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Giorgio Linguaglossa, Poetry kitchen, Storia italiana del Covid19, I parte, scaricabile e acquistabile a 750 €,  La lampadina, di Maurizio Cattelan, acquistabile a 750 €

Maurizio CattelanMaurizio Cattelan 1

Maurizio Cattelan torna a far parlare di se con una nuova opera (se così si può definire), acquistabile dallo shop della famosissima galleria Marian Goodman. Si tratta di una lampadina con le sembianze del celebre artista italiano, passato recentemente agli onori di cronaca per Comedian, la banana in vendita ad Art Basel. Yes! non è un costosissimo pezzo unico, ma un multiplo con un prezzo conseguentemente più abbordabile: per comprarsi una lampadina di Cattelan bisogna infatti sborsare “solo” 750€.

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caro Lucio,
dal punto di vista del nostro fare poiesis la nostra poesia è il nostro linguaggio, la nostra estetica è la nostra poetica e la nostra poetica è la nostra politica.
Non si danno sfere separate, come credeva la metafisica del novecento, ma siamo tutti abitanti di una unica dimensione. «Come tu ora parli, questo è l’etica», scrive Agamben.
Nella modalità in cui tu parli, in cui e per cui qui noi parliamo, il linguaggio ha positivamente luogo, qui è l’etica. E io direi che qui è anche la poetica. L’etica e la poetica sono, in quanto coincidono, nel ‘come’, nella modalità, e la modalità è, in quanto è nell’aver-luogo della parola.
In gioco, nell’etica come anche nella poetica che sono in qui in questione, sono tanto il linguaggio quanto l’ontologia: l’onto-logica.
Oggi soltanto attingendo una parola senza destino e senza identità, possiamo accedere alle regioni della poiesis.
(Giorgio Linguaglossa)

Giorgio Linguaglossa
Storia italiana del Covid19 II parte

[Poetry kitchen, scaricabile e acquistabile a 750€]

«Questo è il Re, si può muovere così e così»
«Questa è la Regina, si può muovere così e così»
«Questo è il Fante, si può muovere così e così»
«Questa è la Torre, si può muovere così e così»
«Questo è il Cavallo, si può muovere così e così»
«Questo è quanto», concluse Azazello.

Il quale guardò dalla finestra la pioggia fitta. Prese l’ombrello tricolore, lo aprì
e uscì sotto il sole cocente.

«Ecco, io per esempio, in una poesia di Giuseppe Gallo, trovo “cespuglio di ginestre” che, per un lapsus, è diventato “cespuglio di finestre”.
Ebbene, preferisco di gran lunga “cespuglio di finestre”, perché segna un allontanamento dal significato corrivo della prima versione: “cespuglio di ginestre”.
Affacciarsi dal balcone e scorgere in lontananza un “cespuglio di finestre”, lo trovo in linea con il nostro imperativo di prendere le distanze dai significati»,
disse il poeta Linguaglossa.

Anche «il quadrato rotondo prende le distanze dal significato», replicò un interlocutore striminzito e altissimo presente in quel momento negli stagni Patriarsci.

«Whatever it takes!», replicò il Signore con il papillon bordò.
Detto questo, Azazello si leccò i baffi, fece dietro front.
E scomparve.
Un attimo dopo anche il signore altissimo fu inghiottito dal nulla.

«Qual è lo scopo del pensiero? Trovare una via d’uscita dalla trappola»,
disse Wittgenstein.
Un gatto saltellò sulla tastiera della calcolatrice. Premette i tasti 25, X e 30.
Il risultato fu 500.
«Questo è un inganno!», replicò il filosofo «Non si può dimenticare
ciò che non si può ricordare».
E tornò ai suoi quaderni.

Il cardinale Tarcisio Bortone accusò la stampa di «procurato allarme».
La femboy thailandese Asiaboy indossò la mascherina bianca con la bandiera tricolore.
Vennero chiusi alberghi, bar, ristoranti, luoghi pubblici.
Venne istituito il contact tracing anche per le crossdresser di via Solferino.
Furono sospese messe e funerali.
Fu dichiarato lo «stato di emergenza».
La gente fece man bassa di carta igienica dai supermercati.
Dalle farmacie scomparvero mascherine e gel disinfettanti.
Il governatore del Veneto, Zaia, disse che «i cinesi mangiano i topi vivi», quello della Lombardia, Fontana, mise una taglia sul virus.

