COMUNICAZIONE DI SERVIZIO: IN OCCASIONE DEL PERIODO DI FESTIVITA’ IL BLOG SOSPENDE DA OGGI L’ATTIVITA’ E LA RIPRENDERA’ LUNEDI 2 GENNAIO 2016. LA REDAZIONE AUGURA BUONE FESTE A TUTTI GLI INTERLOCUTORI SPERANDO CHE L’ANNO VENTURO CI SI RITROVI IN UN MONDO MIGLIORE, Thanks, gracias, Vielen Dank, grazie, merci, teşekkür ederiz, ขอขอบคุณ, obrigados … con l’occasione del clima natalzio pubblichiamo la poesia di Zbigniew Herbert “Ipotesi su Barabba” nelle 2 versioni: di Valeria Rossella e di Paolo Statuti

zbigniew herbert accende una sigaretta

zbigniew herbert

Zbigniew Herbert

Domysły na temat Barabasza

Co stało się z Barabaszem? Pytałem nikt nie wie
Spuszczony z łańcucha wyszedł na białą ulicę
mógł skręcić w prawo iść naprzód skręcić w lewo
zakręcić się w kółko zapiać radośnie jak kogut
On Imperator własnych rąk i głowy
On Wielkorządca własnego oddechu

Pytam bo w pewien sposób brałem udział w sprawie
Zbawiony tłumem przed pałacem Pilata krzyczałem
tak jak inni uwolnij Barabasza Barabasza
Wolali wszyscy gdybym ja jeden milczał
stałoby się dokładnie tak jak się stać miało

A Barabasz być może wrócił do swej bandy
W górach zabija szybko rabuje rzetelnie
Albo założył warsztat garncarski
I ręce skalane zbrodnią
czyści w glinie stworzenia
Jest nosiwodą poganiaczem mułów lichwiarzem
właścicielem statków – na jednym z nich żeglował Paweł do Koryntian

lub – czego nie można wykluczyć –
stał się cenionym szpiclem na żołdzie Rzymian

Patrzcie i podziwiajcie zawrotną grę losu
o możliwości potencje o uśmiechy fortuny

A Nazareńczyk
został sam
bez alternatywy
ze stromą
ścieżką
krwi

Ipotesi su Barabba

Cosa ne è stato di Barabba. Ho chiesto nessuno lo sa
Libero da catene uscì sulla bianca via
poteva svoltare a destra proseguire dritto svoltare a sinistra
girare in cerchio erompere in un canto di festa come un gallo
Egli Imperatore delle proprie mani della propria testa
Egli Governatore del proprio respiro

Lo chiedo perché in certo modo ho preso parte all’affare
Attratto dalla folla davanti al palazzo di Pilato gridavo
così come gli altri libera Barabba Barabba
Acclamavano tutti se io solo avessi taciuto
sarebbe accaduto esattamente quello che doveva accadere

E forse Barabba è tornato alla sua banda
Sulle montagne uccide rapido saccheggia per bene
Oppure ha messo su un negozio, fa ceramiche
e monda nell’argilla della creazione
le mani macchiate dal delitto
È portatore d’acqua mulattiere usuraio
proprietario di navi – su di una Paolo faceva vela per Corinto
oppure – cosa non da escludersi
è diventato una spia preziosa al soldo dei Romani
Guardate e ammirate il gioco da vertigine del destino
su possibilità potenze sorriso della fortuna

E il Nazareno
è rimasto solo
senza alternativa
con uno scosceso
sentiero
di sangue

(c) by Valeria Rossella

Ipotesi su Barabba

Che ne è stato di Barabba? Ho chiesto nessuno lo sa
Liberato dalla catena si avviò sulla strada bianca
poteva voltare a destra andare dritto voltare a sinistra
fare una giravolta cantare con gioia come un gallo
Lui Imperatore delle proprie mani e della propria testa
Lui amministratore del proprio respiro

