Attacco al Presidente della Repubblica e alla Costituzione da parte di Lega e M5S

Discorso integrale del Presidente Mattarella dopo la rinuncia di Conte

Il governo sostenuto da M5s e Lega non ci sarà. Il presidente incaricato Giuseppe Conte ha rimesso l’incarico al capo dello Stato Sergio Mattarella. Il motivo è l’indicazione come ministro dell’Economia di Paolo Savona. Il presidente della Repubblica, prima di ricevere Conte, ha ricevuto i leader del M5s e della Lega, Luigi Di Maio e Matteo Salvini per chiedere se ci fossero margini di modificare l’indicazione di Savona, ma entrambi i partiti sono rimasti sulla loro posizione. “In questo caso – precisa – il presidente della Repubblica svolge un ruolo di garanzia che non ha mai subito né può subire limitazioni”. “Non ho ostacolo il governo, ma l’ho agevolato” ha spiegato il capo dello Stato. Ma con un sostenitore dell’uscita dall’euro come ministro, ha spiegato, si dà un messaggio che mette a rischio i risparmi degli italiani di cui il presidente si sente garante.  Il capo dello Stato ha convocato Carlo Cottarelli per conferirgli l’incarico di presidente del Consiglio di un governo che sarà “di servizio”.

CRONACA ORA PER ORA

22.24 – Fraccaro: “Mattarella si assumerà le sue responsabilità”
“Mattarella si assumerà le sue responsabilità. Noi difenderemo gli interessi del Paese sacrificati con il veto sul Governo. La sovranità appartiene al popolo, ora basta con i diktat: chiederemo ai cittadini un mandato ancor più forte in Italia e Ue. Non si può fermare il cambiamento”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook il deputato del MoVimento 5 Stelle Riccardo Fraccaro.

22.16 – Centinaio: “Da Mattarella attacco a democrazia”
“Era tutto pronto. Il governo del cambiamento era ai blocchi di partenza per servire il Paese nel nome unico dell’interesse dei cittadini. Mattarella ha deciso di mandare tutto a monte con un vero e proprio attacco alla democrazia. Siamo sconvolti e arrabbiati ma la gente è con noi. Sappiamo di aver fatto tutto il possibile e di essere dalla parte della giustizia e della democrazia “. Così Gian Marco Centinaio presidente della Lega al Senato.

22.14 – Conte: “Ora lasciatemi riposare”
Ora è un cittadino libero? hanno chiesto i giornalisti a Giuseppe Conte dopo aver rimesso il mandato da premier al Quirinale. “Sono un privato cittadino”, ha risposto e incalzato dai cronisti ha aggiunto: “Ho rilasciato delle dichiarazioni nella sede appropriata che è il Quirinale. Adesso vi sarei grato se mi lasciaste un attimo riposare, per qualche momento di tranquillità”. Così Conte uscendo da un appuntamento in centro a Roma dove ha incontrato i vertici del M5s.

22.12 – Martina: “Attacchi a Di Maio e Salvini inauditi”
“Invito Di Maio e Salvini di misurare le parole: i loro attacchi al Capo dello Stato e alle istituzioni democratiche sono inauditi. Il Presidente della Repubblica è stato garante degli italiani, a lui va il nostro grazie”. Lo afferma il reggente Pd, Maurizio Martina in diretta a “Che tempo che fa”.

22.09 – Di Maio: “Si metta in Costituzione ministri su base dell’opinione”
“Nelle motivazioni del fatto che non si nomina un ministro perché reo di essere stato, nelle sue ricerche, critico nei confronti dei Trattati dell’Unione monetaria. Allora si metta nella Costituzione che il presidente nomina i ministri sulla base della loro opinione. Non si capisce perché Savona andava bene come ministro di Ciampi e non di Conte”. Lo afferma Luigi Di Maio in diretta telefonica a “Che tempo che fa”.

22.08 – Di Maio: “Nel programma non c’era uscita dall’euro”
“Non c’era l’uscita dall’euro nel programma. Savona aveva detto in passato che in casi estremi si poteva pensare a un piano B, ma noi non lo abbiamo nemmeno preso in considerazione” questo piano. Così Luigi Di Maio a Che tempo che fa.

22.07 – Di Maio chiama in diretta Rai1: “Stato di accusa al presidente”
“Se andiamo al voto e vinciamo poi torniamo al Quirinale e ci dicono che non possiamo andare al governo. Per questo dico che bisogna mettere in stato di accusa il presidente. Bisogna parlamentarizzare tutto anche per evitare reazioni della popolazione”. Lo ha detto Luigi Di Maio, intervistato telefonicamente da Fabio Fazio a “Che tempo che fa”.

22.03 – Fonti Lega: “Indignati da attacchi alla democrazia”
La Lega è indignata da questo attacco alla democrazia. Noi pronti a governare con ministri e ce l’hanno impedito. E’ questa in sintesi la posizione del Carroccio secondo fonti autorevoli del partito.

22.00 – Conte: “Cottarelli? In bocca al lupo all’Italia”
“In bocca al lupo a Cottarelli? In bocca al lupo a chiunque. E soprattutto all’Italia. L’importante è cercare di far bene al Paese”. L’ha detto Giuseppe Conte dopo aver rimesso il mandato al Quirinale, uscendo da un appartamento in centro a Roma dove ha incontrato i vertici del MoVimento 5 Stelle.

governo 1 salvini di maio21.55 – Sibilia: “Mattarella ha tagliato le gambe agli italiani”
“Non sono un costituzionalista ma reputo che il Capo dello Stato abbia superato le sue prerogative costituzionali. Tra l’altro, senza indicare alcuna via alternativa. Movimento Cinque Stelle e Lega rappresentano la maggioranza del Paese e faticosamente hanno trovato un accordo sulle idee e sulle gambe, cioè i nomi dei Ministri che avrebbero dovuto mandare avanti quelle idee. Mattarella si è arrogato il diritto di tagliare le gambe al popolo italiano. E’ a mio avviso inaccettabile: va sfiduciato”. Lo scrive in una nota il deputato M5S Carlo Sibilia, chiedendo l’impeachment per il Presidente della Repubblica.

21.49 – Salvini: “Chiedo agli italiani di starci vicini”
“Siamo stati giorni e notte a lavorare e alla fine ci dicono che non conta niente”. Lo dice Matteo Salvini, da Spoleto: “E’ una follia” quello che è accaduto “chiedo agli italiani di starci vicini, perché voglio riprendermi la democrazia”. “Mattarella si è presa una bella responsabilità, anzi brutta”, aggiunge. “L’Italia è un paese a democrazia limitata, ma dico che dignità vale più di un ministero”, conclude il leader della Lega.

