PER IL COMPLEANNO DI ANNA VENTURA, UNA POESIA INEDITA A memoria di spiaggia, con un Commento impolitico di Giorgio Linguaglossa a proposito della «chiacchiera» in T.S. Eliot

L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

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 Anna Ventura è nata a Roma, da genitori abruzzesi. Laureata in lettere classiche a Firenze, agli studi di filologia classica, mai abbandonati, ha successivamente affiancato un’attività di critica letteraria e di scrittura creativa. Ha pubblicato raccolte di poesie, volumi di racconti, due romanzi, libri di saggistica. Collabora a riviste specializzate ,a  quotidiani, a pubblicazioni on line. Ha curato tre antologie di poeti contemporanei e la sezione “La poesia in Abruzzo” nel volume Vertenza Sud di Daniele Giancane (Besa, Lecce, 2002). È stata insignita del premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha tradotto il De Reditu di Claudio Rutilio Namaziano e alcuni inni di Ilario di Poitiers per il volume Poeti latini tradotti da scrittori italiani, a cura di Vincenzo Guarracino (Bompiani,1993). Dirige la collana di poesia “Flores”per la  Tabula Fati di Chieti.

Suoi diari, inseriti nella Lista d’Onore del Premio bandito dall’Archivio nel 1996 e in…

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20 risposte a “PER IL COMPLEANNO DI ANNA VENTURA, UNA POESIA INEDITA A memoria di spiaggia, con un Commento impolitico di Giorgio Linguaglossa a proposito della «chiacchiera» in T.S. Eliot

  1. Non posso commentare me stessa, ma posso esprimere la mia gioia e la mia gratitudine; col cuore,Anna

  2. . . .è dalle 6:00 che sono in giro per la l’appartamento, e mi rivolgo al computer adesso. Su l’Ombra delle parole di Anna Ventura non vedo un commento, penso che a Roma a quest’ora ancora si dorme., un augurio
    per il suo compleanno. Auguri di autentiche bellezze Signora Anna Ventura
    .

    • antonella zagaroli

      Mi unisco agli auguri di Alfredo e Giorgio per il compleanno di Anna

    • Sono lusingata dalle parole di Alfredo De Palchi, alfiere della poesia e della libertà; le mie scelte di vita quasi monacali mi hanno, talvolta,spinta ad una autocritica severa.Avrei voluto offrire a chi ha bisogno un aiuto più concreto, ma non ho altri mezzi, se non la parola.Con la quale dico semplicemente ciò che vedo, e ,nel bene e nel male,c’è sempre molto da vedere.Grazie,col cuore, Anna Ventura

      • Grazie per gli auguri alla cara Antonella Zagaroli, di cui apprezzo molto il discorso poetico coraggioso, capace di affrontare, con rara efficacia ,temi e situazioni solitamente rimossi da tabù duri a morire .

  3. gino rago

    Anche una parola anche quotidiana, apparentemente spoglia, quasi dimenticata, Anna Ventura la eleva sempre alla dignità della “parola d’arte”. Disciplina, ricerca, ascolto sono il sale, l’acqua, il pane della sua e nostra vita.
    Auguri, Anna. E’ bello tenerti fra i miei pensieri.
    Grazie a Giorgio L. per averci ricordato quest’altro sacro genetliaco, dopo quello dell’aquila De Palchi, nello spirito linguaglossiano di “servizio” instancabile a favore dei poeti
    e della poesia.
    Gino Rago

    • Grazie al carissimo Gino Rago per aver visto,nella mia poesia,”il sale, l’acqua. il pane”che ci accomunano nel rispetto per tutto ciò che è autentico, semplice, umano.Queste nostre conversazioni serene ci aiutano a sentire il conforto che viene dalla condivisione di ideali giusti:come un canto liturgico, come una preghiera.Grazie ancora, Anna Ventura

