La Cina potrebbe risolvere i problemi energetici mondiali estraendo il raro isotopo elio-3 dalla Luna

 da http://segnidalcielo.it/%20elio_3

La Cina intende estrarre il raro isotopo elio-3 dalla Luna nel tentativo di risolvere la crisi energetica nel mondo. Secondo i media di Stato cinesi, l’orbiter lunare cinese ha raggiunto con successo l’orbita intorno alla luna. Chang’e 5, sarà la prossima sonda ad effettuare un atterraggio morbido sulla superficie della luna e la sua missione sarà quella di raccogliere due chili di campioni di rocce e del suolo prima di tornare sulla Terra.

La Cina ha inviato un lander robotico sulla luna il 14 dicembre 2013, lo Yutu rover, appartenente alla missione spaziale Chang’e 3, successivamente atterrato con successo. L’arrivo del Rover Yutu aveva segnato il primo atterraggio morbido di un veicolo spaziale artificiale sulla Luna dopo oltre 37 anni.

luna_miniera_elio-3

Il prossimo passo verso la Luna

La Cina intende costruire una miniera sulla Luna per estrarre l’elio-3, un isotopo raro di elio. Gli scienziati ritengono che l’estrazione di elio-3 sulla Luna può essere veramente un miracolo per la crisi energetica che sta colpendo il pianeta.

Ouyang Ziyuan è il chief scientist di esplorazione lunare del Programma cinese. In una recente dichiarazione ha detto che: “la Luna è piena di elio-3 e creando una miniera sulla superficie lunare, estraendo questo raro isotopo, si potrebbero risolvere i problemi energetici del mondo, fornendo energia rinnovabile attraverso la fusione nucleare, quella che avviene (come processo naturale) all’interno delle stelle”

centro minerario_lunare

Matthew Gengè, scienziato e professore della Facoltà di Ingegneria presso l’Imperial College di Londra, dice che l’uso di elio-3 permette la fusione nucleare per la produzione di una quantità enorme di energia, senza scorie radioattive in eccesso,  prodotto nelle reazioni di fissione nucleare. La fusione nucleare non produce neutroni extra. Il vantaggio della fusione dell’elio-3 deriva dalla natura della sua reazione: di per sé non è radioattivo e l’unico protone ad alta energia creato nella reazione può facilmente essere controllato con campi magnetici ed elettrici. È interessante notare, che la fusione nucleare potrebbe risolvere anche problemi per lo smaltimento dei rifiuti tossici.

Gli scienziati dicono che solo 40 tonnellate di elio-3 raccolti dalla luna, (un importo che potrebbe essere trasportato nelle stive di carico due navette spaziali), potrebbero alimentare tutti gli Stati Uniti per oltre un anno sul loro consumo di energia corrente.

L’Elio-3 è raro sulla Terra perché l’atmosfera e il campo magnetico che circonda il pianeta,  impediscono a questo isotopo di essere presente sulla superficie. Al contrario la Luna, contiene grandi quantità di isotopo che è stato trascinato e collocato grazie ai venti solari.

moon-helio-3

L’annuncio della Cina come fornitore di elio-3 per alimentare la Terra per i prossimi 10 mila anni,  è stata accolta con un ottimismo curioso, ma qualche dubbio e un pochino di paura, aleggia tra i grandi paesi produttori di petrolio. Alcuni si chiedono se la Cina sia l’unico paese che abbia interessi nel settore minerario sulla luna. Se è così, la Cina creerebbe un nuovo monopolio su una fonte di energia non inquinante, appunto l’elio-3.

L’ESA si è concentrata sulle comete e la NASA ormai ha abbandonato i programmi dei traghetti spaziali, proseguendo con l’invio di missioni robotiche su Marte,  entro la fine del secolo. Il futuro sfruttamento di elio-3,  porterà di sicuro ad una una nuova corsa allo spazio.

giuseppe pedota acrilico su persplex anni Novanta

giuseppe pedota acrilico su persplex anni Novanta

da wikipedia:

La scala di Kardašëv è un metodo di classificazione delle civiltà in funzione del loro livello tecnologico, proposta nel 1964 dall’astronomo russo Nikolaj Kardašëv.