Chiedo perché in un certo senso presi parte alla questione
Attratto dalla folla davanti al palazzo di Pilato gridavo
come gli altri libera Barabba Barabba
Gridavano tutti se solo io avessi taciuto
sarebbe successo esattamente come doveva succedere

E Barabba forse tornò alla sua banda
Sui monti uccide in fretta rapina ad arte
Oppure aprì una bottega di vasi
e le mani macchiate di delitti
purifica nell’argilla della creazione
E’ un acquaiolo un mulattiere un usuraio
proprietario di navi – su una di esse Paolo andò dai Corinzi
oppure – ciò che non si può escludere –
è diventato un’apprezzata spia al soldo dei Romani
Guardate e ammirate il vertiginoso gioco del destino
o potenze della possibilità o sorrisi della fortuna

E il Nazzareno
rimase solo
senza alternativa
col ripido
sentiero
di sangue

(C) by Paolo Statuti

 

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44 commenti

Archiviato in poesia polacca, Senza categoria

44 risposte a “COMUNICAZIONE DI SERVIZIO: IN OCCASIONE DEL PERIODO DI FESTIVITA’ IL BLOG SOSPENDE DA OGGI L’ATTIVITA’ E LA RIPRENDERA’ LUNEDI 2 GENNAIO 2016. LA REDAZIONE AUGURA BUONE FESTE A TUTTI GLI INTERLOCUTORI SPERANDO CHE L’ANNO VENTURO CI SI RITROVI IN UN MONDO MIGLIORE, Thanks, gracias, Vielen Dank, grazie, merci, teşekkür ederiz, ขอขอบคุณ, obrigados … con l’occasione del clima natalzio pubblichiamo la poesia di Zbigniew Herbert “Ipotesi su Barabba” nelle 2 versioni: di Valeria Rossella e di Paolo Statuti

  1. eugeniolucrezi

    Auguri all’ ombra, ed ombra alla parola. Eugenio

  2. Auguri all’Ombra” nella Luce del Natale!
    Giorgina

  3. ubaldoderobertis

    ..a che i germi dell’anima, lucenti,
    fonde radici mettano nel mondo
    e nel buio dei sensi la Parola
    risonando ogni cosa trasfiguri. (R. Steiner)

    Auguri all’Ombra
    Ubaldo de Robertis

  4. gabriele fratini

    B abbo Natale al centro commerciale
    U n solo rosso cappuccio
    O maggio della casa
    N ostalgia per la sua casa

    N on chiedere nulla
    A lui che non risponde
    T i ripete sempre le stesse parole
    A iuto signore ho una familia
    L asciando monetine
    E ntra qualcuno dalla porta a vetri

  5. Barabba…un personaggio molto, molto interessante; potrei essere anche io…salva, perché qualcun altro è stato ucciso al mio posto (metafora compresa)… gioiosi auguri a ciascuno degli Amici che “ho trovato” qui.
    AnGre

    • molto interessante questo “gioco” del destino…ma estendo i complimenti a tutti gli Autori presenti in questo articolo.

      “Guardate e ammirate il vertiginoso gioco del destino
      o potenze della possibilità o sorrisi della fortuna”

  6. I miei più sinceri auguri a te e a tutti gli amici del tuo blog. Per quanto riguarda Barabba è interessante vedere come si possa creare una nuova versione usando semplicemente dei sinonimi, in sostituzione di quelli da me usati nella mia versione. Io comunque l’avrei proposta per la settimana della Passione.

    • Anch’io avrei visto meglio, in epoca natalizia, Il re Erode, autore della strage degli innocenti, oppure l’Angelo che avverte Giuseppe del pericolo e gli intima di fuggire in Egitto con Maria e Gesù neonato.
      Auguri !

      Giorgina Busca Gernetti

      • Grazie per la lezione di Catechismo! Da notare che io mi sono laureata all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ho dato quattro esami di Morale -Teologia, uno all’anno.
        Dovrei sapere queste cose, ma forse Angela Greco ne sa molto più di me sull’argomento e muore dalla voglia di darmi una lezione.
        Ma proprio in clima natalizio bisogna essere così… scegli tu, cara Angela, l’aggettivo più adatto!