  4. Cara Anna, confermo parola per parola quanto scrissi a suo tempo, solo tu potevi trasformare quella del bagnino in una figura epica. Cento di questi giorni (e di questi pezzi)

    • Per Almerighi; Caro Flavio, trovi sempre la parola più argutamente opportuna, che scava a fondo; è vero, per me, il bagnino può diventare una figura epica;e credo che lo sia realmente: è su questa umanità che fa semplicemente il proprio dovere che possiamo contare, mentre la nave dei potenti affonda.Grazie, Anna Ventura

  5. cara Giuseppina Di Leo,
    la poesia del Novecento, da The waste land (1927) in giù è tutta permeata di «chiacchiera», la «chiacchiera» di tutti i giorni. La chiacchiera è presente anche nel romanzo di alta e altissima qualità, ed è presente anche in poesia. Qui non intendo la chiacchiera dei poeti piccolo borghesi che vogliono apparire originali e fanno poesia cabaret (vedi Zeichen e epigoni) ma la chiacchiera dei personaggi di Mario Gabriele, per esempio, la chiacchiera insulsa allora rivela, improvvisamente, delle qualità magiche, direi auratiche. La «chiacchiera» siamo noi, la «chiacchiera» è presente in ogni attimo della nostra esistenza inautentica. La poesia di Anna Ventura è intrisa di questa «chiacchiera», come quella di Mario Gabriele e di altri poeti di rango. Nella analitica dell’esserci Heidegger coglie uno snodo fondamentale della esistenza dell’uomo occidentale, qualcosa di questa problematica era già presente nel Lukacs premarxista… Nella poesia italiana del secondo Novecento, almeno in quella maggioritaria, la «chiacchiera» non c’è, sostituita dai soliloqui, quelli sì auto telici e ombelicali, il soliloquio dei poetini che credono di parlare con la siepe leopardiana… no, quella è pessima poesia, fatta per abbindolare le anime gentili e ingenue. Anna Ventura è una Zsymborska alla italiana, una poetessa che parla di cose grandi con strumenti piccoli…

  6. Il problema posto da Martin Heidegger in Sein und Zeit (1927), è presto detto: definire i lineamenti di una esistenza autentica al di là della inautenticità della vita quotidiana e della vita pubblica dominate dalla opinione pubblica e dalla ragione pubblica nella lingua della ragione strumentale. È ancora possibile il senso per il singolo individuo di contro alla insensatezza generale, di contro alla «chiacchiera», del mondo del «si»? Fatalmente, Sein und Zeit resta incompiuto. A metà degli anni Trenta nella riflessione di Heidegger si verifica una svolta del pensiero, dalla quale la direzione del filosofare ne emerge profondamente influenzata. Nella quotidianità l’esistenza si pone come una «fuga» e dell’«oblio di sé». La ricerca dell’autentico cede il posto ad una interrogazione aporetica: il pensiero si suddivide in molte diramazioni e si perde in una molteplicità di «sentieri interrotti».
    Siamo ancora in attesa di un filosofo che scriva un libro su Esistenza e autenticità. Aspettiamo. Frattanto, i poeti già ci sono, e uno di questi è Anna Ventura.

  7. Steven Grieco-Rathgeb

    In questa poesia io avverto un’angoscia sempre tenuta sotto controllo dalla poetessa, personalità, forte, tollerante (ma anche consapevole della propria fragilità, della fragilità umana in genere).
    L’immagine dei barconi e delle persone che contengono, in contrapposizione con una tranquilla estate di mare su una spiaggia del Mediterraneo settentrionale, parla a me di disastri futuri. Mi è sembrato di sentire un’eco di certi versi che Aleksandr Blok scrisse qualche anno prima della Rivoluzione (anche se lui era mille volte più emotivo di Anna):

    О, если б знали вы, друзя,
    Холод и мрак грядущих дней!

    Oh, se solo sapeste, amici,
    il freddo e il buio dei giorni futuri
    !

