198, 209)
[**] Badaoni (III., 74) calls it Manba‘-i-nafais ul-‘uyun. [**] Bada’uni (III., 74) lo chiama Manba‘-i-nafa’is ul-‘uyun.

scena di vita quotidiana

scena di vita quotidiana

Saik Faizi nacque ad Agra nel 954.16) I suoi successi nella letteratura araba, nell’arte poetica e nella medicina furono assai vasti. D’abitudine curava la povera gente gratuitamente. Un giorno comparve con suo padre davanti a Saik ‘Abdu’n-Nabi, il Sadr, [*] 17) e richiese un’assegnazione di 100 bigha; 18) ma non solo fu respinto, bensì fu anche allontanato dalla sala con ogni sorta di contumelie in relazione alle sue tendenze verso lo Sciismo. Ma la fama letteraria di Faizi giunse alle orecchie di Akbar, e nel 12° anno, quando Akbar era impegnato nella spedizione a Citor, 19) egli fu chiamato a corte. I Nemici bigotti di Faizi di Agra interpretarono la chiamata come una citazione davanti a un giudice e consigliarono il governatore della città a non lasciare che Faizi fuggisse. Egli perciò ordinò ad alcuni Moghul di circondare la casa di Mubarak; ma casualmente Faizi era assente da casa. Mubarak fu maltrattato, e quando Faizi infine giunse, fu portato via di forza. Ma Akbar lo ricevette con molto favore, e Faizi, in breve tempo, divenne il compagno abituale e l’amico dell’imperatore. Egli fu determinante nel provocare la caduta di Saik ‘Abdu’n-Nabi. 20

11 N.d.C.: Quella naqsbandiyya è una tra le più note e diffuse confraternite sufi. I suoi aderenti la fanno risalire direttamente a Muhammad tramite il primo califfo Abu Bakr. 12 N.d.C.: La confraternita hamadaniyya è una derivazione kashmira del XIV secolo della confraternita kubraviya, fondata nel XIII secolo da Najmuddin-e Kubra. 13 N.d.C.: Altra forma di Zu’l-qa‘dah, l’undicesimo mese del calendario islamico. 14 N.d.C.: Cfr. anche THOMAS WILLIAM BEALE: «Sua madre morì nel gennaio 1590, 998 A.H., e suo padre nell’agosto 1593, Ziqa‘d, 1001 A.H.». 15 N.d.C.: Tarik vale qui “cronogramma”, ovvero un’espressione che, pur essendo di per sé rappresentativa di ciò che indica, ha però anche un valore numerico che corrisponde a una data, in questo caso il 1001 A.H. L’espressione Saik-i kamil, “maestro perfetto”, contiene infatti le seguenti lettere che sommate fanno 1001: s=300, y=10, k=600; k=20, a=1, m=40, l=30. 16 N.d.C.: MUNIBUR RAHMAN dà come giorno esatto il 5 ša‘bān 954 ovvero il 24 settembre 1547. 17 N.d.C.: Sadr o Sadr-i Jahan, è termine che indicava un’importantissima carica, giuridica e amministrativa, nell’impero di Akbar. 18 N.d.C.: Il bigha è un’unità di misura agraria indiana il cui valore varia considerevolmente; può andare da 1/3 di ettaro a 1 ettaro, cioè 100×100 metri, e anche più. Cfr. pure JOHN T. PLATTS, A Dictionary of Urdu Classical Hindi and English, p. 210b: «una misurazione di terreno pari a circa cinque ottavi di un acro [che equivale a 0,4046 ettari]». 19 N.d.C.: Città nel nord del Pakistan.Poesie di Shaikh Faizi (Abu’l-Faiz ibn Mubarak)

[*] (p. 272) [*] Cfr. The Áín i Akbarí by Abul Fazl ‘Allami, vol. I, p. 272.