In via Gabriello Chiabrera il furgone dell’accalappiacani si scontrò contro una autoambulanza.
Un gabbiano beccò la testa di un corvo morto sul cofano di una Peugeout.
I malati di Covid19 vennero trasferiti nelle RSA.
Vennero sospese pure le partite di calcio.
Un politico cialtrone disse che il contagio era portato dai migranti sui barconi.
Un critico d’arte invece appurò che trattavasi di una lieve influenza.
I medici andavano alla ricerca del paziente Zero.

Vennero proibiti gli assembramenti e le manifestazioni pubbliche, alcuni legulei sporsero denuncia contro il Presidente del Consiglio.
La Chiesa, per voce della Congrega dei Vescovi, espresse disappunto per la chiusura dei luoghi di culto.
Il mercato del pesce venne bannato e disparvero anche le prostitute dalle strade.
Un cardinale accusò il divorzio e l’aborto, qualche prete dichiarò venuta la punizione divina per le pratiche contro natura…
Ci fu persino una protesta di squillo e crossdresser davanti a palazzo Chigi.

Da una porta di Borgo Pio uscì il cardinale Tarcisio Bortone a braccetto con il gatto Azazello.
Si diressero agli stagni Patriarsci dove ordinarono un succo di albicocca.
Un bicchiere si riempì di liquido giallastro con della schiuma sopra.
«Il Falcon 9 è sulla rampa di lancio 39/A, gli astronauti sono pronti»,
disse Azazello.

Il Covid19 saltellò qua e là, poi si diresse verso il succo di albicocca e venne inghiottito dal gargarozzo del cardinale il quale qualche giorno dopo venne portato in sala di rianimazione in stato confusionale.

Un corvo prese a beccare nel «cespuglio di ginestre» citato dal poeta Gallo presso la sede del Servizio Informazioni Riservate di via Pietro Giordani e rimase stecchito.

Il poeta di Milano scrisse su un quotidiano che la «società letteraria» era defunta.
Un altro poeta di Genova scrisse che il «bello» era morto.

Il giorno 23 aprile la società “Word and Flat” s.r.l. con sede fiscale in Lussemburgo incassò 25 milioni di euro come anticipo per delle mascherine chirurgiche, mai arrivate, provenienti dalla Cina.

Un branco di gabbiani affamati si levò in volo verso il Campidoglio.
I cassonetti delle immondizie tornarono vuoti.
Come un tempo.

Giorgio Linguaglossa è nato a Istanbul nel 1949 e vive e Roma (via Pietro Giordani, 18 – 00145). Di genitori siciliani, nella sua stirpe convivono tracce degli antichi colonizzatori della Sicilia: fenici, cartaginesi, greci, siculi, spagnoli, francesi, arabi. Ha una laurea in Lettere. Per la poesia ha pubblicato nel 1992 pubblica Uccelli (Scettro del Re) e nel 2000 Paradiso (Libreria Croce). Ha tradotto poeti inglesi, francesi e tedeschi tra cui Nelly Sachs e alcune poesie di Georg Trakl. Nel 1993 fonda il quadrimestrale di letteratura «Poiesis» che dal 1997 dirigerà fino al 2005. Nel 1995 firma, insieme a Giuseppe Pedota, Lisa Stace, Maria Rosaria Madonna e Giorgia Stecher il «Manifesto della Nuova Poesia Metafisica», pubblicato sul n. 7 di «Poiesis». È del 2002 Appunti Critici – La poesia italiana del tardo Novecento tra conformismi e nuove proposte (Libreria Croce, Roma). Nel 2005 pubblica il romanzo breve Ventiquattro tamponamenti prima di andare in ufficio. Nel 2006 pubblica la raccolta di poesia La Belligeranza del Tramonto (LietoColle).