    I fiori all’inizio a dire la verità sembrano indicare la stessa cosa: non sono meno… straniti. Eppure si parla soltanto delle cure che richiedono. Molto banale? Ma se non annaffi i fiori, muoiono. Se stupri una terra, un giorno ti verrà presentato il conto.
    Certo, può darsi che io stia straleggendo la poesia, forse Anna non intendeva niente di tutto questo.
    Ma in tutta la poesia, dal primissimo verso in poi, serpeggia una inquietudine sotterranea intrecciandosi con la pazienza e lucida tranquillità dell’io che parla,
    Come chiamarlo: lucido pessimismo?
    Rimane il fatto che oggi è il compleanno di Anna. Molti auguri anche da parte mia!

    • Per Steven Grieco.Grazie, Steven, per gli auguri e per le tue parole illuminanti, Dici benissimo circa la mia “inquietudine sotterranea”, che mi accompagna fin da quando ero bambina; ho avuto il dono di Cassandra: vedere anche oltre,ma non potere fare nulla per cambiare le cose.Mi conforta moltissimo, tuttavia,il fatto di avere in te, e in tutti i cari amici che ci circondano, una condivisione collettiva di certi ideali, cosa eccezionale, in tempi di egoismi sfrenati e di perdita di ogni controllo.Grazie ancora, Anna Ventura

  8. Per Giorgio Linguaglossa. Caro Giorgio, come mi piace, il tuo elogio della “chiacchiera”! Anche perchè mi rimanda ad un’espressione che ricorreva spesso nei dialoghi fiorentini con Alberta Bigagli(la cui grandezza è ancora ignota ai più).Mi diceva :”stiamo a chiacchiera”;ne uscivano parole bellissime, rimaste nell’etere, chi sa dove.

  9. Unico arredo, i fiori che la stagione prevede; fiori che aspettano le cure, la mano, le attenzioni dell’Io poetante. Ecco, la cura, l’amorevolezza e la sensibile partecipazione della poetessa per quello che la circonda, per quell’intorno, che, in fondo, tutti hanno e che di fatto in pochi vedono, è una cifra della poesia di Anna che mi piace sottolineare. Il dettaglio in questo testo non è un artificio mirante a catturare l’attenzione del lettore, quanto piuttosto è una parte del vissuto e del sentire del poeta. Cura e sguardo, che si allargano dagli oggetti – che tramite la poesia si elevano dalla condizione di comuni pezzi inanimati del quotidiano – fino a campeggiare tra quelli che io leggo, come due piloni del genere umano, il bagnino (e quindi un riferimento a tutto un campo semantico inerente la vacanza, il relax, il tempo libero, etc.) e il migrante (ovvero il bisogno, la guerra, uno dei punti meno in luce della dignità umana…), gettando un ponte tra due sponde lontane, che nella poesia di Anna si avvicinano, soggiacendo al comune Cielo, accettato nell’ampio significato fisico e religioso, così positivamente presente in questa poetessa.

    Auguri di ogni bene, Anna, per il tuo compleanno speciale e per i giorni a venire!

  10. sabino caronia

    Ho avuto modo di apprezzare e anche di presentare,con vivo piacere, la poesia di Anna Ventura così ben messa in luce,a suo tempo, dal caro e indimenticato Vittoriano Esposito. Non posso inoltre non condividere con lei la stima e l’affetto per la parabola letteraria ed umana di Alberta Bigagli. Qui,con i più sentiti,anche se tardivi,auguri vorrei soprattutto richiamare il comune amore per la chiarezza e la misura di un poeta di cui condividiamo l’ ammirazione, il catalano Gabriel Ferrater. Ad meliora!

    • Caro Sabino, il tuo apprezzamento mi lusinga moltissimo; conosco le tue qualità critiche e poetiche, il tuo fervore intellettuale,la tua partecipazione attiva alla nostra vita letteraria: che, se pur precaria e spesso negletta, è sempre una fiaccola accesa contro il buio di una barbarie di ritorno che incombe su tutti noi.

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