21.48 – Costituzionalista: “Mattarella ha rispettato sue prerogative”
“Il presidente della Repubblica si è mantenuto nell’ambito delle sue prerogative sia in questi giorni e particolarmente nella giornata di oggi. L’ipotesi di una sua messa in stato d’accusa è completamente al di fuori della Costituzione”. A dirlo è Cesare Pinelli, docente di Diritto Costituzionale alla università La Sapienza di Roma. “La messa in stato d’accusa del Capo dello Stato”, spiega il docente, “può avvenire solo per alto tradimento e attentato alla Costituzione (articolo 90). Non ci sono minimamente gli estremi nel caso del capo dello Stato, anzi, c’è da chiedersi quanto siano conformi alla Costituzione certe dichiarazioni dei politici che le fanno”.

21.44 – Martina: “Da Lega e M5s parole inaudite, pronti a difesa delle istituzioni”
Lega e Cinque Stelle stanno utilizzando parole inaudite e minacce senza precedenti. Noi siamo pronti alla mobilitazione a difesa della democrazia e delle nostre Istituzioni”. Lo scrive su Twitter il segretario reggente del Pd Maurizio Martina.

21.40 – Salvini: “Impeachment? Di questo non parlo, sono incazzato”
“Impeachment? Di questo non parlo. Sono profondamente incazzato che dopo settimane di lavoro in mezz’ora ci hanno detto che questo governo non doveva nascere”. Lo afferma la leader della Lega, Matteo Salvini.

21.38 – Socialisti europei: “Sosteniamo Mattarella”
“Sosteniamo il presidente Mattarella che ha difeso la costituzione e ha protetto gli interessi dei cittadini italiani ed il ruolo europeo dell’Italia quale Paese fondatore”. Così in un tweet il leader dei Socialisti e democratici (S&D) al Parlamento europeo, il tedesco Udo Bullmann. “In 80 giorni Lega a M5S hanno irresponsabilmente portato l’Italia sul punto di una crisi senza precedenti, giocando con il futuro dei cittadini e dei lavoratori”, ha aggiunto Bullmann in un altro tweet.

21.32 – Renzi: “Salvini non voleva governare. Savona solo alibi”
“Salvini non voleva governare: ha fatto promesse irrealizzabili, ha paura delle sue bugie, altro che flat tax e Fornero. E quindi ha usato l’alibi di un ministro per far saltare tutto: vecchio stile leghista. Ma minacciare #Mattarella è indegno. Sulle Istituzioni non si scherza”. Lo scrive su twitter l’ex premier e segretario del Pd, Matteo Renzi.

21.29 – Centralini del Quirinale in tilt, moltissime telefonate di sostegno
I centralini del Quirinale stanno andando in tilt. Moltissime – fanno sapere dal Colle – le telefonate di cittadini che chiamano il numero unico della presidenza della Repubblica per esprimere sostegno al presidente Sergio Mattarella.

21.26 – Buffagni: “Cottarelli è risposta a finanze, non a politica”
“Cottarelli è la risposta alle dinamiche finanziarie, non alla volontà politica… prepariamoci alle tempeste sui mercati da domattina… Qualche giorno fa avevo già scritto “pare di vedere un film già visto”… il 2011… prepariamoci alla guerra moderna”. Lo scrive in un post su facebook Stefano Buffagni, deputato M5S tra i più vicini a Luigi Di Maio. “Brutta giornata per la storia di questo paese comunque la si guardi. Per me l’Italia viene prima dei francesi e tedeschi, alla faccia dei radical chic”, scrive.

21.09 – Grillo twitta: “Shhh”
“Shhh”. E’ il post su twitter di Beppe Grillo che viene accompagnato dal trailer del film horror “a quiet place” in cui alcune scene sono inframezzate da scritte come “move carefully and never make a sound” (muoviti con attenzione e non fare nemmeno un rumore”).

21.08 – Di Battista: “Tra poco in piazza a Fiumicino con Di Maio”
“Sono con Luigi. Tra poco saremo in piazza a Fiumicino. Coraggio, sono ultimi colpi di coda di ‘animali’ politici morenti!”. Lo scrive il 5 Stelle Alessandro Di Battista su Fb.

21.07 – DOMANI COTTARELLI AL QUIRINALE PER L’INCARICO DA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato per domani mattina al Quirinale Carlo Cottarelli. 

 21.07 – Sibilia: “Impeachment strada obbligata”
“Non esiste mandare nel caos il Paese per fini ideologici. Credo sia arrivato il momento per #impeachment a #Mattarella. È una strada obbligata e coerente”. Lo sostiene su twitter il deputato del Movimento 5 Stelle Carlo Sibilia.

20.59 – No comment del Quirinale sullo stato d’accusa
Nessun commento viene dal Quirinale sulle ipotesi avanzate da alcune forze politiche di ricorrere nei confronti di Mattarella con uno stato di Accusa, ovvero con l’impeachment.

20.40 – Conte lascia il Quirinale da ingresso secondario
Il professor Giuseppe Conte ha lasciato il Quirinale, dopo aver rimesso il mandato nelle mani di Mattarella, da un ingresso secondario – a via della Dataria. Questa volta Conte ha utilizzato un’auto di servizio non ricorrendo al taxi con cui si è mosso in questi giorni per Roma.

20.39 – Ansa: “Vertici M5s ragionano sull’impeachment”
I vertici del M5s, a quanto apprende l’Ansa, stanno ragionando sull’impeachment nei confronti del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel Movimento si fa riferimento all’articolo 90 della Costituzione secondo il quale “il presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri”. Il Fatto.it ha cercato di verificare queste notizie, ma non sono arrivate conferme.

Mattarella-Conte20.36 – Martina: “Mattarella difende il Paese, Lega e M5s lo hanno portato a una crisi senza precedenti”
“Il Presidente della Repubblica ha difeso il Paese, la Costituzione, l’interesse nazionale. È il garante degli italiani. Per 80 giorni Lega e Cinque Stelle hanno invece portato in modo irresponsabile l’Italia sull’orlo di una crisi senza precedenti”. Lo scrive su Twitter il segretario reggente del Pd Maurizio Martina.

20.36 – Meloni: “Veto Mattarella? Chiediamo stato d’accusa”
“Si dice che il Presidente della Repubblica abbia messo il veto sulla nomina di Paolo Savona a Ministro dell’Economia, se questa notizia fosse confermata avrebbe dell’incredibile. E se questo veto fosse confermato sarebbe drammaticamente evidente che il Presidente Mattarella è troppo influenzato dagli interessi delle nazioni straniere e dunque Fdi nel caso in cui questo veto impedisca la formazione del nuovo Governo chiederà al Parlamento la messa in stato d’Accusa del Presidente per alto tradimento”. Lo afferma Giorgia Meloni in una nota.

20.30 – Di Maio: “Sono molto arrabbiato”
“Per noi l’Italia è sovrana: se si vuole impedire un governo del cambiamento allora ce lo devono dire chiaramente. Sono molto arrabbiato”. Così il leader M5s Luigi Di Maio in una dichiarazione su Fb dove aggiunge: “stiamo lavorando da decine e decine di giorni, dalla mattina alla sera, per assicurare un governo a questo Paese: ma la verità è che stanno facendo di tutto per non mandare il M5s al governo di questo paese”.