Si compone di tre tipi, basati sulla quantità di energia di cui le civiltà dispongono, secondo una progressione esponenziale. L’esistenza delle civilizzazioni descritte è del tutto ipotetica, ma questa scala è stata utilizzata come base di partenza nella ricerca del progetto SETI ed è inoltre richiamata in varie opere di fantascienza.

  • Tipo I: civiltà in grado di utilizzare tutta l’energia disponibile sul suo pianeta d’origine (secondo i calcoli che Kardašëv aveva proposto inizialmente 4×1012 watt).
  • Tipo II: civiltà in grado di raccogliere tutta l’energia della stella del proprio sistema solare (4×1026 watt).
  • Tipo III: civiltà in grado di utilizzare tutta l’energia della propria galassia (4×1037 watt)

La civiltà umana sarebbe pertanto una civiltà ancora di “Tipo 0”, in quanto utilizzerebbe solo una frazione dell’energia totale disponibile sulla Terra.
Carl Sagan ha definito un metodo per calcolare, a partire dai tipi iniziali, anche i decimali, per mezzo della seguente formula: nella quale K rappresenta il livello di civiltà della scala e W i watt utilizzati. Secondo questo metodo la civiltà umana sarebbe ad un livello di 0,7.

Secondo Kardašëv la Terra nel 1964 avrebbe potuto percepire la presenza di una civiltà di tipo III sotto forma di emanazioni di onde radio o di fasci laser. Nel 1965 ritenne di aver intercettato uno di questi segnali nella radiogalassia CTA 102 e la notizia venne pubblicata con grande risalto dall’agenzia Tass, ma in seguito apprese che pochi giorni prima un astronomo olandese, Maarten Schmidt aveva identificato il segnale come l’emissione di un quasar. In seguito Iosif Šklovskij, principale collaboratore di Kardašëv, giunse alla conclusione che una civiltà di tipo III non potrebbe che autoestinguersi, secondo il concetto della singolarità tecnologica.

Jack Cohen e Ian Stewart[2] hanno sostenuto che se non possiamo comprendere civiltà più avanzate, non possiamo neppure ipotizzare in che modo esse si evolvano. Inoltre il progresso tecnologico umano è dipeso da una successione di scoperte, talvolta fortuite, come la scoperta della penicillina, e dalla presenza di determinate condizioni, come la presenza dei combustibili fossili, che potrebbero non essere universalmente diffuse.

Le alte energie appaiono necessarie per riuscire ad accorciare le enormi distanze spaziotemporali tra le stelle (cunicoli spaziotemporali) e quindi a un rapido passaggio all’acquisizione della disponibilità di energie di livelli superiori.

Seguendo la progressione esponenziale sono stati estrapolati ulteriori tipi di civiltà ancora più avanzate:

Civiltà ancora più avanzate sono state immaginate nella fantascienza:

  • Tipo VI: livello energetico di più universi (1066 watt), con la possibilità di alterare le leggi della fisica su ciascuno degli universi multipli.
  • Tipo VII: divinità con capacità di creare universi a volontà e di utilizzarli tutti come fonti energetiche (un esempio è dato nel racconto di fantascienza L’ultima domanda di Isaac Asimov).
  • Tipo VIII: divinità superiore capace di creare universi a proprio piacimento, ma che attinge energia da fonti non-cosmiche.
  • Tipo IX: divinità estremamente superiore capace di creare oggetti non-cosmici che utilizza come fonte primaria di energia.

Estrapolando in base al tasso di crescita attuale del consumo energetico planetario, secondo Michio Kaku, fisico teorico statunitense, l’umanità potrebbe raggiungere una civiltà di tipo I intorno al 2200, di tipo II intorno al 5200 e di tipo III intorno al 7800.

La teoria di Kardašëv può essere collegata ad altre teorie sociali, come quella proposta da Leslie White nel suo libro The Evolution of Culture. The Development of Civilization to the Fall of Rome, del 1959, che si propone di spiegare tutta la storia dell’umanità sulla base dello sviluppo della tecnologia. White riteneva infatti che i progressi tecnologici determinerebbero l’organizzazione sociale, seguendo le idee dell’etnologo e antropologo statunitense dell’Ottocento Lewis Henry Morgan, e proponeva come misura del livello di avanzamento di una società quella del suo consumo energetico, proponendo cinque stadi: quello dell’energia muscolare personale, dell’utilizzo di animali domestici, con il passaggio all’agricoltura della biomassa, delle energie fossili e infine dell’energia nucleare. La teoria di White si traduce nella formula P = E x T (dove P sta per progresso, E per energia consumata e T un coefficiente determinato in base all’efficacia delle tecniche che utilizzano questa energia.