scuola di musica

scuola di musica

Nel 30° anno, progettò una kamsah, ovvero una collezione di cinque poemi epici, ad imitazione della Kamsah di Nezami. 21) Il primo, Markaz al- advar, doveva consistere di 3000 versi, e doveva essere un javab (imitazione) del Makzan al- asrar di Nezami; il Sulaiman o Bilqis ed il Nal o Daman dovevano consistere di 4000 versi ciascuno, e dovevano essere javab rispettivamente del Kusrau o Sirin e del Laili o Majnun; mentre lo Haft Kisvar e l’Akbarnamah, ognuno di 6000 versi, dovevano corrispondere allo Haft Paikar ed al Sikandarnamah. 22) Nel 33° anno, fu nominato Malik as-su‘ara’, ovvero Poeta Laureato (Akbarnamah, III., 559). Sebbene avesse composto delle parti della Kamsah, il progetto originario non era stato portato a termine, e nel 39° anno, Akbar lo esortò a perseverare, e gli raccomandò di completare il Nal o Daman. Faizi allora finì il poema, e ne offrì, nello stesso anno, una copia al suo imperiale maestro.
Faizi soffriva di asma, e morì il 10 di safar del 1004 (40° anno). 23) Il tarik della sua morte è Fayyaz-i ‘Ajam.24 Si dice che avesse composto 101 libri. Le più note, a parte le sue opere poetiche, sono il Savati‘ al-ilham, ed il Mavarid

20) N.d.C.: Cfr. Ma’atir al-umara’ (The Maathir-ul-Umara, vol. I, p. 515): «Fu presa vendetta su ‘Abdu’n-nabi, che fu privato del suo ufficio e spogliato del suo rango ed esiliato nello Hijaz. In ultimo, fu rovinato nella proprietà e nella vita». 21) N.d.C.: Nizām ad-Dīn Abū Muhammad Ilyās ibn Yūsuf ibn Zakī ibn Mu‘ayyid, meglio noto come Nizami-ye Ganjavi (1141-1204) fu uno dei massimi poeti persiani. 22) N.d.C.: Ovvero Iskandarnamah. Con il titolo Sikandarnamah Henry Wilberforce-Clarke tradusse in inglese il Sarafnāmah, prima parte dello Iskandarnamah (cfr. http://persian.packhum.org/persian/main). 23) N.d.C.: Morì a Lahor, il 10 safar 1004 ovvero il 15 ottobre 1595 (Munibur Rahman). 24) N.d.C.: Le lettere componenti di Fayyaz-i ‘Ajam (che dovrebbe significare “generoso persiano”, anche se i traduttori del Ma’atir al-umara’ (The Maathir-ul-Umara, vol. I, p. 516), traducono “wondrous bounty” cioè “meravigliosa generosità”) sommate, danno infatti la cifra 1004 (f=80, y=10, a=1, z=800; ‘=70, j=3, m=40). Cfr. però anche Beale: «poiché molti supponevano che fosse stato un deista, molti cronogrammi abusivi furono scritti per l’occasione, tra cui il seguente — “Lo Saik fu un infedele”». Poesie di Shaikh Faizi (Abu’l-Faiz ibn Mubarak)
25) La sua raffinata biblioteca, consistente di 4300 manoscritti di qualità, fu incorporata nella biblioteca imperiale.

bassorilievo di soldato persiano

bassorilievo di soldato persiano

Faizi fu impiegato come precettore dei prìncipi; occasionalmente, agì anche in veste di ambasciatore. Così, nel 1000, egli era nel Deccan, donde scrisse la lettera allo storico Bada’uni,26 che era temporaneamente in disgrazia a corte. [*]
Era un uomo di temperamento allegro, liberale, attivo, una persona mattiniera. Era discepolo dell’imperatore, e così stava in pace col mondo intiero. Sua Maestà comprendeva il valore del suo genio e gli conferì il titolo di Malik as- su‘ara’ ovvero re dei poeti. [*] Scrisse per circa quarant’anni sotto il nome di Faizi, che in seguito, per divina ispirazione, mutò in Fayyazi come egli stesso dice nel suo Nal o Daman —
[*] Gazali di Mashad (per cui cfr. The Áín i Akbarí by Abul Fazl ‘Allami, vol. I, 5° poeta, pp. 568-569) fu il primo a ottenere tale titolo. Dopo la sua morte, l’ottenne Faizi. Sotto Jahangir, Talib di Amul fu malik as- su‘ara’, e sotto Sahjahan, [lo furono] Muhammad Jan Qudsi e, dopo di lui, Abu Talib Kalim. Aurangzib odiava la poesia tanto quanto la storia e la musica.