20.30 – Di Maio: “In questo Paese puoi essere condannato, ma non puoi criticare l’Ue”
“In questo Paese puoi essere un criminale condannato, un condannato per frode fiscale, puoi essere Alfano, puoi avere fatto reati contro la pubblica amministrazione, puoi essere una persona sotto indagine per corruzione e il ministro lo puoi fare ma se hai criticato l’Europa non puoi permetterti neanche di fare il ministro dell’Economia in Italia. Ma non finisce qui”. Così il leader M5S Luigi Di Maio in diretta su Fb.

20.30 – Gentiloni: “Nervi saldi e solidarietà a Mattarella, ora dobbiamo salvare il Paese”
“Nervi saldi e solidarietà al Presidente Mattarella. Ora dobbiamo salvare il nostro grande Paese.” Lo scrive il premier uscente Paolo Gentiloni su twitter.

20.30 – Mattarella: “Decisioni non prese a cuor leggero”
La decisione di non accettare il ministro dell’Economia “non l’ho presa a cuor leggero”, ora da alcune forze politiche mi si chiede di andare alle elezioni. Prenderò delle decisioni sulla base dell’evoluzione della situazione alle Camere”. Lo ha affermato il capo dello Stato Sergio Mattarella parlando al Quirinale.

20.29 – Mattarella: “Da aumento spread rischi per famiglie”
“L’Incertezza della nostra posizione nell’Euro ha posto in allarme investitori italiani e stranieri che hanno investito in titoli e aziende. L’aumento dello spread aumenta debito e riduce la possibilità di spese in campo sociale. Questo brucia risorse e risparmi delle aziende e prefigura rischi per le famiglie e cittadini italiani”, con un rischio anche per i mutui. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dopo la rinuncia del presidente incaricato Giuseppe Conte.

 20.28 – Mattarella: “In prossime ore assumerò iniziativa”

20.26 – Mattarella: “No a un sostenitore della fuoriuscita dall’euro”

20.26 – Mattarella: “Ruolo di garanzia non può subire imposizioni”
“Io devo firmare” i decreti per le nomine dei ministri “assumendone la responsabilità istituzionale, in questo caso il presidente della Repubblica svolge un ruolo di garanzia che non hai subito né può subire imposizione”. Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

20.26 – Mattarella: “Ho agevolato il tentativo di dar vita al governo”
“Ho agevolato il tentativo di dar vita a governo” tra M5s e Lega, “ho atteso i tempi per farlo approvare dalle basi militanti”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dopo la rinuncia del presidente incaricato Giuseppe Conte.

20.25 – MATTARELLA: “HO SOSTENUTO TENTATIVO IN BASE ALLE REGOLE COSTITUZIONE”

20.25 – MATTARELLA: “NON HO OSTACOLO LA FORMAZIONE DEL GOVERNO”

governo 2 Savona Conte20.21 – Di Maio: “Scelta Mattarella incomprensibile”
“Sono stato grande stimatore Mattarella ma questa scelta è incomprensibile”. Lo ha detto il leader M5s Luigi Di Maio nel corso di una diretta su Facebook.

20.17 – Fallimento del governo breaking news nel mondo”
Dalla Bbc a France 24, da El Mundo alla Faz, passando per le principali agenzie internazionali, la notizia del fallimento della formazione del governo in Italia e la rinuncia di Giuseppe Conte all’incarico è breaking news in tutto il mondo.

20.15 – Conte: “Grazie per aver indicato il mio nome”
“Come vi è stato anticipato ho rimesso il mandato a formare il governo di cambiamento” e “ringrazio il Presidente della Repubblica e gli esponenti delle due forze politiche per aver indicato il mio nome”. Lo ha detto Giuseppe Conte al termine del suo colloquio con il Capo dello Stato.

20.14 – Atteso intervento di Mattarella
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella farà un intervento a breve al Quirinale.

20.10 – Conte: “Lavoro in clima di collaborazione con i partiti”
Il lavoro compiuto è stato fatto “in un clima di piena collaborazione con gli esponenti delle forze politiche che mi hanno designato”. Lo ha dichiarato Giuseppe Conte, parlando al Quirinale al termine del colloquio con il Capo dello Stato.

20.07 – Salvini: “Qualcuno ha detto no, ora al voto”
“Prima gli italiani, il loro diritto al lavoro, alla sicurezza e alla felicità. Abbiamo lavorato per settimane, giorno e notte, per far nascere un governo che difendesse gli interessi dei cittadini italiani. Ma qualcuno (su pressione di chi?) ci ha detto No. Mai più servi di nessuno, l’Italia non è una colonia. A questo punto, con l’onestà, la coerenza e il coraggio di sempre, la parola deve tornare a voi!”. Lo scrive il leader della Lega Matteo Salvini dopo che Giuseppe Conte ha rimesso l’incarico di formare il nuovo governo.

20.00 – CONTE HA RIMESSO IL MANDATO DA PRESIDENTE INCARICATO
Il presidente incaricato Giuseppe Conte ha rimesso l’incarico al presidente Mattarella. Lo ha annunciato il segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti.

 19.58 – Fonti del Colle: “Nessun veto, irrigidimento dei partiti”
In Costituzione non ci sono veti ma in questo caso è meglio parlare di irrigidimento delle forze politiche. E’ quanto sottolineano fonti del Colle.

19.50 – Salvini: “Con me al governo, Savona ministro”
“Se il professor Savona non può fare il ministro perché ha il difetto di difendere i cittadini italiani mettendo in discussione le regole europee, allora io se vado al governo ci porto il prof Savona”. L’ha detto Matteo Salvini in un comizio a Terni. E ha aggiunto: “Mai servi di nessuno, mai”. 

19.44 – Salvini: “Se qualcuno non vuole il governo, lo spieghi agli italiani”
“Se avessi dovuto seguire la convenienza mia e del partito avrei detto, non ci provo neanche”. Così Matteo Salvini parlando, da Terni, dell’ipotesi di governo con M5S. “Ce l’abbiam messa tutta – aggiunge – se qualcuno si prenderà la responsabilità di non far nascere un governo, lo vada a spiegare a sessanta milioni di italiani”.

19.38 – Salvini: “Siamo un Paese a sovranità limitata”
“Mi sto convincendo che non siamo un paese libero. Siamo un paese a sovranità limitata”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, da Terni.

19.36 – Fonti M5s: “Rischia di saltare tutto, si torna al voto”
C’è pessimismo nei vertici M5S mentre al Quirinale è in corso il colloquio del premier incaricato Giuseppe Conte con il presidente Sergio Mattarella. “Qui rischia di saltare tutto e allora si torna al voto”, è il refrain che, a quanto si apprende, filtra dai vertici del Movimento alla luce del veto posto, secondo fonti M5S, dal capo dello Stato alla scelta di Paolo Savona a capo del Tesoro.