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21 commenti

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21 risposte a “La Cina potrebbe risolvere i problemi energetici mondiali estraendo il raro isotopo elio-3 dalla Luna

    • Caro Giorgio,
      ho molto apprezzato il tuo intervento dal titolo “La Cina potrebbe….” e il video su Hawking, grande studioso della MQ e delle teorie relative all’evoluzione dell’universo. Ma ciò che mi sorprende è la tua visione relativa al pensiero umano. Ciò mi porta subito al lavoro del genetista Edoardo Boncinelli (presente anche su L’Isola dei poeti) il quale si sofferma sulle tre età della mente. Eccone qualcuna:” Cento miliardi: come il numero delle stelle della nostra galassia e come il numero delle galassie nell’universo. Tante sono le cellule nervose che compongono il nostro cervello, dando vita a un milione di miliardi di contatti. A cavallo fra biologia, filosofia e antropologia, Boncinelli risponde all’eterna domanda che cos’è l’IO?.Ma interessante quando parla del cervello che “è molto veloce, ma non è troppo logico; ha una logica, come dire, sospesa,una logica approssimata. Però, attenzione, prosegue Boncinelli, ” mi riferisco al cervello di noi come individui, non al cervello del “collettivo umano” .Tant’è vero che la logica – nonostante il fatto che nessuno di noi, preso individualmente, sia perfettamente logico – è nata 2500 anni fa ed è una delle poche scienze che è nata adulta.”Mi fermo qui pur sapendo di aver scelto una breve sintesi del lavoro di Boncinelli.

  1. Una sola domanda:e i costi di questa “salvezza”? Se per estrarre l’elio-3 si spenderà x-denaro, quanto costerà alla Terra? Almeno x + y denaro.
    E dunque? Passiamo da un padrone all’altro (un pensiero ad alta voce questo mio, come sempre senza pretese, che meriterà solo d’essere ignorato, come ultimamente accade qui.)

  2. Consiglio a tutti l’interessante (e poetico) libro di Giovanni Bignardi e Andrea Sommariva “Oro dagli asteroidi e asparagi da Marte”- Realtà e miti dell’esplorazione dello spazio.

  3. gabriele fratini

    Guarda, non c’ho dormito stanotte pensando e ripensando su questo problema… 🙂

    • beh la questione è molto semplice, nessuno lascia più la terra dal 1972, uno sviluppo utilitaristico, nel senso di esperimento di nuove risorse minerarie ed energetiche non è una cattiva idea, fermo restando che dovrebbe essere un bene comune, ma su questo dubito: altro dato fondamentale, i cinesi potrebbero trovare anche l’ampolla col senno del SAGREDO FURIOSO, si sa mai

  4. L’umanità si impegna soltanto per gli obiettivi per i quali ci vede un utile immediato. Finché può contare sul petrolio e sulle altre fonti di energia continueremo così… però le richieste di energia da parte dei paesi emergenti sono in aumento verticale, e prima o poi si dovrà pensare a soddisfarle, pena lo scoppio di altre guerre, immigrazioni di massa e altri cataclismi tipo terrorismo globale e diffuso con kamikaze in ogni portone di condominio. Io penso che un poeta non dovrebbe essere così miope, altrimenti non è un poeta ma un imbrattatore di pagine bianche. Ma la vera ragione del perché di questo post finora nn l’ha scoperta nessuno. È così difficile da decrittare? Ubaldo De Robertis, tu che sei uno scienziato, se ci sei batti un colpo…

    • Giorgio, se fossimo poeti non staremmo qui, ma altrove….

    • gabriele fratini

      Nel mio caso mi mancano almeno 6.5 gradi al dx e 4 al sx, quindi sono senz’altro miope, e anche astigmatico se è per questo. Quindi direi un imbrattatore di carte miope e astigmatico.

