Mariella Colonna ALLEGORIA DELLA CONDIZIONE INFERNALE DELL’UOMO SULLA TERRA – Commedia, Il Carnevale di Venezia – Parte II Scena I – Traduzione in inglese di Adeodato Piazza Nicolai e una poesia di Giorgio Linguaglossa

 

Carnevale Masquerade

Premessa di Mariella Colonna

Sperimentare è il segreto di qualunque processo innovativo nei più vari settori della scienza e della cultura.
Scrive Mary Lou Cook, scrittrice americana artista e autrice di saggi: “Creatività è inventare, sperimentare, crescere, assumersi dei rischi, rompere regole, fare errori e divertirsi.” E io sono in piena sinergia con questa lineare interpretazione della creatività che è incentivo continuo a tentare il nuovo.
Tra le varie forme di sperimentazione quella che ha come oggetto il linguaggio è, per me, di grande interesse per la continua scoperta a cui conduce l’inesauribile potenzialità della parola a rinnovarsi e autogenerarsi… annullandosi.
E qui devo rivelare un particolare importante della “storia”.
Le poesie di Giorgio Linguaglossa sono molto vicine al teatro nella struttura stessa in cui trovano forma e per la presenza di personaggi inventati o da lui inseriti per “sim-patia” da opere di altri poeti: da qui è nata l’idea di “sperimentare” (repetita iuvant) quel mix tra poesia e teatro da cui ha preso anima e vita l’ “Allegoria”.

Che cosa è dunque l’“Allegoria”? Un controllato delirio in versi e prosa? Un curioso poemetto animato da note presenze di poeti della NOE e delle loro creature poetiche? E’ questo e forse altro ancora, ma non si propone come “POESIA” o Scrittura poetica. L’”Allegoria” è un testo aperto, su cui è possibile indurre l’evento della parola che si distrugge e si ricrea, scivolare o rimbalzare di battuta in battuta per dare corpo ad una nuova soluzione espressiva, ad un personaggio che vuole nascere o risorgere a tutti i costi e…forse nascerà, forse no.
All’“Allegoria” mancano tante immagini, situazioni, personaggi, tanti scultorei versi di Giorgio Linguaglossa, molte icone poetiche di Mario Gabriele, di Steven Grieco Rathgeb, i versi solari di Chiara Catapano, lo scavo quasi archeologico di parole nelle ultime poesie di Donatella Costantina Giancaspero, i neologismi poetico-materici di Lucio Mayoor Tosi, i languori essoterici delle Novissime idee-avanguardia di Gino Rago e Antonio Sagredo, i raffinati sprofondamenti di Letizia Leone… e magari altri versi imprevedibili di Luigina Bigon e di Adeodato Piazza Nicolai e tanto altro ancora…
Chi avrà la pazienza di leggere questa mia premessa-testimonianza forse potrà aggiungere qualcosa di bello e di nuovo all’“Allegoria” e alle follie del Carnevale di Venezia gestito dal simpatico diavolaccio innamorato: il Signor Kappa.

Personaggi:

Le Maschere e le Ombre;
GiorgioLinguaglossa (alias Gi.Elle., alias Fantasma 2);
Giulio Cesare (alias Gi.Elle, alias Fantasma di Giorgio) ;
Signor Kappa (alias Kappa) ;
Prima ombra (alias K2);
Il Fantasma di Lacan;
Il Fantasma di Emme.Gi. (alias Mario Gabriel, alias Antonio);
Antonio (alias Emme. Gi.);
2° cittadino;
Evelyn (personaggio di Mario Gabriele);
Una mascherina mascherata (Odette di Emme.C.);
Fantasma coronato di alloro (alias Poeta, alias Gino Rago);
Giovane bionda bellissima (alias Elena moglie di Menelao);
Anziana signora giovanile (alias Ecuba Regina di Troia);
Costantina-Costanza (figlia di Costantino, alias Donatella-Costantina Giancaspero);
Cenerentola-Luigina (alias Luigina Bigon);
Il Clown (alias Adeodatto Piazza Nicolai, alias Principe, alias Poeta);
Coro delle maschere;
Gino Rago (alias Il Poeta coronato di alloro);
Ecuba Regina di Troia;
Elena, moglie di Menelao rapita da Paride;
Gi.Esse. (alias Giovane Sconosciuto).

Carnevale ballo del Doge

IL CARNEVALE DI VENEZIA

PARTE II

Scena I

Commedia di Mariella Colonna liberamente tratto e ispirato da alcune poesie inedite di Giorgio Linguaglossa: La notte è la tomba di Dio

Regia di Mariella Colonna

Giorgio Linguaglossa

Carnevale delle Ombre

Notte stellata. Carnevale. Venezia.
«Benvenuti al Carnevale delle Ombre!», disse una voce.
L’angelo Achamoth dai dodici occhi
che non guardano che i propri occhi, gridò:
«Toglietevi la maschera!».
Ed entrammo, con altri prigionieri, nel corridoio delle ombre eterne.
C’era una ressa del diavolo.
Statue bianche si avviavano sotto un giogo di ferro e calcestruzzo
eretto, a destra e a sinistra, tra le finestre cieche lungo
un ambulacro alle cui pareti pendevano
migliaia di volti in cornici dorate.
I volti dipinti parlavano tra di loro.
Dicevano: «Non fate entrare le ombre maledette!
Sbarrate loro l’ingresso!».
[…]
Mi accorgo che dalla porta entrano in molti.
Dicono: «Buongiorno» e «Addio».
E ritornano nel buio da dove sono venuti.
C‘è ressa; dei figuri vogliono entrare dalle finestre.
Bussano ai vetri delle persiane sbarrate,
lottano anch’essi con le ombre.
“Vogliono diventare ombre”, pensai con raccapriccio
e mi meravigliai di quel pensiero.
[…]
Una triplice voce piovve dall’alto, dai microfoni
degli altoparlanti nascosti nel buio:
«Benvenuti nella galleria dei quadri morti».
«Lasciate i vestiti su questa spiaggia».
Noi lasciamo i vestiti sulla spiaggia ed entriamo nel mare,
fino alla cintola.
Entrano in noi lentamente le ombre bianche
come inchiostro nella carta assorbente.
E scompaiono.
[…]
La voce ritorna nel microfono.
Gare de Lion.
Il microfono cammina nella sala d’aspetto.
Il quadro si attacca alla parete. Il mare si ritrae dalla spiaggia.
Le ombre lasciano i corpi
e camminano nel volo dei gabbiani bianchi.

Carnevale Il Corvo e il Signor K

personaggi presenti nelle poesie di Giorgio Linguaglossa e di Mario Gabriele

 

Mariella Colonna

[Ha inizio la seconda parte dell’Allegoria. I personaggi reali sono trattati alla stessa stregua dei personaggi presenti nelle poesie di Giorgio Linguaglossa e di Mario Gabriele]

La notte stellata avvolge tutta Venezia
che il cielo adora perché può specchiarsi
nelle sue acque avide di stelle. Questa notte
è unica, speciale, fantastica e antiretorica.

“Si realizza dopo millenni di attesa
Il Carnevale delle Ombre per mio merito.
Sono il Signor Kappa, conosciuto nel mondo intero
e soprattutto nell’Al di là che adesso è Al di qua!!!
Ebbene, questa primizia cosmica
è affidata alle mie cure…
Ed io, parola di Kappa, vi dimostrerò che posso realizzare
tutti i vostri desideri… C’è, all’inizio dello spettacolo,
una grande novità: “L’invito al Carnevale delle ombre,
nella poesia di Gi.Elle.,
vi è rivolto da un Angelo. È l’Angelo Achamoth!”

La Prima Ombra mascherata che somiglia al Signor K2,
a noi ben noto grida in silenzio con tanta forza
che tutte le Ombre mascherate accorrono ad ascoltare.

“Dite la verità, quest’Angelo è, come voi, Kappa,
assai poco raccomandabile: ha dodici occhi
che guardano nei propri occhi, ah ah ah!
non vede che se stesso alla rovescia!”

Kappa: “ Signore, voi non per me… non siete un’Ombra,
siete mascherato da Ombra e perciò non siete credibile.
Obbedite al comando dell’Angelo!”

Prima Ombra: “Giammai”! “Io sono qui per nobili ragioni, non posso obbedire
ad un Angelo perverso che si traveste di luce.
Comunque attenderò in disparte gli eventi.”
“D’accordo, ma non provi ad alimentare le sommosse”

“C’era una ressa del diavolo”commenta tra sé K2,
da questo angolo posso tenere sott’occhio
tutta la situazione fino al momento della verità
che attendo ormai da lunghi e per me dolorosi secoli.
Per ora niente di sospetto, vedo soltanto statue bianche …
sotto un giogo di ferro e calcestruzzo, prigioniere…
Altro che Carnevale! E i volti nelle cornici
che parlano tra di loro: “Non fate entrare le ombre maledette!”.

“È la conferma che il Signor Kappa, accecando i nostri occhi
con lo splendore di Venezia che trapela
dalle finestre chiuse, sta tramando qualcosa.
Devo stare attento a non farmi prendere dalle sue magie.”

Carnevale ballo in mascheraUna voce come di tuono:

“Signore Ombre comincia lo spettacolo!
Signore Maschere comincia lo spettacolo!
Siete pronte ad uscire e ad entrare in scena?”

Un rombante coro di siiiiiiii fa esplodere
lo spazio scenico e, « da una parte dalla porta, entrano in molti.
dicono: «Buongiorno» e «Addio».
E ritornano nel buio da dove sono venuti.

“Poi accadono cose ancora più folli”… dice K2
Era tornato in mezzo alle Ombre, attratto dall’assurdità della scena:
“Su ordine di una triplice voce dall’alto noi lasciamo i vestiti
sulla spiaggia ed entriamo nel mare che non vedo, fino alla cintola.
Entrano in noi lentamente le ombre bianche
come inchiostro nella carta assorbente. Ma, che mi succede?…
A la Gare de Lion… vedo il mare!… si ritrae dalla spiaggia. Non so più
dove sono.”

Ora una musica violenta in Piazza San Marco
suoni tribali e canti afrocubani spezzano la soprarealtà.
Irrompono le Maschere e le Ombre in Maschera tutte insieme,
trascinate da vortici di vento e onde-musica
con squilli di trombe d’argento e risate scintillanti.
Gli occhi brillano sotto le Maschere,
“Adesso danziamo!” “Non c’è altro da fare!”
Cominciano a vorticare colori, ampie gonne, squilli
di rosso, cobalto, oro, verde smeraldo, cielo buio stellato, riflessi.
Microriflessi argentini con potenza allarmante
creano una rete di interferenze, di sinergie
cambiano forma da laser filiformi a fiori esotici a
strane parvenze che si animano,
una color verde ramarro prende forma umana:
impone il silenzio anche a Kappa.

“Capisco il vostro entusiasmo e la passione del Carnevale
dopo eoni di silenzio umbratile, ma c’è in “ballo”
la sorte dell’umano genere: e, per uscire dall’ ”empasse”
cosmico, le potenze meta metafisiche hanno dato a me,
che sono” – fa un grande inchino –
“Il fantasma di Lacan”.
Qui presente come “infiltrato” a tutti noto come tale
e, per l’occasione, dotato di poteri speciali.
(Kappa fa una smorfia)
“Sapete bene che i vostri EGO,
(antichi “io” fossilizzati), nella NOE
(NUOVA ONTOLOGIA ESTETICA), non hanno più alcun potere.
Per ora li sostituisco io, che adesso ho pieni poteri
nell’immenso campo ondeggiante
di potenziali forme e realtà nascenti
della POESIA! Signori, questa megafesta,
se parteciperete davvero, vi farà realizzare
il Desiderio di ogni grande Uomo o Donna
che, al centro dell’essere,
è anche e sempre LA FELICITA’.
Ma la condizione perché essa si conceda a voi
è il Mistero-“cosa”, il misterioso silenzio dell’anima
e dell’Ombra che adesso si uniranno
nella musica senza suoni che riannoda tutti i legami!”.

Kappa: “Non ti allargare troppo, Fantasma poetico,
ricordati che se invaderai in mio territorio
per te saranno guai!”. Un tuonofulmine
attraversa tutta la piazza…

F.di L.”Stanotte non riuscirai a fare danni,
caro Kappa. Controlla, se vuoi,
questo permesso speciale firmato
dall’Autorità Suprema che ben conosci.

Kappa: “Disgraziato fantasmucolo della Poesia,
tu che non hai alcun potere tra gli umani
pensi di sfidare proprio me, Principe di questo mondo?”

“Non credi ai miei poteri? Allora guarda!”
F.di L. emana luce fosforescente e, con un gesto
ampio e deciso: “Ecco una scena
creata dal nulla!”
Che parli il fantasma di Giorgio, ne ha la facoltà!

Sul far della notte, dalla vetrata che dà sul mare,
alla tenue luce delle stelle, dopo il tramonto della luna,
puoi scorgere nel sentiero di ghiaia tra le tamerici
e gli acanti la coda di pavone della gonna scarlatta
di Madame Sosostris…”

Coro delle OmbreMaschere:

“Chi è Madame Sosostris?
“Io non posso dirvelo. Vi do una traccia soltanto: La terra desolata di…”
Il vostro gioco di Carnevale deve essere
la più appassionata ricerca della verità
su personaggi inquietanti della Storia passata, presente
forse anche futura. Non ci sono più divisioni nel tempo
e neppure tra morte e vita: oggi le Ombre del passato,
i Fantasmi della Poesia, come son io, son più vivi dei “vivi”
parlano, spiegano, aiutano a creare mondi nuovi
nuovi linguaggi…nuovissime parole…”

Kappa, sibilando: “La poesia è illusione, inganno per le anime deboli”.
Un coro di poeti gli urla contro:

“Taci, demonio ingannatore! Oggi è la grande occasione
per coloro che hanno in cuore la Poesia: potranno realizzare
Il GRANDE SOGNO! Quindi all’opera, tutti,
sono con voi finché non avrete
sciolto l’ENIGMA e…la durezza dei vostri cuori!”

A destra, nell’immensa piazza
un gruppo di ombre abbandona i corpi e le maschere
e camminano nel volo dei gabbiani bianchi.
Kappa sibila come serpente: “Ecco l’altro Fantasma,
quello del famoso Gi. Elle. Che con il suo verso ha fatto fuggire
un gruppo di Ombre che odiano la poesia,
oppure la amano troppo… forse stanno inseguendo
quel suo verso, attratte dal volo dei gabbiani… che guaio! (grida):
“Ehi voi, sì dico a voi! Tornate subito indietro!
Vi attende la dannazione eterna! Ehm, volevo dire
la gioia del Carnevale cosmico!”

«Di qua, c’è il Ponte del Male, o del Bene, fate voi
– continua il buffone –
di là, c’è Venezia, la laguna di Murano e di maioliche,
i leoni alati di San Marco, le grazie femminili del Tiepolo,
i palazzi del Doge…».
[…] e , per fortuna, ecco
nove sorellastre vestite di rosso siedono all’ingresso.
Un sentiero di ghiaia si biforca.
Il primo conduce ad una torre di pietra grigia.
Il secondo conduce ad una torre di pietra bianca.
Ma è soltanto un abbaglio, entrambe le torri sono la medesima torre.
I prigionieri dell’ombra vagano inconsapevoli
da una torre all’altra.

“Siamo nella Torre della Felicità”? chiede il Signor K2

“Ma quale Felicità?”
“Quella promessa ad ogni uomo della terra”, dice Gi.Elle.

Kappa: “Non dire cose assurde, Fantasma2! La felicità non esiste
è un fiore di carne e di sangue, è l’esaudimento del desiderio
nell’attimo dell’estasi… la felicità eterna di cui parli è
svanita per sempre, il grande Sogno dell’Eden è perduto
per voi, è perduto per voi, è perdutooo! lo volete capire o NO?”

Gi.Elle.: “Ne riparleremo, Mr. Kappa, voi non sapete che cosa sono
l’amore vero per un Popolo e la forza trascinante della Poesia…
non è una questione da risolvere in poche battute!”

Con queste parole Il Fantasma di GI. Elle. si trasfigura
nell’immagine reale, cioè in carne ed ossa,
dell’imperatore Giulio Cesare, vestito come nel giorno
tristemente famoso della Congiura al Senato,
con tracce di sangue vivo nei 33 punti delle pugnalate.

“Oggi sono qui per vivere insieme a voi questo Evento
che, per la prima volta nella Storia,
celebra la Poesia come una delle forme più alte
vera Politica, quella che nasce dal basso
come il grano dalla terra, che spetta a Noi seminare,
a Voi raccogliere. Nel momento storico che stiamo vivendo
tutti insieme, i morti che non sono più morti e i vivi
che devono tornare a vivere, la Politica
non trova più terreno né spazi umani per risorgere.
Perciò la grande forza della Poesia (che è creazione)
deve smuovere, rassodare irrigare i terreni esausti
dove i semi del nuovo non trovano
nutrimento, si seccano e diventano polvere.
Io sono qui per voi e per la mia verità,
ma prima ci sono gli amici che non hanno affondato
il pugnale nelle mie carni…voi per me siete
il Nuovo che avanza e dalle ceneri di Roma fa risorgere
l’antica gloria! Coraggio, Amici!
Chiudete gli occhi e forse riuscirete a vedere…
questo è il metodo efficacissimo che adesso usiamo”.

Kappa: “Basta, basta, Signor Giulio Cesare,
ne parlerete dopo…ora c’è in programma il divertimento…”

Le Ombre e le Maschere intimano a K. di tacere, ululando.

