Giorgio Mannacio AUTOANTOLOGIA DI POESIA “Tracce del mio percorso”, da “Comete e altri animali”, “Materiali da costruzione”, “Preparativi contro tempi migliori”, “Dalla periferia dell’impero”, “Fragmenta mundi”, “Visita agli antenati” con un Commento di Giorgio Linguaglossa

foto vuoto in altoSono nato nel 1932 in Calabria ma – salvo una parentesi, peraltro significativa, durante la guerra trascorsa nel paese natale – ho vissuto sempre a Milano. Sono stato per oltre 40 anni magistrato. La mia seconda vita – se così si può definire – è quella trasfusa nelle mie poesie e in qualche meditazione semifilosofica. Tale è dunque la mia bibliografia. Recensioni? Quasi nulla e non mette conto parlarne. Ho pubblicato su qualche rivista, molto saltuariamente (Almanacco dello Specchio, Lunarionuovo, Marka, Alfabeta, Il Caffè….). Ho incontrato nomi famosi della poesia, ma non ci siamo fermati a parlare neppure un attimo. Qualche contributo teorico sulla poesia è uscito su Molloy , Monte Analogo e sul blog Poliscritture. In poesia ha pubblicato: Comete e altri animali – Resine – Quaderni liguri di cultura – Sabatelli editore – Savona 1987; Preparativi contro tempi migliori – Aleph Editore srl – Torino-Enna 1993; Storia di William Pera – Campanotto editore – Pasian di Prato ( Udine ) 1995; Fragmenta mundi– Edizioni del leone – Spinea -Venezia 1998; Visita agli antenati – philobiblon edizioni – Ventimiglia 2006; Dalla periferia dell’impero – Edizioni del leone – Spinea – Venezia 2010.

Caro Linguaglossa, busso alla tua porta chiedendo ospitalità. Lo faccio con qualche comprensibile titubanza sapendo che nella “ tua casa “ si parla una lingua un po’ diversa dalla mia. Fuori metafora ti troverai di fronte poesie che messe sul piatto della bilancia la fanno pendere verso la “tra dizione“. Questa è la mia sostanziale di ricerca alla quale mi dedico da una vita. Se non altro sono stato un amante fedele. Non so fino a che punto possa interessarti questa mia tendenza a collegare le immagini al senso delle immagini. So però che sei lettore attento a tale attenzione mi affido. Un cordialissimo saluto.

Giorgio Mannacio

Commento di Giorgio Linguaglossa

L’esordio di Giorgio Mannacio nel 1959 su “Il Verri” è stato fulminante e promettente. Quel giovane avrebbe potuto fare una carriera poetica di tutto rispetto se solo lo avesse voluto e vi si fosse prodigato con tutte le proprie forze. E invece, Giorgio Mannacio ha fatto di tutto per nascondersi. Quarant’anni di magistratura però sono stati utili alla sua musa perché lo hanno costretto ad un esercizio di ascetico rigore lessicale e stilistico: quel rigore metrico tipicamente milanese e quello scandaglio delle profondità geografiche dell’anima tipicamente mediterranea saranno i punti fermi della sua futura evoluzione stilistica, un marchio di fabbrica della ditta Giorgio Mannacio. Una poesia come «messaggio cifrato», che fin dagli esordi si muove in sordina, in sotto tono, in minore, che viene «Dopo la luce al neon», con accenti di un ironisme introiettato e introverso, tipico di chi osserva la poesia dal di fuori, con un occhio interrogativo e ipercritico, come una attività da nascondere, quasi fosse una cosa innominabile, poco raccomandabile, da ascrivere ai «preparativi contro tempi migliori», avverso le ideologie delle sorti progressive e progredibili, «contro i tempi migliori che verranno». Insomma, Mannacio ha preferito l’ombra della domesticità alle luci al neon e ai riflettori della poesia istituzionale ufficiale, ritagliandosi così una invisibilità ricca di sagacia e tenacia, oltre che di artati nascondimenti. E però, a rileggere oggi in questo pur breve percorso ad ostacoli che è questa Autoantologia quel che è stata la sua poesia, viene voglia di approfondire il discorso critico su un poeta così schivo, la cui opera merita senz’altro una pubblicazione riassuntiva che faccia il punto critico di un percorso poetico davvero interessante, che si è mosso a latere e a ridosso delle diramazioni della milanese poesia degli oggetti pur accettandone gli spunti utili alla propria ricerca e adattando l’abbassamento dei registri lessicali e semantici alla propria musa in desabbiglié.