19.33 – Estremo tentativo di Conte per proseguire trattativa
Con il no di Sergio Mattarella a Paolo Savona e l’irrigidimento di M5s e Lega su questo fronte rischiano di far saltare qualsiasi possibilità di chiudere positivamente la partita per un governo giallo verde, si sottolinea in ambienti politici che fanno anche riferimento all’estremo tentativo di Giuseppe Conte per andare comunque avanti. Il Capo dello Stato, si apprende sempre in ambienti politici, avrebbe già pronta l’exit strategy del governo tecnico.

19.32 – Salvini: “Se il governo deve partire sotto minaccia dell’Ue, non parte”
“Per il governo che ha in mano il futuro dell’Italia decidono gli italiani, se siamo in democrazia. Se siamo in un recinto dove possiamo muoverci ma abbiamo la catena perché non si può mettere un ministro che non sta simpatico a Berlino, vuol dire che quello è ministro giusto e vuol dire che se ci sono ministri che si impegnano ad andare ai tavoli europei” a difendere gli interessi italiani “parte il governo, se il governo deve partire condizionato dalle minacce dell’Europa il governo con la Lega non parte”. Così Matteo Salvini a Terni.

Salvini Di Maio19.32 – Salvini: “Se un ministro è sgradito ai poteri forti, è quello giusto”

19.32 – Salvini: “Per l’Italia decidono solo gli italiani”

19.12 – Fonti M5s: “Mattarella ha posto il veto su Savona”
Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari del M5s, Mattarella nel corso dei colloqui di questo pomeriggio con Matteo Salvini e Luigi Di Maio avrebbe posto un veto sulla scelta di Paolo Savona a capo del Ministero dell’Economia. Scelta che, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari leghiste, Salvini nel corso dell’incontro avrebbe invece confermato. 

19.09 – Di Maio e Salvini in colloqui separati al Quirinale
Due lunghi colloqui al Quirinale per i leader di M5S e Lega, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, hanno preceduto l’arrivo al Colle del premier incaricato Giuseppe Conte. Di Maio e Salvini hanno visto il presidente Sergio Mattarella per cercare di sbloccare in extremis l’impasse sul governo giallo-verde, e in particolare sulla presenza alla guida del ministero del Tesoro di Paolo Savona. Mattarella ha visto i due leader separatamente: al Quirinale è salito prima Salvini – che poi si è diretto a Terni dove ha in programma dei comizi elettorali – e poi, alle 18 circa, Di Maio.

19.05 – Fonti M5s: “Sta per saltare tutto”
Autorevoli fonti pentastellate dicono all’Adnkronos che “sta per saltare tutto”. La salita al Quirinale del capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, dunque, non avrebbe avuto gli effetti sperati per sbloccare lo stallo legato alla formazione del nuovo governo.

18.59 – Conte al Quirinale
Il presidente del consiglio incaricato, Giuseppe Conte, è arrivato al Quirinale dove alle 19 è previsto l’incontro con il capo dello Stato, Sergio Mattarella.

18.59 – Anche Salvini a colloquio con Mattarella nel pomeriggio
Pure il leader della Lega, Matteo Salvini, a quanto si apprende, è stato a colloquio nel pomeriggio con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

18.57 – Conte ha lasciato la Camera per recarsi al Quirinale
Il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte ha lasciato la Camera per recarsi al Quirinale dove è atteso dal Capo dello Stato.

18.48 – Fonti del Fatto: “Senza Savona, Conte non ha maggioranza”

18.35 – Fonti TgLa7: “La situazione è gravissima”
Il direttore del TgLa7 Enrico Mentana ha dichiarato che, secondo fonti autorevoli della Lega, la “situazione è gravissima” e questi minuti sono “decisivi per la nascita del nuovo governo”.

18.20 – Fonti SkyTg24: “Di Maio al Colle”

16.40 – Toninelli: “Auspico chiusura entro sera”
“L’auspicio è che entro stasera si possa chiudere la squadra e finalmente far partire il governo del cambiamento. Siamo a buon punto”. Lo ha dichiarato il capogruppo del Movimento 5 stelle al Senato Danilo Toninelli a margine dell’Open Day Rousseau di Ivrea.

16.30 – Conte convocato al Quirinale per le 19
Il premier incaricato Giuseppe Conte è stato convocato ufficialmente al Quirinale alle 19 per sciogliere la riserva sulla formazione del governo e per presentare la lista dei ministri. Nel comunicato rilasciato dal Colle si specifica che la sala stampa sarà aperta dalle 17.30.

* https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/27/governo-m5s-lega-diretta-conte-ha-rimesso-il-mandato-mattarella-non-ho-ostacolato-il-governo-lho-agevolato-ma-una-pros

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  1. da https://www.corriere.it/politica/18_maggio_27/governo-conte-19-colle-b0b7025e-61b9-11e8-83c2-c2f27971c337.shtml

    A 84 giorni dalle elezioni, 12 settimane, un record per la storia repubblicana, l’Italia non ha un governo. Sono ore drammatiche al Quirinale. Il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte domenica sera ha sciolto negativamente la riserva e ha rimesso il mandato al termine del colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, durato circa un’ora. È crollato così il tentativo di formare un governo a guida M5S-Lega. Ed è l’economista Paolo Savona, designato per il ministero dell’Economia, lo scoglio sul quale si è incagliata la partita. Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno visto Mattarella nel pomeriggio per cercare di sbloccare in extremis l’impasse sul governo giallo-verde, ma l’operazione non è riuscita.E si è aperta così una delle crisi istituzionali forse tra le più gravi mai vissute dalla nostra Repubblica, con il capo dello Stato minacciato di impeachment che convoca in extremis Carlo Cottarelli, commissario alla spending review, per lunedì mattina. «Abbiamo lavorato per settimane, giorno e notte, per far nascere un governo che difendesse gli interessi dei cittadini italiani. Ma qualcuno (su pressione di chi?) ci ha detto No», scrive Salvini su Twitter. Minacciando: «Vogliamo domani una data per le elezioni, altrimenti veramente andiamo a Roma. Dopo anni hanno gettato la maschera». «Scelta di Mattarella incomprensibile, c’è un problema di democrazia», insiste Di Maio su Facebook. Ma il capo dello Stato replica con durezza: «Il presidente della Repubblica svolge un ruolo di garanzie che non ha mai subito e può subire imposizioni». Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, è la prima a parlare di «impeachment se vero il veto su Savona». Una richiesta a cui si accoda anche Di Maio: «Chiedo di parlamentarizzare questa crisi, utilizzando l’articolo 90 della Costituzione, per la messa in stato d’accusa del presidente della Repubblica», perché, dice il capo politico M5S, «era una cosa premeditata, far fallire il governo del M5S e della Lega».