    • ubaldoderobertis

      @ G. Linguaglossa
      Appena possibile scriverò qualcosa sulla fusione nucleare. Visto che mi hai definito scienziato trascrivo ciò che già scrissi su: Il Ramo di corallo, il blog ideato e diretto da Francesca Diano:
      “ Colgo l’occasione per precisare che la mia formazione è scientifica, ma che non sono uno Scienziato. Ho trascorso la prima parte della mia vita lavorativa, una buona metà, lontano dalla Ricerca, impegnato nell’esercizio di impianti termonucleari per la generazione di energia elettrica. Il mondo della Ricerca l’ho frequentato nella seconda parte e non è che la mia mente si sia all’improvviso illuminata a festa come accade ai veri scienziati. Posso solo dire di essere irresistibilmente attratto dal fascino della Scienza e da quello della… Poesia
      (ubaldoderobertis Nov 23, 2015 @ 13:01:50)

  5. I poeti sono capaci di creare universi a proprio piacimento, però campano attingendo energia da fonti cosmiche. Alcuni riescono a creare oggetti non-cosmici che utilizzerebbero come fonte primaria di energia, se solo qualcuno li capisse. Abracadabra: dall’aramaico Avrah KaDabra che significa Io creerò come parlo.

  6. Steven Grieco-Rathgeb

    La poesia, cosi come la scriviamo oggi, da’ al poeta la possibilita’ di usare non piu’ di un millesimo del suo potenziale creativo

  7. antonio sagredo

    Ubaldo non sta affatto bene, e sarebbe bene non disturbarlo, si farà vivo in qualche modo…
    Quanto al gentile Almerighi grazie per l’accostamento con l’Ariosto Furioso.
    as
    —————-
    nb. chi vorrà il mio volume “americano” si sbrighi: ne sono restati 12 esemplari > rivolgersi a Linguaglossa, poi che ho smarrito l’indirizzo elettronico.

  8. Qualcuno si è chiesto che cosa c’entra questo articolo con la letteratura. Io però ribalterei la domanda: che cosa c’entra chi fa questa domanda con la specie dell’homo sapiens. Giacché la poesia è una struttura infinitesimale, sì, dell’universo. Di questo universo. Soltanto chi ha le antenne del proprio radar in consonanza con l’universo può creare un’opera d’arte. L’arte, la poesia non sono soltanto un prodotto di bravura più o meno tecnica frutto di talento individuale, ma sono il prodotto di una mirabile consonanza di un essere umano in una comunità e con il cosmo che ospita quella comunità in un suo trascurabilissimo angolino di spazio-tempo.

  9. antonio sagredo

    . “Březina riecheggia motivi che sono di Novalis, Goethe e Hölderlin… abissi degli oceani, il fuoco nelle/delle altezze, la certezza della metempsicosi, gli oceani, le costellazioni… complementari a questi sono le profondità abissale del cervello umano! Novalis precisa che:“la fantasia pone il mondo avvenire o nella più sublime altezza o nella più grande profondità o, ancora, nella metempsicosi”. Březina ri/vive in sé tutte le possibili generazioni e universi perché come afferma ancora Novalis:“non è forse in noi il Cosmo? Verso l’interno va il misterioso sentiero. In noi stessi o in nessun altro luogo sta, coi suoi mondi, con il tempo passato e futuro, l’Eternità. Il mondo esterno è il mondo delle ombre, che proietta la sua tenebra nel regno della luce”. Il Novalis cosmico è il Březina cosmico: sentono all’unisono! Il senso di colpa è sentito particolarmente da Březina e dunque la sua vita sarà una missione indirizzata a frangere e distruggere una colpa che egli sente soltanto sua, quasi fosse l’unico poeta designato, che insieme ai grandi Maestri del passato, e rarissimi nel suo presente, i Poeti e i Santi, dovrebbe riportare il Tutto all’Uno… alla Sintesi Suprema, all’antica Luce!”. (Tesi di A. S. 1974-75)

    • Interessante questa nota di Sagredo, che ringrazio perché commentando Březina porta la ricerca delle origini del cosmo alla sostanza dell’io: non io ma il cosmo stesso. Non il cosmo attraverso me, perché non c’è separazione, dualismo. E’ una verità potente, distruttiva della nostra identificazione con la psiche e la personalità. Poc’anzi, leggendo Pessoa, e riflettendo sulle sue strabilianti ma malinconiche verità, ho pensato che un passo ancora l’avrebbe reso felice.