Magritte 4Tracce del mio percorso

Da Il Verri ottobre 1959.

Ad majora

Dopo la luce al neon
hanno inventato un cilindro
di sego o cera vergine che avvolge uno stoppino.
Acceso getta luce: lo chiamano candela.
Dice la gente in dubbio:
dove andremo a finire ?

Da L’Almanacco dello specchio 1977 n. 6

Il testamento di Amleto

Le prove della paternità non mancano;
sui flutti di Elsinore una bottiglia ha mandato
al figlio lontano un messaggio cifrato.
Conosceva il latino, immaginifica mente
sciolta la parola come una lama,
la notte è un imbuto e Ofelia una cometa
che si condensa e figlia nel cielo gelato.
Ogni regno – ricordati – è edificato
sopra lo sterco, oro fino sol che lo tocchi
Creso et sodales.

Da Comete e altri animali ( 1987 )

Materiali da costruzione

E dove l’acqua non scorre più che c’era
il cortile dei vecchi, il lucernario e in sogno
il pensiero del gatto sulla tastiera

là fu trovato un chiodo ed appeso un destino

e il frammento del fulmine, l’ossidiana,
di noi che più non tocca l’ordito dei suoni
poi un mascherone asciutto, la bocca d’una fontana.

Giorgio Mannacio

Giorgio Mannacio

Da Preparativi contro tempi migliori ( 1993 )

Preparativi contro tempi migliori

1.
Era un giorno di meraviglia che incantava
il reticente visitatore,
la residua pietà che lo portava
nel silenzio d’estate a commentare
malattie immaginarie.
Ride bene chi ride l’ultimo e poi
bisogna prepararsi alla guerra
contro i tempi migliori che verranno.

2.
Frugando col bastone in mezzo all’erba
cercava quella radice, forse un fiore
o soltanto il suo nome ( la memoria
ha stremato la forma ed i colori,
non ho tempo per ricordare perché devo
prepararmi alla guerra
contro i tempi migliori che verranno.

3.
Spandeva il suo chiarore galleggiando
nel bicchiere riempito d’olio fino
secondo la misura della notte
e il numero dei morti: erano tanti
che avevano combattuto
contro i tempi migliori che verranno.

4.
Impercettibili movimenti,
un soffio interno a quello stesso ardore
lo portavano a volte sul confine
di quel mondo gentile che poi fu sterminato:
non c’è olio né vino a sufficienza
contro i tempi migliori che verranno.

5.
Una leggiadra dea sotto le stelle
di un altro cielo, un giorno,
mi porse la radice, forse un fiore.
Ma il tempo è già passato; suona in fondo
al corridoio la mia campana. Siete pronti
contro i tempi migliori che verranno ?

Da Fragmenta mundi ( 1998 )

bello città nel traffico

città nel traffico urbano

Tre aforismi per l’Apocalisse

Al tempo, tuo carnefice e tuo dio,
devi offrire ogni cosa:
l’amico che ritorna e il dirsi addio
e la spina e la rosa.

Nell’infinto che nessuno misura
– l’attimo, l’eternità –
quello che appare adesso
non ha tempo di perdersi e così resterà.

La vita è una scintilla
dalle orecchie del gatto;
un cristallo di neve
che nelle mani subito si scioglie.
dunque ad essa la morte
nulla toglie.
Da Visita agli antenati ( 2006 )

Figure fuori campo

A volte i pazzi scorgono
nell’angolo della stanza o dove
un corridoio finisce
– luoghi chiusi, stremati –
ombre che si dileguano o qualcosa di simile.
Non c’è neppure il tempo per richiamarle
Anche se conosciute
Tanto veloce è il moto che le torce e le incalza
( e poi fuga, abbandono,
disperazione, sangue e morte infine
sono da pronunciare a cuor leggero ? )
Per questo, forse, nel medesimo istante
dolcissimo e feroce il loro sguardo brilla.
Patire sorridendo tutto quanto è invincibile
può essere segno di grande saggezza
o invece
fingere anima indomita senza pietà
( lei che sa amare ed uccidere con la stessa
struggente serenità )
Da Dalla periferia dell’impero ( 2010 )

Il compleanno impossibile

Oggi avresti cent’anni: che astrazione
dal mormorio del fiume
in mezzo ai sassi,
dal tintinnante calice
veleno
distillato in attesa dei tuoi passi.
Oggi un’ape tardiva esplora
sopra un fiore reciso
una possibilità
miele sulla ferita.
Ma una foglia di platano può dare
in quell’oscurità ombra gradita ?