Before this, whenever I issued anything,
Prima d’ora, ogniqualvolta pubblicavo qualcosa,
The writing on my signet was ‘Faizi.
La scritta sul mio sigillo era ‘Faizi.’
But as I am now chastened by spiritual love,
Ma poiché sono ora trattenuto da amore spirituale.
I am the ‘Fayyazi’ of the Ocean of
Superabundance (God’s love). [*]
Io sono il ‘Fayyazi’ dell’Oceano della
Sovrabbondanza (amor di Dio). [*]

[*] Faiz è una parola araba che significa ‘abbondanza’; Faizi sarebbe un uomo che ha abbondanza o dà abbondantemente. Fayyaz è la forma intensiva di Faizi, ‘che dà sovrabbondantemente’. Fayyazi, originariamente, è il nome astratto, ‘l’atto di dare sovrabbondantemente’, e quindi diventa un titolo.
25 N.d.C.: Cfr. anche BEALE: «Fu il primo musulmano ad applicarsi ad uno studio diligente della letteratura e della scienza indù. Oltre alle opere sanscrite in poesia e filosofia, diede una versione del Bija Ganita e della Lilavati di Bhaskaracarya, le migliori opere indiane sull’algebra e l’aritmetica». Poi aggiunge: «C’è anche un Insa’ o collezione di Lettere che va sotto il suo nome». E sul sito http://persian.packhum.org/persian/main, sotto il titolo Vaqi‘at (“Avvenimenti”), se ne può trovare un estratto tradotto in inglese.
26 N.d.C.: Mulla ‘Abdu’l-Qadir Bada’uni, autore del Muntakabu’t-tavarik, nato intorno al 948/1541 e morto nel 1024/1615.

La forma di fayyazi concorda con la forma di ‘Allami, il takallus di Abu’l-Fazl, e certi storici, come Bada’uni, hanno affermato che la semplice forma suggerisse il mutamento da Faizi in Fayyazi. Le sue maniere e abitudini eccellenti diedero lustro al suo genio. Si distinse eminentemente in parecchi rami. Compose molte opere in persiano e in arabo. Tra le altre scrisse il Savati’ al-ilham [*] (‘raggi d’ispirazione’), che è un commentario al Corano in arabo, in cui egli impiegò soltanto quelle lettere che non hanno punti. Le parole della Surat al-Iklas [**] contengono la data del suo completamento.

[*] Non ho visto alcuna copia di quest’opera. È spesso confusa con il Mavarid al-kilam, perché anche quest’ultimo è scritto be nuqat, senza utilizzare le lettere puntate. Il Mavarid fu stampato a Calcutta nel 1241 A. H., dai professori della Madrasah e da Maulavi Muhammad ‘Ali of Ramptur. Contiene sentenze, spesso efficaci, sulle parole Islam, salam, ‘ilm al-kalam, Adam, Muhammad, kalam Allah, ahl Allah, &c, e riveste un interesse modesto. Faizi vi dispiega le sue abilità lessicografiche.