        GBG

        • no, non rispondevo a te cara Giorgina (come tu insegni agli ultimi arrivati sul blog non vi è intestazione al mio commento e, dunque, ripeto non rispondevo a te). Aggiungevo solo un parere sull’argomento. Serenamente.

          • Se non volevi rispondere a me perché hai scritto nel rientro, cioè nella casella apposita per rispondere al commentatore che sta subito sopra?
            Se invece era una lezione “coram populo” avresti dovuto scriverla nel capoverso successivo, cioè non rientrante.
            Sappi che, per il Cristianesimo, ciascuno di noi ha già il suo destino (disegno di Dio) scritto fin dal concepimento.
            Sul destino di Gesù il discorso è molto più complesso e lo si può comprendere leggendo i Vangeli o un testo di teologia.

            GBG

            • mi complimento per la tua infallibilità. io che ancora sono soltanto umana, ho sbagliato la casella di riferimento dove avrei dovuto scrivere il mio commento. per il resto, aggiungo i complimenti alla tua laurea che davvero ti ha dato molto. oserei dire tutto quello sei. auguri per tutto il resto.

              • il suddetto commento era dedicato e riferito alla signora e professoressa Busca Gernetti.

              • Io ho impiegato quasi un anno per capire l’impaginazione del blog, quindi l’infallibilità non è una mia caratteristica. Lo sai che per il Cristianesimo l’unico infallibile è Dio?
                Se vuoi offendere o continuare a punzecchiare non hai che da continuare così: “.alla tua laurea che davvero ti ha dato molto. oserei dire tutto quello sei”. Che cosa sono io?.
                Solo una che conosce il catechismo obbligatorio per fare la Prima Comunione!!!..
                Ho parlato della mia laurea esclusivamente per farti capire che l’Università in cui ho studiato è Cattolica, perciò certe nozioni sono indispensabili in quell’ambiente. Forse parlo cinese!

                GBG

                • Cortese GBG, abbrevio come leggo nei tuoi stessi commenti, sono felice di ogni parola che regali a questo blog, ti auguro il meglio per questo imminente 2016 e per pietà ti chiedo di leggere bene se un commento è riferito a te oppure no e, di conseguenza, evitare di esasperare le persone. me compresa. rintraccia la storia del tuo commentare in questo blog e riflettici sopra. io sono solo l’ultima arrivata che aveva espresso un punto di vista sull’articolo del giorno, a te non ho fatto alcun riferimento e puntualmente ti ho ritrovata a parlare più del necessario. ora invocherai Giorgio Linguaglossa che cancelli quello che non ritieni opportuno e saremo tutti più sereni. almeno lo spero.

                  • Senza bisogno di invocare per pietà, basta leggere bene ciò che ho scritto. Ho parlato di impaginazione, di rientri e di paragrafi/capoversi non rientranti per rendere chiaro a che si sta rispondendo.
                    Io non vado più a implorare Giorgio Linguaglossa perché me la cavo da sola a tener testa a una presuntuosa,
                    Giorgio Linguaglossa sceglie da solo quale parte cancellare di un diverbio, come è accaduto a proposito della tua frase secondo cui io scrivo come quelli della mia epoca. Va’ da lui a piangergli sulla spalla perché la cattiva Giorgina non ti vuole dare ragione a tutti i costi.
                    Io non piango sulla spalla di nessuno.
                    E ora basta. Non risponderò più.

                    GBG

  7. prego gli interlocutori del blog di attenersi nei commenti agli argomenti proposti e a evitare personalizzazioni extra testuali che non interessano la generalità dei lettori –

  8. Chi parla qui è l’Angelo gobbo, l’inviato dell’Altissimo affinché produca la discordia tra gli uomini:

    Il traditore e il bandito

    Incontrai il traditore sulle rive del Giordano.
    “Io sono l’angelo gobbo – dissi – sono stato mandato
    dal cielo o dal caso se preferisci.
    Ti tocco e sei mio, mia proprietà”.