Il compleanno possibile

Intorno a noi, sommesse,
le pietà quotidiane ridono.
Guardandosi si scambiano scommesse
sul numero delle candele.
Fuori gli eventi stridono
aggredendo una gioia arrugginita.
Chi di noi – si domandano –
sarà la favorita ?

Da Quadernario 2013

La casa delle vita comune

Hanno sorpreso insieme
il cielo cambiare colore;
le stelle, a grappoli, in alto fiorire,
diviso il letto, il pane, le piccole malattie
illusione di eternità.
Inganni, errori, deboli verità
Si sono presentati al crocevia
scelto per caso con incerta fede
così come gira il vento.
Mai voltandosi indietro a ricordare
Il primo sguardo, il primo giuramento.

Annunci

17 commenti

Archiviato in Antologia di poesia Adam Vaccaro, poesia italiana contemporanea, poesia italiana del novecento, Senza categoria

17 risposte a “Giorgio Mannacio AUTOANTOLOGIA DI POESIA “Tracce del mio percorso”, da “Comete e altri animali”, “Materiali da costruzione”, “Preparativi contro tempi migliori”, “Dalla periferia dell’impero”, “Fragmenta mundi”, “Visita agli antenati” con un Commento di Giorgio Linguaglossa

  1. C’è poesia che teme d’invecchiare, poesia che non teme d’invecchiare perché nata già vecchia, c’è l’umiltà della ricerca di un ideale in poesia, e questo è il caso, nel silenzio e con una buona dose d’umiltà e ispirazione. E’ il caso di questo poeta a me sconosciuto, ma che trovo entusiasmante. Grazie per la proposta.

  2. Gino Rago

    Giorgio Mannacio sembra che sia passato davanti alla vetrina crepuscolare, osservandone attentamente le novità legate allo spirito di quella stagione lirica; ma entrando nella bottega, ne acquista da esperto soltanto pochi oggetti di valore. Nelle liriche scelte da Giorgio L., questo poeta, fedele alla sua lingua poetica( com’egli medesimo con candore confida a Linguaglossa, quando bussa alla sua porta) sbarbarianamente ci confida che la sua scommessa letteraria non è l’urlo patologico – né il pianto catartico – ma il tentativo di ” capire ” pianissimo, con poco suono,
    la sorte dell’uomo nelle dinamiche del mondo, visto che alla vita – fragile,
    breve, delicata come un cristallo di neve – “la morte nulla toglie”.
    Condivido il pertinente commento di Almerighi. Credo che Giorgio Mannacio, nella sua formazione umana e culturale abbia incrociato al largo
    di sua vita la grande lezione di Carlo Diano, anche lui calabrese di nascita
    (Vibo V.), cogliendo il punto d’intersecazione fra Forma ed Evento, quando
    adotta nella sua scrittura, tutta da scoprire, “l’abbassamento dei registri
    lessicali e semantici”, come ci segnala Giorgio L. nella sua densa nota.
    Gino Rago

  3. Giorgio Linguaglossa è il cercatore d’oro che non si stanca mai di lanciare nell’acqua il suo setaccio: con la poesia di Mannacio, ha trovata una pepita grande come un uovo

  4. ubaldoderobertis

    La prima lirica proposta, la più “vecchia” in ordine cronologico: Ad majora, mi ha subito ben disposto verso la lettura delle opere successive. Trovo: “bisogna prepararsi alla guerra contro i tempi migliori che verranno”. Traspare la saggezza, l’accortezza somma anche nei versi composti da giovane. Quello di Giorgio Mannacio, (solo di recente abbiamo dichiarato la nostra amicizia) è uno “sguardo di purità”. Con arte poetica di ottimo livello l’espressione è ridotta all’essenziale, a volte il respiro si fa più denso, in altre acquista lievità, ma sempre lo sguardo trova appoggio sulla realtà delle cose. Versi armoniosi impregnati di essenze per ricercare la verità, e il lettore lo segue con fiducia in questa ricerca. Si fida di Vedere con gli occhi di Giorgio Mannacio.

