Donatella Bisutti, Poesie da Duet of water (Junpa Books, 2018) – Traduzione in giapponese di Cristina Banella, Traduzione in inglese di Steven Grieco Rathgeb, Commento di Giorgio Linguaglossa

 

foto volto giapponese

Donatella Bisutti è nata e vive a Milano. È giornalista professionista. Ha collaborato in particolare alla collana I grandi di tutti i tempi (Mondadori) con volumi su Hoghart Dickens e De Foe e ha tenuto per otto anni una rubrica di poesia sulla rivista Millelibri (Giorgio Mondadori editore). Nel 1984 ha vinto il Premio internazionale Eugenio Montale per l’inedito con il volume Inganno Ottico (Società di poesia Guanda,1985). Nel 1990 è stata presidente della Association Européenne pour la Diffusion de la Poésie a Bruxelles. Di poesia ha poi pubblicato Penetrali (ed. Boetti & C 1989), Violenza (Dialogolibri, 1999), La notte nel suo chiuso sangue (ed. bilingue, Editions Unes, Draguignan, 2000), La vibrazione delle cose (ed. bilingue, SIAL, Madrid, 2002), Piccolo bestiario fantastico, (viennepierre edizioni, Milano 2002), Colui che viene (Interlinea, Novara 2005, con prefazione di Mario Luzi). È in via di pubblicazione a New York l’antologia bilingue The Game tradotta da Emanuel di Pasquale e Adeodato Piazza Nicolai (Gradiva Publications, New York). La sua guida alla poesia per i ragazzi L’Albero delle parole, è stata costantemente ripubblicata e ampliata dal 1979 e attualmente edita nella collana Feltrinelli Kids (2002). Il saggio La Poesia salva la vita pubblicato nei Saggi Mondadori nel 1992 è negli Oscar Mondadori dal 1998. Nel 1997 ha pubblicato presso Bompiani il romanzo Voglio avere gli occhi azzurri. Fra le traduzioni il volume La memoria e la mano di Edmond Jabès (Lo Specchio Mondadori 1992), La caduta dei tempi di Bernard Noel (Guanda 1997) e Estratti del corpo sempre di Bernard Noel (Lo Specchio Mondadori 2001). Il suo testo poetico “L’Amor Rosa” è stato rappresentato come balletto al Festival di Asti con musica del compositore Marlaena Kessick. Ha curato per Scheiwiller l’edizione postuma delle poesie di Fernanda Romagnoli, dal titolo Il Tredicesimo invitato e altre poesie (2003). È nel comitato di redazione della rivista «Poesia» di Crocetti per cui cura la rubrica «Poesia Italiana nel Mondo», nella redazione delle riviste «Smerilliana» e «Electron Libre» (Rabat, Marocco), tiene una rubrica di attualità civile, «Il vaso di Pandora», sulla rivista «Odissea» e una rubrica di interviste «La cultura e il mondo di oggi» sulla rivista di Renato Zero «Icaro». Collabora a diversi giornali e riviste, tra cui l’Avvenire, Letture e Studi Cattolici, Fonopoli, Leggendaria, La Clessidra, Semicerchio. È membro dell’Associazione Culturale Les Fioretti a Saorge in Francia. Tiene corsi di scrittura creativa per adulti, corsi di aggiornamento per insegnanti anche a livello universitario e laboratori di poesia per le scuole. Ha ideato e dirige la collana di poesia autografata “A mano libera” per le edizioni Archivi del ‘900 in cui sono apparsi finora testi di Luzi , Spaziani e Adonis. È tra i soci fondatori di “Milanocosa”.