    Chi difende Mattarella

    «Nervi saldi e solidarietà al Presidente Mattarella. Ora dobbiamo salvare il nostro grande Paese», dice il premier uscente Paolo Gentiloni, mentre anche il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, afferma di «rispettare le scelte di Mattarella» e definisce «irresponsabile» il Movimento 5 stelle per l’ipotesi di impeachment, bocciata anche dalla Lega: «Come sottolineato dal Presidente Mattarella in un momento come questo il primo dovere di tutti è difendere il risparmio degli italiani, salvaguardando le famiglie e le imprese del nostro Paese». «Salvini non voleva governare», accusa invece Matteo Renzi, «ha fatto promesse irrealizzabili, ha paura delle sue bugie, altro che Flat Tax e Fornero. E quindi ha usato l’alibi di un ministro per far saltare tutto: vecchio stile leghista. Ma minacciare #Mattarella è indegno. Sulle Istituzioni non si scherza». Anche il reggente del Pd Maurizio Martina parla di «parole inaudite e minacce senza precedenti»: «Invito Di Maio e Salvini di misurare le parole: i loro attacchi al Capo dello Stato e alle istituzioni democratiche sono inauditi. Il Presidente della Repubblica è stato garante degli italiani, a lui va il nostro grazie». Conte, protagonista per 4 giorni, si ritira in buon’ordine: «Ho profuso il massimo sforzo, massima attenzione per adempiere a questo compito in una clima di piena collaborazione con gli esponenti delle forze politiche che mi hanno designato». E poi, dopo aver saputo della convocazione di Cottarelli: «In bocca al lupo a Cottarelli? In bocca al lupo a chiunque. E soprattutto all’Italia. L’importante è cercare di far bene al Paese».

    Mattarella: «Ho agevolato in ogni modo la nascita del governo»

    Mattarella al termine del colloquio ha spiegato la sua scelta, sottolineando l’impegno profuso nell’agevolare il nuovo governo. «Nessuno può sostenere che io abbia ostacolato il governo definito del cambiamento, al contrario ho accompagnato con grande collaborazione questo tentativo, come è mio dovere, in presenza di una maggioranza parlamentare». Ma il capo dello Stato aveva «fatto presente sia al presidente del Consiglio che ai capi politici che per alcuni ministeri» avrebbe esercitato «particolare attenzione». In questo caso il presidente della Repubblica ha condiviso e accettato tutte le proposte tranne quella del ministro dell’Economia: «Ho chiesto l’indicazione di un rappresentante della maggioranza» che non mettesse in difficoltà la posizione dell’Italia rispetto all’Europa, di cui è stata fondatrice e di cui è protagonista. Ma ha «registrato con rammarico indisponibilità a ogni altra soluzione e quindi Conte ha rimesso il mandato». Il prossimo passo di Mattarella sarà quella di designare una persona che guiderà il Paese nei prossimi mesi. Verso elezioni anticipate? «Mi riservo di prendere un’iniziativa nelle prossime ore», prende tempo Mattarella.

    Il nodo Savona

    Come si temeva, le possibilità di far nascere un nuovo governo si sono frantumate dunque sulla casella del ministero dell’Economia che il leader della Lega Matteo Salvini, in accordo con Luigi Di Maio, voleva affidare a tutti i costi al professore Paolo Savona. Dal Quirinale, sebbene sollecitato, non erano filtrate durante la giornata reazioni ufficiali alla lunga dichiarazione diffusa dopo le 13 in cui l’economista Savona puntualizzava (e in qualche modo rassicurava il Quirinale) le sue posizioni scettiche su Euro e Unione Europea affermando di «volere un’Europa diversa, più forte, ma più equa». Ma in serata è apparso chiaro che il Colle, di fronte agli «irrigidimenti dei partiti», non ha dato il suo benestare. «L’impennata dello spread aumenta il nostro debito pubblico e riduce le possibilità di spesa dello stato- ha spiegato Mattarella- . Le perdite in borsa bruciano risorse e risparmi e configurano rischi concreti per i risparmi delle famiglie italiane».

    Di Maio: «Chiedo atto d’accusa per Mattarella»

    «Incomprensibile la scelta di Mattarella», secondo Luigi Di Maio che con una diretta su Facebook ha espresso la sua rabbia. Allora «diciamoci inutile votare: decidono le lobby». «Per noi l’Italia è sovrana: se si vuole impedire un governo del cambiamento allora ce lo devono dire chiaramente», ha sottolineato il leader M5s, che nel pubblicare la lista dei ministri designati, aggiunge: «In questo paese puoi essere un condannato per frode fiscale, puoi essere Angelino Alfano, puoi esserti macchiato di reati contro la pubblica amministrazione, puoi essere sotto indagine per corruzione e il ministro lo puoi fare. Ma se critichi l’Europa non puoi neanche pensare di essere ministro dell’Economia. Ma non finisce qui». E si accoda alla richiesta di atto d’accusa del Parlamento a Mattarella.

  2. La notte più buia della Repubblica e quei serpenti sulla Costituzione
    Impeachment. La parola arriva alla fine di una serata drammatica, la più lunga della storia repubblicana, la più carica di veleni, miasmi, serpenti che avvolgono quello che di più importante ci resta, la Carta costituzionale, e il suo supremo garante, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nell’imbrunire svanisce il sogno del professor Giuseppe Conte di fare il premier non eletto del governo del cambiamento e si piomba in un incubo. La crisi di sistema, la rottura istituzionale, due capi partito che non hanno raccolto insieme la maggioranza degli elettori si atteggiano a padroni di quello che non è loro perché è di tutti. Minacciano il presidente della Repubblica, che vorrebbero ridurre a loro lacchè, dopo aver candidato a Palazzo Chigi un signor nessuno. Pensano di poter disporre degli organi costituzionali come se fossero cosa loro. Contrappongono quello che in uno Stato democratico non può mai essere opposto: la volontà popolare e le istituzioni, la legge della maggioranza e l’equilibrio dei poteri, il Contratto e la Costituzione. Fino al paradosso atroce di voler processare il presidente della Repubblica per attentato alla Costituzione perché ha fatto rispettare la Costituzione.

    “Io devo firmare” i decreti per le nomine dei ministri “assumendone la responsabilità istituzionale, in questo caso il presidente della Repubblica svolge un ruolo di garanzia che non ha subito né può subire imposizione” afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il capo dello Stato ha inoltre spiegato che fra i suoi doveri c’è anche quello di “essere attento ai risparmi degli italiani”.