    Ubaldo de Robertis

  5. Mi permetto di dare un suggerimento a Giorgio Mannacio: di pubblicare presto una Antologia della sua produzione poetica che possa essere di stimolo a una lettura e rilettura critica della sua poesia, in specie in Italia, paese dell’oblio e non solo dell’essere ma dei valori.

  6. antonio sagredo

    Immaginate la zampata di un leone anziano illuminata poi che giunge dall’oscurità di un cantuccio… se anziano è il leone (che non vediamo e non possiamo dire che è anziano!), la zampata di certò è giovane e vigorosa, direi chiare esposizione e immagini, direi luminosa e allo stesso tempo bellamente razionale… ebbene questa zampata, in apparenza “umile” e “ispiratamente” dolce graffia più d’un artiglio d’aquila!

  7. Del poeta Giorgio Mannacio, fin dalla lettera introduttiva, colpisce favorevolmente l’umiltà e la signorilità con cui bussa alla porta del blog, in contrasto con certi poeti (o sedicenti poeti) che entrano da padroni e si ritengono gli unici detentori dell’arte poetica.
    Come altri, Giorgio Mannacio, pur avendo sempre amato e coltivato la poesia con qualche pubblicazione, solo ora, dopo una carriera professionale impegnativa e rigorosa, si mostra in pubblico e quasi timidamente propone le sue poesie, confessando di seguire la tradizione.
    Non tema, Signor Mannacio, perché può trovare in me una compagna di viaggio sulla via della tradizione, che seguo da sempre e, a differenza di Lei, senza alcun timore del giudizio negativo altrui, cioè di coloro che vorrebbero a tutti i costi che anche gli altri scrivessero poesie secondo le ultime mode.
    Ho letto con piacere le sue poesie e confermo la mia opinione su di Lei, apprezzando sia la tematica dei testi sia lo stile pacato, classicamente semplice, direi quasi sottovoce, non per paura di esprimere le proprie idee ma per abitudine al tono minore (non nel significato musicale), alla voce educata che non grida, quindi alla poesia non urlata per imporre a forza il proprio pensiero.
    Tra tutte vorrei evidenziare “Il compleanno impossibile” per la delicatezza delle immagini e per quell’ape tardiva pascoliana che tenta di sanare una ferita con il suo miele.
    Le mie più vive congratulazioni

    Giorgina Busca Gernetti

  8. Le parole che ho preferito sono quelle dove Giorgio Mannacio sembra affiancarsi a William Shakespeare, secondo me rivaleggiando.
    Di questa ‘tradizione’ sento il dialogo fitto tra Mannacio e le menti più avanzate della contemporaneità. Non a caso, a poeti capaci di unire mente e ragione, viene (spesso) assegnato il Nobel: sono rarità.
    Detto questo, e per tornare a Shakespeare, segnalo la poesia che, a mio parere, sarebbe degna di essere rappresentata da attori della migliore scuola d’Inghilterra: Figure fuori campo. Già il titolo mi dà ragione. E poi c’è la poesia Il testamento di Amleto – altra poesia shakespeariana – dove compare Ofelia.
    Invece ‘Preparativi contro tempi migliori’ è una poesia sociale, politica, decisamente di sinistra (nel senso più… tradizionale del termine). Poi altre poesie, più esistenziali, filosofiche, di provenienza ermetica ( mi sbilancio) ma come scritte da un poeta sperimentale.
    Nel complesso, signor Mannacio, ho apprezzato anche la scelta antologica che si è fatto. Davvero grazie.

  9. Salvatore Martino

    Poesia densa questa di Mannaccio stilisticamente straordinaria,la musica, le cadenze si attorcigliano al linguaggio, lavoratissimo con la lima dell’intelligenza. Considerazioni sulla vita e e sulla morte col visitare appunto i temi ultimi dell’esistenza.”Fragmenta Mundi e Apocalisse”. E come corollario la passione per il vivere quotidiano tra feste e compleanni mai banali riscattati come sono dalla sobrietà e dall’acutezza del linguaggio. Davvero:” Fuori gli eventi stridono/ aggredendo una gioia arruginita”, profondo assunto di verità. Salvatore Martino

    • Salvatore Martino

      Mi scuso per un errore imperdonabile: ho aggiunto una C al suo cognome signor Mannacio mi sono fidato della memoria, che ormai è sempre più mendace, e non ho controllato. Approfitto di questa imprevista digressione per associarmi alla richiesta di Linguaglossa: pubblichi una sua antologia c’è bisogno di leggere poeti veri. Salvatore Martino

