Archivi del giorno: 19 ottobre 2016

Aleph, Roma – vicolo del Bologna, 72, venerdì  21 ottobre 2016, h. 17.30 Presentazione della Antologia di poesia contemporanea italiana Come è finita la guerra di Troia non ricordo a cura di Giorgio Linguaglossa, Dialogo tra il curatore, i poeti rappresentati e il pubblico, con letture degli Autori antologizzati: Carlo Bordini, Luigi Celi, Edith De Hody Dzieduszycka, Steven Grieco  Rathgeb, Letizia Leone, Giorgio Linguaglossa, Giulia Perroni, Gino Rago, Antonio Sagredo,  Antonella Zagaroli – La Vostra Presenza è come sempre molto gradita

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Antologia cop come è finita la guerra di Troia non ricordo

C’erano una volta, nel lontano Novecento, le Antologie. Poi è avvenuto che le Antologie si sono diffuse e moltiplicate fino a perdere i connotati di serietà e di ricerca e sono diventate promozioni auto celebrative e cerimoniali, condominiali degli uffici stampa delle case editrici e dei circoli di appartenenza. Verosimilmente, con la scomparsa delle antologie è scomparsa anche quella fonte di ricerca e di selezione dei testi e degli autori che hanno contrassegnato nel passato queste operazioni culturali. Con questa antologia si è voluto ripristinare un costume antico, fare una antologia alla vecchia maniera, scendere nella miniera delle fucine dei singoli autori ed estrarre il metallo prezioso insieme ai conglomerati. Operazione non scontata perché presuppone un lavoro critico ed ermeneutico dei testi e degli autori. È stata questa l’operazione svolta dall’Ombra delle Parole: una ricerca coltivata in questi ultimi due anni di vita che ha visto la rivista telematica impegnata a scandagliare la ricerca dei singoli autori accompagnando la loro attività poetica con una parallela attività critica. Non è stato un compito facile. Molto probabilmente, sarà necessario un lavoro in progress, sarà necessario continuare la ricerca con altre operazioni antologiche che facciano il punto della situazione, delle situazioni, con autori nuovi o con i medesimi autori. Crediamo sia un lavoro necessario, anzi, ineludibile. Scrive Adorno nella Teoria estetica (trad. it, 1970, p. 275): «Ciò che ci dicono le opere… significa in epoche diverse cose obbiettivamente diverse, e ciò in definitiva ha conseguenze sul loro contenuto di verità. Le opere possono diventare ininterpretabili; possono ammutolire; spesso diventano brutte… Il passato ci dà sempre meno belle opere. La provvista di cultura si assottiglia… Il loro mutamento storico si estende anche al livello formale.»

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