Archivi del giorno: 22 settembre 2015

Victoria Surliuga Tre Poesie da “apnea” Torino, disegnodiverso, 2015 Illustrazioni di Ezio Gribaudo con un Appunto critico di Giorgio Linguaglossa

Patrick Caulfield

Patrick Caulfield

Victoria Surliuga è Associate Professor di Italianistica alla Texas Tech University. Si occupa di letteratura italiana contemporanea, cinema e arte. Le sue pubblicazioni includono vari interventi sul rapporto tra pittura e poesia in Giambattista Marino, la poesia di Andrea Zanzotto nel Casanova di Fellini e l’opera poetica di Franco Loi, Giancarlo Majorino e Giampiero Neri. Il suo sito web è http://www.victoriasurliuga.com

Appunto di Giorgio Linguaglossa

Una scrittura in punta di stilo, sottile, laminata, dove un «divano in gommapiuma» incontra «una lama affilata» nel mentre che «gli oggetti» girano «a capogiro» e una «pesca dalla pelle tesa» viene attraversata da «una lama». Oggetti consueti, visti in un attimo della temporalità, in primo piano, con una tecnica da lente di ingrandimento, direi alla maniera degli iperrealisti, una sorta di iperrealsmo dello stile. È questo, mi pare di capire, lo stile della scrittura poetica di Victoria Surliuga, nota critica della poesia del secondo Novecento. Risalta, da questa partitura ad avanzata economia nomenclatoria, la disparizione dell’io, che non sta né qui né là, né in posizione contemplativa né in posizione attiva, ma semplicemente in disparte mentre «gli aerei sfondano le case» e «i passeggeri abbassano i finestrini». Tutto appare contemporaneo a tutto, tutto è tranquillo come le vicende narrate nei quadri di Edward Hopper, non c’è neanche il vento ad inanellare i capelli dei personaggi per il semplice dato di fatto che non vi sono personaggi, e non c’è alcun dramma che sta per compiersi ma solo una rutilante ed opaca normalità, una neutralità delle cose e delle parole.

Victoria Surliuga_Copertina

il divano in gommapiuma
incontrò una lama affilata
dal manico in acero
con lentezza fu inciso
da destra verso l’alto

la pesca dalla pelle tesa
con tre gocce d’acqua
una lama le attraversò
in uno spessore
di due millimetri

la ragazza dal mal di testa
gli oggetti le giravano
intorno a capogiro
non vedeva i contorni

degli spigoli era tumefatta
in una corona di alghe
due serpenti in entrata
e uscita dal suo golf

*

gli aerei sfondano le case
per prendere quota
attraversano gli attici
mentre al primo piano
la portinaia taglia
una fetta di torta

i passeggeri abbassano
i finestrini in un colpo
una boccata d’aria
passando sulla mongolia

da bambina camminava
sulle ali degli aerei
a volte infilava un braccio
nel tritacarne sull’ala destra
impassibile suo padre
la tirava per la bretella
e chiudeva il finestrino Continua a leggere

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