E Cesare continua:
“Se la realtà ora vi sfugge e si nasconde sullo sfondo,
verso di voi vengono i vivi fantasmi, i misteriosi fantasmi
dell’Inconscio, quella dimensione da cui è escluso
il maledetto “EGO” che ha condannato
anche me il giorno lontano delle Idi di Marzo!”.

Il fantasma di Emme.Gi. (Mario Gabriele) si toglie la maschera.
È Antonio e si rivolge alle Ombre, dopo aver guardato
con fervida ammirazione il Divo Giulio.

“Io sono qui per Cesare!!! E adesso ripeterò
quello che dissi più di duemila anni fa,
dopo l’assassinio del mio Amico:”,
ai suoi funerali, perché nessuno dimentichi!”

Kappa: “Spero che
vi limitiate alle parti essenziali, visto che si tratta di
una Festa di Carnevale!”

Coro delle ombre e delle Maschere:
“LASCIALO PARLARE, KAPPA!!! Te l’ha detto,
sono più di due secoli che aspetta.!!!”
Ebbene, sì, parlerò…il tempo è fermo, la notte sarà lunga.”
Lo spazio scenico si dilata,
Non ha più confini, le parole di Antonio occupano tutto lo spazio sonoro.

Antonio: “Amici, Romani, compatrioti, prestatemi orecchio; io vengo a seppellire Cesare, non a lodarlo….. Egli fu mio amico, fedele e giusto verso di me: ma Bruto dice che fu ambizioso; e Bruto è uomo d’onore…. Quando i poveri hanno pianto, Cesare ha lacrimato: l’ambizione dovrebbe essere fatta di più rude stoffa; eppure Bruto dice ch’egli fu ambizioso; e Bruto è uomo d’onore. Tutti vedeste come al Lupercale tre volte gli presentai una corona di re ch’egli tre volte rifiutò: fu questo atto di ambizione? Eppure Bruto dice ch’egli fu ambizioso; e, invero, Bruto è un uomo d’onore. Non parlo, no, per smentire ciò che Bruto disse, ma qui io sono per dire ciò che io so. Tutti lo amaste una volta, né senza ragione: qual ragione vi trattiene dunque dal piangerlo?…..

2° Citt. Erano canaglie, assassini: il testamento! Leggete il testamento!

Antonio: M’obbligate dunque a leggere il testamento? E allora fate cerchio attorno al corpo di Cesare e lasciate che io vi mostri colui che fece il testamento.
(…)
Antonio: Se avete lacrime, preparatevi a spargerle adesso. Tutti conoscete questo mantello: io ricordo la prima volta che Cesare lo indossò; era una serata estiva, nella sua tenda, il giorno in cui sconfisse i Nervi: guardate, qui il pugnale di Cassio l’ha trapassato: mirate lo strappo che Casca nel suo odio vi ha fatto: attraverso questo il ben amato Bruto l’ha trafitto; e quando tirò fuori il maledetto acciaio, guardate come il sangue di Cesare lo seguì, quasi si precipitasse fuori di casa per assicurarsi se fosse o no Bruto che così rudemente bussava; perché Bruto, come sapete, era l’angelo di Cesare: giudicate, o dèi, quanto caramente Cesare lo amava!”

Ombre e Maschere hanno seguito partecipando perfino con le lacrime:

Antonio: “Credete che sia stato inutile ricordare?…
Anche uno storico dei vostri-nostri tempi (il Mommsen) ha dichiarato
che Giulio Cesare è stato l’unico grande Imperatore di TUTTI i tempi!”

Scroscio di applausi che fanno andare in depressione Kappa.
Cesare prova pietà per lui:

“D’accordo, Kappa, non se la prenda,
prima della Grande Svolta faremo il Gioco che vi sta tanto a cuore!”

Entra all’improvviso sulla scena Evelyn vestita in calzamaglia
grigiochiaro e veli a gradazione, traspaiono i piccoli seni.

Evelyn: “Signori Giulio Cesare e Antonio, cari Fantasmi ed Ombre…
C’è un evento imprevisto che deve far riflettere:
SONO STATE RITROVATE TRE PREZIOSISSIME SCARPE SINGOLE
CON ELEGANTI RICAMI di PIETRE di GRANDE VALORE!
Tre donne molto importanti hanno perso una scarpetta:
tra le Maschere ci sono tre Cenerentole, capite? ”
Non basterà che tre cavalieri scoprano le tre dame
che hanno perduto le scarpette
il gioco è più complesso e difficile: si tratta di decidere
il destino di tutti e sei i personaggi…”

Kappa si entusiasma: “Certo, cara Ragazza,
HAI CAPITO PERFETTAMENTE! Non tutto
è già deciso dall’inizio: la volontà e il desiderio
di Ombre Maschere e Fantasmi,
un mix davvero sconvolgente
potranno assecondare o trasformare del tutti i destini
(a suggerire “come”…ci penso io, eh eh he!)

Salta in mezzo alla scena un Giullare-Clown tutto colorato
e cerca di afferrare la scarpa rosa-lilla, preziosissima
“Io so di chi è!” Strilla il Clown, e si avvicina ad una
bella Maschera,. “No, l’ora non è scoccata ancora!”
ella dice, e lo respinge con grazia.

C’è chi ancora piange per Cesare e chi ride per le capriole
e gli sberleffi del Clown respinto, che geme sul
passare del tempo… e l’allontanarsi
dell’Oggetto del desiderio.

Una mascherina mascherata (potrebbe essere la mia Odette,
dice Emme.C.) canta a ritmo di ballata medievale…
Non pensate, non dubitate, non createvi altri problemi
Abbiamo per noi tutto il mondo, ci sono il Bene e il Male
se fate se fate largo largo al Bene lasciate subito subito il Male
che vi tiene prigionieri coi piaceri coi piaceri!
Pensate e non sempre dubitate, non createvi nuovi problemi!”

Evelyn si entusiasma e strappa la maschera alla mascherina…
“Lo sapevo che eri tu! Brava Odette, ben cantata a Kappa!
Speriamo che non infierisca contro di te…”

Odette: “Ma no! Che cosa ci può fare
in presenza di quasi tutto l’universo?
Ci farà diventare brutte e vecchie?
Ricordati che qui il tempo non può nulla contro di noi.
Lo possiamo plasmare, ridurre in nostro potere.
Guarda! E, con un gesto della mano OdetteMascherina2
Ferma tutta la scena. L’intera piazza è immobile,
tacciono le musiche. L’OROLOGIO SEGNA LE 23 .30,
sempre la stessa ora.
Il Clown, immobile, guarda meravigliato l’ora ferma.

In quel momento, tra luci che si intervallano,
spuntate dalle finestre delle case
e ondate luminose di origine stellare,
entrano in scena tre personaggi:
un Fantasma coronato di alloro, una giovane bellissima,
e un’anziana Signora ancora giovanile, pallida e severa che indossa
una tonaca bianca con la corona da Regina
e in mano le insegne regali.

Cesare li accoglie con grandi onori:
“Come vedete, benché il tempo sia fermo,
voi siete liberi dalla sua prigionia,
in virtù di qualcosa che adesso non vi posso rivelare.
Ma dimmi, o nobile fantasma incoronato,
perché Sei qui?”

“Simile alla tua testimonianza di verità è la mia,
ma adesso neppure io posso parlare
per non interrompere il gioco interstellare delle scarpette preziose!
La notizia ha raggiunto le Alte Sfere e gli Angeli già fanno le scommesse…
Figuriamoci i demoni laggiù cosa staranno combinando!”

roma da sx Antioco re di Siria e Scipione l'africano

Antioco, re di Siria e Scipione l’Africano

Giulio Cesare: “Ebbene sia! Andiamo con il Gioco!
Riparta il tempo!”

Un movimento di occhiate nascoste dalle maschere
sposta il movimento del tempo da sinistra a destra
prima lentamente, poi sempre più velocemente…
Tutti si guardano preoccupati, ma Mario Gabriel li rassicura:
“Basta rallentare il movimento degli occhi, ma neppure troppo:
quel movimento suscita una forte energia che permette al tempo
di addensarsi o reprimersi, seguendo le intenzioni del giocatore.
Nel frattempo guardate queste tre meravigliose scarpette,
mai sono state visto più belle di queste!
Le tre donne che le indosseranno
vivranno nel cuore stesso della felicità…
almeno durante il tempo che servirà loro per carpirne il segreto.”

Kappa: “Adesso basta! Avete parlato a sufficienza
e rischiate di distruggere il mio programma
che è molto, molto diverso dal vostro!

Mario Gabriel: “Questo almeno lo avevamo capito!”
Riprendi il tuo posto di Leader, Kappa: adesso tocca a te!”

Kappa: “Ho osservato a lungo una Maschera troppo bella!
Troppo bella!, ha oggi scuri e guizzanti
come vivaci pesciolini e con lo sguardo insegue una scarpetta:
deve essere la sua, ma lei non la può prendere.
Glie la dovrà provare al piede il predestinato dal destino.
E tu chi sei, nobilissima e dolcissima dama?”

Sono Costantina-Costanza, figlia dell’Imperatore Costantino,
molti mi hanno disprezzato e segnato a dito come una donna
crudele e disumana, ma altri, per la mia conversione
al Vangelo di Cristo mi hanno considerata Santa!”

Kappa rimane in silenzio e continua a correre con la fantasia
Vive emozioni nuove, s’intenerisce,  prova perfino sdegno per la propria malvagia indole.
E parla tra sé.

“Creatura interessante, quasi divisa a metà tra
una natura crudele e bramosa di potere (proprio come sono io)
e una seconda natura predisposta alla santità…e poi
ha uno sguardo fatale, quegli occhi mi sono penetrati
nel fondo dell’anima. Ah, quale svolta del destino!
Non riesco a non guardare i suoi occhi, ma lei
mi sfugge…come, come farò con questa dolcezza in tutto il corpo
a portare avanti il mio maledetto proposito
di dannare di tutte le anime?”

Costantina-Costanza si lascia osservare, ma non ricambia.
Pensa ai suoi molti e antichi mariti e al suo nuovissimo amore
che ha scavalcato il tempo per raggiungerla.
Naturalmente lei sa chi è, ma lui non è sicuro che Costantina
sia Santa Costanza e non pensa che la sua crudeltà,
motivo di eccitazione per i contemporanei, possa essere entrata
come acqua di sorgente nel cuore di Kappa.
Non è però la crudeltà che attira il vecchio demonio….

A questo punto scocca la mezzanotte e si vede, in piena luce, la scarpa d’oro di Costantina ricamata di pietre preziose

Luigina Bigon scarpa

Creazione di Luigina Bigon

Kappa non riesce a frenarsi: “Voglio provare io la scarpetta
meravigliosa sul piedino dell’ ”adorabile dama”
e corre ad afferrarla sul banco centrale dove
sono appoggiate le scarpe.

Ma, in quel preciso istante, il tempo comincia a correre
precipitoso in avanti e, avvicinandosi alla nostra epoca,
viene intrappolato da molti orologi:
da quello della Torre di Piazza San Marco a quello
della Torre di Londra e di Praga e così via, la gente
impazzisce nell’intero mondo guardando l’ora,
si oscura il sole, la luna tonda e grande come il cielo
sembra avvicinarsi alla terra… poi tutto si placa
quando Giulio Cesare si accorge dell’incrinatura cosmica
si toglie rapidamente la maschera e rivela la sua vera
ultima identità: è Giorgio Linguaglossa che corre
più rapido di Kappa verso la scarpetta d’oro
e la infila nel piede di Costantina,
mentre lei si toglie la maschera da Santa Costanza.
I due hanno fatto la scelta del proprio destino comune
si abbracciano e Giorgio dice: “Forse il Demonio si è redento
per amor tuo… un vero colpo di fulmine! l’umanità è salva!”

Kappa: “Macché salva macché salva! Cesare-Linguaglossa
Sei il solito visionario! Non credere di aver vinto,
quella donna è per me e non me la farò sfuggire.
Ci sono altre paia di meravigliose scarpette
riuscirò a convincerla di passare dalla mia parte!
Io mi sono innamorato dei suoi occhi,
ma non mi voglio redimere, ci mancherebbe altro!

Signori, fate il vostro gioco, mettetecela tutta mentre io
Trovo un modo per rovinare il destino
di questa coppia e del mondo!”

Gi. Elle. , con l’aiuto del Fantasma di Lacan,
ricorre alla forza cosmica poesia (che Kappa disprezza
perché non è fonte di ricchezza e di potere):

“«Ciò che esiste è. Qualcosa di sempre nuovo
cambia volto e resta eguale. La clessidra dell’esistenza
si capovolge sempre di nuovo, e tu con essa».
Queste parole erano impresse sopra la porta dell’Albergo,
nel sotoportego a Venezia.
Chiunque entrava le leggeva e chiunque usciva le dimenticava.” 
[…]
Kappa: “Come come? Si può sapere che …stai dicendo?
Parla chiaro, non ti capisco!”
Costantina se la ride e pensa: ”Su certi argomenti il Kappa
Non è poi così preparato come dice di essere…”

Carnevale-di-VeneziaSCENA SECONDA

Gi. Elle. e Fantasma di Lacan

In una notte come questa, in una notte di tempesta,
il firmamento nuota ancora verso la stella marina.
La stella prende l’ago e il filo. La trottola ruota attorno al suo apice…
E, sotto la lapide della Terra,
dormono gli ospiti del desiderio e della felicità.

Kappa: “Ahimè, sento che sto perdendo colpi…”
Lo sguardo di quella donna, santa o non santa,
mi mette addosso un languore mai sentito,
provo emozioni…ma io chi sono? Certo non sono
più il Kappa di prima!
E poi quelle parole di Gi.Elle:

In una notte come questa, in una notte di tempesta,
il firmamento nuota ancora verso la stella marina.”

Parole struggenti, che non so ripetere,
ma che mi carezzano la vecchia anima, dentro
qualcosa si sta muovendo, una specie di fiore si apre
sul mio petto…primavera? Mai saputo che cosa sia,
mai dato un’occhiata ad un fiore.

Mario Gabriel, con voce di angelo che sconvolge Kappa.

Ci sono miracoli che non vedi.
Le lancette a mezzanotte.
Ti fermi e guardi il mondo scorrere.
Kappa: “Ma è vero, io non vedo! Non vedo i miracoli,! Non è vero che chi non vede vede meglio, COME DICONO QUELLI DELLA NOE!

Mario Gabriel: “ma non c’entra, non hai capito il senso del “non vedere”, che fa esplodere l’immaginazione!”
Kappa: “Ah, Ok, forse comincio a capire,
ma sono, è difficile esprimermi… appena carezze di Poesia!”
Mario Gabriel: “Bravo Kappa, già ti sei espresso poetica-mente!” Adesso ascolta:

Piccoli prodigi portano le ore.
I giorni di febbraio sempre più corti e amari.
E poi uno gli vien da dire perché siamo qui.

Kappa: “Eh sì, anche a me adesso viene da dire così:
Perché sono qui?”

Mario Gabriel: “Forse CAPIRAI se ascolti ancora la voce della poesia…

Mario Gabriel:

A Vienna Sigmund trovò la via.
Le mazurke d’Europa.
Sempre viaggi nei giorni dell’anno.
Fuori di casa, qualcosa verrà:
cadeau o memorie d’amore.

Kappa: “Questa deve essere una magia d’amore: i superstiziosi le chiamano così. Molte donne in passato sono andati a bruciare sul rogo per questa roba, le chiamavano streghe.
Ma la donna che mi ha preso il cuore è Santa… Comincio a credere che essere il Capo supremo del Male sia soltanto una grande sventura… Piange. La poesia è una forza a cui è impossibile resistere!”
Vado, vadoooooooo!”

Costantina-C.: “ Aspetta” (prova pietà) e porge a Kappa il fazzoletto ricamato:
lui lo afferra in ginocchio, asciuga le lacrime,
poi fugge via sconvolto. Prima le dice:
Santa donna, Costantina… comunque vadano le cose… MAI ti dimenticherò!”

Carnevale con violinoIl popolo delle Ombre Maschere è in grande fermento: ormai il tempo si muove e si ferma a fasi alterne, fa le giravolte, si attorce a spirale, scivola su due binari in direzioni opposte. Elle. Gi. riprende la leadership della serata e tutto sembra calmarsi, l’euforia del popolo è a livelli altissimi, ma si riesce a contenere con la musica ritmata che innesca la “Ola”.
Scocca la mezzanotte. Il Pagliaccio corre verso la scarpetta a cui rivolgeva lo sguardo la Maschera preferita. Afferra la preziosissima, mentre sta per infilarla al piede aggraziato della donna misteriosa, lo ferma il Fantasma di Lacan. / “Aspetta… tu sai chi è questa Mascherina? /” “Ma certo che lo so, Lei è una delle più famose / protagoniste delle Favole per bambini in tutto il mondo!”

F.di L. “sai che, in questo gioco, / tu puoi anche cambiare il suo destino?” che cosa nascondi sotto la Maschera?”
Il Clown si strappa dal volto la Maschera e si toglie la tuta: / “E un Principe, un vero Principe!” / grida la folla mascherata, / gridano le Ombre… / La Mascherina porge il piede e la scarpa è perfetta per Cenerentola Luigina.” Risuona nell’aria il Minuetto per Casanova.
CenerentolaLuigina: “Ma io son povera, che me ne faccio di un Principe? E lui che se ne fa di Me?”
Il principe: “Un momentoooo! Tu ancora non sai chi sono io veramente
… ti voglio parlare, aspetta.”. E declama i suoi versi:
“Amore fedele, mi guidi sul vasto sentiero
verso ogni arduo confine.
Sei pensiero trascendente della mia immanenza
Tu, amore di donna, sei la vigna eterna che mi nutre
completi ogni mio giorno.
Sei la mano amorosa, sei la rosa
primaverile che cancella il mio duro inverno,
Tu, o dolcissima sposa della mia vita complessa…”

CenerentolaLuigina: “Non sei un Principe, sei un Poeta!… Allora sì che ti voglio!”
Il Principe si toglie la seconda maschera di Principe.
Il coro delle Maschere: A-deo-dato! A-deo-dato! A-deo-dato!
Sei po-e-ta Sei po-eta!!!!!