    È l’atto finale di una crisi che non è mai stata soltanto di governo, ma di sistema, e che pavide forze politiche, leaderini di terza fila e anche non pochi intellettuali, opinionisti, quel che resta della disastrata classe dirigente di questo Paese hanno considerato soltanto dal punto di vista di piccoli interessi di parte, lasciando solo il presidente della Repubblica ad affrontarla nella sua complessità e gravità. Così come stasera il tentativo del governo M5S-Lega non è fallito sul no del Quirinale alla candidatura di Paolo Savona al ministero dell’Economia, ma su qualcosa di molto più delicato. L’impossibilità in democrazia per chiunque di occupare le istituzioni che sono la casa di tutti. Su questo salta il governo Conte e le destre italiane tornano all’antico. Salvini, il nuovo leghista, fa lo sbrego costituzionale alla Miglio. Giorgia Meloni, querula e inesistente, torna alla matrice originaria che nulla a che fare con la Costituzione repubblicana e antifascista. E Luigi Di Maio in pochi minuti butta via mesi di lavoro per presentarsi con l’abito buono al giuramento di Palazzo e si accoda a fare il comprimario di Salvini in piazza.

    Il lavoro compiuto è stato fatto “in un clima di piena collaborazione con gli esponenti delle forze politiche che mi hanno designato”. Lo dice Giuseppe Conte, parlando al Quirinale al termine del colloquio con il Capo dello Stato, Sergio Mattarella. “Ringrazio – ha aggiunto – il Presidente della Repubblica e gli esponenti delle due forze politiche per aver indicato il mio nome”. .

    In questo sfascio tocca a Mattarella provare a salvare la correttezza repubblicana. Per due mesi il presidente ha lasciato che i presunti vincitori delle elezioni del 4 marzo provassero a fare il governo, li ha ascoltati fino a oggi pomeriggio, quando ha proposto per il ministero dell’Economia il nome di Giancarlo Giorgetti, il più alto in grado della Lega dopo Salvini, invece di Savona. Ha puntato a costituzionalizzare i vincitori. Di più non poteva e non doveva fare, se non voleva consegnare l’istituzione presidenza alla prepotenza di due capibanda che poco sanno di euro, Europa, debito, spread, e molto vogliono di potere e di comando.

    “Noi ce l’abbiamo messa tutta”, afferma da Terni il leader della Lega Matteo Salvini. E in merito al veto del Quirinale su Paolo Savona, proposto per il dicastero dell’Economia, aggiunge che qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di non aver fatto nascere un “governo pronto” e, soprattutto, dovrà spiegarlo “a 60 milioni di italiani” H24, montaggio Valerio Argenio

    Al momento della sua elezione, nel 2015, scrissi che Mattarella sarebbe stato l’invisibile ma inflessibile custode della Costituzione. Oggi è uscito dall’invisibilità, e da quella condizione amara di solitudine in cui è stato lasciato da molti, troppi. Con l’intransigenza che molti conoscono. L’ira fredda dei timidi, terribile quando costretta a esprimersi perché si è perso il senso della misura. Con la pacatezza che si è sbagliato a scambiare per arrendevolezza. E ora c’è la metamorfosi cruciale del suo settennato.

    “Sono stato grande stimatore di Mattarella ma questa scelta è incomprensibile”. Lo ha detto il leader M5s Luigi Di Maio nel corso di una diretta su Facebook. video Twitter / Luigi Di Maio

    Tutto questo servirà nelle prossime ore. Ora tocca a Carlo Cottarelli. Ma nel Paese tira un’aria fetida, di guerraccia tra bande, di scontro finale, quello che invoca Salvini con l’intendenza dei 5 Stelle. Mentre finisco di scrivere, su una panchina in una piazza di Roma, nel cuore di un quartiere borghese, sento un signore affacciato dalla palazzina di un condomino perbene che parla al telefono: “Devono tornare le Brigate rosse, fare con lui come fecero con suo fratello…” Mi si agghiaccia il sangue. Sarà una lunga notte. E una lunga strada.

  3. Simone Carunchio

    Purtroppo Mattarella è un pavido servo di Renzi e Berlusconi, i quali non riescono ad accettare di aver perso …
    Arrivati a questo punto non si può che rimanere esterrefatti davanti alla democrazia più fasulla che l’Occidente abbia (sempre che una democrazia possa essere reale … Niente è più reale del re!).

    • ANTONENELLA

      “Credo che Lei conosca storia italiana e costituzione a menadito per” SCRIVERE QUESTE PAROLE!

      • Simone Carunchio

        Purtroppo sì, abbastanza: laureato in giurisprudenza; dottorato in filosofia del diritto ed esperto di diritto tributario. Inoltre sono nato e vissuto in Italia informandomi il più possibile su ciò che mi circonda.
        Con le mie osservazioni ho semplicemente constatato che la voce del ‘popolo’ non vale niente. Non dico che ero o sono contento di chi ha vinto le elezioni; affermo solamente che, ancora una volta, si avrà un governo che non è stato eletto (e che dunque la democrazia italiana è fasulla). E oggi mi si conferma la mia visione: la scelta del sig. Cottarelli è chiaro indice che chi ha perso cerca di riprendersi il potere. Il sig. Cottarelli, infatti, è legato a doppio filo con il PD. Basta leggere Wikipedia per saperlo. Come basta leggere Wikipedia per venire a sapere che anche il sig. Mattarella è legato allo stesso partito. Lecito fare due più due?
        E come non sono convinto della bontà dei due esponenti dei partiti vincenti alle elezioni, così non sono convinto da un presidente che si dimostra completamente antidemocratico. Purtroppo …

  4. gino rago

    Una grande e solida democrazia che ha le sue radici intangibili nel sangue dei giusti dei Partigiani e della Resistenza non dev’essere, ripeto NON DEVE ESSERE tenuta in ostaggio da due bulli di San Basilio: Salvini e Di Maio, che non hanno mai lavorato in vita loro, fra l’altro…
    Massima solidarietà a Sergio Mattarella nelle vesti di Presidente della Repubblica.

    • Credo che Gino Rago interpreti, nel dichiarare la sua solidarietà a Sergio Mattarella, lo spirito di gran parte del popolo italiano,stufo di furbetti più ambiziosi di Napoleone, senza avere le qualità di Napoleone; un popolo, per fortuna, ancora capace di riconoscere un galantuomo, anche se la specie è in estinzione, come i Panda.

  5. Alla fine, dopo settant’anni di guerra e pace, la battaglia fu vinta dai tedeschi. Senza quell’idiota di Salvini il M5s avrebbe potuto fare meglio. Ma ci riproveranno, non in nome di tutto il popolo italiano ma di chi non ce la fa a tirare avanti, imprese e lavoratori. La vecchia sinistra, perché ricondotta al sistema, è ormai defunta.
    I ben pensanti aspettino a cantare vittoria: sembra che nel tagliare, Cottarelli abbia la mano pesante più di Monti.
    Una cosa mi è chiara: in Europa non si vogliono personalità politiche ma bravi amministratori di condominio.