Per la saggistica nel 2007 pubblica Il minimalismo, ovvero il tentato omicidio della poesia in «Atti del Convegno: È morto il Novecento? Rileggiamo un secolo», Passigli. Nel 2010 escono La Nuova Poesia Modernista Italiana (1980–2010) EdiLet, Roma, e il romanzo Ponzio Pilato, Mimesis, Milano. Nel 2011, sempre per le edizioni EdiLet di Roma pubblica il saggio Dalla lirica al discorso poetico. Storia della Poesia italiana 1945 – 2010. Nel 2013 escono il libro di poesia Blumenbilder (natura morta con fiori), Passigli, Firenze, e il saggio critico Dopo il Novecento. Monitoraggio della poesia italiana contemporanea (2000–2013), Società Editrice Fiorentina, Firenze. Nel 2015 escono La filosofia del tè (Istruzioni sull’uso dell’autenticità) Ensemble, Roma, e una antologia della propria poesia bilingue italiano/inglese Three Stills in the Frame. Selected poems (1986-2014) con Chelsea Editions, New York. Nel 2016 pubblica il romanzo 248 giorni con Achille e la Tartaruga. Nel 2017 esce la monografia critica su Alfredo de Palchi, La poesia di Alfredo de Palchi (Progetto Cultura, Roma) e nel 2018 il saggio Critica della ragione sufficiente e la silloge di poesia Il tedio di Dio, con Progetto Cultura di Roma.  Ha curato l’antologia bilingue, ital/inglese How The Trojan War Ended I Don’t Remember, Chelsea Editions, New York, 2019

Nel 2014 fonda la rivista telematica lombradelleparole.wordpress.com  con la quale, insieme ad altri poeti, ha lanciato  una nouvelle vague, un nuovo modo di pensare la poesia denominata: Nuova Ontologia Estetica. Dalla ontologia negativa di Heidegger alla ontologia positiva della filosofia di oggi,  cioè un nuovo paradigma per una poesia della nuova civiltà telematica che teorizza la scomparsa dell’io, l’enunciato poetico nella forma del frammento e del polittico, ovvero, una poesia che contempli la contemporaneità e la  molteplicità di tempi e di spazi entro una unica cornice di poesia. Una forma-poesia come cornice di una molteplicità di fotogrammi e di enunciati.

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ITALIA IN GUERRA – Perché i titoli italiani ambiti dagli stranieri oggi scendono in borsa? Semplice, per farli diventare un affare, magari poi ricattandoci sulla legge di stabilità per obbligarci a privatizzare…

italia guerra

da scenarieconomici.it

Tanto per parlare in modo comprensibile, oggi la borsa italiana è sotto forte pressione. Anche in modo ingiustificato direi, come abbiamo visto in passato, ad esempio le banche nostrane sono sotto attacco. Dico ingiustificato perché a guardare ad esempio Deutsche Bank molti dei nostri istituti dovrebbero essere in salita e non in discesa per come sono solidi. Ma la puzza di bruciato arriva anche e soprattutto da altre parti. Come ben sapete negli scorsi due anni abbiamo rilevato sui giornali come ci fosse enorme interesse per le aziende potenzialmente privatizzabili dallo Stato italiano, escludendo ENI che è intoccabile dagli europei senza l’avallo d’oltreoceano (vedasi le presidenze ENI degli ultimi 20 anni e capirete quanti e quali aderenze abbia il cane a sei zampe con gli USA), le due aziende in cima alla lista dei desideri continentali sono due, ENEL e Finmeccanica. Energia e difesa, due settori strategici. Sono due aziende che macinano fior di utili se comparate con i propri competitors, ENEL è certamente la miglior utility del continente e probabilmente del mondo mentre Finmeccanica è leader assoluto in settori strategici di difesa quali l’elicotteristica, i sistemi radar, il supporto alla la missilistica (…). La prima, ENEL, di interesse, tedesco, la seconda francese.

Bene, sappiate anche che oggi Finmeccanica e ENEL stanno vivendo un momento di passione , titoli in crollo in modo veramente ingiustificato. E dico questo forte della comparazione con i titoli omologhi del settore ma di paesi limitrofi, Francia e Germania ad esempio.