Commento di Giorgio Linguaglossa

Questo libro di poesie di Donatella Bisutti, con traduzione in giapponese e in inglese, edito in Giappone per la Junpa Books nel 2018, è stato scritto in punta di pennino, con dei tratti sottili e sinuosi, attenti alla collisione tra l’essere dell’inchiostro e il nulla del bianco della pagina. La poetessa milanese si comporta come un commissario che stia facendo un sopralluogo sul luogo di un delitto presunto. Si muove come se fosse in presenza di un fumus criminis, mette i numeri della presunta azione delittuosa sul luogo, misura le distanze tra il cadavere e le cose, riepiloga l’accadimento con lo sguardo, lo ricostruisce con gli occhi, lo narra con la mente e lo riepiloga con la memoria. La Bisutti è un commissario della poesia, fa così anche con la poesia; definirei questo metodo: crittografia dello sguardo, iconologia prodotto dell’occhio, logometria della visione binoculare. La poesia si sdipana sempre a seguito di un atto di visione passato attraverso il filtro di un sofisticato pensiero iconico e mnemonico prima ancora che estetico. La Bisutti si muove con circospezione, in sordina, in punta di piedi, in punta di penna. Certi giri frastici ricordano il nitore e la raffinata «trasandatezza metrica» della poesia di una Antonia Pozzi e di Fernanda Romagnoli; c’è un elegante distacco dalle cose, un nitore degli oggetti posti a presidio della visione, una gentilezza dello sguardo che è il riconoscibile pegno della modestia, della misura e del rispetto verso le cose. Poesia sofisticata e colloquiale, semplice e altera, elegante e sussiegosa, prodotto di una voce, come dire, antica e modernissima, che ha la tristezza di un brindisi con una persona che non amiamo più da tempo e la gentilezza del commiato nei riguardi di una persona da cui abbiamo preso congedo. In queste perlustrazioni di paesaggi troviamo la serenità di uno sguardo cinematico che disegna nitidi scenari di cartolina (Incendio alle isole eolie, Primavera in montagna) e la tristezza aurorale di altre poesie (Pioggia sulle Cévennes), dove la dizione è satura di nitori algebrici. Poesia come pittura, pittura come poesia, congedo come un incontro, incontro come un addio addolorato ma sereno, dizione decantata al filtro di una osservazione imperturbabile appena infirmata da un non prossimo rumorio in punta di piedi di estranei ancora lontani, talché i quadretti sono ancora avvolti dal salvacondotto della serenità non ancora guasta. Gli estranei immersi nelle distrazioni di un presente sempre più confuso, non possono disturbare la purezza e il nitore di queste poesie tutt’altro che idilliche.

giapponese l'opera di migliore allievo Kiitsu Suzuki ( 1796 - 1858 )

Face of Water
Fire on the aeolian islands

Donatella Bisutti

Traduzione in inglese di Steven Grieco Rathgeb

*

Incendio alle isole Eolie

Sulla costa della montagna l’incendio ha divampato tutta la notte ed ora il cono del vulcano è nero come la sua bocca.
Fuoco dentro e sopra la terra attizzato dal vento forte che ieri ha preso a soffiare dal     mare.
Sulla costa le barche bianche beccheggiando guardano la montagna
 [ bruciare
lontano nel cosmo bruciano silenziose le stelle.

Fire on the Aeolian Islands

On the mountainside the fire raged all night
and now the volcano’s cone is black like its mouth.
Fire inside and on top of the earth fanned by the strong wind that came in yesterday   from the sea.
On the coast the bobbing white boats gaze at the burning mountain far away in the cosmos stars burn silently.

La cascata

Quello che persuade nella cascata è il coraggio con cui affronta il vuoto.
Così è generata la bellezza:
nell’assoluta indifferenza dell’economia di sé.
Come tutto ciò che è pronto a perdersi, incute timore.

Al di là dei suoi velari
intravvediamo non più la misura del Tempo ma la sua sostanza.

Waterfall

What’s convincing in the waterfall is the courage with which it braves the void.
Thus is beauty engendered:
in the absolute indifference to its own economy.
Awe-inspiring, like all things ready to lose themselves.

Beyond its veils
we no longer glimpse Time but Time’s substance.

Primavera in montagna

Neve a chiazze – fango
sui sentieri – qua e là il setoso pennello di un cardo.
Disordine – un’aria provvisoria. Acqua che scorre da ogni parte. Gemme aguzze decise.
Tutto è gonfio.
La natura
dalla perfezione dell’inverno transita per la primavera.

Spring in the Mountains

Snow in patches – mud
on the pathways – here and there a thistle’s silken brush.
Disorder – a makeshift air. Water flowing everywhere. Sharp determined buds.
All burgeons.
From winter’s perfection Nature is on its way towards spring.

Transiti

Le costellazioni
incidono nelle vie d’acqua le rotte celesti.

Transit

Constellations
engrave heavenly routes in the waterways.

giapponese Jakuchu Ito ( 1716-1800)

Jakuchu Ito ( 1716-1800)

Pioggia sulle Cévennes

Di notte la pioggia che batte sul bosco di castagni
ha lo stesso ritmo del cuore stretto
nella gabbia di tenebra del petto.

Rain in the Cévennes

At night the rain beating on the chestnut forest
shares the same heart-rhythm locked
in the chest’s cage of blackness.

Foglie morte

Galleggiano sull’acqua limpida di primavera.
La messe dell’inverno.

Dead Leaves

They float upon the clear water of spring.
Winter’s harvest.