Carnevale due costumiEntra Kappa con un’espressione strana, triste ma piena di speranza.
( Tra sé ) “Qui si parla d’amore… mi tremano le gambe…
non so più vivere senza di lei: dov’è,
dove sei Costantina-C?” Lei è con Gi.Elle., si tengono per mano,
parlano sommessamente. Gi.Elle., per la seconda volta
prova pietà per Kappa e lo invita a bere insieme a Costantina
il mitico Campari rosso nei bicchieri di cristallo.”

Kappa: “No, grazie! Sono frastornato da sentimenti troppo umani!”
M. Gabriel: preso anch’egli da pietà lo invita a fare due passi e due chiacchiere, mentre Adeodato e Luigina danzano scambiandosi versi di pura poesia.
Adeodato: “Sei la mano amorosa, sei la rosa / primaverile che cancella il mio duro inverno, / Tu, o dolcissima sposa della mia vita complessa…”.

CenerentolaLuigina: “Tu/ che dagli eventi / hai colto la forza / la tensione del passo… / trascini un carro / di errabondi inquieti / di mani che si aggrappano / tu / via di uragani / conosci le stelle e mani / mani raccogli / a sollevare la carne / sopra le zolle…”
F.di L.: “Sono ben affiatati, anche se diversi:/ lui le parla d’amore, lei risponde / con versi di grande potenza espressiva / che potrebbero essere / rivolti /dall’uno all’altra a tutti e due…”
Kappa li guarda da lontano: nella famosa notte / di Carnevale ha capito
di avere fatto il più grande / errore della Storia metafisica…”Ho anche perso i miei poteri…vediamo:
Kappa: “Si spengano tutte le luci, anche le stelle!” Ordina, ma al contrario / si accendono le luci fosforescenti e colorate / in tutta Piazza San Marco. /
E chi guarda in alto, vede scintillare gli astri luminosi / di una notte senza luna.
F.di L.: FORSE HO TROVATO UNA SOLUZIONE PER LEI: vuole entrare con noi in Poesia?”
Kappa: “Il problema è che non sono poeta
Mario Gabriel: “Idea geniale, caro Fantasma di Lacan!: Kappa può entrare nella NOE, DOVE AVRA’ ASSISTENZA MORALE E GUIDA ALLA NUOVA POESIA ESTETICA!

Kappa sorride: “Ditemi che l’assistenza morale me la darà / Costantina!
Giorgio Elle: “Te la darò io, che ti ho creato come personaggio! / Costantina potrà assistere, ma lei è Santa e inattaccabile, è una Sacerdotessa della Poesia… e tu resti sempre un soggetto pericoloso, nonostante le tue apparenti Buone intenzioni!!
Kappa: “Ebbene sì! Per amore di Costantina / diventerò Poeta, lo giuro!”
F.di L.: “Coraggio inventa un verso adesso!”
Kappa: “Ehm…vediamo, spero in un ricordo di scuola / Ah, ci sono. “E dal cul fece trombetta!”
F.di L.: “Ma che dici? È un verso di Dante per indicare un segnale ai dannati all’Inferno… e poi, rivolto ad una donna che ti ha fatto innamorare!”
Kappa: “Sì, hai ragione…ma sai, si tratta sempre di Dante! Comunque ne so una più garbata, con la rima: / “Rosa fresca aulentissima / c’apare in ver l’estate / le donne ti desiano / Fanciulle e maritate…”
F.di L.: “Giammai! Due parole finiscono in “ate” non vanno nella Nuova Poesia / e poi hai copiato i versi di Ciullo D’Alcamo. La poesia deve uscire dal tuo cuore, dalla tua mente!
Kappa: “Provo…” O caro, caro, caro caro Nome
/che fai che fai che fai bruciare il cuore!”
F.di L.: MEGLIO, MA SEMPRE ORECCHIATO DA UNA ROMANZA!

Carnevale maschere femminili[GIORGIO LINGUAGLOSSA mette a tacere Kappa e il Fantasma di Lakan.]

Gi.Elle: “Che entrino adesso e le sue gentili accompagnatrici!”
Kappa (eccitatissimo): “Il Poeta (con la P maiuscola) e, / perdipiù, coronato di alloro?” Io mi occuperò di lui / e lui mi insegnerà l’Arte della POESIA! (si rivolge in modo adulatorio ai tre, inchinandosi e… accomodatevi, prego, al centro della scena… / da qui potrete dominare la prospettiva, l’ologramma, la sintesi dell’esistente!” (tra sé: più parolone dico e più mi considerano / uno di loro, vero aspirante POETA!)
Gi.Elle.. “Signore Ombre, Fantasmi, Maschere e Poeti amici! / È qui tra noi un grande amico della Grecia del Mediterraneo e di Omero e amico nostro. / Egli ha riportato tra noi l’illustre antica straordinaria / vicenda che vide Troia e la Grecia combattere per 10 lunghissimi anni / con sofferenze immani e lutti da ambedue le parti. / Togli quella maschera , Poeta, rivelati!

Il Poeta si toglie la maschera: è Gino Rago. / Uno scroscio di applausi travolge la scena!
Gi.Elle.: “È soltanto grazie a lui se la Guerra di Troia / non ha distrutto le basi della cultura occidentale, a cui ha dato nascita spazio e ali la Grecia superstite! Per merito del nostro Poeta la Guerra di Troia è finita / ma non è finita del tutto: ci ha lasciato in eredità / due donne che hanno segnato la Storia. / Ecco qui di fronte a voi, Signori, Elena di Troia e la grande Regina Ecuba, che ha portato in sé la memoria di una vicenda indimenticabile, animata da valori che oggi possono aiutarci a recuperare la dimensione umana dell’uomo!

Kappa: “Sarebbe ora che mi andassi a ripassare la Storia, CON TUTTI I DIAVOLI CHE HO PER LA TESTA… ma adesso, per fortuna mi aiuta anche qualche angelo coraggioso e… il pensiero di Lei, della dolce Santa Costantina che mi ha preso il cuore…”
Gi Elle. “Faccia silenzio Kappa, / cos’è questo rumoreggiare di pensieri? Poeta Gino Rago: a Lei la parola!”

Gino Rago: “Popolo del carnevale cosmico, / carissime Ombre, Fantasmi, Poeti amici! Questa volta io sono qui per Ecuba ed Elena, per le due grandi donne della Storia e della Poesia: l’una con la sua straordinaria Bellezza / ha suscitato il conflitto che adesso richiamiamo in vita / per amore della verità storica; / l’altra per il coraggio con cui, rimasta sola / dopo la morte di tutti i figli, dell’unico nipote Astianatte e di Priamo amatissimo marito, non ha mai abbandonato il suo ruolo di leader / di un popolo glorioso, sconfitto / soltanto da uno stratagemma più violento delle stesse armi. / Vorrei che adesso, dopo secoli di eventi / queste due donne potessero esprimersi / di fronte al modo e alla dimensione metafisica a cui sono intimamente legate.
Ecuba: “Lascio la parola alla giovane donna / di cui si è tanto detto e, in verità, / assai poco saputo: ella è stata oggetto di desiderio, / occasione di vendetta e di guerra, / ma tutto questo non ha nulla a che fare / con la sua storia personale. / Parla, Elena…la tua ora è adesso o mai più!”.

Elena: “ Grazie, mia Regina! Mi avevano detto che si trattava di un Gioco da bambini / per indurmi a partecipare / sono infatti poco incline a parlare di me…ma adesso capisco / che questo è un Gioco / forse pericoloso ma troppo importante per non affrontare il rischio/ di uno smarrimento irreparabile nei secoli…”

Kappa: (tra sé) “Sul libro di Storia c’è scritto che questa donna / ne ha combinate tante, ha suscitato guerra e violenza, / quasi quanto me…interessante. / Ah! Dimenticavo che mi sono convertito, meglio che non ripassi la Storia, / mi può venire la nostalgia di certe bischerate che ho fatto / mettendo a soqquadro mezzo mondo / come a Hiroshima e Nagasaki. Meglio dimenticare la Storia. Sentiamo che cosa dice / questo magnifico bocconcino dorato…però mai tenero e santo come Costantina mia!”.

Elena: “Soltanto Paride mi ha amato, forse anche Ettore / prima che sposasse Andromaca. La mia famiglia ha sempre ignorato i miei sentimenti, / le mie idee, i miei sogni. Allora le cose / andavano così, non do la colpa a loro. / Però nessuno al mondo avrebbe avuto il diritto / di usare la mia bellezza, che io non ho mai usato per me stessa / ma donato all’ amore di Paride / (un altro non compreso e avvilito nel suo ruolo di non-eroe). /  Perfino Omero mi ha chiamato “cagna”. “Un Poeta a cui devo l’immensa fama, / che però non ha capito affatto il suo personaggio / forse, troppo femminile per lui, appassionato di avventure e di guerre. / l’Amore mi ha spinto ad amare Paride e qualunque cara persona mi abbia amato. / Nient’altro. Né la paura, né la solitudine, né il desiderio di ricchezze e di gioie inestimabili. Sono una donna che rappresenta la Bellezza / e mi sento responsabile della Bellezza che rappresento…/ perché so che un grande scrittore a voi contemporaneo ha detto (e non è l’unico) / che la Bellezza salverà il mondo!”.

carnevale EvelynApplausi a non finire, tutto si colora di infinite luci che girano e si rincorrono creando una scena di straordinaria trasparenza e suggestione, la musica crea altre dimensioni di spazio che si intersecano e si valorizzano a vicenda.

Kappa: “Adesso ci sarebbe il Gioco, ma prima facciamo parlare la Regina, ne ha tutto il diritto.” (Ho un’idea che mi ronza per la mente, eh eh eh)”
Ecuba: “Io non amo colorare di parole i sentimenti che provo, / ma sono molto riconoscente al Poeta Gino Rago che mi ha dato una nuova dignità, / non tanto per le mie doti di coraggio e di resistenza al dolore / ma perché mi ha fatto comprendere l’importanza / del mio ruolo di madre e di donna che va al di là / di qualunque altro valore umano. / Ed è questo il messaggio che porto alle donne del vostro tempo / “Siate consapevoli che il destino del mondo / è nelle vostre mani e nel vostro cuore! / Anche Elena, che ha condiviso con me i suoi pensieri / è arrivata fin qui per dirvi questo: “Coraggio, donne, PRENDETE IN MANO LE REDINI DEL MONDO!”

Kappa: “Questo è anche il mio momento! Ho avuto un’idea!” Senza dire niente a nessuno corre ad afferrare la scarpettazzurra ricamata e color del mare e la infila nel piede di Elena: le sta perfettamente!
Kappa: “ Scusatemi tutti, ho commesso una gaffe….c’è qualcuno che ha più diritto di me di mettere questa preziosissima scarpina sul piede della Bellezza: non ho resistito, adesso che sono quasi santo ne combino più di prima, però, vi assicuro, non lo faccio con cattiveria!

Entra in scena un giovane mascherato e si china su Elena, la abbraccia e la guarda con tenerezza. Le infila di nuovo la scarpina, che è perfetta, ma non vuole rivelare chi è: non si toglie la maschera.
Elena sembra turbata…non riconosce il giovane con la maschera / egli non parla ma continua a guardarla con tenerezza…

Elena: “Chi sei, dunque, oh giovane sconosciuto / che ti rivolgi alla Bellezza / nascondendo il tuo volto?”
G.Esse: “Sono il Mistero in cui si racchiude la Cosa” / più importante / del pianeta e dell’universo intero… / (si diffondono le note della Traviata di Verdi ) ma il Gioco non prevede che, per ora, sia rivelato il Mistero / altrimenti il Male può preparare nuove armi e prendere il sopravvento, / è ancora molto forte…”

Il giovane sconosciuto scompare dalla scena ed Elena resta con le scarpette azzurre ai piedi… Gino Rago, Poeta coronato di alloro, le prende una mano e lei tende l’altra mano ad Ecuba: i tre accennano ad un delicato passo di danza…

Gino Rago: “Adesso danziamo, non possiamo fare altro / che restare in sintonia con il cosmo e attendere…”
Kappa: (tra sé) “Credono di aver vinto, di aver estirpato il male dal mondo…non sanno quanto siano profonde le radici del Male, arrivano fino al centro della terra dove abito io…”
Costantina-C.: “Signor Kappa, si sente bene? Ha bisogno di aiuto?”
Kappa: “Questa benedetta Santa mi fa dubitare di me stesso, / oltre il fascino del Male c’è l’incantesimo del Bene… / che dolcezza, che sguardo!…ma no, non posso tradire la mia missione che poi sono io: EGO SUM. Più EGO ci saranno e più io sarò un EGO esponenziale, gonfio, stracarico di potere!”
C – C.: “Ha una strana espressione, Kappa. Si confidi con me!.”
Kappa: “Ci sto pensando, ma pensare mi pesa molto / come se avessi piombo nel cervello!”.

carnevale Il Signor K

[Dunque Kappa non è più sulla scena, ma si sente con chiarezza la sua voce: egli infatti crede di non essere ascoltato perché non sa che sulla Piazza San Marco sono state installate microspie ad ogni porta di negozio e in ogni angolo o tavolino. Le microspie vengono attivate solo se riconoscono la voce di Kappa, che si è nascosto in un angolo buio e solitario dietro un ponticello…]

Kappa: “Il demonio che si converte, sia pure per le grazie di un’affascinante creatura? Ma cosa credono? Sono bravissimo, io, a mentire…e col mio Gioco che racchiude il Gioco in una trappola, li sto beffando ben bene!… AH AH AH! Quando scopriranno la verità, tutte le loro balordaggini finiranno in fumo. E io avrò tempo per dialogare con quell’ANGELO-DONNA che è un sollievo infinito nella vita del Male Assoluto!
C – C: “Kappa, ho sentito tutto quello che hai detto!”.
Kappa: “Noooo, sono rovinato! Ma come hai fatto?”.
C – C: “Le microspie riconoscono la tua voce e la amplificano per chi ha la possibilità di intercettarle. Ma io sarò muta come un pesce, conosco gli intrighi del potere e non ci voglio cascare di nuovo. Una volta dentro non si più liberi! Per liberarsi bisogna diventare Santi: e ti assicuro che non è un’impresa da poco!”
Kappa: “Ti nomino mia Consigliera!”.
C – C : “È un grande onore, Capo, ma i SANTI come di deve non possono aspirare a cariche impegnative che distraggono da preghiera e contemplazione…”
Kappa (e coro delle Ombre Maschere, poeti e Fantasmi poetici): “Santa troppo simpatica! Co-sta-nti-na! Co-sta-nti-na! Co-sta-nti-na!”.
Kappa: “Gi.Elle. , ex Divo Giulio, ha avuto buon gusto nella scelta!”
Elena: (un po’ contrariata) “Siamo venuti qui dai secoli dei secoli / e il pubblico fa la Ola e acclama una Santa. Di Sante ce ne sono moltissime …di Elene di Troia e di Ecube Regine ce ne sono soltanto due! E poi noi abbiamo un’importante missione da compiere!”.
Gi.Elle.: “Carissima Elena, io capisco che lei non abbia, da parte del pubblico, l’interesse che merita. Ma vede, per queste ombre è stata una grande sorpresa incontrarla e anche sapere che c’è una storica e Santa donna disposta a rendere un po’ meno malvagio il demonio che imperversa oggi nel mondo! In fondo, voi che siete qui avete una causa in comune: aiutare quest’umanità sconvolta di tutti i tempi con la vostra energia creativa…ma il Male non può cambiare con un colpo di bacchetta magica. Unitevi, donne della Storia, anche tu, bella Cenerentola, per rendere più sopportabile la vita in questo mondo. Noi Poeti vi aiuteremo, vero Gino Rago e Mario Gabriele, vero Adeodato? C’è anche Lucio Mayoor Tosi che non ha voluto abbandonare la sua maschera da guerriero, so che vuole combattere e come Poeta è già su un’ottima strada di rivoluzione espressiva: cambiando il linguaggio MORTO E SUPERATO cambieremo anche gli esseri umani che lo parlano!

Kappa: “Beh, ho capito, con tutte queste donne di mezzo io sono fottuto. Non c’è altra via neppure per me: se non voglio abbandonare la bella Costantina devo diventare POETA! Un diavolo di POETA, o un POETA del Diavolo? La prima soluzione mi sembra migliore.
Ma ho deciso di farlo e lo farò. Chiederò aiuto ai nuovi amici della NOE, salterò sull’Arca, ne farò di tutti i colori… e poi descriverò in versi le mie avventure. Credo che Dio stesso mi darà una mano, se vede che come POETA, sto davvero migliorando la mia vecchia e decadutissima anima. Forse sto esagerando… ma per fortuna abbiamo quel Giovane Sconosciuto che mi sembra interessante con il suo mistero… E? ancora tutto da vedere, da fare, da tramare, da distruggere e ricreare….

CARNEVALE-ORIGINIKappa: “Adesso, Maestro Linguaglossa, ci dia una spinta poetica per concludere: io già ho un quadernetto degli appunti per…non dimenticare. Coraggio, qualche suo verso!”