  10. Pasquale Balestriere

    Ci sono autori che fanno “allarmare” immediatamente il lettore, lo mettono in guardia, ne reclamano un sovrappiù d’attenzione. A questa categoria appartiene Giorgio Mannacio, che ha catturato il mio interesse, invogliandomi a una ripetuta lettura e, nel contempo, ha rallentato e procrastinato il tempo di questo mio commento. Oltre a questo, i brani poetici qui proposti mi sembravano (e mi sembrano) pochi, comunque insufficienti per una valutazione affidabile. Sono un assaggio e prendiamoli come tale.
    Misura è la prima parola che mi viene, se devo dire di queste poesie: nell’estensione di ogni testo (né troppo lungo né troppo breve) e nella sua elaborazione linguistica (che rifugge l’inutile, verbosa vacuità e la secchezza lapidaria, privilegiando una composta essenzialità). Misura anche nella individuazione, assunzione e giustapposizione degli oggetti poetici da maneggiare con estrema delicatezza e assoluta perizia.
    Per il resto mi par di rinvenire nel corpo di questo tessuto poetico, in cui poco è detto e molto taciuto, una verbalità spesso deragliante, slittamenti di significati, una straniata visione della realtà. La scrittura rivela tracce di procedimenti analogico-allusivi con accenti e accenni surreali. Ma il significato, accovacciato nella profondità dei versi, deve essere stanato dal lettore: allora prende la via dell’aria e della luce, si offre allo sguardo con il suo carico di dolente pacatezza e, tutto sommato, di paziente accettazione ma non di resa passiva.
    Inoltre va detto che questo poeta ha nei confronti della poesia un doppio approccio: quello interno, proprio di chi è dato alla fase creativa, tutto immerso in essa; e quello esterno, vigile e ironico, proprio dell’autore che sovrintende alla poesia, potando gli eccessi della carica degli affetti. Il che mi conferma in quel concetto di misura cui prima ho fatto cenno.
    Debbo, infine, aggiungere che la nota introduttiva di Giorgio è fitta di interessanti intuizioni critiche.
    Giorgio Mannacio è poeta pieno e maturo che, a mio parere, merita maggior attenzione.
    Pasquale Balestriere

    • Giorgio Mannacio

      Cari amici di L’Ombra delle parole, la mia risposta riguarda tutti voi che avete lasciato un commento su alcuni miei testi in poesia. Dato che in ciascuno di essi è contenuta più d’una osservazione – pertinente e puntuale – voglio ricordarvi tutti. Linguaglossa ( un grazie particolare per l’ospitalità e la magistrale sintesi introduttiva ), Sagredo, Almerighi, Rago, Ventura,De Robertis, Busca Gernetti, Tosi,Martino, Ballestriere.
      Non potevo ricevere miglior dono natalizio.
      Messi sul fondo – ma solo per andare “ oltre “ – i rilievi meramente stilistici, sono rimasto davvero colpito dalla vostra penetrazione che – da direzioni diverse e alla fine convergenti –
      ha portato ad una comprensione integrale della mia esperienza poetica. Sì: ricerca della pepita che può servire anche ad altri; Sud e Nord, antagonisti e congiurati; separatezza e impegno; partecipazione e distacco; sperimentazione ermetica ( anche questa in qualche modo ) e fedeltà….Ciascuno di voi ha capito e seguito la mia avventura. Perché di questo si tratta e de re nostra agitur. Non è bello e confortante tutto ciò, per me e – equamente- anche per voi ?
      Di tale avventura non conosciamo gli esiti e se cadiamo non c’è paracadute che ci salvi.
      La poesia è, forse, una sorta di “ misura “ di ciò che non riusciamo a misurare altrimenti.
      ( Ballestriere, come sei stato acuto nel parlare di misura: è un sostantivo che figura in diversi miei testi ! )
      Un grazie di cuore e Felice 2016.
      Giorgio Mannacio.

  11. Giorgio Mannacio

    Cara Giorgina, il suo ultimo è un pensiero notturno, dettato dalle odiate tenebre, complice,forse, la mia asciuttezza. Il suo augurio è graditissimo come graditissime e importanti sono state le sue lunghe osservazioni. Felice Anno ancora, dunque. Con animo cordiale . Giorgio Mannacio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...