    A quel tempo Giuda oscillava tra gli zeloti
    e gli iloti, tra il tutto e subito
    e il tutto dopo le tenebre.

    Intanto Barabba svaligiava gli appartamenti,
    assaltava le corriere, fornicava le donne altrui.
    Predone, ladro e baro d’osteria.
    E all’occorrenza assassino.

    Mi piacque Giuda, l’intellettuale,
    per via del giudizio criptico, sibillino,
    nutrito di filosofia ellenistica.

    La fame d’essere lo spinse verso l’uomo di Nazareth
    e finì come tutti sappiamo.
    Lui impiccato sotto l’albero,
    non si sa da chi, se dai romani, dal Sinedrio
    o da qualche lazzarone. Nella circostanza
    il bandito e l’intellettuale si equivalgono.

    E, come avevo previsto, così fu.
    L’uomo di Nazareth crocifisso, e l’ultimo,
    il bandito, libero di scorrazzare per l’impero.

    (Giorgio Linguaglossa da “Paradiso”, 2000)

  9. da “un tale chiamato Barabba”

    La città vista da qui sembra smisurata.
    Il drappo protegge il sinedrio dalla luce.
    Stanno decidendo il mio futuro.
    Chi? Una commistione di popolo e leggi.
    Ho le mani legate: è anche il mio popolo
    quello che dovrà scegliere tra me e lui.
    (come nelle notti in mare, quando l’approdo è solo un caso)

    In alcuni giorni la sopravvivenza è un dono altrui.

    Oggi, vista da quassù la città sembra più bella eppure
    decreterà chi deve morire.

    *
    (Angela Greco AnGre – inedito,17dicembre’15)

  10. Questa mia composizione di cinque anni fa, inedita, è attinente all’argomento proposto dall’amministratore, cioè Barabba. L’impostazione pone in primo piano il Crocifisso innocente di cui un pettirosso prova compassione, mentre Barabba se ne va libero e felice su per le montagne,
    covo di briganti e di Zeloti.

  11. Aspettiamo dunque altre poesie dei lettori…

    • Caro Giorgio, grazie della gentilezza (anche se spesso ho letto che non è il caso di commentare con dei versi propri, poiché lo avevi fatto tu, mi son permessa anche io). Posso dire che a me anche la tua poesia è piaciuta molto? Rimanendo sull’argomento e senza perpetrare la scelta tra Gesù e Barabba, tra gli altri questi tuoi versi mi hanno particolarmente attratta:

      “Nella circostanza
      il bandito e l’intellettuale si equivalgono.”

    • cara Giorgina,
      con quella terminologia “lasciala perdere” (che io credevo privata) intendevo dire di evitare di continuare con le punzecchiature personalizzate e di lasciare perdere le cose che devono andare perse, perché ci sono cose molto più importanti che sono degne della nostra attenzione. La mia espressione non voleva essere spregiativa di nessuno e tantomeno della tua persona, alla quale va la mia stima e, se mi consenti, anche il mio affetto.

      • Egregio Giorgio Linguaglossa.
        un critico della sua caratura non può travisare ora ciò che ha scritto nel diario in FB, che può essere letto da tutti, amici o Tutti davvero.
        Come poteva credere che fosse un dialogo privato? In pvt (abbreviazione di “privato”) si scrive nei messaggi, non nel diario. Più cerca di minimizzare ciò che ha scritto più dà l’impressione di mentire.
        La prego di eliminare dal suo commento il mio nome e ciò che mi riguarda perché io, persona che si deve “lasciar perdere”, non voglio essere assimilata in nessun modo, nemmeno per vicinanza virtuale, a quella signora che tanto le preme. Riservi a lei il suo affetto perché io non posso più accettare né la sua stima (inesistente) né tantomeno il suo presunto affetto. I “baci” non erano per la signora? Continui così.
        Di nuovo ossequi

        Giorgina Busca Gernetti

        • chiedo ufficialmente di troncare le insinuazioni sulla mia persona. siamo ai limiti del legale. quando è troppo è troppo.