“«Ciò che esiste è. Qualcosa di sempre nuovo
cambia volto e resta eguale. La clessidra dell’esistenza
si capovolge sempre di nuovo, e tu con essa».
Queste parole sono impresse sopra la porta dell’Albergo,
nel sotoportego a Venezia.
Chiunque entra le legge e chiunque esce le dimentica

Kappa: “Mi accorgo che ha cambiato qualcosa…il tempo dei verbi!”
Gi.Elle.: “Bravissimo, comincia ad avere orecchio per la musica!”
Kappa: “Ancora qualche verso, per favore!…Sento che mi fanno bene come un bicchiere di buon vino!”
Gi.Elle.: “Allora le verso il mio vino, spero che le piaccia!”

«In una notte come questa, in una notte di tempesta,
il firmamento nuota ancora verso la stella marina.
La stella prende l’ago e il filo. La trottola ruota attorno al suo apice…
E, sotto la lapide della Terra,
dormono gli ospiti del desiderio e della felicità.»

Carnevale Masquerade

Dunque il Mistero… soprattutto il Mistero del Male e quello che vi si racchiude dentro restano il punto centrale della Nuova Ontologia Estetica. Ma non perdiamo la Speranza: 

Il firmamento ruota ancora verso la stella marina!”

Applausi a non finire e danza delle Ombre, Maschere, POETI, Bambini, Angeli, Fantasmi Filosofi e Pagliacci, con musiche dirette da Costantina-Costanza. Kappa prova a trascinarla in una danza, ma Gi. Elle ., la rapisce in un valzer tumultuoso che lascia Kappa a bocca aperta.

Kappa: “Andiamo bene! Qui bisogna anche imparare a ballare…e io che non so muovere un passo di ballo…certo che l’AMORE è una terribile impresa! Per ora preferisco restare quel povero diavolo cattivo che sono sempre stato, per ora. Poi si vedrà!”

Carnevale scarpetta

Saletta Egizia del Museo della Calzatura Femminile d’Alta Moda
di Villa Foscarini Rossi di Stra (Venezia)
nelle teche sono esposte le calzature da collezione di
Luigina Bigon

Traduzione di Adeodato Piazza Nicolai

ALLEGORY
OF MAN’S INFERNAL CONDITION ON THE EARTH

 

CHARACTERS

Masks and Shadows
Giorgio Linguaglossa (alias Gi. Elle., alias Phantom2);
Giulio Cesare (alias Gi. Elle., alias phantom of Giorgio);
Mister Kappa (alias Kappa);
First Shadow (alias K2);
The Phantom of Lacan,
The Phantom of Emme.Gi. (alias Mario Gabriele, alias Antonio);
Antonio (alias Emme.Gi.);
Second Citizen;
Evelyn (personage of Mario Gabriele);
A small mask in a mask (Odette of Emme.C.);
A Phantom crowned with laurel (alias Poet, alias Gino Rago);
Young beautiful blond (alias Helen wife of Menelaus);
Elderly youthful lady (alias Hecuba Queen of Troy);
Costantina-Costanza (daughter of Costantino, alias Donatella-Costantina Giancaspero);
Cenerentola-Luigina (alias Luigina Bigon);
The Clown (alias Adeodato Piazza Nicolai, alias a Prince, alias Poet);
Choir of the Masks
Gino Rago (alias The Poet crowned with laurel);
Hecuba Queen of Troy;
Helen, wife of Menelaus, raped by Paris;
Gi.Esse. (alias Unknown Young Man).

Preface of Mariella Colonna

The Carnival of Venice

PART II

Scene I

Theatrical text by Mariella Colonna freely derived and inspired by some inedited poems of Giorgio Linguaglossa: The Night Is God’s Grave
Directed by Mariella Colonna

Giorgio Linguaglossa

Carnival of the Shadows

Starry night. Carnival. Venice.
“Welcome to the Carnival of the Shadows!” said one voice.
The Angel Achamoth with twelve eyes
which only watch his own eyes, yelled:
“Remove the mask!”
And we entered, with other prisoners, in the hall of eternal shadows.
There was a devilish fight.
White statues approached under an iron and cement yoke
erected, to the left and right, among blind windows along
an ambulatory on whose walls hung
thousands of faces inside golden frames.
The painted faces spoke among themselves.
They said: “Don’t let enter the damned shadows!
Prevent their entry!”
[…]
I am aware that from the door many come in.
They say: “Good morning” and “Good-bye”.
And they go back to the dark from where they came.
There is fighting; some types want to come in through the windows.
The pound on the glass of the closed shutters,
they also fight with the shadows.
“They want to become shadows”, I thought with sadness
and I was amazed by that thought.
[…]
A triplicate voice raied from above, from microphones
of speakers hiddend in the dark:
“Welcome to the gallery of the dead frames”.
“Leave the clothes on trhis beach”.
We leave our clothes on the beach and enter into the sea,
Up to the waist.
The wadows come slowly inside us
like ink in absorbing paper.
And disappear.
[…]
The voice returns on the micrfophone.
Gare de Lion.
The mike walks in the waiting room.
The frame attaches itself on the wall. The sea withdraws from the beach.
The shadows abandon their bodies
And walk in the flight of the white seagulls.

Luigina_Bigon scarpe museo

Saletta Egizia del Museo della Calzatura Femminile d’Alta Moda
di Villa Foscarini Rossi di Stra (Venezia)
nelle teche sono esposte le calzature da collezione di
Luigina Bigon

MariellaColonna

The second part of the Allegory begins. The real characters are drawn in the same way as the personagespresent in the poems of Linguaglossa and Mario Gabriele

The starry night completely enfolds Venice
adored by the sky that can mirror itself
in its waters hungry for stars. Tonight
is uniaue, special, fantastic and antiretorical.

“After millennia of waiting can be realized
The Carnival of the Shadows due to my merit.
I am Mister Kappa, known in the whole world
And especially in the Beyond which now is Here!!!
Well, this cosmic first show
is placed in my care…
And I, the word of Kappa, will show you I can realize
all your desires…There is, at the start of the show,
A great novelty “The invitation to the Carnival of the shadows,
in the poetry of Gi.Elle.,
he’s turned by an Angel. He is the Angel Achamoth!”

The First masked Shadow who looks like Mister K2,
Well known to us yells in silence with much force
That all the masked Shadows comme to listen.

“Tell the truth, this Angel is, like you, Kappa,
alot unrecommendable: he has twelve eyes
that look at his own eyes, ha ha ha!
he only sees himself backwards!”

Kappa “Mister, you’re not for me… you are not a Shadow,
you are masked as a Shadow and so you’re not credible.
Obey to the order of the Angel!”

First shadow “O yes, I am here for noble reasons, I can’t obet
a perverted Angel who’s re-dressed in light.
However I will await on the side trhe events.”
“Agreed, but don’t try to fireup the battles”

“There was a crunch by the devil” K2 tells himself,
From this angle I can observe
the whole situation until the moment of truth
which I wait for long and painful centuries.
For now I suspect nothing, I only see white statues…
under the weight of iron and concrete, enslaved…
something else than the Carnival! And the faces in the frames
who talk among themselves: “Do not let enter the dammned shadows!”

“It’s the confermation that Mister Kappa, blinding our eyes
with the splendor of Venice which filters
from shuttered windows, is planning something.
“I have to bewarenot to let myself be grabbed by his magic tricks.”

A voice as if of lightning:

“Lady Shadows the show is beginning!
Lady Masks the show is beginning!
Are you ready to come out and enter in the scene?”

A rumorous choir of yeeeeses causes the scenic space
to explode and “from one side of the door, many come in.
they say: “Good morning” and “Good-bye”.
And go back to the dark from where they came.

“Then crazier things begin to happen” says K2
He had returned among the Shadows, drawn by the absurdity of the scene
“On order of a triplicate voice from above we abandon the clothes
On the beach and enter into the sea I do not see, up to the waist.
White shadows slowly come inside us
as ink in absorbing paper. But, what is happening to me?…
At la gare de Lion…I see the sea! It withdraws from the beach. I no longer
know where I am.”

Now a violent music in Piazza San Marco
tribal sounds and afrocuban songs shatter the hyper-reality.
The Masks erupt and the Masked Shadows all together,
driven by spirals of wind and waves-music.
with silvery trumpet blasts and scintillating laughter.
The eyes shine under the Masks,
“Now let’s dance!” “Thrre is nothing else to do!”
Colors, wide gowns, blasts of red, cobalt, gold, esmerald green
starry dark sky, reflections start to turn in a vortex.
Silvery microreflections with frightening power
Create a web of interferences, of synergies
change form from filiform laser to exotic flowers
with strange semblances taking on life,
a lizard-green color assumes human shape:
imposing silence even to Kappa.

“I understant your excitement and passion for the Carnival
after eons of shady silence but here comes to “play”
the sort of the human race: and, to get out of the cosmic
“empasse”, the meta metaphysical powers have given me
who is – he makes a deep bow –
The phantom of Lacan”.
Here present as an “infiltrated” known to all this way
and, for the occasion, endowed with special powers.
(Kappa makes a grimmace)
“You know well that your EGO,
(ancient sossilized “I”) in NOE
(NEW ESTHETIC ONTOLOGY)), have no more powers.
For now I substitute them, now that I hav full powers
in the immense waivering field
of potential forms and birthing realities
of POETRY! Gentlemen, this megaparty,
if you indeed will participate, will make come true
the Desire of each grand Man and Woman
who, at the center of being,
also finds always THE HAPPINESS.
But the condition for which it will come to you
is the Mystery-“thing”, the mysterious silence of the soul
and of the Shadow that now will come together
in the music with no sounds that weaves again all ties!”

Kappa: “Don’t spread out yourself too much, poetical Phantom,
remember that if you invade my territory
for you there will be troubles!”. A thunderlightning
crosses the entire piazza…
F. of L. “Tonight you won’t be able to do damages,
dear Kappa. Control, if you want,
this special pass signed
by the Supreme Authority you know so well.
Kappa: You wretched fantasmunculus of Poetry
who does not have ny power among humans
do you thing to challenge me, Prince of this world?”

“You don’t believe in my powers” Watch then!”
F.of L. gives off a phosphorescent light and,
with a wide and determined gesture: “Here is a scene
created from nothingness!”
Speak now, phantom of Giorgio, you have the faculties!

As night is falls, from the large window looking to the sea,
under the feeble light of the stars, after the dawning of the moon,
you can see on the gravelly path among the salt cedars
and the acanthus a peacocks’ tail with a scalet gown
of Madame Sosostris…”

Luigina Bigon museo di Venezia

Saletta Egizia del Museo della Calzatura Femminile d’Alta Moda
di Villa Foscarini Rossi di Stra (Venezia)
nelle teche sono esposte le calzature da collezione di
Luigina Bigon

Choir of the MaskedShadows: “Who is Madame Sosostris?
“I cannot tell you. I only give you a hint: The Waste Land of…”
Your Carnival play must be
the most passionate search for the truth
about the most troubling persons in History past, present
maybe also future. There are no more divisions of time
and neither between death and life: now the Shadows of the past,
the Phantoms of Poetry, like I am, are more alive than the “living”
speaking, explaining, helping to create new worlds
new languages…the newest of words…”

Kappa in a sibilant tone “Poetry is illusion, a swindle for weak souls”.
A choir of poets yell against him:
“Shut up, misleading devil! Today is the grand occasion
for all of those who have Poetry at heart: you can realize
the GREAT DREAM! So, everyone at work,
I will be with you untill you won’t have resolved
the ENIGMA and…the hardness of your own hearts”!

To the right, in the immense piazza
a group of shadows abandons bodies and masks
and walk in the flight of white seagulls.
Kappa whistles like a snake: “Here is the other Phantom,
The one of the famous Gi. Elle. Who with his verses chased away
a bunch of Shadows who hate poetry,
or else they love it too much…maybe they are following
that verse of his, attracted by the flight of seagulls…what a problem! (he yells):
“Hei, you, I’m talking to you! Come back right away!
Eternal damnation is waitinf gor you! Ehm, I wanted to say
the joy of the cosmic Carnival!”
“This way, there is the Bridge of Evil, or of Goodness, chose yourselves
-the clown continues –
over there is Venice, the laguna of Murano and of ceramics,
the winged lions of San Marco, the female graces of Tiepolo,
the places of the Doge…”.
[…] and, fortunately, there are
seven step-sisters dressed in red seated in the doorway.
A path of fine stones splits in two.
The first one leads to a tower made of grey stone.
The second leads to a tower made of white stone.
But it is only a mirage, both towers are the sme tower.
The Shadow’s prisoners unknowingly roam
from one tower to the other.

“Are we in the Tower of Happiness? Asks Mister K2

“But which Happiness?”
“The one promised to each man on earth, says Gi.Elle.
Kappa: “Don’t say absurd things, Phantom 2! Happines doesn’t exist
it is a flower of flesh and blood, it the exhaustion of desire
in the instant of ecstasy…the eternal happiness you are talking about is
vanished for ever. The grand Dream of Eden is lost
for you, is lost for you, it is looost! Do you understand it or NOT?”
Gi. Elle.: We will talk later about it Mr. Kappa, you do not know who I am
It isn’t a question that can be resolved in a few phrases!”
With these words The Phantom of GI. Elle. trasfigures himself
in his real image, that is in flesh and bones,
of the Emperor Giulius Cesar, dressed as in that fatal day
sadly renown as the Conjure of the Senate,
with traces of living blood in the 33 points of the knife’s hits.

“Today I am here with you to live together this Event
Which, for the first time in History,
celebrates Poetry as one of the highest forms
of true Politic, the one that grows from below
as wheat from the earth that it’s up to Us to seed,
and You to gather. In the historic moment we are living in
all together, the dead no longer dead e and the living
who must return to living, the Politic
finds no more land, nor human spaces to resurrect.
Thus the great force of Poetry (which is creation)
must dig up, re-strenghten, irrigate the tired lands
where the seeds of the new do not find
nourishment, dry up and turn to dust.
I am here for you and my own truth,
but first there are the friends who did not drive
the knife in my flesh…you are for me
the New that advances and from Rome’s ashes resurrects
the old glory! Courage, Friends!
Shut your eyes and maybe you will be able to see…
this is the most effective method we use today”.
Kappa: “Enough, enough, Mister Giulius Cesar,
You’ll talk later about this…non the feast has been programmed…”

Shadows and Masks, howling, order K to shut up,

And Cesar continues:
“If reality now escapes you and hides in the background,
toward you come the living phantoms, the mysterious phantoms
of the Inconscious, that dimension from which ie excluded
the damned “EGO” that has condemned
even myself that distant day of the Ides of March!”

Luigina Bigon scarpetta 1

la scarpa di Cenerentola di Luigina Bigon

The Phantom of Emme Gi. (Mario Gabriele) takes off his mask
He is Antonio and turns to the Shadows, after having looked at
With fervid admiration rthe Divine Giulius.
“I am here for Cesar!!! And now I will repeat
the thing I said more than two-thousand years ago,
after the murder of my Friend”,
at his funerals so that no one would forget!”

Kappa: “I hope that
you will limit yourselves to the essential parts, since we’re here
for a Carnival feast!”

Choir of the shadows and of the masks:
LET HIM TALK, KAPPA!!! I have already told you,
It is more than two-thousand years that he is waiting!!!”
Well, yes, I will speak…the time is still, the night will be long.”
The scenic space is expanding,
It has no more barriers, Antonio’s words occupy all the resounding space.

“Antonio Friends, Romans, fellow-citizen, lend me your ear; I come to bury Cesar ot to praise him…. He was my friend, faithful and just toward me: but Brutus says that he was ambitious; and Brutus is an honorable man….When the poor had cried, Ceasar shed tears: ambition shoud be made of rougher stuff; and yet Brutus says he was ambitious; and Brutus is a man of honor. All of you saw how at the Lupercals three times I offered him the crown of king and he refused it three times: was this an act of ambition? And yet Brutus says he was ambitious and, indeed Brutus is an honorable man. I am not speaking to contrast what Brutus said, but I am here to give of what I know. All of you once loved him, not without reason: what reason then kepps you back from crying for him?…..

Second Citizen: They were thugs, assassins: his last will! Read his last will!

“Antonio: You force me then to read the last testament? Then form a circle around Cesar’s body and let me show you the one who made the last testament.
(…)
Antonio: If you have tears prepare yourselves to cry now. All of you recognize this mantel: I recall the first time that Cesar wore it; it was a summer’s evening, in his tent, the day he defeated the Nervi: look, here Cassius’ knife passed it through; look at the trear that Casca caused in his hatred: through it beloved Brutus struck him, and whe he pulled out that damned steel see how the blood of Cesar followed him, as if it ran out of the house to wether or not it was Brutus who so rudely had knocked at the door; because Brutus, as you all know, was Cesar’s angel: O gods, judge for yourselves how dearly Cesar loved him!”

Shadws and Masks followed in participation even with tears:

Antonio: “Do you think it was useless to remember?…
Even a history writero of your times (Mommsen) declared
that Giulius Cesar has been the only great Emperor of ALL times!”

A rain of applause that put Kappa into depression
Cesar feels pity for him:
“Ok, Kappa, don’t take it so hard,
before the GREAT TURN we will Play as all of you have it so much at heart!”

Suddenly Evelyn enters the scene, dressed in light grey
leggins and veils in various layers, her little breasts show through.