Plenilunio

Questa è l’ora in cui il diritto è rovescio
e chiaro ciò che di giorno nasconde oscure
profondità.
Nere serpi opprimono la notte
gli occhi acceca il pallore del mondo. Il silenzio scivola
Sull’acqua calma.
Ora vivrò della dolcezza immateriale e paurosa dei cespugli.
Vivrò delle pallide ombre della luna della silenziosa attesa.

Full Moon

This is the hour when front is back
and clear what in the daytime hides dark
depths.
Black snakes oppress the night
the eyes blinded by the world’s paleness.
Silence glides
over the calm water.
Now I’ll live from the bushes’ intangible and timorous sweetness.
I’ll live from the moon’s pallid shadows from its silent wait.

Cos’è l’amore se non

Cos’è l’amore se non acqua che precipita perché
non ha altro posto dove andare
e allora affronta il salto e la caduta.
E poi si ricompone irresoluta inquieta scorre alla sua fine
a ben piú ampio spazio affluisce.

What is Love If Not

What is love if not
water that plunges down for it has nowhere else to go
and so dares the leap and fall. And then reshapes unresolved, restless
runs to its end flows to
a space much larger

E la donna attira l’uomo

E la donna attira l’uomo nell’antico paesaggio
La donna si apre e si chiude come l’acqua del mare
il giorno e la notte l’estate e l’inverno il ritmo del respiro Se così non fosse
non sarei una donna
non devi accusarmi di essere imprevedibile inaffidabile umorale
lunatica
nel nostro amore al posto della tua ragione io metto l’ordine cosmico

An Woman Attracts Man

And woman attracts man to the ancient landscape
woman opens and she closes like sea water
day and night summer and winter rhythm of breathing Were it not like this
I would not be a woman
don’t accuse me of being unpredictable unreliable moody
moonstruck
in our love in place of your reason I put the cosmic order

Acquario

Quando le ombre guizzanti ci impauriscono incalzandoci dalla profondità e sentiamo incombere su di noi il loro fiato gelido, ridiventiamo pesci senza squame, nudi e delicati all’impronta dei denti.

Aquarium

When the darting shadows frighten us and pursue us from the depths and we feel their icy breath threatening us, we again become scale-less fish, naked and delicate in the impression of teeth.
Translation by Steven Grieco

Ippopotamo

Semisommerso, affiora alla luce solo una breve piattaforma: di lì un uccello acquatico spicca il volo verso una preda o una riva. Quando è buio esce dall’utero del fiume, in cui sogna, e striscia fra le erbe il suo ventre gonfio. In lui sonnecchia il cavallo, come nell’uomo sonnecchia l’angelo. Oppure: l’ippopotamo è ciò che il cavallo rifiuta di sé, l’uomo la scoria dell’angelo.

Hippopotamus

Half submerged, only a short platform emerges in the light: from there a water bird wings towards a prey or to a shore.
When it’s dark he comes out of the river’s womb wherein he dreams, and slithers his swollen belly through the grasses. In him slumbers the horse like the angel slumbers in man. Or then: the hippo is that which the horse refuses of himself, man the angel’s slag.

Medusa

Un’architettura di luce finché l’acqua la sostiene ed essa può espandersi, pulsare, galleggiare, sorretta da milioni di gocce. Ma senza questo contrappunto invisibile che scandisce il vuoto, la medusa è solo una piccola massa flaccida posta dall’estremità di un remo sulla sabbia della riva, un sacchetto vuoto che si lascia andare da tutte le parti, una disgustosa poltiglia.

Jellyfish

An architecture of light as long as water sustains it and it can spread, throb, float upright in millions of droplets. But
without this invisible counterpoint to articulate the void, the jellyfish is but a small flaccid mass dropped by the tip of the oar onto the sandy shore: an empty sac that lets itself go on all sides, disgusting sludge.

Pesci II

Liberi – all’interno dell’acqua. Così pronta a schiudersi –
a chiudersi

Fish II

Free – inside the water. That is so ready to unclose – to close

Donatella Bisutti & Chiyo Kitahara

Traduzione in giapponese di Cristina Banella

山の斜面に一晩中大きな炎が燃え広がった火山はその火口のように黒くなった。
地上と地下
昨日海から吹き出してきた強風によって搔き立てられた炎。海岸で白帆が揺れながら
燃えている山を眺めている。遠い宇宙では
静かに燃えている星。

*
イタリアのエオリア諸島:ギリシャ神話アエリオンに由来する。
ドナテッラ・ビズッティ

滝を見れば
納得させられる。
空間に直面する勇気。美しさとは、
最大限の力を生かし切った時にのみ生まれる。
自分を失うことも辞さないすべてのもののように,恐れを感じさせる。