[**] Questo è il 112° capitolo del Corano, che incomincia con le parole Qul huwa’llahu ahad. Le lettere aggiunte danno 1002; 27 Faizi, perciò, scrisse il libro due anni prima della propria morte. Quest’ingegnoso tarik fu scoperto da Mir Haidar Mu’ammai di Kasan, poeticamente chiamato Rafi’i (per cui cfr. The Áín i Akbarí by Abul Fazl ‘Allami, vol. I, 31° poeta, pp. 593-594.

abbigliamento femminile

abbigliamento femminile

Egli considerava la ricchezza come un mezzo per generare povertà, [*] e l’avversità della fortuna era ai suoi occhi un ornamento che portava allegria. La porta della sua casa era aperta a parenti ed estranei, amici e nemici; e i poveri trovavano conforto nella sua dimora. Poiché era di difficile contentatura, non diede alcuna pubblicità alle proprie opere, e mai mise la mano della richiesta sulla fronte [**] della gloria. Non volgeva a se stesso alcuno sguardo ammirato. Essendo un genio, poco si curava della poesia, e non frequentava la compagnia dei begli spiriti. Era profondo nella filosofia; quanto aveva letto con gli occhi diveniva nutrimento del cuore. Approfondì lo studio della medicina, e forniva alla povera gente consulti gratuiti.

[*] Vale a dire, quanto più aveva, tanto più dava via, e così divenne povero, ovvero, egli considerava che le ricchezze rendessero un uomo povero in senso spirituale.
[**] Tarak, propriamente la corona della testa. Mettere la mano sulla corona della testa è un’antica forma del salam. Abu’l-Fazl vuol dire che Faizi non fu mai mediocre abbastanza da chiedere favori o regali.
Le gemme di pensiero dei suoi poemi non saranno mai dimenticate.
.
27 N.d.C.: Vale a dire che la somma di tutte le lettere dei quattro versetti del capitolo 112 (tolta la Basmalah iniziale) dà 1002: 1Qul huwa’llahu ’ahad, 2’allahu’s-samad, 3 lam yalid wa lam yulad, 4wa lam yakun lahu kufuwan’ ’ahad: q=100, l=30, h=5, w=6, ’=1, l=30, l=30, h=5, ’=1, h=8, d=4; ’=1, l=30, l=30, h=5, ’=1, l=30, s=90, m=40, d=4; l=30, m=40, y=10, l=30, d=4, w=6, l=30, m=40, y=10, w=6, l=30, d=4; w=6, l=30, m=40, y=10, k=20, n=50, l=30, h=5, k=20, f=80, w=6, ’=1, ’=1, h=8, d=4.Poesie di Shaikh Faizi (Abu’l-Faiz ibn Mubarak)

l’ozio, e il mio cuore si volgesse a occupazioni
mondane, vorrei radunare alcuni degli scritti
eccellenti di questo autore senza rivali nella sua
epoca, e raccogliere, con l’occhio di un critico
geloso, eppure con la mano di un amico, alcuni
dei suoi versi. [*]

[*] Abu’l-Fazl mantenne la promessa, e radunò, due anni dopo la morte di Faizi, i fogli dispersi del Markaz al-advar (p. 491), riguardo a cui il curioso troverà una nota di Abu’l-Fazl nel 3° libro della sua Maktubat. Lo stesso libro contiene un’elegia sulla morte di Faizi.
I manoscritti del Nal o Daman di Faizi sono assai numerosi. Il suo Divan, eccettuate le Qasa’id, 28 fu litografato a Dihli, nel 1201 A.H., ma è stato a lungo esaurito. Termina con una Ruba‘i (di Faizi), che mostra che le parole Divan-i Faizi contengono il tarik, vale a dire l’anno dell’Egira 971,29 una data di gran lunga troppo lontana, dato che egli nacque solo nel 954.30 Il Mir’atu’l-‘Alam 31 dice che Faizi compose 101 libri, Bada’uni valuta i suoi versi in 20.000, e Abu’l-Fazl in 50.000. Lo Akbarnamah (40° anno) contiene numerosi estratti dalle opere di Faizi. Daghistani 32 dice nel suo Riyaz al-su‘ara’ che Faizi era un discepolo di Kvajah Husain Sana’i di Mashad, e sembra che Abu’l-Fazl abbia per tale ragione posto Sana’i immediatamente dopo Faizi. Lo stesso scrittore sottolinea che Faizi in Persia è spesso erroneamente chiamato Faizi-i Dakini.