Evelyn: “Messers Giulius Cesar and Antonio, dear Phantoms and Shadows…
There is an unexpected event that makes us reflect:
THERE HAVE BEEN FOUND VERY PRECIOUS SINGLE SHOES
WITH ELEGANT EMBRDOIDERIES AND STONES OF GREAT WORTH!
Three very important women have lost a tiny shoe:
Among the Masks there are three Cenerentolas, do you understand?”
It is not enough that three noble horsemen discover the three ladies
who have lost their tiny shoes.
The play is far more compex and difficult: we talk about deciding
the fate of all six personages…”

Kappa is enthusiastic: “Of course, dear Young Lady,
YOU UNDERSTOOD PERFECTLY! Not all has been already
decided from the start: the will and desire
of Shadows Masks and Phantoms
will choose to satisfy or completely modify the destiny
(to suggest “how”…I will decide myself, he he he!)

A Giullare-Clown jumps in the middle of the scene all colored
And tries to grap the rose-lillac shoe, very precious.
“I know whose it is!” Howls the Clown, and goes closer to one
lovely Mask,.ì “No, it ‘s not yet the time”
she says and gracefully pushess him away.

Luigina Bigon scarpetta

scarpa di Cenerentola di Luigina Bigon

There are those who are still crying for Cesar and those who laugh for the jumps
And the jokes of the rejected Clown, who moans about
the passing of time…and the withdrawal
of the Object of desire.

A tiny mask wearing a mask (it could be my Odette,
says Emme. C.) she sings to the rhythm of a medieval ballad…
don’t think, don’t doubt, don’t worry about other problems
for us all there is the whole world, there is Goodness and Evil
so give space, give much space to Goodness and quickly leave Evil
that keeps you in chains with pleasures, with pleasures!
Think and do not always doubt, don’t make new problems for yourselves!”

Evelyn gets ethusiasti and takes off the mask from the tiny mask…
“I knew it was you! Brava Odette, well sung to Kappa!
Let us hope he will not take it out on you…”

Odette; “But no! What can he do
in front of almost the entire universe?
Will he make us turn ugly and old?
Remember that here time has no power over us.
We can bend it, reduce it under our power.
Look! And with the flip of a hand Odette Mascherina 2
Stops the whole scene. The entire piazza is stilled,
The music is mute, THE CLOCK SHOWS 23.30,
Always the same time.
The Clown, frozen stil, watches amazed the unmoving hour.

At that moment, among intermittent lights,
show up from windows of the housesi
in furious waves of stellar origin,
three characters appear on the scene:
a Phantom crowned with laurel, a beautiful young lady,
and an elderly still young Mistress, pale and severe, wearing
a white tunic and a Queen’s crown
bearing in her hand the royal emblems.

Cesar greets them with great honors:
“As you can see, although time is still,
you are free of its captivity,
by virtue of something that now I cannot tell you.
But tell me, o noble crowned phantom,
why Are you here?”
“Like your own testimony of truth is my own,
but now neither I am allowed to speak
so as not to interrupt the interstella playing of the precious small shoes!
The news has reached the High Spheres and the Angels are already making bets…
Immagine the devils down there what they are up to!”

Giulius Cesar: “So be it! Let’s get on with the Play!
Let time begin again!”

A movement of eyes hidden by the masks
changes time’s movement from left to right
at first slowly, then always faster…
Concerned, all stare at each other but Mario Gabriele reassures them:
“Only slow down the eye’s movement, but not too much:
That movement causes a strong energy allowing time
to thicken or thin out, following the player’s intentions.
Meanwhile look at these marvellously small shoes,
there’s never have you seen others more beautiful!
The three ladies who will wear them
shall live in the very heart of happiness…
at least during the time needed to grasp the secret.”

Kappa: “Now it’s enough! You have spoken more than enough
And you risk to destroy my program
Which is very very different from yours!

Mario Gabriel “This at least se had understood”!
Take up your place as Leader, Kappa: now is your turn!”

Kappa: “I have observed for long a too beautiful lady!
Too beautiful!, she has dark eyes that shimmer
like lively small fish and with her looks she follows a tiny shoe:
it must be hers, but she cannot grab it.
The one chosen by destiny will have to bring it to her.
And who are you, o noblest and sweetest of ladies?”

I am Costantina-Costanza, daughter of the Emperor Costantine,
many have disapproved of me and pointed a finger as a woman
who’s cruel and dishuman, but others, for my conversion
to the Gospel of Christ have considered me Sainted.”

Kappa remains in silence and keeps on chasing phantasy
he lives new emotions, he softens up,
he even feels disteign for his own cruel comportment.
And talks to himself.

“Interesting creature, nearly cut in half betseen
a cruel nature and greedy for power (just like myself)
and a second nature predispoed to sanctity…and then
he has a fatal look, those eyes have pierced me
in the depth of the soul. Ah, what a turning of fate!
I cannot stop to stare at her eyes, but she
escapes me…how, how will I behave with such sweetness in all her body
to push forward my damned proposal
of damning all souls?”

Costanza-Costanza permits to be watched, but does not exchange.
She thinks of her many ancient husbands and to her newest lover
who has crossed over time o as to reach her.
Naturally she knows who she is, but he is not sure that Costantina
is Saint Costantina and doesn’t think that her cruelty,
motive of exitement for those of her time, could have entered
like sorgive water in Kappa’s heart.
However it is not cruelty that draws the old devil….

 

 

At that moment the clock strikes midnight and in the full light can be seen the golden shoe of
Costantina, woven with precious stones.

Kappa is unable to stop himself:”I want to try on the small shoe myself
Marvellous on the tiny foot of the “adorable dame”
And runs to grab her at at the central banque where
The shoes are placed.

But, at the precise instant, time begins to run
crashing forward, and nearing our epoch,
gets entrapped by many clocks:
from the one on the Tower of Piazza San Marco to those
of the Tower of London and of Paris and of Prague and so on, the crowd
goes crazy in the whole world looking at the hour,
the sun darkens, the round moon as big as the sky
seems to come near the earth…then everything calms down
when Giulius Cesar becomes aware of the cosmic fissure
he quickly pulls of his mask and shows his real
final identity: he is Giorgio Linguaglossa who runs
faster than Kappa toward the small golden shoe
and puts it on Goctantina’s foot,
while she takes off her mask of Saint Costanza.
The two have made the choice of ther own common fates
they hug one another and Giorgio says; “Maybe the devil has redeemed himself
for loving you…a true striking of lightning! Humanity is saved!”

Kappa: “It is not saved, it is not saved! Cesar-Linguaglossa
you are the usual visionary! Don’t think you have won,
that woman is for me and I won’t let her get away.
There are other pairs of marvellously tiny shoes
I will be able to convice her to come on my side!
I have fallen in love with her eyes,
but I will not be redeemed, I won’t let it happen!

Misters, may your play, do your very best while I
will find a way to ruin the fate
of this couple and of the world!”

Gi.Elle., with the help of Lacan’s phantom,
he appeals to the cosmic force poetry (which Kappa abhors
because it is not the source of riches and power):

“That which exists is. Something always new
changes face and stays the same. The clessidra of being
always turns upside newly down, and you with it”.
These words were impressed above the door of the Hotel,
at the sotoportego in Venice.
Whoever entered read them and whoever exited forgot them.
[…]
Kappa: “How, how? Can we know what…yu are talking about?
Talk clearly, I don’t understand you!”
Costantina laughs and thinks: “On some arguments Kappa
is not so prepared as he says he is…”

***
SECOND SCENE

 

Gi.Elle., and Lacan’s Phantom

On a night like this, in a night of tempest,
the firmament still swims towards the star of the sea.
The star takes needle and thread. The turnstile turns around its apex…
And, beneath Earth’s Tombstone,
the guests of desire and of happiness sleep.

Kappa: “Oh no, I feel that I am loosing strokes…”
That lady’s looks, saint or no saint,
Puts on my skin a weakness never felt,
I sense emotions…but who am I? Surely I am no longer
the Kappa of before!
And then those words of Gi.Elle:

“On a night like this, in a night of tempest,
the firmament still swims towards the star of the sea.”

Painful words, that I can’t repeat,
But they caress my old soul, inside
something is moving, a kind of flower opens up
in my breast…springtime? Never knew what it was,
never looked at a flower.

Mario Gabriel, with angelic voice that upsets Kappa.

There are miracles you do not see.
The hands of the clock at midnight.
You stop and watch the world flowing.

Kappa: “But it is true, I don’t see! I do not see the miracles! It is not true that those who do not see sees sees better, LIKE SAY THOSE OF THE NOE!

Mario Gabriel: “ But it has nothing to do, you didn’t understand the meaning of “not seeing”, it makes the immagination explode!”
Kappa: “Ah, Ok, maybe I am tarting to undertand,
But I am, it’s hard to express myself…just caresses of Poetry!”
Mario Gabriel: “Bravo Kappa, already you have expressed yourself poeti-cally!” Now listen:

Little prodigies the hours carry.
February’s days always short and more bitter.
And then one asks why we are here.

Kappa: “Hei, yes, now even I want to say it this way:
Why am I here?”
M. Gabriel: “Maybe you will UNDERSTAND if you hear again the voice of poetry…

MarioGabriel:

“In Vienna Sigmund found the way.
The mazurkas of Europe.
Always trips on the days of the year.
Outside home, something will happen:
Cadeau or memories of love.”

Kappa: “This must be the magic of love: supersticious people call it this way. Many women in the past were burnt at the stake for such things, they called them witches.
But the wsoman who’s captured my heart is Saint…I begin to believe that being the supreme Chief of Evil is only a great misadventure…He cries. Poetry is a force that is impossible to resist!”
I’going, I’m gooooing!”

Costantina-C.: “Wait (she feels pity) and offers Kappa an embroidered handkerchief:
He takes it on his knees, dries his tears,
Then runs off upset. But first he tìsays to her:
Holy lady, Costantina…no matter how things go…I will NEVER forget you!”

The people of the Masked Shadows is in great turmoil: the time already is moving and stops in alternate phases, does turnabouts, it winds up in spirals, slides on two rails in opposite directions. Elle. Gi. Retakes the leadership of the evening and everything seems to quiet down, the euphoria of the people is at the highest level, but is kept under control by the rhythmic music that starts the “Ola”.

Midnight sounds. The Clown runs toward the tiny shoe that was bneing stared at by the preferred Mask. He grabs the precious object, as he begins to place it on the graceful foot of the mysterious woman, he’ stopped by the Phantom of Lacan. / “Wait…do you know who this small Mask is?” / But sure I know it, she’s one of the most famous / protagonists of the Fables for children of the whole world!”

F.of L., “do you know that, in this play, / you can always change your fate?” what are yu hiding under the mask?”

The Clown rips off the Mak and takes off the clowns’clothes: / He is a Prince, a real Prince!” / howls the masked crowd, yell the Shadows… / The tiny Mask offers her foot and the shoe fits perfectly for Cenerentola Luigina.” In the air the Minuet for Casanova starts to play.

Cenerentola Luigina: “But I am poor, what will I do with a Prince? And he what will he do with Me?”

The Prince: “Just one moooment! You still do not know who I really am

…I want to talk with you, wait” And recites his verses:

“My faithful love, you guide me on the wide path
toward every harsh border.
You are thought trascedent of my immanence
you, womanly love, are the eternal vine that feeds me
completing each of my days.
You are the loving hand, you are the rose
of springtime which cancels my harsh winter,
You, my sweetest wife of my complicated life…”

Cenerentola Luigina: “You are not a Prince, you are a Poet!… I want you this way!”
The Prince removes the second mask of a Prince.
The choir of Masks: A-deo-dato! A-deo-dato! A-deo-dato!
You are a Po-et You are a Po-et!!!!!

Kappa enters with a strange expression, sad but full of hope.
(talks to himself) “Here they talk of love…my legs are shaking…
I cannot live without her: where is she?
where are you Costantina-C?” She is with Gi.Elle., they are holding hands,
speaking sottovoce. Gi.Elle., for the second time
feels sorry for Kappa and invites him to drink together with Costantina
the mythical red Campari in crystal glasses.”

Kappa: “No, thanks! I am shaken up by too human feelings!”
M, Gabriel: “he soon also feels pity and asks him to walk with him a little to speak, while Adeodato and Luigina are dancing excanging poetry verses.
Adeodato: “You are the loving hand, you are the rose / of springtime that wipes away my harsh winter, / you, my dearest wife of my complicted life…”

Cenerentola Luigina: “You who from the events / have gained the strength / the tension of the walk…pull a cart / of vagant restlessness / of hands that cling / you /road of hurricnes / know stars and hands / you gather hands / to lift the flesh / over the clods of earth…”

F of L.: “they are well harmonized, even if different: / he speaks of love, she nswers / with verses of great expressive force / which could be addressed to each other or to both…”
Kappa: looks at them from far away: in the framous night of Carnival he has understood to have made the greatest mistake of metaphysic History…”I have also lost my powers…let’s see:

Kappa: let all the lights go out, even the stars!” He orders, but at the contrary / the lights go on flourescent and colored / in the entire Piazza San Marco./
The one who looks up, sees shining the luminous stars / of a night without moon.

F of L.: “MAYBE I’VW FOUND A SOLUTION FOR YOU: do you wish to enter in Poetry with us?”

Kappa: “The problem is that I am not a poet

Mario Gabriel: “Genial idea, dear Phantom of Lacan!: Kappa can join the NOE, WHERE HE WILL HAVE MORAL HELP AND GUIDANCE TO THE NEW ESTHETIC POETRY!

Kappa smiles: tell me that moral help will give me / Costantina!

Giorgio Elle: “I will give her myself who have created you as a character! / Costantina coud assist, but she is Sainted and is untouchable, she is a Priestess of Poetry…and you always remain a dangerous subject, regardless of your good intentions!!

Kappa: “Very well, yes! For love of Costantina / I will become a Poet, I swear it!”

F. of L: BETTER, BUT ALWAYS HEARD FROM ONE ROMANZA!

GIORGIO LINGUAGLOSSA shuts up Kappa and the Phantom of Lacan.

Gi.Elle., “Let them now enter < The Poet crowned with laurel> and his gentle accompanying ladies!”

Kappa: (Very excited): “the Poet (with the capital P) and / even more, crowned with laurel?” I will look after him / and he will teach the Art of POETRY! (he addresses the three in a praising mode, bowing down and…please make yourself at ease, in the center of the scene… / from here you can dominate the perspective, the hologram, the synthesis of the existent!” (to himself, speaking bigger words the more they will think of me/ as one of them, a true aspiring POET!)

Gi.Elle., “Shadowy Ladies, Phantoms, Masks and Poet friends! / Here with us is a great friend of Greece, of the Mediterranean and of Homer and our own friend. / He has brought among us the illustrious ancent extraordinary / event that saw Troy and Greece fight for 10 lery long years / with huge sufferings and deaths from both sides. / Take of that mask, Poet, reveal yourself!

The Poet takes of his mask: he is Gino Rago. / A tempest of applause covers over the scene!

Gi.Elle.: It is only thanks to him if the Trojan War / didn’t destroy the basis of western culture, to which it had iven birth space and wings the Greece that survived! By merit of our Poet the War of Troy is finished / but not completely finished: it has left us as heritage / two women who left their mark on History. / All of you men, here before you see Helen ofTroy and the Grand Queen Hecuba, who has carried in her memory a forgotten, unforgettable event, moved by the values we can recover today to possess again the human dimension of man!

Kappa: “It is time that I go to study History again, WITH ALL THE DEMONS I HAVE IN MY HEAD…but, luckly now, some courageous angel is helping me… and the thought of Her, the sweet Saint Costantina who has taken me to heart…”

Gi.Elle.: “Keep quiet, Kappa, /

Carnevale scarpetta

Saletta Egizia del Museo della Calzatura Femminile d’Alta Moda
di Villa Foscarini Rossi di Stra (Venezia)
nelle teche sono esposte le calzature da collezione di
Luigina Bigon

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47 commenti

Archiviato in nuova ontologia estetica, Poesia italiana anni Sessanta, Senza categoria, teatro

47 risposte a “Mariella Colonna ALLEGORIA DELLA CONDIZIONE INFERNALE DELL’UOMO SULLA TERRA – Commedia, Il Carnevale di Venezia – Parte II Scena I – Traduzione in inglese di Adeodato Piazza Nicolai e una poesia di Giorgio Linguaglossa

  1. Cara Mariella,
    di tutto questo lavoro fatto con fatica, fantasia, ottima regia,e Dio sa quanta sofferenza ti hanno arrecato i dialoghi, il perforare l’anima e la mente dei primi attori e delle comparse, hai la mia più sincera stima e ringraziamento, senza aver pagato neppure il biglietto d’ingresso nel tuo Teatro. Stai sviluppando un buon progetto anche nella NOE. con un linguaggio di varie vocalizzazioni di cui non posso che ammirarne gli esiti e gli sviluppi in progress.

    • Caro Adeodato,
      solo ora leggo la tua traduzione in inglese e non vorrei passare per un ingrato non ringraziandoti per ciò che hai fatto e per la nuova platea di lettori che certamente si aggiungeranno nell’Ombra delle parole.

      • Mi unisco Mario Gabriele nel ringraziamento ad Adeodato Piazza Nicolai che ha voluto onorare il Teatro di strada con la sua poetica traduzione in inglese. E’ belle questa cooperazione, è bello lavorare insieme pur essendo lontani!
        Ancora grazie… mi sento in ottima compagnia!

        Mariella

    • Caro Mario Gabriele,

      il tuo apprezzamento e la tua stima mi danno la gioia di sapere che il mio lavoro nella NOE, grazie alla solidarietà di quelli che considero Maestri, soprattutto Gi.Elle. e Emme.Gi., ma anche Gi.Ra., Esse.Emme, Ci.Ci., A.Vu., A.Esse e tutti quelli che hanno dato qualcosa di vero alla NOE, CHE ADESSO è LA MIA SECONDA CASA. La prima è il mio studio-computer animati dal caro Fantasma che riesce a sfiorare il mio inconscio, e quello degli altri poeti, a rubare qualche riflesso di luce-ombra, a farlo venire in primo piano!
      Grazie, Mario, per aver riconosciuto e dato un senso a quello che faccio!