    • ANTONELLA

      LUCIO CHE RISPETTO COME UOMO INTELLIGENTE SI è MAI CHIESTO CHI HA REALIZZATO QUESTO DEBITO PUBBLICO CHE ESISTE DA PIù DI 40 ANNI? LEI NEL PRIVATO CHIEDE AD ALTRI DI SOPRASSEDERE SULLE SPESE CHE FA?

      • Sono contrario alla globalizzazione perché non considera né rispetta i bisogni e le specificità delle realtà locali. Noi non abbiamo più voce in capitolo su niente. E in Europa è lo stesso. Il debito pubblico è sempre salito malgrado le promesse fatte dai vari partiti, i quali, evidentemente, non hanno mai saputo vedere al di là uno sputo. Ripeto, serve lungimiranza, e servono idee, qualità che mancano agli amministratori (di condominio).

  6. Caro Lucio, apprezzo il tuo parere di uomo intelligente e libero; però non concordo circa la richiesta, da parte dell’Europa, di “bravi amministratori di condominio”, che almeno potrebbero difenderci dalle insidie più grossolane. All’Europa vanno benissimo la nostra generosità,la nostra genialità,il nostro disprezzo del pericolo, a patto che rinunciamo a ogni legittima pretesa su ciò che ci è dovuto.Un “bravo amministratore di condominio”potrebbe osare chiedere qualcosa in cambio, dopo che tanto si è dato.

  7. Questa è la politica italiana che definirei del “Dopo Monti (o Napolitano)”; politica che è modo di pensare alle istituzioni e all’Europa, prima di tutto. La distanza tra cittadini e centri decisionali è aumentata a dismisura. Si è capito inoltre che può bastare un colpetto di spread per mettere tutti a tacere. L’uomo libero è sofferente.

  8. da scrittore che si occupa di parole, dico che le parole usate dai barbari balordi populisti nel cosiddetto «contratto» sono una truffa, sono meritorie del mio disprezzo, da questi incolti balordi non mi aspetto che balordaggini. Un contratto deve indicare, per essere tale, le coperture economiche delle spese, altrimenti si tratta di una truffa, di un raggiro in danno degli italiani.

  9. ANTONELLA

    GIORGIO E COSTANTINA DAL NUMERO DEI COMMENTI POTETE COMPRENDERE MOLTO DEI POETI.

    • Credo che Giorgio e Costantina siano sufficientemente adulti per poter ragionare con la propria testa. L’hanno ampiamente dimostrato. Ma lei la smetta di scrivere in maiuscolo, è una cosa molto antipatica.

  10. donatellacostantina

    Cari amici,
    nonostante il numero limitato di commenti, l’interesse per questo post è stato notevole e lo attestano i numeri: 1864 visualizzazioni! Purtroppo, l’argomento è duro. La situazione grave. E molti di noi sono senza parole, quelle giuste per commentare. Non sappiamo cosa ci riserva il futuro… Brancoliamo nel buio dell’incertezza.
    Un abbraccio a tutti/e. A prestissimo!!

  11. Si sta assistendo in questi giorni ad uno spostamento a destra di tutto l’asse politico verso le posizioni Anti-sistema espresse da Lega e M5S. La direzione è capitanata dalla Lega di Salvini e il M5S è stato egemonizzato dalla abile strategia del balordo capo della Lega. Il «Contratto» del suo programma di governo è una bufala, una truffa a tutti gli italiani perché un «contratto» deve contenere il costo di ciò che viene contrattato e il «contratto» di governo non conteneva nessun accenno ai costi del programma di governo, anzi, tramite il luogotenente Savona era pronto un piano segreto che prevedeva il finanziamento dei 150 miliardi tramite miniBot e l’uscita dall’Euro per forza di cose sarebbe avvenuta nel giro di una notte.
    In questo modo i risparmi di milioni di italiani investiti in Bot sarebbero stati vanificati e ridotti a carta straccia.

  12. Spread!

    Del comunismo è rimasta solo la ragione.
    Una ragione astratta, senza corpo o sostanza.
    La ragione di un sentito dire alla finestra
    mentre fuori albeggia. Gli uccelli fischiettano
    il sole getta la sua luce svogliata: pagina bianca
    con scrittura uniforme, senza un a capo
    un sussulto, un andare sulla luna.
    Come andrà a finire?

    Le cifre parlano chiaro: 4.300 suicidi in media
    ogni anno. 350 ogni mese, al giorno 11,6.
    E’ come ritrovarsi d’improvviso catapultati
    in una piazza, ancora in pigiama con tra le mani
    un catino pieno d’acqua. Senza alcuna ragione.
    La gente passa, ti guarda, va di fretta.
    Senza una ragione guardi l’orologio esposto,
    esposta l’ora, esposta la ragione d’esserci
    o non esserci. Te lo chiedi, ma intanto
    che farne del catino e dell’acqua?

    Sei fuori luogo, fuori tempo. Sei fuori.
    La parola che sale è “Spread”. Non ti resta
    che dirlo: «Spread?». La gente capisce.
    Sei nella piazza, in pigiama, con un catino
    pieno d’acqua in mano ma hai detto Spread.
    Ora c’è anche chi ti sorride, chi dice “Mah”
    oppure “Eh”. Ora sei nella ragione.
    I Conti Pubblici, l’asfalto con le buche,
    la grande offesa al Presidente della Repubblica.
    Un sacco di gente che afferma di essere
    l’Istituzione Prima di Tutto.

    L’Europa è un paese con 28 capitali.
    Quasi come a Roma le cupole delle chiese.
    Se un politico dice “Bisogna andare in Europa
    e battere i pugni sul tavolo”, significa
    che vuole mettersi in viaggio. L’aereo
    è praticamente sotto casa. Il cielo di Bruxelles
    è una pagina bianca certificata. Può bastare
    la giacca. Ci vado io, per Dio!
    Uno mette il catino dell’acqua sul tavolo
    e dice: ecco, questo è quel che rimane
    degli ultimi 11,6 suicidi di ieri. Spread!

    Dalla console della grande finanza
    esce la voce programmata di un abitante
    di Macintosh. Sembra il Paradiso.
    Le parole sono esatte. A favore
    significa Sì, Ci rincresce significa No.
    Allora tu devi entrare nel programma,
    modificare qualche funzione, creare
    nuove opzioni. Mentre lo fai, pensi:
    Non ti suicidare, aspetta, ci siamo quasi!
    (Oh, ma questi sono pazzi! Oh, ma i Conti
    non tornano!).

    I fascisti non vedono l’ora di tirare il collo
    a qualche gallinaceo. Così parlano.
    I comunisti sospirano. Gli è rimasta la ragione
    senza sostanza, la pagina bianca.