Molti degli estratti sotto riportati non si trovano né nelle edizioni stampate né nei manoscritti delle opere di Faizi.
Ma ora è l’amore fraterno — un amore che non procede lungo la strada delle critiche minuzie — che mi comanda di mettere per iscritto alcuni dei suoi versi.

soldati persiani

soldati persiani

Estratti dalle Qasaid (Odi) di Faizi.

1. O Thou who existest from eternity and abidest
for ever, sight cannot bear Thy light, praise
cannot express Thy perfection.
.
1. O Tu che esisti dall’eternità e sempre perduri, la vista
non può sopportare la Tua luce, la lode
non può esprimere la Tua perfezione.
.
2. Thy light melts the understanding, and Thy
glory baffles wisdom; to think of Thee destroys
reason, Thy essence confounds thought.
.
2. La Tua luce dissipa la comprensione, e la Tua
Gloria elude la saggezza; pensare a Te distrugge
la ragione, la Tua essenza confonde il pensiero.
.
3. Thy holiness pronounces that the blood drops
of human meditation are shed in vain in search
of Thy knowledge: human understanding is but
an atom of dust.
.
3. La Tua santità dichiara che le gocce di sangue
dell’umana meditazione vengono sparse invano
alla ricerca della Tua conoscenza: l’umana
comprensione è solo un atomo di polvere.
.
4. Thy jealousy, the guard of Thy door, stuns
human thought by a blow in the face, and gives
human ignorance a slap on the nape of the neck.
.
4. La Tua gelosia, il custode della Tua porta,
stordisce l’umano pensiero con un colpo in viso,
e dà all’umana ignoranza uno schiaffo sulla nuca.
.
28 N.d.C.: Qasa’id è il plurale di Qasidah, una particolare forma di composizione poetica.
29 N.d.C.: Il titolo “Divan-i Faizi” è composto dalle lettere: d=4, y=10, v=6, a=1, n=50; f=80, y=10, z=800, y=10, per un totale appunto di 971. 30 N.d.C.: A Blochmann questa data sembra troppo indietro nel tempo, in quanto Faizi avrebbe avuto solo 17 anni. 31 N.d.C.: Cioè Speculum mundi, opera sulla storia dell’imperatore Aurangzib composta da Muhammad Baktāvar Kān (morto nel 1685). 32 N.d.C.: ‘Ali Quli Dagistani morì nel 1712.

600 a.c soldati persiani

600 a.c soldati persiani

 

5. Science is like blinding desert sand on the
road to Thy perfection; the town of literature is a
mere hamlet compared with the world of Thy
knowledge.
.
5. La scienza è come accecante sabbia del
deserto sulla strada verso la Tua perfezione; la
città della letteratura è solo un minuscolo
villaggio a paragone col mondo della Tua
conoscenza.
.
6. My foot has no power to travel on this path
which misleads sages; I have no power to bear
the odour of this wine, it confounds my
knowledge.
.
6. Il mio piede non ha potere di viaggiare su
questo sentiero che fuorvia i saggi; io non ho
potere di sopportare l’odore di questo vino, esso
confonde la mia conoscenza.
.
7. The tablet of Thy holiness is too pure for the
(black) tricklings of the human pen; the dross of
human understanding is unfit to be used as the
philosopher’s stone.
.
7. La tavoletta della Tua santità è troppo pura
per i (neri) gocciolii della penna umana; le
scorie della comprensione umana sono inadatte a
essere usate come pietra filosofale.
.
8. Man’s so called foresight and guiding reason
wander about bewildered in the streets of the
city of Thy glory.
.
8. La cosiddetta lungimiranza e la ragione guida
dell’uomo vagano disorientate per le strade della
città della Tua gloria.
.
9. Human knowledge and thought combined can
only spell the first letter of the alphabet of Thy
love.
.
9. La conoscenza e il pensiero umani congiunti
possono solo compitare la prima lettera
dell’alfabeto del Tuo amore.
.
10. Whatever our tongue can say, and our pen
can write, of Thy Being, is all empty sound and
deceiving scribble.
.
10. Qualunque cosa la nostra lingua possa dire, e
la nostra penna scrivere sul Tuo Essere, è tutto
un vuoto suono e un ingannevole scarabocchio.

