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Manifesto degli intellettuali contro la politica razzista del leader della Nuova Destra della Lega, Matteo Salvini

Salvini migranti 2

Sono numeri dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati

(Unhcr), cui nessuno contesta l’affidabilità: tra il 2015, all’apice della tragedia siriana, e il 2017  il numero di migranti sbarcati sulle coste europee è passato da più di 1 milione a 172mila, per una popolazione europea che supera i 500 milioni.

Quest’anno siamo arrivati appena a 44mila migranti

In altre parole, la fase acuta della crisi migratoria è alle nostre spalle. Quella che viviamo è soltanto una crisi politica in cui la paura di un’invasione di persone dal sud-est sconvolge gli scacchieri delle politiche nazionali.

Per quanto ingiustificata, questa paura diffusa favorisce le estreme destre, ovunque in ascesa fatta eccezione per la Spagna, dove i ricordi del franchismo sono ancora troppo vivi. In Austria la paura è il collante della coalizione tra destra ed estrema destra. La paura sostiene i nazionalisti xenofobi che dominano in Europa centrale. La paura ha permesso la rinascita dell’estrema destra in Germania e messo in difficoltà la destra tradizionale, al punto tale che Angela Merkel è ormai contestata dall’ala bavarese della democrazia cristiana.

Salvini Il governo che intendo guidare non farà sbarcare neanche un clandestino o richiedente asilo in Italia Dal primo all'ultimo, tornano da dove sono partiti

Il fantasma agitato da politici cinici e sovranisti

La paura dell’invasione di migranti, infine, è diventata un jolly nelle mani dell’estrema destra italiana, la Lega, il cui leader Matteo Salvini è oggi ministro dell’interno, ruolo che gli ha permesso di chiudere i porti italiani alle navi cariche di migranti salvati nel Mediterraneo per mostrare i muscoli e accrescere la propria popolarità.

Il piano sta funzionando. A questo punto Salvini potrebbe innescare il fallimento della coalizione con il Movimento 5 stelle, nuove elezioni e la formazione di un nuovo governo con quello che resta della destra berlusconiana. Potrebbe funzionare anche questo. Terza economia dell’Unione e paese firmatario del Trattato di Roma, l’Italia potrebbe presto diventare il capofila dell’estrema destra europea e paralizzare l’Unione, se non addirittura guidare un movimento xenofobo europeo.

Salvini migranti_libiaIn questo quadrante politico, da mesi due uomini minacciano l’Unità Europea

Vladimir Putin ha strumentalizzato l’estrema destra in Europa per imporsi come forza dominante nel continente europeo e Donald Trump il quale ha dichiarato una guerra doganale all’Unione tassando le importazioni negli Stati Uniti e minacciando di chiudere l’ombrello politico e militare americano. Da est a ovest, due nemici imprevedibili operano, da opposti punti di vista, contro l’Unione, ma per l’Europa unita il pericolo principale viene dall’interno.

Ciò che oggi potrebbe davvero spaccare l’Unione è questa paura diffusa ad arte dell’immigrazione e la capacità di strumentalizzarla politicamente da parte  dei partiti di estrema destra. Davanti a Trump e Putin serve una potenza europea, ma la nascita di questa potenza appare compromessa dalla minaccia migratoria agitata come un fantasma da politici cinici e sovranisti.

La minaccia della dissoluzione dell’Unità Europea è concreta e attuale, come intellettuali e cittadini dell’Europa unita dobbiamo levare un grido di allarme, consapevoli del ruolo di pace e di benessere per tutto il mondo che l’Europa è chiamata a svolgere.

F.to

La redazione dell’Ombra delle Parole

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Foto New York traffic

Intervista a Salman Rushdie sul nuovo romanzo La caduta dei Golden

Autore: Annamaria Trevale Mar, 05/12/2017 – 12:30 http://www.sulromanzo.it/blog/intervista-a-salman-rushdie-alla-scoperta-de-la-caduta-dei-golden

Salman Rushdie è stato intervistato sul suo ultimo romanzo, La caduta dei Golden (di cui potete trovare qui la recensione), durante un incontro con i blogger organizzato in occasione di un suo passaggio da Milano. Si è parlato del libro, ma anche della situazione attuale dell’America,  e poi di New York e di cinema, due sue grandi passioni.

La città di New York ha un grande ruolo da protagonista nel romanzo, ed è vista in tutte le sue sfaccettature, dalle più luminose alle più oscure. Qual è dunque il suo rapporto con la città?

È vero che è un libro sulla città, perché mi vedo sempre come uno scrittore cittadino e tre sono state le città importanti nella mia vita: Bombay, Londra e New York. Ero andato a New York molto prima di viverci, nel lontano 1972, quando avevo 25 anni e la città era molto diversa da adesso: sporca, povera, pericolosa, ma anche più economica di oggi, così che calamitava un sacco di giovani creativi che arrivavano da tutto il mondo. Io, che ero giovane ed entusiasta di incontrare tutti questi artisti, registi e scrittori, ho avuto voglia di andare a viverci e di diventarne parte integrante. Però, come spesso succede, quando mi ci sono finalmente trasferito, a distanza di tempo, non c’era più nulla di quello che avevo conosciuto in precedenza.

Questo, tra l’altro, non è il primo libro in cui parlo di New York, ma è il primo dove la descrivo con un senso d’intimità molto profondo.

salman 13

In un’intervista le veniva fatto notare che questo libro è un pochino meno favola rispetto agli altri, e lei parlava della necessità di combattere le fake news. Può chiarire il concetto?

In effetti quando ho scritto il libro precedente, circa due anni e mezzo fa, la mia scrittura era molto più fantastica. Avevo descritto la città proprio come se si trattasse di una favola, ma poi mi sono detto che dovevo abbandonare questo stile di scrittura e spingermi in altri territori, per cui ho abbracciato un modo di scrivere del tutto diverso.

Allo stesso tempo, però, è stato il mondo a diventare surreale. Tre settimane fa ero a New York, a cena con Ian McEwan, e ce lo siamo proprio detto, ridendo di questo: se avessimo scritto anni fa una storia come quella dei Golden, che avesse come ambientazione New York, le nostre case editrici ci avrebbero chiesto qualcosa di più credibile, ma ora la realtà è questa. Riguardo alle fake news, oggi ci chiediamo cosa fare per risolvere il mondo di bugie che ci circonda, questo è un problema molto importante che coinvolge e riguarda tutta la società.

Nei romanzi ci deve essere un accordo tra scrittore e lettore su come concepire la verità. Se tu, lettore, leggi qualcosa che ti piace e che senti come vera, ammetti che quel mondo sia reale. Adesso sembra che tocchi alla fiction riportare un senso di verità tra i lettori ed è per questo che spingerei la gente a leggere i romanzi.

Non è frustrante raccontare una realtà di cui non abbiamo tutti i lati, per cui si deve ricorrere alla fiction per ricostruire un mondo ipotetico? Continua a leggere

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