Archivi del giorno: 19 giugno 2018

Raffaele Urraro, Poesie scelte, da Bereshìt (In principio… ), 2017 – con una dichiarazione dell’autore e un Commento in forma di poesia di Giorgio Linguaglossa

 

pittura Jason Langer, 2001

Jason Langer, 2001

Raffaele Urraro è nato il 1940 a San Giuseppe Vesuviano dove tuttora vive e opera. Dopo aver insegnato italiano e latino nei Licei, ora si dedica esclusivamente al lavoro letterario. Collabora come redattore alla rivista di letteratura e arte «Secondo Tempo» diretta da Alessandro Carandente. Suoi interventi critici, con saggi e recensioni, sono presenti anche su altre riviste, come «La Clessidra», «L’Immaginazione», «Capoverso», «Sìlarus», ecc.
Ha pubblicato molte raccolte di versi e opere di saggistica tra cui Giacomo Leopardi: le donne, gli amori, Olschki, Firenze 2008; La fabbrica della parola – Studi di poetologia, Manni Editore, San Cesario di Lecce 2011; “Questa maledetta vita” – Il “romanzo autobiografico” di Giacomo Leopardi (Olschki editore, Firenze 2015), e Le forme della poesia – Saggi critici (La Vita Felice, Milano 2015).

Commento di Giorgio Linguaglossa in forma di poesia alla maniera della «nuova ontologia estetica»

«ho sognato che Dio mi chiedeva di scrivergli
una recensione per la sua creazione…»

disse proprio così. inutilmente io mi schermii dicendo
che non mi sentivo all’altezza…

allora Dio si è rivolto a Gino Rago
[del resto anche lui è un membro della nuova ontologia estetica]

ma, sfortunatamente per il Signor Dio, anche Gino ha declinato l’invito
con l’argomento che il Buio rotola alla velocità della luce

e altre smargiassate che non vi sto qui a ridire,
e allora quel manigoldo si è rivolto a Mario Gabriele

dicendogli che lo avrebbe accolto nel regno dei cieli se…
ma il risultato è stato che il poeta di Campobasso se l’è data a gambe;

insomma, a farla breve, Dio ha dovuto rinunciare…
e sì, e la «creazione» è rimasta senza alcuna recensione

*

pittura Old Chicago Avenue Station Entrance by Jim Watkins

Old Chicago, Jim Watkins 

Citazioni in exergo di Raffaele Urraro

Ho sognato che Dio mi chiedeva
di scrivergli una recensione
per la sua creazione.
(Charles Simic)

Uomini, perdonatelo,
perché non sa quello che ha fatto!
(José Saramago, Il Vangelo secondo
Gesù Cristo)

ab/io/genesi è questo mondo che ruota
niente sarebbe questo girotondo
senza l’io cosciente che intravede
e parla e fissa le parole
(r.u.)

Gli dèi devono ringraziare la poesia
se si trovano in cielo.
(Charles Simic)

Nota dell’autore

Questo libro di versi non vuole essere il controcanto della Genesi, né la satira della Scrittura, né si configura come il canto di un predicatore che vuole convincere gli altri sulla sua verità. Non ho la presunzione di dire cose rivoluzionarie, né ho l’umiltà per nascondere le cose che penso e tenermele per me. Ho voluto solo raccontare in versi la mia visione delle cose e del mondo prendendo spunto dalla Genesi, fonte che mi ha ispirato e mi ha spinto all’espressione poetica per dare corpo a quella visione cosmologica che è venuta formandosi nella mia mente con gli studi e la riflessione.
In questo libro sono solo un poeta, uno che cerca di dire, lavorando colle/sulle parole, le sue idee, i suoi sentimenti e, rispettoso dei sentimenti e delle idee di ciascun individuo, cerca di esporre le sue convinzioni sulla genesi e sul destino finale del cosmo, della terra, della vita, della storia, dell’uomo.

Avvertenze particolari

1. Il Pensiero, con la iniziale maiuscola, è il Pensiero ritenuto il logos creatore dell’universo, mentre il pensiero con la iniziale minuscola è il pensiero umano che, nella mia visione, ha dato vita al Pensiero: è questo il sillogismo teoretico che ha illuso e deluso, che illude e delude, che illuderà e deluderà gli uomini di ogni tempo.

2. Questo libro si sostanzia di testi poetici esplicativi dei versetti della Genesi e di altri testi che sono nati dalle mie personali riflessioni sui contenuti biblici.

3. Debbo al mio carissimo amico Raffaele Perrotta, che la adotta di norma, la segnalazione dell’inizio dell’interrogativa per mezzo del segno ¿, come d’uso nella lingua spagnola.

4. Il testo biblico da me seguito è quello della versione ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana del 2007.
5. Bereshìt, il titolo, è parola ebraica, significa «In principio» e indica
propriamente la “Genesi” («Origine»).
R.U.

raffaele urraro immagine

Bereshìt (In principio… ), Marcus edizioni, 2017

prologo

sto accovacciato all’ombra
di un platano
– che non è un platano
e non è neppure una pianta –
qui nell’eden circondato
dall’opalescenza infastidita della noia
a bere un bicchiere di vino
annacquato con un po’ di fantasia
e a giocare con nuvole di passaggio
disegnando nell’aria
ghirigori evanescenti
vedo veli bianchi che stendono nell’aria
una sottile malinconia
(veli bianchi bianchi veli
che a vederli ti s’offusca il cuore)
mentre il ricordo della terra
e della vita
è segno di pura nostalgia
non si direbbe
eppure
nell’eden non si sa cosa fare
: una volta morti
si è morti dappertutto
sulla terra se bevi un bicchiere
almeno senti il corpo rotolarsi
nelle brezze della sera
e quando fai l’amore
davvero ti senti bussare
alle porte dell’abisso
per entrare nello spazio del nulla
che sembra spazio del tutto
qui nell’eden
se ne stanno con le mani in mano
a sdrucire le trame del tempo
pigro e insolente
e a contare le ore
che non passano mai
ma io voglio stare
dentro il tempo
e dal tempo calarmi
fino alla fonte primigenia delle cose
anche se le cose
sembrano soltanto
mere proiezioni del pensiero Continua a leggere

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