 titoli 1

Ricordo lo scorso anno quando per ottenere l’approvazione della legge di stabilità 2016 il governo italiano dovette scendere per ENEL, minacciata da Bruxelles, sotto il limite dell’OPA obbligatoria fissata al 30% in modo da renderla contendibile. E questo era un desiderata tedesco da tempo, fin da Fukushima quando improvvidamente Berlino decise di limitare la produzione nucleare in patria, con un crollo dei suoi campioni del settore. Ossia, ciò comportò la contromisura necessaria, ossia la richiesta al governo più filoeuropeo di avvicinare ENEL ai suoi campioni nazionali in forte crisi, per salvarli. Leggasi, una fusione o una acquisizione tout court. Il piano fallì solo lo scorso maggio quando il Governo ed ENEL si misero d’accordo per sviluppare la banda larga in fibra in Italia, di fatto allargando l’ambito della legge sulla golden share promulgata da Monti nel 2012 con ENEL che incredibilmente [ma solo fino ad un certo punto] prima ENEL non era coperta dal provvedimento. Da lì se ci pensate bene sono iniziati i guai per Renzi, un’escalation che non sembra destinata ad esaurirsi a breve, non prima della prossima decisione di Draghi di acquistare non solo bonds statali a mercato aperto il prossimo marzo (…).

NON VA DIMENTICATO CHE ENEL E’ L’UNICA UTILITY MONDIALE DI UNA CERTA DOMENSIONE IMMUNE O QUASI DA UNA DISCESA DEI PREZZI DELL’ENERGIA A PREZZO FISSO VISTA L’ASSENZA DI GENERAZIONE A APPUNTO A PREZZO FISSO COME QUELLA NUCLEARE.

titoli 2

La seconda azienda oggetto di interesse straniero (francese questa volta) è Finmeccanica. Per questa azienda possiamo riportare storie al limite dell’assurdo quali ad esempio l’aneddoto di Nens, il think tank vicino a Bersani e Letta, che commissionò alcuni anni fa uno studio per capire come estrarre valore dal gruppo della difesa italiano. La conclusione fu che la dimensione era sotto quella critica in molti settori di attività per cui si consigliava di alienarne delle parti. Fin qui va bene ma attenzione ai dettagli: la consulenza fu data a tale Lisa Jeanne, ricercatrice francese di Science Po, ossia la scuola di geopolitica e dei servizi segreti francesi. Per intenderci la stessa università dove è andato ad insegnare Enrico Letta, da sempre beniamino dei galli in Italia. Ma la cosa veramente incredibile è che le conclusioni della Jeanne di fatto andavano nella direzione di vendere o fondersi proprio con aziende francesi….

Avete capito la solfa? Negli scorsi anni non sono riusciti a soffiarcele, con Monti e Letta. Oggi il riottoso Renzi che non le concede è diventato scomodo, seguite i soldi per capire i motivi dei fatti apparentemente inspiegabili, non si sbaglia quasi mai. Renzi infatti ha capito che la forza sua e di conserva dell’Italia dipende dall’avere leve economiche. E le leve economiche della politica non sono nulla in assenza delle leve dell’economia reale in grado di rendere materiali i progetti e fin anche gli interessi (…). Dunque il primo ministro, scaltro, prima ha piazzato le sue persone a capo del sistema delle partecipazioni statali con un dettaglio ed una pervasività manichee, poi – ora – le ha dovute difendere dagli stranieri non tanto per interessa nazionale ma per suo diretto tornaconto (anche) politico, che poi la cosa andasse anche a difesa del Paese, beh, lo reputo un dettaglio.

titoli 3

Sta di fatto che oggi Finmeccanica ed ENEL sono sotto attacco e dobbiamo difenderle. Bene sarebbe dichiarare che tali aziende sono strategiche e non possono essere alienate al momento, possibilmente facendo entrare anche CDP in misura ridotta nell’azionariato con acquisti a mercato aperto. Ossia facendo quello che probabilmente mani interessate stanno facendo ora, approfittando del ribasso a parere di molti ingiustificato.

I paesi europei che vorrebbero comandare l’Europa sono paesi che hanno sempre cercato di vivere – e per molto tenpo han vissuto – alla spalle degli altri, prima erano le colonie, poi i paesi conquistati nelle guerre. Oggi non possono più attingere alle colonie, in molti casi è diventato troppo complicato anche in forza del basso peso specifico europeo nella politica estera globale. E dunque si rivalgono su propri cd. “Partners” europei, da spogliare. Dunque attaccano – comprandosi le aziende e gli attivi – di Grecia , Spagna, Italia. Della serie, più indifeso e più ricco sei e più gli sforzi rischiano di essere ripagati, non ho mai visto dichiarare la guerra ad un paese povero che non ti attacca….

il governo e la società civile italiana devo reagire, ne va del nostro benessere e della nostra esistenza come paese libero e democratico sebbene a sovranità limitata, quel che ne resta…

Mitt Dolcino

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