  10. Caro Mario,
    Boncinelli è stato un antesignano della odierna ricerca scientifica sulle proprietà del Vuoto superfluido e il funzionamento delle cellule del nostro cervello. Alcuni ricercatori hanno sostenuto una tesi incredibile: che un medesimo modello neurale è in azione sia nel nostro cervello che nel cosmo. Che il cosmo sia intelligente? Che ci sia una intelligenza? Per prima cosa credo che dobbiamo liberarci dell’idea antropocentrica che intelligenza significa teleologia. Qui si tratta di una intelligenza priva di teleologia (che presuppone un fine, uno scopo più o meno pratico) L’universo non ragiona con il modello dello scopo pratico ma con un modello che definire intelligente non significa che sia cieco. Nè che il modello intelligente presuppone un Dio che intellige. Questa sarebbe una intrusione del pensiero antropocentrico e religioso in cose nelle quali non c’è nulla di umanoide. L’universo intelligente è opera di distruzione e di ricostruzione. L’universo intelligente è asimmetrico. È stata una asimmetria ad aver dato luogo al nostro universo: appena una particella su un miliardo non aveva il proprio corrispettivo. E sono nati infiniti universi appunto da quella trascurabilissima asimmetria. L’arte obbedisce alla legge di quella leggerissima asimmetria. Se c’è asimmetria c’è l’arte, ricerca scientifica e produzione di idee. La simmetria presuppone la quiete, la stasi, l’immobilità. Il che negli universi (di sicuro, nel nostro) non accade

  11. antonio sagredo

    La Teologia, (come tante altre discipline che riteniamo “umane”, e perché tali e non il contraio?) è soltanto una sovrastruttura razionale, e se volete anche irrazionale (poi che parlare di un Dio creatore è di per sè un assurdo logico, è dunque una forzatura della mente)… sono ovviamente d’accordo con lo scenziato Hawking: ovvio è che lui parla da fisico-filosofo; mentre io da ignorante in cose di fisica-matematica, mi attengo ai miei pensieri e sensazioni di cui poi mi son costruito delle convinzioni in tal senso… costruito?… ma nemmeno questo… è che ho ragionato in maniera “naturale”, certo con apporti culturali, ma è semèpre erstata in me presente l’idea originaria del non credere né a Dio né al nulla… è che sono completamente indifferente… faccio fatica mentale al solo pensiero di pensare ad un ente creatore…. creato cosa? la materia in cui e di cui viviamo, e poi… finita la materia, finisce tutto. Pessimista, io? Come tutti i pensieri indirizzati all’oggeto di cui discutiamo, sono solo pensieri e null’altro, pieni di dubbi se trattano di cose fisico-matematiche… ma prive di dubbio se trattano temi teologici e affini. Nè mi domando se esistono intelligenze o se non esistono, e così di questo passo per tutte le cose…
    as
    (perdonatemi se mi esprimo meglio in versi)
    ————————
    Prove mostruose
    (4)

    Futuri? Passati?

    Levatrice dei morti —- la notte coi suoi gemiti e le stelle così lontane!
    Non abbiamo parole noi – nella luce! Stiletti di pensiero sono infelici passi,
    fitte delle nostre colpe i ritorni dell’eterno: rifugi, cisterne di insensati giorni.
    Inconsapevoli in un qualcosa da cui nascemmo: senza una fine e un principio!

    Ascoltare, dove non so e quando – da chi e da cosa? Insensata presenza il Nulla delle fedi del passato… è il nostro senso? Smarriti dagli occhi e dalle mani… sugli altari increduli di noi resteranno glorie declassate, tabule rase, apocalissi di pensiero, orienti e occidenti: spazi scellerati, paradisi infernali… aurore e

    tramonti non ci saranno più… quali altri pensieri avremo che mai
    conoscemmo e quali altre immagini ci domineranno, quali altre matematiche,
    con quali occhi scriveremo un nuovo cominciamento… pace e guerra
    conosceremo in altri non-quando e non-dove… e l’Io sarà un altro Io,
    a noi – ignoto sarà il riso – senza… fine!

    Sulle rive invano cercheremo un albero, un oceano, un cantuccio…
    la distruzione sarà più che il nostro pane quotidiano…
    sarà una tendenza – senza… fine! Non si canta il nulla
    che non esiste – si canta quello che esiste – NOI!

    Antonio Sagredo

    Roma, 7/8 aprile 2015

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