滝の幕の向こうに
垣間見えるのは時間の感覚ではなく時間そのものだ。
*
ドナテッラ・ビズッティ
山の春
ところどころに雪、– どろどろの 小道 – あちこちにふにゃふにゃのマユハキのはけ。
ごちゃごちゃ – 変わりやすい光景。そこかしこに水の流れ
とがった堅いつぼみ膨らんだ生命。
自然は
冬の完璧さから
春へ導かれて行く。

*
通行
星により、
水の流れに刻まれる。天空の軌跡。

ドナテッラ・ビズッティ
*

ドナテッラ・ビズッティ
セベンヌ山脈に雨
夜中に栗の木の林に
ザーザー,降って降って、雨は胸のきつく
締まった
真っ暗な籠の中の
ハートの旋律と一緒。
*
ドナテッラ・ビズッティ
落ち葉
春の清水に
ぷかぷか浮いて。
冬の実り。

*
ドナテッラ・ビズッティ
満月

時間だ。
表面が裏面になり、
昼間に暗い深みに隠れているものが明るくなる時間だ。
黒蛇が暮夜を圧制し、
この景色の青白さが目を眩ませる。静水の水面に
更に静けさが広がる。
藪の儚い恐ろしい美しさ、月の青白い影、
心をこれから満たしてゆく、
静かに待ち続ける時間は心を満たしてゆく。

*

ドナテッラ・ビズッティ
愛がそうでなければなんでしょう?
愛がそうでなければなんでしょう? 行く場所がないから
上昇と下降に立ち向かうこぼれ落ちるお水ですよ。そして,再び集められて、
そわそわ、ちゃかちゃか、その終焉まで流れ込んで、広い空間にたどり着いた お水ですよ。

*

女が男を惹き付けている
女が古風な景観に
男を惹き付けている。女は海のように、
昼と夜のように、夏と冬のように、
息の節奏のように開いたり閉じたりする。そうでなければ
女ではない。思いがけない
信頼できない移り気な気分屋。そう謂って非難しないで。
私たちの互いの愛に
あなたの理性の変わりに
私は万物の規則を重んじる。

ドナテッラ・ビズッティ

*

水族館

ドナテッラ・ビズッティ

跳ね回る影に怯えている時、影が深い場所から私たちを追いかける時、影たちの凍りつく息の重みを感じて恐怖を感じるとき、私たちは鱗がない魚にかえり、裸になり、歯が傷つきやすい魚になる。

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5 commenti

Archiviato in poesia italiana contemporanea, Senza categoria

5 risposte a “Donatella Bisutti, Poesie da Duet of water (Junpa Books, 2018) – Traduzione in giapponese di Cristina Banella, Traduzione in inglese di Steven Grieco Rathgeb, Commento di Giorgio Linguaglossa

  1. Assonanze perfette tra la grazia e leggerezza dei caratteri giapponesi, anche se per noi oscuri, e la lievità senza tempo della poesia di Donatella.

  2. È vero come per la scelta delle traduzioni, delle due lingue a confronto, agli antipodi , l’inglese ed il giapponese che questa poesia innesta la sua consapevolezza. Si muove come fosse un automa tra la rigidità di una cristalleria. Mi piace l’idea del cavallo all’interno dell’ippopotamo. Lo sento a suo agio. È vero non hanno niente di idilliaco.
    Questi quadretti sono perfettamente delineati e sarebbe una bella sfida rappresentarli figurativamente.
    Un elefante di cristallo batte inesorabilmente sulla cornice rocciosa.

    GRAZIE OMBRA. Bella proposta.

  3. Che strada lunga sta prendendo, Donatella Bisutti. Va fino in Giappone…

  4. Sottolineare che il tema principale della Bisutti (sempre in relazione ai testi qui proposti) è l’acqua è banale; ma
    l’argomento ha una ricchezza di espansione che consente qualunque volo e qualunque affondo:volo e affondo che la poetessa realizza con perizia ed audacia,utilizzando,opportunamente, soste e variazioni che suggeriscono infinite uscite ,verso approdi imprevedibili..

  5. giovanni ragno

    Non ‘è da dire tanto sulla poesia della Bisutti che si presenta notevole già da tantissimo tempo. La traduzione poi di S. G. R. eccellente ne aumenta il valore tant’è che il successo di molta poesia italiana e straniera è anche merito del traduttore, che è anche poeta raro e multilingue.
    Dunque un applauso ad entrambi.
    g. r.

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