      Mariella

  2. Ricevo e pubblico questo contributo di
    https://lombradelleparole.wordpress.com/2017/11/06/mariella-colonna-allegoria-della-condizione-infernale-delluomo-sulla-terra-commedia-parte-ii-scena-i-traduzione-in-inglese-di-adeodato-piazza-nicolai/comment-page-1/#comment-26490
    Carlo Livia.

    Paradiso artificiale

    Ieri hanno portato via l’ultimo corpo, in parte già trasformato in luce,bianco-musica e celeste-silenzio.
    Al suo posto è apparsa la macchina che guarisce il pensiero: il dolore è dissolto dal raggio verde, la paura risucchiata dagli specchi.
    Sembra che il sistema abbia raggiunto la perfezione, eliminando ogni sensazione ed emozione o altro elemento di disturbo, solo onde di piacere nelle menti-ricevitori, che le riflettono all’infinito.

    sono nel sogno sbagliato
    raccolgo i miei occhi e cado
    nell’universo che è la mia zona morta
    no sono la mente del Dio oscurato dal programma
    sguardo frantumato in miriadi di occhi che si allontanano
    o la colpa di esistere nel cuore-tabernacolo
    dell’ombra-fanciulla che simula l’essere

    Attenzione: residuali entità antisistema potrebbero sfuggire al controllo delle barriere di filtraggio e mutazione di campo.
    Il rischio maggiore è che, introducendosi nelle fasi ricettive, alterino la qualità dei valori di soddisfazione e riproducano perturbamenti e segnali negativi, superflui e nocivi.

    ero la ferita del cielo
    ero prigioniero della processione di istanti o di maschere
    ai piedi della candida peccatrice
    nella dogana di lune e sospiri dov’erano gettati tutti i desidèri
    sognavo corpi che erano frutti di cieli lontani
    cieli spogliati d’ombre malate di parole
    parole come squarci d’addio nel pensiero
    aspettavo poi venne il sonno
    un macigno di lacrime fra arcate di nubi
    e quei saliscendi finti che gridavano

    che la mia testa era senza confini

    Sembra che permangano visibili tracce di entità non ancora conformi alla codificazione del sistema; occorre approntare al più presto sistemi di identificazione ed eliminazione totale, per evitare che producano segnali in grado di interferire con l’attività programmata.

    Come sono arrivato in fondo a questo precipizio
    corridoio di domande oscurate
    dove sono esposti tutti i miei peccati
    stella spenta o giuramento tradito
    trascino pensieri sono bagagli di cenere
    angeli disossati pendono dalle feritoie
    da millenni lo stesso luogo di polvere
    niente più che viva e palpiti
    ma la morte è scomparsa
    o attende fra le porcellane
    ponte gettato nell’oscurità
    tento di raggiungere il mio essere
    che non sorge e non si estingue
    sento l’esterno che non esiste ma ferisce
    ma non posso sentire l’interno
    oceano di fontane spente
    sterminio di Dei o di parole allacciate
    amplesso immobile o folle paradiso paralizzato
    sogno dell’oscuro Dio scomparso
    mani che tentano di forzare la grande serratura celeste
    dietro cui attende la vergine distesa
    che non posso ricordare

    Sembra che l’azione di contrasto abbia avuto effetto: le tracce di elementi non conformati si fanno sempre più labili ed evanescenti.

    lo squarcio, i sogni che sfuggono, e

    no, perché quando scompari trascini il peccato per un sentiero scosceso e completamente azzurro, gridi di aspettare, ma
    da quando il tuo regno non è di questo mondo

    il tuo sguardo, il profumo del Paradiso,
    il silenzio dell’immenso violino che

    l’estasi della nuvola sul pendolo del mistero, la veglia delle deliziose lontananze col suo supplizio di corallo, la tenerezza del crepuscolo appesa al chiavistello di stelle morte, la visione che aspetta l’ultimo respiro, il gomitolo delle finestre da

    nel freddo della soglia scavata nell’anima
    l’attimo resterà
    quando risponderai

    • Non avevo letto questa poesia-critica di Carlo Livia quando ho scritto quello che pensavo fosse il primo intervento.
      Devo dire che Livia ha aggiunto sale e anche un po’ di mistico peperoncino (chiedo scusa per il paradossale accostamento) al testo del teatro. Soltanto preferirei che il poeta ci lasciasse godere di alcune sue immagini assai originali senza correre immediata-mente verso altre immagini che distraggono dalla precedente, in un progress che tende a fare un mix di tutte le immagini di cui si perde il “profumo” che emanano quando sono separate dal contesto.

      Comunque, noto molti elementi Filonoetici! 🙂
      Grazie per l’attenzione

      Mariella Colonna

    • Vorrei spendere due parole per questa composizione di Carlo Livia (anche il termine poesia è divenuto obsoleto e fuorviante!).
      https://lombradelleparole.wordpress.com/2017/11/06/mariella-colonna-allegoria-della-condizione-infernale-delluomo-sulla-terra-commedia-parte-ii-scena-i-traduzione-in-inglese-di-adeodato-piazza-nicolai/comment-page-1/#comment-26535
      Conosco Carlo Livia dal 1994, conosco la sua poesia, l’ho studiata attentamente negli anni, inoltre Carlo è uno dei poeti più colti e consapevoli che abbia conosciuto in questi ultimi tre decenni, preparato anche nel campo filosofico, il che è una assoluta singolarità nel panorama dei letterati italiani che si occupano di poesia (lascio da parte il termine “poeta” ormai del tutto fuori luogo e talmente massificato che non si può più usare).

      Livia sono trent’anni che è impegnato nella proposizione, nell’ambito della poesia italiana, di un campo espressivo di origine e di derivazione surrealista… compito arduo, difficilissimo perché la poesia italiana del novecento non ha mai avuto un movimento surrealista o di derivazione surrealista, lacuna questa, come Livia ben sa, che è stata uno dei motivi che ha condannato la poesia italiana del secondo novecento ad un ruolo di minorità e complementare rispetto alla poesia europea più aggiornata. Quindi Carlo Livia è un benemerito, innanzitutto perché i suoi sforzi trentennali non sono caduti nel pozzo dell’oblio, e poi perché gli esiti raggiunti dal poeta romano sono senza dubbio considerevoli.

      Vorrei dire subito che il tentativo di costruire una piattaforma collettiva in grado di rilanciare la poesia italiana in ambito europeo passano anche per la via intrapresa da Carlo Livia, il suo tentativo è utilissimo per riparametrare la poesia italiana di oggi, per individuare nuove strade di sviluppo e per ricostituire un terreno comune, di poetica intendo, sul quale costruire, oggi, qui in Italia, una poetica della surrealtà o della sovrarealtà con strumenti espressivi consapevoli ed evoluti.

      In questa composizione noto degli esiti notevoli:

      «Ieri hanno portato via l’ultimo corpo, in parte già trasformato in luce,bianco-musica e celeste-silenzio.
      Al suo posto è apparsa la macchina che guarisce il pensiero: il dolore è dissolto dal raggio verde, la paura risucchiata dagli specchi.
      Sembra che il sistema abbia raggiunto la perfezione, eliminando ogni sensazione ed emozione o altro elemento di disturbo, solo onde di piacere nelle menti-ricevitori, che le riflettono all’infinito.

      sono nel sogno sbagliato
      raccolgo i miei occhi e cado
      nell’universo che è la mia zona morta
      sono la mente del Dio oscurato dal programma
      … »,

      esiti che vanno in concordanza con ciò che si propone la nuova ontologia estetica, la quale non può non porsi il problema di una poesia fondata su un concetto di «reale» meno referenziato e meno «mimetico» di quello adottato dalla poesia di questi ultimi decenni.

      Unico suggerimento che mi permetterei di dare a Carlo Livia è di eliminare qualche riferimento all’io soggetto pronominale, almeno in quelle parti della composizione che non lo necessitano e, soprattutto, di giustificare le sue composizioni a sx, evitando di giustificarle centrate.

      *

      Che le 10 multinazionali del petrolio si siano dichiarate contro Trump e la sua politica è un bene inestimabile per l’umanità e il pianeta. Salviamo il pianeta!!!
      A quando, diciamo, 10 “poeti” italiani, dei “maggioritari intendo”, prenderanno posizione e dichiareranno di voler salvare la poesia italiana dalla medietà nella quale è piombata in questi ultimi decenni? Molto più modestamente, qui si tratta di salvare il salvabile della poesia italiana

      • Trovo giusto, anzi notevole l’aver rimarcato la necessità di porre il linguaggio surreale nella strumentazione della poesia NOE. A essere sincero, io non lo amo particolarmente (troppo colore nelle metafore) ma in taluni casi, nel linguaggio, può rendersi necessario, appropriato e forse anche divertente. Resto però dell’idea che il linguaggio inconscio ( se esiste) abbia regole interne, soggettive, difficilmente catalogabili o di maniera; forse l’inizio e la fine del periodo surrealista è dovuto proprio a quest’ultimo aspetto, che è di superficie.

        • Quanto ho appena scritto non trova riscontro nella nuova poesia di Carlo Livia, dove noto inserti di altra natura (voci provenienti dalla sala macchine) che ho letto volentieri; come l’affacciarsi di un pensamento in altrove. Ottima in questo senso l’interruzione “il silenzio dell’immenso violino che” . Questi cambi nel soggetto sono salti benefici. E anche ormai tipici della Nuova ontologia estetica.

  3. Non volevo essere la prima a dire la mia,
    perché ho parlato anche troppo!
    In realtà non sono la prima perché il primo ad esprimersi sul testo è stato Adeodato Piazza Nicolai che mi ha onorato di una sua traduzione “poetica”
    capace di migliorare il testo.
    https://lombradelleparole.wordpress.com/2017/11/06/mariella-colonna-allegoria-della-condizione-infernale-delluomo-sulla-terra-commedia-parte-ii-scena-i-traduzione-in-inglese-di-adeodato-piazza-nicolai/comment-page-1/#comment-26492
    Ma…una cosa la dico: non mi sono annoiata, mi sono divertita a rileggere le avventure dei nostri Fantasmi poetici e delle vivacissime Ombre mascherate di Giorgio Linguaglossa! E poi…quelle immagini del Carnevale di Venezia! I colori, l’espressione dei volti, un vero capolavoro! Mi sono mancate, però, le due scarpette firmate da Luigina Bigon, quella d’oro e quella azzurra.
    Sarà stato Kappa, a farle sparire, nella speranza di rovinare la festa. Ma questa glie la possiamo perdonare…in fondo, essendo alle prese con l’Amore per una donna-Santa, è un simpatico diavolaccio di cui purtroppo è impossibile fidarsi.
    Vabbè, adesso faccio silenzio e spero che altri prendano la parola…. aggiungendo sale a questa vivanda.

    Mariella Colonna

  4. cara Mariella Colonna,
    https://lombradelleparole.wordpress.com/2017/11/06/mariella-colonna-allegoria-della-condizione-infernale-delluomo-sulla-terra-commedia-parte-ii-scena-i-traduzione-in-inglese-di-adeodato-piazza-nicolai/comment-page-1/#comment-26505
    credo che soltanto tu potevi riuscire nell’impresa di coinvolgere tutti o quasi tutti i protagonisti della nuova ontologia estetica in una Commedia esilarante e imprevedibile, una vera festa della vita! Con l’intervento nella Commedia di personaggi veri e personaggi presi in prestito dalle poesie (mie e di Mario Gabriele). Si tratta di una commedia profondamente surreale, anzi, sovra reale, alla maniera della NOE, dove è la visione, il concetto di «reale» ad essere ribaltato… una giostra… il «reale» sul quale la poesia italiana si è arenata da alcuni decenni è stato fatto saltare come sulla dinamite!!! Ho apprezzato e ammmirato il ritmo convulso e frenetico dei dialoghi, la sbrigliata fantasia delle azioni… è una vera fantasmagoria, una serie di visioni ad occhi aperti dove leggerezza, ironia, melanconia e sorriso vanno a braccetto con risate deflagranti!
    Mariella Colonna ha composto una mirabile Commedia degli equivoci tra le Ombre, le Maschere, Personaggi reali e simbolici…
    Che altro dire? è un capolavoro, una Commedia fatta di stracci e di rottami delle poesie altrui, delle poesie della nuova ontologia estetica!!! Una vera e propria Commedia di relitti e di fantasmi!!!
    Un grazie ad Adeodato Piazza Nicolai che ha tradotto la Commedia in inglese, e un Grazie a Luigina Bigon per le sue scarpette veneziane conservate in un museo di Venezia!!!
    Grazie a voi tutti, Venezia è la nostra casa, la casa del Carnevale delle Ombre!!!
    Su suggerimento di Donatella Costantina Giancaspero, ho inserito il pezzo di Paganini sul Carnevale perché mi sembrava il più intonato con l’azione e l’atmosfera dei dialoghi…

    [p.s. di solito sono molto misurato nelle mie esternazioni, perché sono molto critico e autocritico, ma devo ammettere che la nuova poesia italiana passa per l’Ombra delle Parole che ormai è diventata un polo di attrazione e di magistero dei poeti più sensibili…]

  5. gino rago

    https://lombradelleparole.wordpress.com/2017/11/06/mariella-colonna-allegoria-della-condizione-infernale-delluomo-sulla-terra-commedia-parte-ii-scena-i-traduzione-in-inglese-di-adeodato-piazza-nicolai/comment-page-1/#comment-26506
    Ecuba: “Io non amo colorare di parole i sentimenti che provo, / ma sono molto riconoscente al Poeta Gino Rago che mi ha dato una nuova dignità, / non tanto per le mie doti di coraggio e di resistenza al dolore / ma perché mi ha fatto comprendere l’importanza / del mio ruolo di madre e di donna che va al di là / di qualunque altro valore umano. / Ed è questo il messaggio che porto alle donne del vostro tempo / “Siate consapevoli che il destino del mondo / è nelle vostre mani e nel vostro cuore! / Anche Elena, che ha condiviso con me i suoi pensieri / è arrivata fin qui per dirvi questo: “Coraggio, donne, PRENDETE IN MANO LE REDINI DEL MONDO!”

    Ringrazio Mariella Colonna per avere colto, nel passaggio che estraggo dalla sua ben architettata opera, l’essenza vera di Ecuba quale
    figura archetipica della sconfitta, della umiliazione, della spoliazione, della
    perdita di fondamentali affetti e vincoli di sangue, ma che anche nella catastrofe non rinnega il ruolo di madre-moglie-nonna-regina, conservando
    piena e pura la sua dignità di donna, incarnando il simbolo stesso della vita.
    Ottimo lavoro e prova di scrittura originale, come del resto segnalano gli
    eccellenti commenti che precedono questo mio, quasi laconico, ma denso
    di riconoscente ammirazione sia per Mariella sia per la fatica di Adeodato
    Piazza Nicolai.
    Gino Rago

    • Carissimo Gino,
      in questi giorni anch’io ho avuto qualche problemino di salute…e ti ho voluto rispondere nella mia forma migliore. Tu sei stato per me uno dei Maestri della NOE: la tua rivisitazione colta, critica e profondamente poetica di un passato che tocca tutti noi da vicino è stata per me una lezione di vita e di scrittura importante, significativa! In particolare la tua Nuovissima angolazione sulle vere protagoniste, per te e per i poeti moderni che ti seguono, del decennale famoso che ha visto impegnati greci e troiani in una dura estenuante guerra non tanto per l’offesa fatta a Menelao da Paride, ma per ragioni di conquista e supremazia territoriale. Sono molto contenta e infervorata dalla tua scelta epocale di aver previlegiato, tra i tanti e famosi protagonisti della Guerra di Troia, la Grande Ecuba, Regina e Matriarca del Mediterraneo e anche Elena, sia pure non in primo piano, come simbolo e icona della Bellezza che, lei dice mutuando in anticipo e a posteriori la famosa frase di Dostoevskij: “La Bellezza salverà il mondo, ma a condizione (e di quest’ultima parte del pensiero del grande Fëdor non si parla proprio) che il mondo salvi la Bellezza. Il mio modo di guardare alla Storia ha subìto con te un contraccolpo: e ho trovato, proprio nella prospettiva della tua “visione”, quello che il mio pensiero aveva maturato negli anni: che alla Storia manca un forte, maturo e giusto riconoscimento al ruolo spesso invisibile ma determinante sempre, della Donna nella famiglia umana. Per questo ti ringrazio e spero che, come donna, potrò dare una testimonianza almeno positiva prendendo esempio dalla tua Grande Protagonista (non per la guerra, però, ma per la pace!

      Mariella

  6. https://lombradelleparole.wordpress.com/2017/11/06/mariella-colonna-allegoria-della-condizione-infernale-delluomo-sulla-terra-commedia-parte-ii-scena-i-traduzione-in-inglese-di-adeodato-piazza-nicolai/comment-page-1/#comment-26512
    Salman Rushdie ha deposto le uova. Una si apre e ne esce Mariella, qui nei panni di commediografa vestita da giullare, ma brava. Mariella forse non sa che la battaglia tra BENE e MALE è finita da cent’anni almeno – finita perché dovuta allo stratagemma ingegnoso, ma innaturale, adottato da tutte le religioni, il divide (l’individuo) et impera: una volta inculcata l’idea del male, e altrettanto profondamente quella del bene, non resta che predisporsi per il raccolto. Questa la nota per me involutiva; per il resto ho letto un testo scoppiettante che, grazie anche a Cenerentola e Giulio Cesare, percorre in lungo e in largo le strade NOE, brillante di suo e dei bagliori prodotti da gli autori qui rispecchiati.

