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Annalisa Ciampalini POESIE SCELTE da “L’Assenza” (2014) “Lezione di fisica”, “Organizzazione del tempo futuro”, “In prossimità”, con un Commento di Flavio Almerighi

Ashraf Fayadh 4Annalisa Ciampalini nasce a Firenze, 15 giugno 1968 si laurea in Matematica presso l’Università degli studi di Pisa e svolge attività di docenza di matematica in un Istituto Tecnico di Empoli.  Nel 2008 ho pubblicato la raccolta di poesie L’istante Si Dilata (Ibiskos Editrice Risolo). Nel 2014 pubblica la raccolta di poesie L’assenza (Giuliano Ladolfi editore) e-mail agnabiba@libero.it

Commento di Flavio Almerighi

La poesia è uno strano soggetto, gode di extraterritorialità, va ovunque vi sia qualcuno disposto a incarnarla o a farla rivivere. Nello specifico, il lavoro di Annalisa Ciampalini è vera poesia. Sensibilissima, chiara, lineare, capace di trasformare spifferi in bufera. Già la conoscevo e apprezzavo, chiunque legga un minimo poesia non può non conoscerla, e la nuova silloge L’Assenza, edita nel 2014 per Giuliano Ladolfi Editore, è una grande conferma del talento di questa ottima autrice. Un libro che, sicuramente nasce da esperienze legate all’intimo dell’autrice, ma “sa” arrivare al lettore senza cedere al diario e diventando condivisione con chi ne legge. Non parlerei di poesia al femminile vera e propria, liquidarla non questa etichetta è una forma di ghettizzazione da riserva indiana. Poesia e basta, e alla vera poesia non si può chiedere di meglio. Quando ho accettato di parlare di questo libro, ho voluto contattare l’autrice, intervistarla per fornire al lettore un quadro esauriente sul “chi”, “come” e “quando” di un’autrice che merita diffusione e audience.

Ashraf Fayadh 3Annalisa Ciampalini da “L’Assenza” Ladolfi editore, 2014

A fatica
ho visto la fine dell’estate
dare senso a orizzonti di mare,
all’ultima luce inclinata
sull’immane rotondità della terra.
mi sfugge adesso
il susseguirsi di vetri
incupito da un cielo plumbeo,
non so come sistemare
il gelo che verrà.
Sempre più vertiginosa
la brevità dell’ansia.
È scaduto l’invito a partecipare
alla pomposa scansione di un tempo
che deve solo finire.

*

Tenere lo sguardo fermo,
chiodo alla parete a puntare
architravi svaniti nell’intonaco.
Non incontrare gli occhi di
nessuno, neanche
un’anima vacua
con cui ragionare la sera.
Impossibile riesumare saluti
che annichiliscono distanze,
la lucente complicità
dell’ora
che precede il vento dell’altro.
Soli,
con la testa stretta al cuscino,
singolo, indivisibile.
mezzo metro quadrato
sopra la coperta.

Annalisa Ciampalini 1

Annalisa Ciampalini

LEZIONE DI FISICA

Si parla di misteriosi neutrini.

Tepore nell’aria e unione di menti,
tra i banchi spira sorpresa
e in gioventù fremente si ferma.

Si parla di inavvertibili neutrini
di muoni sfuggenti, leggerissimi pioni
e ci inondano in sciami tranquilli.

Si frantuma l’aria e ci disorienta,
sfuggono le regole del consueto,
s’impone la mia volontà e sconfina
dettando le sue eretiche leggi.

Ed eccoti qui,
persona o sequenza d’atomi;
vivo e intatto,
vittorioso sulla tua tragica assenza.
Ancora mi è dato di vederti
in questa luce piegata.

*

Le scale mai ti conducono
a scenari inaspettati,
l’affanno si moltiplica.
Le mura hanno la tua forma.
Esci, chiedi ospitalità
a un pescatore della costa.
Oppure fingiti in un mattino diverso,
rabbrividisci per il mare
che giunge al tuo portone.
Nel buio
la montagna avvicina la luna:
per contenerla
il cielo allarga i margini.

Ora è tutto finito
bianco
nero
non importa.
Non più fiori
né una pizza in compagnia
in posti che piegano la luce.
Ora non attendo più
le parole
che credevo mi dovessi dire.
I tuoi silenzi
diventano perenni,
le varie tonalità collassano
in una sola.
Povertà di vita, il tuo volto tende all’astratto.
È ancora possibile ricordare,
inventare.
Sarà una storia struggente
e fragile,
una storia mai esistita.

.
ORGANIZZAZIONE DEL TEMPO FUTURO

Se sarò
più morta di adesso
accoglietemi nella vostra festa
della quale non ho mai capito niente.
So che sarete benevoli.
Accoglietemi
in una festa qualsiasi,

passerò una serata
a veder far baldoria,
ad impiantarmi
nelle schiene nude delle ragazze;

appoggiata contro una parete
ce la farò
a teorizzare una simulazione
di un amore di qualche minuto,
magari di un’ora.

Poi ripartirò,
e sarò ancora io, cascante e rigida,
ma con meno gradini davanti.
Prevedo di passare così
il mio tempo,
fino all’ora in cui
sarò chiamata a restituire il mio nome,

a deporre,
indistinti,
amore e simulazione.

Annalisa Ciampalini

Annalisa Ciampalini

IN PROSSIMITA’

Dal soffitto
lo scalpiccio intermittente di due anime
mute,
la testa di ognuno conficcata nel proprio
ventre.
Prima, una spirale
sul quel pianerottolo si annidava
chiamando i condomini a festa.
Proprio lì, a celebrare il futuro.
Di fronte
un uomo segna gli istanti verso il baratro.
Dai vetri traspare il trapasso imminente,
dietro a quello la fissità del volto.
Attorno
altri sorridono per amori vari o per posa.
Ogni sera, al ritorno,
punto lo sguardo su quattro piastrelle
e da lì sprofonda,
stretta in un gorgo,
la poca vita dei dintorni.
Ci sono sere in cui
nulla accade in quel metro quadrato.
L’esigua vita si è consumata prima,
oppure è fuggita per altre vie.
Nei paraggi solo fatti, cronaca minore.
Per ora nessuno attende un invito.

Flavio Almerighi è nato a Faenza il 21 gennaio 1959. Sue le raccolte di poesia Allegro Improvviso (Ibiskos 1999), Vie di Fuga (2002), Amori al tempo del Nasdaq (2003), Coscienze di mulini a vento (Gabrieli 2007), durante il dopocristo (Tempo al Libro 2008), qui è Lontano (Tempo al Libro, 2010), Voce dei miei occhi (Fermenti, 2011) Procellaria (Fermenti, 2013). Alcuni suoi lavori sono stati pubblicati da prestigiose riviste di cultura/letteratura (Foglio Clandestino, Prospektiva, Tratti)

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