          • Non volevo più scriverle, egregia signora Greco, ma la sua espressione “siamo ai limiti del legale” mi spinge, oltre che a sorridere, a rafforzare la mia volontà di non essere assimilata a lei.
            Nel Diario in FB c’era scritto: “Lasciala perdere. Baci”.
            Si lamenti con l’autore di questa frase, scritta in pubblico, non con me che l’ho ricordata affinché il signor Linguaglossa smetta di “rivoltare la frittata”, come si dice in tutta Italia, per rabbonirmi. Se vuole un Codice civile o Penale per schiarirsi le idee, in internet c’è tutto intero, per di più con un commento analitico per i giovani avvocati o per gli studenti di giurisprudenza.
            Ossequi anche a lei

            Giorgina Busca Gernetti

        • Giorgina Busca Gernetti semplicemente SI VERGOGNI DELLE INSINUAZIONI E DELLA MALAFEDE.

  12. La mia poesia “Il pettirosso” è stata eliminata per mia esplicita richiesta.

    Giorgina Busca Gernetti

  13. GESU’ – PICCOLO VANGELO
    .
    E Gesù rivedeva, oltre il Giordano,
    campagne sotto il mietitor rimorte:
    il suo giorno non molto era lontano.

    E stettero le donne in sulle porte
    delle case, dicendo: Ave, Profeta!
    Egli pensava al giorno di sua morte.

    Egli si assise all’ombra d’una meta
    di grano, e disse: Se non è chi celi
    sotterra il seme, non sarà chi mieta.

    Egli parlava di granai ne’ Cieli:
    e voi, fanciulli, intorno a lui correste
    con nelle teste brune aridi steli.

    Egli stringeva al seno quelle teste
    brune; e Cefa parlò: Se costì siedi, temo
    per l’inconsutile tua veste.

    Egli abbracciava i suoi piccoli eredi:
    – Il figlio – Giuda bisbigliò veloce –
    d’un ladro, o Rabbi, t’è costì tra’ piedi:

    Barabba ha nome il padre suo, che in croce
    morirà. – Ma il Profeta, alzando gli occhi,
    – No –, mormorò con l’ombra nella voce;

    e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi.
    *
    Giovanni Pascoli, “Poesie Varie” raccolte dalla sorella Maria, Zanichelli, Bologna 1913-1914

  14. LE OPERETTE MORALI di GIACOMO LEOPARDI
    23 – DIALOGO di un VENDITORE d’ALMANACCHI
    e di un PASSEGGERE
    .
    Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
    Passeggere. Almanacchi per l’anno nuovo?
    Venditore. Si signore.
    Passeggere. Credete che sarà felice quest’anno nuovo?
    Venditore. Oh illustrissimo si, certo.
    Passeggere. Come quest’anno passato?
    Venditore. Più più assai.
    Passeggere. Come quello di là?
    Venditore. Più più, illustrissimo.
    Passeggere. Ma come qual altro? Non vi piacerebb’egli che l’anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
    Venditore. Signor no, non mi piacerebbe.
    Passeggere. Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?
    Venditore. Saranno vent’anni, illustrissimo.
    Passeggere. A quale di cotesti vent’anni vorreste che somigliasse l’anno venturo?
    Venditore. Io? non saprei.
    Passeggere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
    Venditore. No in verità, illustrissimo.
    Passeggere. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?
    Venditore. Cotesto si sa.
    Passeggere. Non tornereste voi a vivere cotesti vent’anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?
    Venditore. Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse.
    Passeggere. Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati?
    Venditore. Cotesto non vorrei.
    Passeggere. Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch’ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l’appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?
    Venditore. Lo credo cotesto.
    Passeggere. Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo?
    Venditore. Signor no davvero, non tornerei.
    Passeggere. Oh che vita vorreste voi dunque?
    Venditore. Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz’altri patti.
    Passeggere. Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell’anno nuovo?
    Venditore. Appunto.
    Passeggere. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest’anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d’opinione che sia stato più o di più peso il male che gli e toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
    Venditore. Speriamo.
    Passeggere. Dunque mostratemi l’almanacco più bello che avete.
    Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.
    Passeggere. Ecco trenta soldi.
    Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.
    ***
    a cura di Giorgina Busca Gernetti