  7. Caro Giorgio,
    https://lombradelleparole.wordpress.com/2017/11/06/mariella-colonna-allegoria-della-condizione-infernale-delluomo-sulla-terra-commedia-parte-ii-scena-i-traduzione-in-inglese-di-adeodato-piazza-nicolai/comment-page-1/#comment-26527
    non so che dire, tu hai detto parole che non avrei mai potuto immaginare neppure avendo come suggeritori Il Fantasma di Lacan, quello tuo, di Mario Gabriele, di Gino Rago etc…insomma tutti i nostri cari Fantasmi dell’inconscio che con tanto entusiasmo e sbrigliata fantasia cercano di farci sfiorare appassionata-mente il mistero della “cosa” !
    Meglio il silenzio, dunque, su quanto riguarda me che ho fatto come l’ape sui fiori, prendendo di voi quello che si offriva alla mia intuizione e al meravigliato sguardo interiore. Ti ringrazio perché dalla corporeità materica delle tue poesie, dalla loro struttura imprevedibile, fai nascere le immagini più poetiche come fuochi di artificio nella notte del Carnevale di Venezia. Quel Carnevale mi è arrivato nel cuore come non mai prima… troppa folla, rumore, caos mi impedivano di penetrarne il senso più profondo: mascherarsi per rivelare se stessi nascondendo se stessi: niente di più congeniale alla nostra NOE.
    Grazie ancora per l’entusiasmo che ci dà la spinta per andare avanti insieme… come dici sempre. E concludiamo con un tuo splendido distico in cui trionfa una rima modernissima (endiade?) e ineccepibile addirittura nei confini di un solo verso, con ritmo di ballata che poi si distende lasciandosi abbracciare dal movimento dell’universo:

    “…«In una notte come questa, in una notte di tempesta,
    il firmamento nuota ancora verso la stella marina.”

    Mariella

  8. Antonio Sagredo

    https://lombradelleparole.wordpress.com/2017/11/06/mariella-colonna-allegoria-della-condizione-infernale-delluomo-sulla-terra-commedia-parte-ii-scena-i-traduzione-in-inglese-di-adeodato-piazza-nicolai/comment-page-1/#comment-26528
    Tu sei vicina alla destinazione che ti ho assegnato,
    ma non t’abbandona la melanconia di Saturno –
    forse è la chiacchiera del lutto o il suo contrario
    che alla vuota contemplazione si ribella… invano!

    L’allegoria è come la carezza di una satira strisciante
    che la risonanza dei lamenti trasmuta in candelabri accesi
    per una fine che mai è un compiuto atto – sul capezzale,
    se vuoi, non confondere la genesi e il tuo fare originale.

    Il dramma che inizia da un rogo annunciato sostiene l’altare
    barocco di Bamberga – e, così sia, la visione di una santa: rose
    sul letto ha sparso una più alta vergine!… e il suo confessore
    non le vede: per l’intelligenza non si prevede libera docenza!

    antonio sagredo

    Vermicino, 9 luglio 2008
    *
    Allegorie

    Incontrai sul Ponte delle Anime Gioiose la stramba maschera… deforme di tutte le finzioni che sul selciato i passi dei monatti e i segni lasciavano interdetti i testimoni,
    e sui portoni il loro volto ornavano di ceppi e di capestri…. i corpi decollati delle Erinni smarrivano i riti circoncisi su pagani altari fra Centauri e Giganti.

    I cardini legnosi dei tre regni vomitavano ruggine urlando che era quello del Verbo, originario tradito dalla volgarità cristiana, il volto senza maschera di un sogno… il toscano Cordigliero, per inferni e paradisi creò la parola più sottile con la sua cetra maledetta e i crudeli battiti del sangue conteggiò per un viaggio al centro

    oltretombale della teologia, e traguardi ignoti indicò nella geometria degli imbuti, e le sfere che celesti non so dire… dubitò del cosmo di Tolomeo e predisse la caduta nel regno di Como di tragiche figure e la sacralità dell’Erebo pagano, mollò dubbioso come Caronte i remi alle correnti poi che il traghettare anime buffe

    o bizzarri corpi non seppe mai – si scocciò infine… Cerbero col veleno delle note crollò il Tempo Assoluto, schifò il trono Minosse, e Colui che si nasconde dalla Notte col belletto della ruggine… il grecoro si pinse il sogno d’una finzione… e il canto del cerchio terzo recitò: maledetto, consùmati la maschera – con le lacrime!

    Antonio Sagredo

    Roma, 27-28 ottobre 2015

  9. donatellacostantina

    https://lombradelleparole.wordpress.com/2017/11/06/mariella-colonna-allegoria-della-condizione-infernale-delluomo-sulla-terra-commedia-parte-ii-scena-i-traduzione-in-inglese-di-adeodato-piazza-nicolai/comment-page-1/#comment-26529
    La Commedia di Mariella Colonna è significativa della poliedricità che assume la Nuova Ontologia Estetica, la quale vive proprio delle interazioni tra poeti e degli arricchimenti reciproci.
    E lo dico io che, prima di incontrami con la piattaforma della Nuova Ontologia Estetica, poetavo alla maniera «ELEGIACA», alla maniera di Fernanda Romagnoli, Antonia Pozzi, Margherita Guidacci etc. Poi, il contatto con questa nuova piattaforma di poetica mi ha, come dire?, dato una scossa elettrica: ho iniziato a riscrivere le mie composizioni anche di venti anni precedenti, e il risultato è stato senza dubbio molto positivo: sono riuscita a superare il monologismo dell’io e la limitazione che quella impostazione dava alla mia poesia precedente. E’ proprio questo il punto: nella NOE non ci sono più operazioni individuali, solipsistiche: tutti i poeti collaborano per arricchire il panorama e la propria poesia… È attraverso il proficuo confronto che ci si arricchisce. La forma commediale e dialogica scelta da Mariella è congeniale non soltanto a lei, che l’ha realizzata, ma alla natura stessa della Nuova Ontologia Estetica. C’era una volta un fisolofo che si sforzava di trovare delle contraddizioni tra un asserto e l’altro della NOE, senza capire che era assurdo cercare contraddizioni all’interno di un movimento di poetica, e per giunta collettivo!, in quanto le contraddizioni ci sono tutte!, anzi, sono il sale della costruzione che qui stiamo facendo…
    Possiamo dirlo con certezza: adesso Mariella Colonna ha raggiunto il suo linguaggio.
    Dunque, un saluto e un brava! a Mariella, con l’augurio di avere presto un suo libro di poesia secondo la nuova poetica.

    • Carissima Donatella Costantina

      prima di tutto grazie per la scelta delle musiche: sono “il sale” di questo Carnevale di Venezia che, con le sue rivelazioni sottovoce o in silenzio ci ha uniti e ha aiutato me a conoscere meglio i miei amici poeti del Teatro di Strada: Teatro di strada che distrugge le malevole insinuazioni di chi ci ha tacciati di elitarismo e di reciproca esaltazione volta a chissà quali vantaggi si possano ricavare dall’essere poeti oggi: l’unico vero vantaggio si ha nella misura in cui si crede nell’ “altro” e nell’appassionato lavoro per restituire alla Poesia una sua “mission”. Oggi, almeno credo io, la Poesia è l’unica forma di comunicazione capace di far saltare la durezza inattaccabile del PENSIERO UNICO che ha quasi tramortito l’Italia e…il mondo proponendo gli idoli del Denaro e del Potere come centro motore della Storia. Cara Donatella, il tuo intervento mi dà grande gioia perché tu sei arrivata al punto centrale della mia “fatica” letteraria: e che sia una donna doppiamente colta e impegnata su due fronti dell’Arte per me è importante: ho sempre pensato che la donna potesse dare alla collettività quel nutrimento che viene a mancare in una società tecnologicamente avanzata in cui si previlegia la ricerca scientifica e si trascura l’importanza dell’Arte che troppo spesso viene assorbita e oppressa dalle “meraviglie” della tecnologia. Grazie anche per l’augurio di un mio libro di poesia secondo la Nuova poetica: ho un po’ lasciato da parte non le poesie, ma la sistemazione organica di cui hanno bisogno per raggiungere un linguaggio unitario…ma ora, con il vostro incoraggiamento, riprenderò il lavoro in quella direzione.

      Grazie anche per la tua gentilezza, Donatella Costantina…

      Mariella

    • Luigina bigon

      Cara Donatella ti sono grata per quanto esprimi per la straordinaria Allegoria di Mariella che condivido pienamente, ma anche per la tua dichiarazione di poetica che coinvolge tutti i poeti ‘toccati’ dalla NOE.
      Questi sono i frutti dell’albero del nostro geniale Giorgio Linguaglossa!
      Grazie a Donatella, Mariella, Giorgio e anche Adeodato per la sua preziosa traduzione in angloamericano che arricchisce la “commedia”.

      • donatellacostantina

        Care amiche Mariella, Luigina e, naturalmente, cari amici poeti e lettori della nostra rivista, desidero dedicarvi un brano musicale (ma anche più di uno, come vedrete).
        Si tratta del “Minuetto” (III Tempo) dal Concerto in Do Maggiore RV 447 per oboe archi e cembalo di Antonio Vivaldi (1678 – 1741), il famoso “Prete Rosso”, così soprannominato per il colore dei capelli. Cittadino della Repubblica di Venezia, fu uno dei violinisti più virtuosi del suo tempo e uno dei più grandi compositori di musica barocca.

        Ho voluto associare questo Concerto al modello di scarpa denominato “Minuetto per Casanova”, una delle pregevoli creazioni della stilista Luigina Bigon che compare nella Commedia di Mariella Colonna. Complimentandomi, auguro a voi e a tutti gli amici…

        Buon ascolto!!

        • donatellacostantina

          Al modello di scarpa denominato “Rondò veneziano”, sempre della nostra artista-stilista Luigina Bigon, ho scelto il Rondò per pianoforte e orchestra in Re Maggiore K 382 del grande Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791).
          Ed ora, la parola alla musica…

          Buon ascolto!!

          • donatellacostantina

            … e infine, al modello “Zarina”, come non potevo non associare questa “Russian Dance” dal Balletto Petrushka di Igor Stravinsky?!
            Fu eseguito per la prima volta dai Balletti russi di Sergei Diaghilev al Théâtre du Châtelet di Parigi il 13 giugno 1911.
            I motivi che mi hanno suggerito la scelta di questo brano sono diversi…
            Fra gli altri, il collegamento del Teatro dei burattini con l’imperatrice Anna Ivanovna (la Zarina, dunque) che portò le marionette in Russia nel XVIII secolo come divertimento per l’aristocrazia.
            Ma senza dilungarmi troppo, amici, vi dico…

            Buon ascolto!!

            • La bellezza dell’opera, accompagnata dalle musiche scelte da Donatella, assume un respiro nuovo, ampio, nell’altrove non vissuto …
              Vi nuoto dentro come un bambino nel grembo materno…
              Grazie infinite alle carissime Mariella e Donatella

  10. gino rago

    https://lombradelleparole.wordpress.com/2017/11/06/mariella-colonna-allegoria-della-condizione-infernale-delluomo-sulla-terra-commedia-parte-ii-scena-i-traduzione-in-inglese-di-adeodato-piazza-nicolai/comment-page-1/#comment-26530
    Mary Colonna si muove in questa sua Allegoria entro i massimi temi del tardomoderno storico; ovvero, del post-moderno artistico: nomadismo super-capitalista globalizzato; marginalità di ogni localizzazione; aeriformazione dell’intellettuale; crollo della razionalità progettuale; solitudine esistenziale dell’individuo; impresentabilità dell’arte con tutto il rifiuto della icona; amore «liquido»; condizione cosciente del difetto del ‘Sé’; ibridazione; immanenza…
    E adotta due strumenti tardomoderni esteticamente efficaci: la performance
    e l’ironia per armonizzare le ‘contraddizioni’ di cui parla Costantina Donatella
    Giancaspero nel suo commento in cui riprende le riflessioni di Giorgio Linguaglossa: il testo postmoderno vive nel teatro. Tutti gli eventi si riconducono a una dimensione di teatralità. Da qui la performance.
    Ma questa per Mary Colonna-Londadeltempo da sola non basta.
    La performance si deve fondere con l’ironia: Perché’?
    Perché per tutti i personaggi dell’Allegoria colonniana ( i quali vivono e respirano tutti intorno a Kappa-Linguaglossa) l’ironia
    è lo strumento più efficace per superare il silenzio e per oltrepassare la morte. Come? Attraverso il “DIALOGO” , se non altro per “restare in sintonia con il cosmo”, come si desume dal frammento della Commedia (che serve a preparare il verso più felice dell’Opera “…«In una notte come questa, in una notte di tempesta,/ il firmamento nuota ancora verso la stella marina.”)
    che trovo utile rammentare, riportandolo tal quale:

    “G.R. Poeta coronato di alloro, le prende una mano e lei tende l’altra mano ad Ecuba: i tre accennano ad un delicato passo di danza…
    G. R.: “Adesso danziamo, non possiamo fare altro / che restare in sintonia con il cosmo e attendere…”

    Da cui si avverte tutta la crisi dell’individualismo tardomoderno, negli ambienti come negli eventi e nei ‘templi’ contemporanei, i nonluoghi nei quali
    la vita viene scandita dall’aggregarsi in folle, essendo in essi assente
    l’individuo (ecco anche perché è ormai intollerabile la poesia incentrata
    sull’Io, un Io che non ha più alcuna ragione d’essere).
    Gino Rago

    • Caro Gino Rago,

      la tua analisi è formalmente ineccepibile escava molto in profondità: io comunque, non mi riconosco “negli eventi e nei ‘templi’ contemporanei, i nonluoghi nei quali la vita viene scandita dall’aggregarsi in folle, essendo in essi assente l’individuo.” L’attesa in forma di danza dei miei tre personaggi, sottolineo, non è assenza di individualismo, ma un modo garbato per prendere le distanze e lasciare che il lettore mediti sul messaggio lanciato appena, senza pretendere una risposta immediata. Meglio che ogni lettore abbia la possibilità di dare una propria risposta personale o di non darla affatto.
      Grazie per la presenza e le parole che invitano a meditare.

      Mariella

      • gino rago

        Mariella, mi riferivo nella mia nota sullo spirito e sull’atmosfera della tua Allegoria, ai “nonluoghi” secondo Marc Augé.
        G.

        • Ma sì, caro amico. ho voluto soltanto chiarire le mie scelte e posizioni di fondo per inserirmi nel tuo discorso! Grazie per quello che hai detto, sono coì contenta di lavorare con amici…così sim-patici oltre che amanti della Poesia!

          Mariella

  11. Cito dalla Commedia di Mariella Colonna:

    «Coro delle OmbreMaschere:
    https://lombradelleparole.wordpress.com/2017/11/06/mariella-colonna-allegoria-della-condizione-infernale-delluomo-sulla-terra-commedia-parte-ii-scena-i-traduzione-in-inglese-di-adeodato-piazza-nicolai/comment-page-1/#comment-26532
    “Chi è Madame Sosostris?
    “Io non posso dirvelo. Vi do una traccia soltanto: La terra desolata di…”
    Il vostro gioco di Carnevale deve essere
    la più appassionata ricerca della verità
    su personaggi inquietanti della Storia passata, presente
    forse anche futura. Non ci sono più divisioni nel tempo
    e neppure tra morte e vita: oggi le Ombre del passato,
    i Fantasmi della Poesia, come son io, son più vivi dei “vivi”
    parlano, spiegano, aiutano a creare mondi nuovi
    nuovi linguaggi…nuovissime parole…”

    Kappa, sibilando: “La poesia è illusione, inganno per le anime deboli”».

    Sotto la forma di masquerade e di gioco frivolo e leggero, la Commedia di Mariella Colonna si occupa di un problema centrale dal tempo dei tempi: la ricerca della felicità e la sorte dell’arte e della poesia come «illusione, inganno». Mi sembra che in questa Commedia degli «stracci» e delle Maschere ci sia più profondità che in tutte le poesie bene educate scritte negli ultimi decenni. Dice bene Gino Rago quando scrive:

    «Mary Colonna si muove in questa sua Allegoria entro i massimi temi del tardomoderno storico; ovvero, del post-moderno artistico: nomadismo super-capitalista globalizzato; marginalità di ogni localizzazione; aeriformazione dell’intellettuale; crollo della razionalità progettuale; solitudine esistenziale dell’individuo; impresentabilità dell’arte con tutto il rifiuto della icona; amore «liquido»; condizione cosciente del difetto del ‘Sé’; ibridazione; immanenza…
    E adotta due strumenti tardomoderni esteticamente efficaci: la performance
    e l’ironia per armonizzare le ‘contraddizioni’».

    Detto questo, non avrei nulla da ridire se non citare Adorno:

    «La poesia è magia liberata dalla menzogna di essere verità».1]

    1] T.W. Adorno, Teoria estetica, tread. it. Einaudi, 1970

    • Deliziosa ,questa “operina”(nell’accezione migliore del termine) di Mariella; un fiore che sboccia in una serra di nobili voci poetiche,volte alla ricerca della bellezza e della verità.Come nel sontuoso Carnevale di Venezia,per un attimo entriamo in un “altrove” magico, lontanissimo dalla brutale realtà del mondo concreto: che resta, comunque, ineludibile.Ci aspetta fuori,inutile chiudere porte e finestre.ANNA VENTURA

      • Cara Anna Ventura,

        hai ragione: l’ “Altrove magico”, come tu hai felicemente definito l’atmosfera del “Carnevale”…serve per prendere un po’ di ossigeno e per riconoscere gli amici poeti e farli conoscere, come ha detto bene Donatella Costantina. Ma credo che anche nella Magia delle nostre opere o operine ci sia, purtroppo, una profonda nota di amarezza, se non altro per la nostalgia di un passato che non ritorna e di un presente che non riesce a diventare futuro. Però il il clima-Poesia fa da rompighiaccio e riesce a far emergere i fantasmi dell’Inconscio, nostri cari amici, che ci aiutano almeno a tentare il guizzo poetico che ci fa sfiorare il mistero della “cosa” (dell’essere) che sa nascondersi, spesso, per rivelarsi investendo il “desiderio”.
        Grazie per la tua attenzione e…apriamo le finestre, un po’ di sole viene sempre fuori!

