Archivi del giorno: 31 gennaio 2021

Poesie surrealiste inedite di Pavel Řezníček (1942-2018), traduzione di Antonio Parente, La poetry kitchen, la poesia buffet, la poesia pop-corn è una spettrografia di registri stilistici, di avatar, di icone, di simulacri di omologie, di Giorgio Linguaglossa

Foto Karel Teige

Karel Teige, collage

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Pavel Řezníček (1942-2018) è stato uno dei maggiori rappresentanti del Surrealismo ceco. Esordì nel 1965 con un programma di poesie di Breton, Péret, Dalí e Tzara, presentato al teatro Konvence di Brno, dal titolo La coda del diavolo è un biciclo (Ďáblův ocas je bicykl). Da allora, e forse più di ogni altro poeta ceco, è rimasto fedele alla sua idea surrealista e ai tre punti focali di questa corrente: umorismo nero, casualità oggettiva e dislocazione percettiva. Dal 1974 fino alla morte ha pubblicato l’almanacco Sigaro (Doutník), apparso prima in edizione samizdat e poi, dal 1996, ufficialmente. Delle sue opere in prosa, oltre a Strop, pubblicato nel 1983 in Francia con prefazione di Milan Kundera e nel 1984 in Italia col titolo Il soffitto (Edizioni e/o), possiamo ricordare Zrcadlový pes (Cane a specchio, 1994) e Hvězdy kvelbu, (Stelle di una volta, 1992/2007). Importante è anche la sua attività di traduttore dal francese (Joyce Mansour, Ambroise Vollard, Benjamin Péret, ecc.). In Italia le sue poesie sono apparse sulle riviste Hebenon, Atelier, cortocircuito, e nel 2008 in forma antologica nel volume Confessione di un funambolo (Mimesis-Hebenon). Pavel Řezníček è inoltre presente nell’antologia di poesia ceca contemporanea Sembra che qui la chiamassero neve (2005, Mimesis-Hebenon).

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Poesie di Pavel Řezníček

Matematica

Un valzer
Squarciare Bologna con lo scettro imperiale
I got smashed in London
Non inseguitemi più lungo via Craven
                                      E nemmeno lungo via Praed
Davvero non ho rubato le Ciabattas
Né ho dato fuoco ai magazzini Harrods
                  .                   .Con Al-Fayed di cera
Alcuni pastorali sono ereditari
                   .                 .Come l’insonnia
Un valzer
Ballò durante l’intero Congresso di Vienna del 1815
Diventare direzione della polizia o vetriolo azzurro?
Isaac Newton disonorò uno scoiattolo
E poi si laureò

Il gallo e il valzer
L’inferno in Siberia rafforza
                .                  .il senso per la matematica
(Londra, 31 VIII 2010) 

 

Deus absconditus

Alla portineria dell’Hotel Kempinski
Un uomo in attesa
Inghiotte quelli che escono

Il poeta Byron ingoiava solo i diabetici
Dalla sua ultima vittima si emanò un fumo fosforescente
Byron fu immediatamente arrestato e impagliato sul posto

Questo accade alle persone che si gingilleranno vicino agli alberghi
Barcelò Kempinski Ritz e Alcron
E avranno desiderio di ingoiare i propri concittadini

Saranno impagliati vivi
Anche se cacceranno tutte le urla animalesche
Che vogliono

Solo Deus absconditus può ingoiare le persone
Oppure “La giovane guardia” del romanzo omonimo
di Alexander Fadejev

Non si può caricare la penna stilografica con il latte versato!

Nella carne

Lo perdonarono
carezzavano il suo legno
                  .               .il suo petto di legno
                                  .               .le sue spalle
i suoi porci di legno con le correnti d’acqua legnose
erano acque come d’inizio secolo
come la luna ricamata sul borsellino dell’attizzatoio
o una bottiglia di whisky Suntory
nelle catastrofiche anticamere
                        .            .dello smegma caramellato

paramenti squamosi
tieni pure le candele
giungeranno i bousingot e i giovani francesi
per terra rimarranno soltanto pezzi di maccheroni
pezzi di gheppi
pezzi di barba
nessuno saprà cosa farne
ma gli sputi sull’anello
scacciano le omelette
a passo di porco
nell’azzurro del cielo
sul tuo ombelico

ombelico dal quale penzolano
                      .             .le chiavi fissate con un chiodo arrugginito
e davvero
nella carne viva

 

Cabaret di fosforo bianco

Lo strano regno sotto l’armadio
Cumuli di polvere e dentro il re
Ma la polvere non esiste
                  .                     .È la neve del massacro
Ciò che regna sotto l’armadio

Profondi cumuli di fosforo bianco
                     .                  .Notte sotto l’armadio
Simile al cabaret della lipotimia
Il re si nasconde davanti ai burattini-ciocchi
Di servizio alla stufa

Il re si nasconde come Paul Éluard
Durante la guerra
Nel manicomio di Saint-Alban
Dove conobbe un certo Forestier
Che si nascondeva davanti ai ciocchi
E alle loro ali del colore dell’asino appena abbattuto

Avere una stella piantata nelle suole
E calpestarla ogni giorno…  

Cambronne

Ecco un sonnambulo
La gente per strada cadeva sotto i colpi
Di scariche elettriche di senape
Il cielo pieno di pietre
Jan Hus viveva in una grotta
Si sottrasse ai suoi carnefici a Costanza
Sfuggendo il rogo
Con l’aiuto dei contrabbandieri di sale
Arrivò
                     .                   .Ai monti Iser

Ma lì ci sono le grotte?
Certo è che Jan Hus visse fino a 397 anni
E fece in tempo ad intervenire nella battaglia
di Waterloo

Quella celebre parola della vecchia guardia napoleonica
Uscì dalla sua bocca
Anche se fu lui ad inventare i segni diacritici

Le febbrili visioni di un surrealista: Omicidi, supplizi, macinatura in polvere di vivi…

(Dedicato al compagno Štěpán Vlašín per la sua recensione del mio “Caldo” nel giornale comunista HALÓ)

Nei boschi e durante la guazza
flicorno cistifellea madreperla coltelli
nel ricordo di colui che sforbiciava i giornali e faceva bambini dal formaggio
inzaccherare l’occhio
la calce porta la bicicletta
nella calce farina nelle uova sangue
la puzzola interprete della Luna
non dovremmo leccare la stufa ogni musicante poi
mescolerebbe con la carriola
quello che non si deve svelare
il lebbrosario di San Giacomo
le grancasse sono in valigia qualcosa come frittate
e gli schizzi di sangue dei tuoi seni rappresentano una marcita
                          .              .zeppa di segreti granchi e aragoste massacrati
                          .              .               .che confessano di essere aragoste
e quello che è un fungo è cristallo e i funghi sono persone
con la lingua perforata dal ferro da maglia

Poi ridusse le persone vive in polvere
e quei pochi assassinii che gli caddero dalle tasche furono un affare da nulla
come i peli che crescono dal naso di Messerschmidt
che era non solo professore
                            .            .ma anche un aereo fatto con la busta
                            .             .            .di plastica del latte
Allora: quei pochi assassinii che furono un affare da nulla
si trasformarono in pariglia di cani eschimesi husky
e la città O. si trasformò nel condrosarcoma del dio Aion
                           .              .sì quello della grotta di Mitra
                           .              .           .dove si asciuga il bucato della trascendenza

Pavel Reznicek Hrabal

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