  15. Grazie a Giorgina Busca Gernetti,
    per questo repechage. Credo che se oggi un autore proponesse di pubblicare ad un editore questo dialogo, ne avrebbe come risposta un silenzio diniego, o un diniego. Oggi la situazione della poesia e della narrativa italiane è talmente degradata che si è perso il concetto della gerarchia dei valori. Insomma, credo che questo dialogo di Leopardi verrebbe sbeffeggiato come qualunquistico e frivolo.

    • Non è un “ripescaggio” quello di una delle “Operette Morali” di Giacomo Leopardi. Leopardi è un classico, perciò, checché ne pensino gli editori cui eventualmente si proponesse un’opera simile, la sua pubblicazione in un blog è un omaggio appropriato a questi giorni di fine anno.

      Giorgina Busca Gernetti

  16. Mi scuso se solo ora vedo questo post e sono mancata involontariamente agli auguri generali! Dunque, anche se solo per l’anno che verrà, auguro con tutto il cuore un 2016 sereno, ricco di poesia e creatività, di affetti e scambi. A tutti i lettori e gli autori del blog in egual modo, ma in particolare a Giorgio, che con la sua generosità e nobiltà d’animo è stato fin da subito – e tale lo considero – un caro amico.
    Mi permetto, per la prima volta, di postare nei commenti un mio testo, solo perché Giorgio ha esteso il suo invito a farlo. Un piccolo omaggio a un grande blog.

    NATALI
    Ovunque io vada non si tace il rito
    Del tuo ritorno – il sacrificio della vita
    Offerta per generare vita nella ripetizione
    Che fa sacra l’immagine di te.
    Germe di sole radiante sfuma per te
    La tenebra disciolta in corpuscoli di luce –
    Se ogni nascita è una resurrezione
    Così fu la tua – figlio – immagine pulsante
    Di acque cosmiche – un crogiuolo di stelle
    Autorigenerantisi dal centro rovente di Sirio
    Che è guardiano alla notte –
    Ogni istante di un tempo digiuno di cesure
    E’ Natale nell’abisso riverberante
    Del tuo presente
    Essere ed essere nella luce sono sinonimi –
    Sostanza consubstanziata
    I tuoi Natali .

    Francesca Diano dicembre 2013

  17. PREGO DI CANCELLARE PERCHE’ IL FILE NON SI APRE. GRAZIE GBG

  18. Sotto le stelle
    .
    Rullano lontano i tamburi.
    Auguri auguri auguri.
    .
    Giorgio Caproni
    .
    a cura di Giorgina Busca Gernetti

  19. ubaldoderobertis

    Aggiungo una voce a quella di Zbigniew Herbert su : Domysły na temat Barabasza
    Ubaldo de Robertis

    Che ne è di Barabba?//
    Se ne è andato con i suoi sodali a svaligiare alberghi,
    oppure se ne sta all’osteria a bere del vino giudio
    con le sgualdrine del porto?//
    Noi non sappiamo se sia finito schiavo
    in una trireme romana, o si sia dedicato alla bisboccia
    nei tuguri di Gerusalemme//
    La storia la scrivono i vincitori o i vinti
    per sovvertire la tesi dei vincitori.
    E lui non faceva parte né degli uni né degli altri//
    Così è stato dimenticato dagli uomini.
    E la sua memoria verrà rimossa nel letame.

    Dal romanzo : Ponzio Pilato di Giorgio Linguaglossa, Mimesis Edizioni, 2010

    cap XIV pg. 62

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