        Mariella Colonna

  12. http://russia-insider.com/en/american-taxpayers-have-spent-over-trillion-wars/ri21479

    American Taxpayers Have Spent Over a Trillion on Wars

    russia-insider.com

    The expenses were incurred over the time from the 11 September attacks on New York up to mid-2017. The Afghanistan War from 2001 to 2014 and Iraq War from 2003 to 2011 were by far the most expensive, coming to more than $1.3 trillion. Combined, the continuing US presence in Afghanistan and aerial anti-ISIS operations in Iraq and Syria since 2014, have added a cost of $120 billion.

  13. Fernando Pessoa
    Trippa alla maniera di Oporto
    https://lombradelleparole.wordpress.com/2017/11/06/mariella-colonna-allegoria-della-condizione-infernale-delluomo-sulla-terra-commedia-parte-ii-scena-i-traduzione-in-inglese-di-adeodato-piazza-nicolai/comment-page-1/#comment-26551
    Un giorno in un ristorante fuori del tempo e dello spazio,
    mi servirono l’amore come trippa fredda.
    Dissi delicatamente al missionario della cucina
    che la preferivo calda,
    che la trippa (ed era alla maniera di Oporto) non si mangia fredda.

    Si irritarono con me.
    Non si può mai avere ragione, nemmeno al ristorante.
    Non mangiai, non chiesi altro, pagai il conto,
    e me ne andai a passeggio per l’intera strada.

    Chi lo sa cosa vuol dire questo?
    Io non lo so, ed è capitato a me…

    (So benissimo che nell’infanzia di ognuno c’è stato un giardino,
    privato o pubblico, o del vicino.
    So benissimo che il fatto di giocarci era il padrone del giardino.
    E che la tristezza è di oggi).

    So questo molte volte,
    ma, se io chiesi amore, perché mi portano
    trippa ala maniera di Oporto fredda?
    Non è un piatto che si possa mangiare freddo,
    ma me lo portarono freddo,
    non si può mai mangiare freddo, ma arrivò freddo.

    Fernando Pessoa, Poesie di Álvaro de Campos, © 1993 Biblioteca Adelphi 279

  14. da Il libro dell’inquietudine di Fernando Pessoa
    https://lombradelleparole.wordpress.com/2017/11/06/mariella-colonna-allegoria-della-condizione-infernale-delluomo-sulla-terra-commedia-parte-ii-scena-i-traduzione-in-inglese-di-adeodato-piazza-nicolai/comment-page-1/#comment-26553
    Mi ero alzato presto e mi attardavo a prepararmi ad esistere [147]

    La generazione cui appartengo, quando è nata, ha trovato un mondo sprovvisto di fondamenta per chi abbia cervello e un cuore. Il lavoro di distruzione delle generazioni anteriori aveva fatto in modo che il mondo, sul quale siamo nati, non ci potesse dare nessuna sicurezza sul piano religioso, nessun aiuto sul piano morale, nessuna tranquillità sul piano politico. Siamo nati ormai in piena ansia metafisica, in piena ansia morale, in piena agitazione politica. Ebbre delle formule esteriori, dei meri procedimenti della ragione e della scienza, le generazioni che ci hanno preceduto hanno abbattuto i fondamenti della fede cristiana… [173]

    Sono la periferia di una città inesistente, il commento prolisso a un libro non scritto. non sono nessuno, nessuno. Non so sentire, non so pensare, non so volere. Sono una figura di un romanzo da scrivere che passa aerea ed evanescente senza essere esistita, fra i sogni di chi non mi ha saputo completare.
    Penso sempre, sento sempre; ma il mio pensiero non contiene raziocini e la mia emozione non contiene emozioni [258]

    Dedito come sono al tedio, è curioso che mai fino a oggi mi sia ricordato di meditare in cosa consista. Oggi mi trovo davvero, in quello stadio intermedio dell’anima in cui non mi interessa né la vita né un’altra cosa (…) [258]
    Dire che è un’angoscia metafisica mascherata… ma non mi dà niente di più di un suono di parole che echeggiano nei sotterranei del pensiero [259]
    La maggioranza degli uomini vive con spontaneità una vita fittizia ed estranea. [274]
    Non tocchiamo la vita neanche con la punta delle dita.
    Non amiamo neanche con il pensiero [280]
    Sono quasi convinto di non essere mai sveglio [281]
    Tutto è assurdo [294]
    Ho le vertigini [294]
    Mi irrita la felicità di tutti questi uomini che non sanno di essere infelici [309]

  15. ho idea che Mariella e Giorgio potrebbero scrivere ancora tante altre opere insieme . Siete in perfetta sintonia . Bravi. E bravo il traduttore Adeodato . Mi è piaciuto molto anche la poesia del signor Livia. Complimenti e cari saluti ,muovendo lo sguardo a 360 gradi.

    P.S.
    Spero di non aver dimenticato nessuno.

  16. gino rago

    E prima del peccato originale? Lilith.
    (Monologo di un uomo che racconta Lilith)
    https://lombradelleparole.wordpress.com/2017/11/06/mariella-colonna-allegoria-della-condizione-infernale-delluomo-sulla-terra-commedia-parte-ii-scena-i-traduzione-in-inglese-di-adeodato-piazza-nicolai/comment-page-1/#comment-26571
    Sei Lilith. La donna destino. Desiderio.
    E voglia di desiderare. Nessun maschio ti è sfuggito.
    Nessun maschio vorrebbe sfuggirti.
    Sei le due lune. La nera che completa la bianca.
    La tua astinenza è l’inizio del possibile.
    Sei la donna-paradiso caduta dal paradiso.
    Sei il sud perché contieni il nord.
    La notte perché sei il giorno.
    Il lato destro perché sei il sinistro.
    La tua purezza è la scintilla della dissolutezza.

    Sei Lilith. La tenebra femminile non la femmina-luce.
    Sei ciò che manca all’uomo perché non si penta.
    Sei ciò che alla donna manca perché la donna sia.
    Sei Lilith. Sei l’immagine femminile prima del peccato originale.
    Sei preda e predatrice. Sei la donna libera in catene.
    Incateni gli uomini e poi piangi perché tornino alla loro libertà.
    Sei luce d’alba la cui nudità è destinata solo agli uomini ciechi.
    Sei donna libera. Libera persino della libertà.
    Sei la prima donna di Adamo. La prima disobbedienza.
    Sei Lilith. La fusione del sonno e della veglia.
    Lilith. Il segreto delle dita insistenti.

    (atto d’amore verso J. Haddad,nata a Beirut)

    G. R.

  17. Giusto, caro Gino, Lilith è “la prima disobbedienza”.Alle donne della mia generazione fu insegnato a ubbidire. Oggi, le bambine nascono già disobbedienti; alcune, purtroppo, ne pagano lo scotto.Bisogna essere astute come volpi,per capire che si può restare liberi anche nell’obbedienza.

    • gino rago

      “(…) si può restare liberi/e anche nell’obbedienza” . Brava Anna Ventura.
      La tua affermazione è da scolpire nel marmo come quel “Conosci te
      stesso” di Delfi.
      Ma Lilith si spinge oltre… “donna libera. Libera perfino dalla libertà…”

    • “Liberi soggiacete”: l’obbedienza può essere una delle forme più alte di libertà, sempre che non vi si soggiaccia per viltà o conformismo.
      Mariella

  18. Cari poeti tutti, vi leggo con grande gioia. Non sono a casa, dunque fatico a lasciar note ai bei lavori che qui leggo. Però ci sono. Bravi bravi, applausi!

  19. Adeodato Piazza Nicolai

    ALL’AMICO PILOTA STATUNITENSE
    https://lombradelleparole.wordpress.com/2017/11/06/mariella-colonna-allegoria-della-condizione-infernale-delluomo-sulla-terra-commedia-parte-ii-scena-i-traduzione-in-inglese-di-adeodato-piazza-nicolai/comment-page-1/#comment-26637
    Al muro di Berlino la KGB incontra la CIA: scambio
    di spie sul vecchio ponte dei sospiri… solo defunti
    sigillati nelle bare. Fine della guerra fredda, ora
    si riscalda fra l’America e la Corea del Nord, Trump
    contro un suo gemello megalomane.
    […]
    Adesso il Vietnam comunista s’è liberato dall’invasione
    statunitense. Morti migliaia di marines, piloti dei caccia
    bombardieri. L’amico J. Ropers prigioniero per 4 anni
    è ritornato in patria dove la moglie l’aveva lasciato
    portandosi via i 2 figli
    […]
    Dopo 5 anni di psicoterapia s’è risposato e spostato
    nel Colorado; non ha mai cancellato l’assassinio dei
    fratelli Kennedy. Ricostruitasi un’altra famiglia: mogle
    3 figli e 1 figlia, scrive le sue memorie d’incubi mai
    assopiti né rimossi dalla pelle bruciacchiata …
    […]
    Si sveglia in piena notte tutto sudato: è malandato,
    distrutto, alcolizzato. La moglie lo tradisce, stanca
    dei suoi disturbi paranormali. Lui vorrebbe ritornare
    al collegio e giocare a football: era la superstar. Ora
    è solo un povero diavolo dimenticato dall’esistenza.
    […]
    Continua a sognare quel suo fantomatico leap
    ormai trapassato e perforato dal buco della notte …

    © 2017 Adeodato Piazza Nicolai
    Vigo di Cadore, 6 novembre, ore 21:25

  20. loredana de francesco

    io già odo gli echi sagrediani che si diffondono in tanti poeti della NOE e in altri esterni.

  21. E adesso, la parola a Charles Baudelaire:

    “Ciò che non è leggermente difforme ha l’aria insensibile,

    donde ne consegue che l’irregolarità, ossia l’inatteso, la sorpresa, lo stupore sono una parte essenziale e la caratteristica della bellezza”.

    (dai “Diari intimi”)

    Mariella

  22. 22 personaggi escluso i quattro alias di G.Linguaglossa meno 1n lacaniano=
    17 le Stelle.Significativo o Significante?

  23. Letterio Scopelliti

    Commento al Il teatro della poesia 
    Sotto il tendone del teatro di strada

    Quando Socrate fu condannato a morte – è Platone a riferirlo- non solo non si rammaricò ma quasi si rallegrò perché era sicuro che sarebbe andato a conversare con chi viveva come lui nel mondo dello spirito, della poesia, della creatività ed avrebbe conversato con pensatori poeti e artisti. Leggendo la piece teatrale nata dalle invenzioni poetiche e messa in scena da Mariella Colonna sembra essere entrati proprio in quel mondo dell’iperuranio, nel mondo delle idee che Platone stesso collocava ai vertici della realtà. Sotto forma di contesa teatrale, di dialettica tenzone prendono vita personaggi terrestri e celesti, divinità celesti e infernali che si contendono il mondo e danno luogo a una commedia degli equivoci che volutamente mescola realtà  e finzione, sogno e immaginazione. 
    La forza del pezzo teatrale è data dalla capacità di dare concretezza a personaggi della poesia che, una volta creati,  vivono di vita propria e danno vita a quadri pieni di luce di colori e di musica che colpisono lo spettatore. Il testo si dipana con movimento vorticoso, in un molteplicità di quadri che hanno come sfondo una Venezia magica con i suoi canali le sue gondole  ma anche  tragica che evoca scene di morte contrapposta alle sconfinate distese di neve una Siberia immaginaria. La scena si anima di colori contrastanti. Il bianco delle nevi, il nero delle gondole, il rosso di un vestito. Ogni particolare riluce di bellezza, la bellezza accesa dalla poesia. Eppure i contenuti sono inquietanti perché il mondo che rappresenta è un mondo attraversato da cupe nuvole, le nuvole della ignoranza, della superficialità, della violenza. Ma su tutto prevale l’ironia, il senso della pochezza delle miserie umane ed insieme la convinzione che, nonostante tutto, i falsari saranno smascherati. Ma l’aspetto più significativo e gratificante di questo pezzo teatrale è che ci conduce per mano nel mondo delle invenzioni poetiche e lì restiamo come invasati,  sognando con gli occhi del poeta, dimentichi di tutto e di tutti. E lì ci nutriamo di bellezza e passione che sono, a dire del divino Platone, gli unici mezzi che possono condurre l’uomo alle dimore divine. 

    Nella seconda parte questi elementi sono sviluppati ancora maggiormente. È il carnevale a essere lo sfondo di questa nuova azione teatrale. Le maschere si prestano bene a mettere in scena drammi e commedie, a coprire e svelare insieme e, nella loro bellezza,  donano alla scena sicuri effetti scenografici. Ma ecco che d’incanto prendono forma anche ombre, suoni, quadri mentre le pareti appaiono e scompaiono improvvise. Il carnevale delle ombre prende corpo. Riecheggia forse le ombre delle idee di bruniana memoria. Chissà. Ma qui il carnevale delle ombre è opera diabolica e non filosofica. E sono personaggi inquietanti queste ombre dai dodici occhi che  sembrano  personaggi mitologici e in parte lo sono. Ed ombre e maschere entrano nel mare del nulla, in un mare non mare che tutto immerge. E in certi momenti Parigi e Venezia si mescolano perché  nel sogno tutti i luoghi convivono. Ma ecco arriva la musica che tutto trasforma in danza e che colora di mille colori le ombre e dà vita ad un balletto esaltante. Ma tutto è solo un pretesto per mettere in scena l’eterna lotta tra il bene e il male, l’eterna contesa tra Dio e diavolo sul predominio  del mondo. E dietro le maschere e le ombre ecco prendere forma l’ego di Lacan che affonda le sue radici nel passato e può in tal modo riunire insieme vite remote e presenti ricordandoci che non siamo solo noi stessi ma l’eco di generazioni e pulsioni che affondano nella notte dei tempi. I  fantasmi della poesia si mescolano a personaggi reali senza che si possa operare una vera distinzione. E dal nulla appaiono, assumono colori e valenze diverse, mentre le bellezze di Venezia fanno da sfondo elegantissimo a queste vicende di lotta.
    Poi anche la storia fa il suo ingresso coi suoi personaggi simbolo come Giulio Cesare, ancora trafitto, ancora tradito che parla di ego, di inconscio e che fa rivivere il suo dramma con le categorie del presente. Ma la storia convive con il mondo della fantasia
    che interferisce con essa e potrebbe cambiarne il corso. Le cenerentole perdono le scarpine e se le ritroveranno troveranno la loro felicita. Poiché il tempo qui si può fermare questo permette il ritorno di figure della storia complesse come  Costanza la figlia di Costantino che prima ha avuto fama negativa poi è stata addirittura santificata. Ma il tempo improvvisamente riprende a correre e svela inaspettati colpi di scena. Cesare altri non è che Linguaglossa che riprende la lotta col diavolo mentre si inserisce anche Lacan che rivendica la forza della poesia.
    Nella seconda scena perfino il diavolo è toccato dalla poesia e non è più il diavolo di prima. Anche da lui escono parole poetiche. È stato ammaliato da Costanza che un tempo forse sarebbe stata bruciata come strega. E per amor di Costantina/ Costanza diventa anche lui poeta tra la schiera della NOE. Quindi, grazie ad Omero,  entrano in scena due grandissime figure femminili come  Elena ed Ecuba che possono finalmente svelare le loro vere storie. Elena è stata amata solo da Paride e ha avuto come unica colpa la sua bellezza che è stata usata non per salvare il mondo ma per dannare lei. 
    Quindi il diavolo prova la scarpetta su Elena che le calza perfettamente. Ma sarà un misterioso giovane a compiere il fatidico gesto. Poi ancora un colpo di scena. Grazie alle microspie nascoste in Piazza san Marco si scopre che la conversione del diavolo è tutta falsa. Del resto come poteva il diavolo non esser più tale? Alla fine tutto è suggellato da una poesia che invita a meditare sull’eterno  ritorno del tempo e sulla eterna lotta tra bene e male. 
    Insomma una rappresentazione teatrale con tutti i canoni della drammaturgia condita con l’ironia tratto saliente dell’autrice ma che sa affrontare i grandi temi dell’oggi con raffinatissimo gusto  erudizione sapiente, eleganza e grazia mettendo in scena i parti poetici del gruppo in uno scenario eccezionale come quello veneziano del quale sa sfruttare ogni magia. 

    Letterio Scopelliti

    • Carissimo Letterio,

      hai toccato con eleganza e cultura assimilata nelle vicende della vita tutti i temi a me più cari che si configurano, nella tua interpretazione, come un grande arazzo dove insieme agli altri poeti abbiamo rappresentato i temi della vita e le grande speranza che la Poesia ci aiuti a superare questo momento drammatico e caotico della Storia. Grazie per aver dedicato tanto del tuo prezioso tempo alla lettura e interpretazione dell'”Allegoria che ha portato, tra i poeti della NOE, qualche sorriso e il grande dono della musica. che accompagna il tono frizzante e gioioso dell’ambiente veneziano.

      A presto, dunque!
      Mariella

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