pittura erotica persiana

pittura erotica persiana

11. Mere beginners and such as are far advanced
in knowledge are both eager for union with
Thee; but the beginners are tattlers, and those
that are advanced are triflers.
.
11. Semplici principianti e quanti sono
progrediti assai nella conoscenza, tutti sono
impazienti di unirsi con Te; ma i principianti
sono dei chiacchieroni, e i progrediti sono degli
sfaccendati.
.
12. Each brain is full of the thought of grasping
Thee; the brow of Plato even burned with the
fever heat of this hopeless thought.
.
12. Ogni cervello è colmo del pensiero di
afferrarTi; anche la fronte di Platone bruciava
per il calore febbrile di questo pensiero senza
speranza.
.
13. How shall a thoughtless man like me
succeed when Thy jealousy strikes down with a
fatal blow the thoughts [*] of saints?
.
13. Come potrà aver successo un uomo
avventato come me quando la Tua gelosia
percuote d’un colpo fatale i pensieri [*] dei
santi?
.
[*] Letteralmente: conficca un pugnale nei fegati dei tuoi santi.
.
14. O that Thy grace would cleanse my brain;
for if not, my restlessness (qutrub) [*] will end
in madness.
.
14. Oh possa la tua grazia purificare il mio
cervello; ché se così non sarà, la mia
inquietudine (qutrub) [*] terminerà in follia.
.
[*] Il mio testo ha fitrat; ma molti manoscritti delle Qasaid di Faizi hanno qutrub, che significa follia incipiente, inquietudine di pensiero.

pittura erotica persiana

pittura erotica persiana

 

15. For him who travels barefooted on the path
towards Thy glory, even the mouths of dragons
would be as it were a protection for his feet (lit.
greaves). [*]
.
15. Per colui che viaggia scalzo sul sentiero
verso la Tua gloria, si potrebbe dire che persino
le bocche dei dragoni costituirebbero una
protezione per i suoi piedi (lett. gambiere).
.
[*] Vale a dire che il terrore delle bocche dei dragoni è pur esso una protezione paragonato con le difficoltà sulla strada che porta alla comprensione della Gloria di Dio.
.
16. Compared with Thy favour, the nine metals
of earth are but as half a handful of dust;
compared with the table of Thy mercies, the
seven oceans are a bowl of broth.
.
16. Paragonati al Tuo favore, i nove metalli della
terra non sono che una mezza manciata di
polvere; paragonati con la tavola delle Tue
grazie, i sette oceani sono una ciotola di brodo.
.
17. To bow down the head upon the dust of Thy
threshold and then to look up, is neither correct
in faith, nor permitted by truth.
.
17. Chinare la testa sulla polvere della Tua
soglia e poi guardare in su, non è né corretto
nella fede, né consentito dalla verità.
.
18. Alas, the stomach of my worldliness takes in
impure food like a hungry dog, although Love,
the doctor, [*] bade me abstain from it.
.
18. Ahimè, lo stomaco della mia mondanità
assume cibo impuro come un cane affamato,
quantunque Amore, il dottore, mi abbia comandato di astenermene.
.
[*] Letteralmente: Ippocrate.

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3 risposte a “POESIE PERSIANE ANTICHE di SAIK FAIZI Versione dall’inglese, revisione e note a cura di Dario Chioli

  1. 14. Oh possa la tua grazia purificare il mio
    cervello; ché se così non sarà, la mia
    inquietudine (qutrub) [*] terminerà in follia.

    [*] Il mio testo ha fitrat; ma molti manoscritti delle Qasaid di Faizi hanno qutrub, che significa follia incipiente, inquietudine di pensiero.

  2. queste odi di Saik Faizi lasciano di stucco, talmente appaiono a noi vicine sotto il profilo della sensibilità, delle tematiche (per lo più astratte) e della tornitura formale delle terzine.

  3. La vera poesia non ha tempo, non è databile, non ha scadenza.
    GBG

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