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Luigina Bigon POESIE INEDITE – Notturno londinese e altre poesie – Traduzioni e un Appunto cura di Adeodato Piazza Nicolai

Gif Sfera iridescente

Luigina Bigon è nata a Padova, dove risiede. La sua professione si è svolta nell’ambito dell’Alta Moda. Sue creazioni sono esposte nella Saletta Egizia del Museo della calzatura femminile ROSSIMODA di Stra (VE) vedi Europena a Collections e Luigina Bigon – Google Arts & Culture. Dal 1980 fa parte del Gruppo letterario Formica Nera partecipando alle molteplici antologie e quaderni di poesia del Gruppo. Nel 1989 è stata cofondatrice del Gruppo poeti Ucai di Padova e curatrice delle Antologie poetiche del Gruppo. Ha ideato e curato la collana di aa.vv. “… in versi” realizzando le antologie Camminando… in versi; Gelato… in versi e Occhiali… in versi. Ha pubblicato le sillogi: Barattare Sogni; Lucenèra; i poemetti Cercando ‘O’ e Diacronicità, con traduzione in inglese di Adeodato Piazza Nicolai. Promotrice e curatrice di Vajont – Padova e i suoi artisti, tradotta da A. P. Nicolai. Sue liriche sono state tradotte e pubblicate nelle riviste newyorkesi “Chelsea”, “Gradiva”, Foro “Italicum” e altre italiane tra cui “Scorpione Letterario” voluta da Alfredo De Palchi e curato da Antonia Arslan. In cantiere la stampa di Ologrammi londinesi e altri paesi e Poesie scelte (titolo provvisorio).

Gif ballerina

Un Appunto di Adeodato Piazza Nicolai

Fin dal primo volume di poesie, Barattare Sogni (1989), Luigina Bigon aveva dato inizio alle sue sperimentazioni linguistiche in accordo con la tradizione del secondo novecento per trovare in questi ultimi anni una evoluzione significativa verso una dizione icastica ed essenziale. Nei volumi più recenti – Cercando “O” (2001) e Diacronicità (2009)- alcuni critici hanno trovato delle “influenze” presenti nella poesia statunitense, anche se la poetessa aveva visitato gli Stati Uniti anni dopo la scrittura di quei testi. Per la Bigon l’oggettivo correlativo di T.S. Eliot ha lasciato spazio a una poesia del concreto vissuto. Attualmente, mostra interesse per le poetiche della «nuova ontologia estetica», con tutte le sue complessità e possibilità stilistiche. Però, Notturno londinese è un chiaro esempio di poesia olistica, mentre le poesie più recenti spaziano altre e nuove tematiche ed orizzonti, in una prospettiva che lascia il lettore pieno di interrogativi sull’esistenza.
Ci sono diversi livelli di percezione, ai quali un poeta può attingere per descrivere qualunque soggetto, ivi compresi i luoghi fisici. Ma una capacità tutta particolare che con questa lirica Luigina Bigon dimostra di avere e padroneggiare, è quella di far emergere dal luogo scelto, grazie alla propria sensibilità e al proprio mestiere, immagini stranianti impiegando un registro basso e colloquiale. È una capacità non comune, una di quelle che fanno la differenza tra chi è poeta e chi “semplicemente scrive per esprimere se stesso” e che ha bisogno, per essere efficace di venir dosata con equilibrio all’interno del testo; qualità che, in Notturno londinese, Luigina Bigon dimostra di possedere e saper usare a modo.
La Londra che Luigina Bigon ci descrive (o ci ricostruisce), dunque, è allora in sintonia con il degrado della società che la abita; ed entra talmente in collisione con la sua sensibilità da costringerla a ripiegarsi, alla fine, in se stessa. E se la poesia – come ogni forma d’arte – si crea per contrasti, questo scontro di “normali” istantanee e di versi in qualche modo surreali crea una lirica a suo modo perfettamente calibrata.

luigina bigon

Luigina Bigon

Notturno londinese

Questa notte Londra è più lugubre del solito
con quei suoi angeli neri,
li ho visti volare dappertutto
poi scendere con il paracadute.
Le sirene gridano lungo le corsie di sinistra
le auto saltano sui corpi morti degli sbirri,
un ton-ton che sferra l’asfalto
e lo ingrigisce più delle catene.
È un labbro opaco che si sporge
una carezza di corvo l’ala
un gracchio di rana il canto.
Le auto roteano incurvandosi
insieme alle bow windows vittoriane
un barocco quasi quasi cimiteriale
con i giardinetti pieni di sterpi
e cose vecchie. Londra dei gentelmen
riposa sontuosa intorno a Piccadilly Circus
là dove tutto è massimo fulgore, ma qui
in questo quartiere riposa il terzo mondo
che ancora sorride e fa pena.
Chissà dov’è la verità, forse a Brixton
insieme agli afro così poveri, ricchi di dignità.
Anche la mano si è fatta nera, fa paura.
La testa si sgretola come un vaso di cotto
il corpo si ritrae istintivamente.
La notte è lunga.

London by night

London this night is darker than usual
with its black angels,
I saw them fly everywhere
then come down with parachutes.
Sirens scream along the left sides of the streets
autos run on the bodies of cops.
A tom-tom shattering the asphalt
turning it far more grey than chains.
It is a dakened lip hanging out
a blackbird’s caress, a wing,
a frog crying its song.
Cars run around infolding on themselves
like Victorian bow windows
a baroque almost like a cemetery
with gardens full of twisted grasses
and discarded stuff. The London of gentlemen
sumptuously hanging about Piccadilly Circus
where all is at maximum splendour, but here
in this part of the city sleeps the third world
that still smiles, causing pain.
Who knows where the truth lies, maybe in Brixton
together with Afros so poor, enriched by their dignity.
Even the hand turns to black, causing fear.
The head breaks into pieces like a ceramic vase
the body withdrawing by instinct.
The night is long. Continua a leggere

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