    (Mayoor – Ieri, 28 maggio 2018)

  13. donatellacostantina

    Maria Rosaria Madonna (1949 – 2002)

    Sono arrivati i barbari
    https://lombradelleparole.wordpress.com/2018/05/27/attacco-al-presidente-della-repubblica-e-alla-costituzione-da-parte-di-lega-e-m5stelle/comment-page-1/#comment-35284
    «Sono arrivati i barbari, console! – dice un messaggero
    che è giunto da luoghi lontani – sono già
    alle porte della città!».
    «Sono arrivati i barbari!», gridano i cittadini nell’agorà.
    «Sono arrivati, hanno lunghe barbe e spade acuminate
    e sono moltitudini», dicono preoccupati i cittadini nel Foro.
    «Nessuno li potrà fermare, né il timore degli dèi
    né l’orgoglio del dio dei cristiani, che del resto
    essi sconoscono…».
    E che farà adesso il console che i barbari
    sono alle porte? Che farà il gran sacerdote di Osiride?
    Che faranno i senatori che discutono nel senato
    con il mantello bianco e le dande di porpora?
    Che cosa chiedono i cittadini di Costantinopoli
    al console? Chiedono salvezza?
    Lo imploreranno di stipulare patti con i barbari?
    «Quanto oro c’è nelle casse?»
    chiede il console al funzionario dell’erario
    «e qual è la richiesta dei barbari?».
    «Quanto grano c’è nelle giare?»
    chiede il console al funzionario annonario
    «e qual è la richiesta dei barbari?».
    «Ma i barbari non avanzano richieste, non formulano pretese»
    risponde l’araldo con le insegne inastate.
    «E che cosa vogliono da noi questi barbari?»,
    chiedono i senatori al console.
    «Chiedono che gli si aprano le porte
    della città senza opporre resistenza»
    risponde il console avvolto nella sua toga scarlatta.
    «Davvero, tutto qui? – si chiedono stupiti i senatori –
    e non ci sarà spargimento di sangue? Rispetteranno le nostre leggi?
    Che vengano allora questi barbari, che vengano…
    Forse è questa la soluzione che attendevamo.
    Forse è questa».

    • Konstantinos Kavafis
      https://lombradelleparole.wordpress.com/2018/05/27/attacco-al-presidente-della-repubblica-e-alla-costituzione-da-parte-di-lega-e-m5stelle/comment-page-1/#comment-35290
      Aspettando i barbari

      Che cosa aspettiamo così riuniti sulla piazza?
      Stanno per arrivare i Barbari oggi.
      Perché un tale marasma al Senato?
      Perché i Senatori restano senza legiferare?
      È che i barbari arrivano oggi.
      Che leggi voterebbero i Senatori?
      Quando verranno, i Barbari faranno la legge.
      Perché il nostro Imperatore, levatosi sin dall’aurora,
      siede su un baldacchino alle porte della città,
      solenne e con la corona in testa?
      È che i Barbari arrivano oggi.
      L’Imperatore si appresta a ricevere il loro capo.
      Egli ha perfino fatto preparare una pergamena
      che gli concede appellazioni onorifiche e titoli.
      Perché i nostri due consoli e i nostri pretori
      sfoggiano la loro rossa toga ricamata?
      Perché si adornano di braccialetti d’ametista
      e di anelli scintillanti di brillanti?
      Perché portano i loro bastoni preziosi e finemente cesellati?
      È che i Barbari arrivano oggi e questi oggetti costosi abbagliano i Barbari.
      Perché i nostri abili retori non perorano con la loro consueta eloquenza?
      È che i Barbari arrivano oggi. Loro non apprezzano le belle frasi né i lunghi discorsi.
      E perché, all’improvviso, questa inquietudine e questo sconvolgimento?
      Come sono divenuti gravi i volti!
      Perché le strade e le piazze si svuotano così in fretta
      e perché rientrano tutti a casa con un’aria così triste?
      È che è scesa la notte e i Barbari non arrivano.
      E della gente è venuta dalle frontiere dicendo che non ci sono affatto Barbari…
      E ora, che sarà di noi senza Barbari?
      Loro erano una soluzione.

      (traduzione di Filippo Maria Pontani)

    • Provo amore incondizionato verso i comici. E’ un debito di gratitudine che ho fin da piccolo, iniziando con Olio e Stanlio. Servirebbe un Nobel per la comicità.
      Solo un pazzo può credere nel partito fondato da un comico – partito nato nelle platee, non finanziato a caro prezzo come fece il Berlusca – Peccato che in questa circostanza il M5s abbia dovuto cercare intesa con le pericolose camice verdi. D’altra parte è così: si prefigura uno scontro politico tra difensori della Costituzione e fascisti. I vecchi partiti hanno esaurito la loro funzione. Ah, pare che il prossimo leader del PD sarà Carlo Calenda. Un bravo ragazzo.

  14. Sperando di non infrangere qualche regola, posto qui una dichiarazione del poeta Lello Voce, tratta da Facebook, che mi ha molto divertito:

    Vogliono votare a Luglio…
    Ma per quale cazza di ragione, se c’è una maggioranza?
    Ma sono pazzi? Arrestateli, rinchiudeteli, metteteli a spalar carbone… Tuttiiiiiiii!
    Ma un po’ di dignità mai…?
    Basta non c’è nessuno capace di prenderli per le orecchie e rimmetterli seduti al banco a fare i compiti? (intendo in mancanza di classe operaia, soggetto rivoluzionario, partito delle masse, ecc…)…
    Le loro cazze di elezioni per la loro fottuta finta democrazia le pago io…. Se le pagassero con le casse dei loro partiti, non con i soldi per sanità e scuola…..
    Bastaaaaaaaaaa! Via sparite! siete un incubo…..!
    Thimoty Leary 4 President! CAZZO!
    Calatevi un acido, delirate davvero e toglietevi dalle palle!

  15. La dichiarazione e il lessico e i luoghi comuni del signor Lello Voce sono lo specchio della sua modesta intelligenza.

    • Caro Giorgio,
      capisco il tuo punto di vista e un po’ mi aspettavo un tal giudizio. Permettimi di dire che però sei stato severo: Lello Voce scrive rivolgendosi a migliaia di ragazzi che non ne possono più, e non da oggi. A maggior ragione, tu dirai, Lello Voce dovrebbe ponderare meglio le sue parole; considera allora che il punto di vista di tanti ragazzi è quello di chi ha nulla da perdere, che vinca uno o l’altro, che salga o scenda lo spread, che gli cambia? Sappiamo che non è così, ma come glielo spieghi il fatto che devono pazientare perché sono una generazione perduta?

  16. caro Lucio,
    io credo che chi ha una certa età, tanto più se una persona che si dedica a scrivere poesie, e che quindi dovrebbe essere un intellettuale, occorrerebbe non semplificare troppo le questioni e il lessico, altrimenti si arriva a dire banalità che poi i giovani, non molto acculturati si sentiranno in dovere di semplificare ancora di più fino ad arrivare alla demagogia e al populismo. In effetti le cose sono un po’ più complesse da come le racconta Lello Voce. Il fatto è che molti auto poeti vogliono farsi pubblicità, vogliono stare sul palco ed essere acclamati.

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