POESIA PER BAMBINI di Valerio Gaio Pedini “Dal cielo alla terra” e “C’era una volta” di Chiara Moimas

Enrico Baj I funerali del'anarchico Pinelli

Enrico Baj I funerali del’anarchico Pinelli

POESIA PER BAMBINI

“C’era una volta” di Chiara Moimas

Chiara Moimas è nata a Ronchi dei Legionari nel1953 e vive a Gorizia ha al suo attivo diverse pubblicazioni a carattere didattico su riviste specializzate. Ha pubblicato i volumi di poesia Metamorfosi: donna (Firenze Libri, Firenze 1989) e L’angelo della morte e altre poesie (Ed. Scettro del Re, Roma 2005) che ha ottenuto numerosi riconoscimenti. Seguono Curriculum vitae (Joker, 2012), e L’acerbo Pruno (Edizioni Progetto cultura, 2014). Sue poesie sono state pubblicate su riviste di settore e nell’antologia Ragioni e canoni del corpo di Luciano Troisio (Terziaria, Milano 2001). Nel 2012 ha vinto il “Premio speciale M. Stefani” al concorso di poesia erotica di Venezia. Si occupa anche di scrittura per l’infanzia e di poesia dialettale (il “bisiac”).

Chiara moimas_parigi

Chiara Moimas seduta su una panchina di Parigi, 2012

“C’era una volta” di Chiara Moimas

C’era una volta, tanto tempo fa,
un paese nel quale Sua Maestà
teneva nel pugno la sorte
del popolo tutto e della corte,
decidendo incondizionatamente
del destino di tutta la gente.
In un mattino dal cielo cupo e nero
nacque nella mente sua un pensiero:
dare vita a riforme senza spese
per trasformare l’intero paese.
Fu così che si formò la Compagnia
delle opere fatte in allegria
e ridendo e scherzando su che fare,
in primis si decise di tagliare.
Tagliare, venne subito chiarito,
ciò che risultava non gradito
a Sua Maestà ed alla Compagnia,
tipo, ad esempio, la democrazia.
Taglia a destra, taglia a manca,
la Compagnia non era mai stanca,
a terra giacevano avvizziti
quei diritti che parevano acquisiti.
Tra il popolo qualcuno, con coraggio,
tentò di fare un mesto ripescaggio,
ma fu tacciato dalla comunicazione
d’esser fautore di restaurazione
ed i nemici primi individuati
furono gli obsoleti sindacati.
Anche l’antica Costituzione
intralciava la neo rivoluzione;
che il lavoro ne fosse il fondamento
era un’idea smarrita nel tempo.
Il nuovo avanzava a spron battuto,
oramai si licenziava per statuto:
tutti, escluso Sua Maestà,
dovevano provar precarietà.
Ma la riforma vera era una sola:
da cima a fondo rivoltar la scuola!
E la Compagnia con grande impegno
si mise a scrivere di legge il disegno.
Più di cento pagine per la presentazione
e scoppiò il grande caos, la confusione.
Chi ci rientrava, chi restava fuori?
panico tra maestri e professori.
Si lesse fra le righe, fatto strano,
che diventava il preside un sovrano,
del grande potere investito,
di scegliersi il docente più gradito:
docile, mansueto, accondiscendente,
che si accontentasse di poco o quasi niente.
Ed ancora si lesse – incredibile visu –
che un comitato avrebbe deciso
a chi dare il premio di produzione:
questa sì, vera rivoluzione!
Risultavano tra i componenti
genitori ed anche studenti.
Ahimè, tanti ministri di ogni schieramento
per troppe riforme finite nel vento,
ed invece ci voleva così poco
per mettere la scuola a ferro e a fuoco,
annientare la scuola statale
si rivelò una cosa banale.
Un po’ di fondazioni, qualche emendamento
e finì la libertà d’insegnamento.

Per nostra fortuna Sua Maestà
ha governato tanto tempo fa,
fortunatamente una storia così
è accaduta lontano da qui (?!).

Cadavre exquis André Breton, Frédéric Mégret, Suzanne Muzard, Georges Sadoul, gouache sur papier noir daté du 10 janvier 1929.

Cadavre exquis André Breton, Frédéric Mégret, Suzanne Muzard, Georges Sadoul, gouache sur papier noir daté du 10 janvier 1929.

POESIA PER BAMBINI

“Dal cielo alla terra” di Valerio Gaio Pedini             

Valerio Pedini nasce il 16 giugno del 1995, di otto mesi, e viene tempestivamente scambiato nella culla: il misfatto viene subito scoperto. Esattamente 18 anni dopo, Valerio, divenuto Gaio, senza onorificenze, decide di organizzare il suo primo evento culturale ad Artiamo (gastrite e l’epilessia e quasi nessuno ad ascoltare); nell’intermezzo ha iniziato a recitare, preferendo l’espressività del teatro di ricerca rispetto al metodismo popolare e a scrivere, uscendo, in collaborazione col circolo narrativo AVAS – Gaggiano, nelle antologie Tornate a casa se poteteRigagnoli di consapevolezza e Ma tu da dove vieni?. Nell’ottobre del 2013 inizia il progetto Non uno di meno Lampedusa, insieme ad Agnese Coppola, Rossana Bacchella, Savina Speranza e ad Aurelia Mutti. A dicembre conosce Teresa Petrarca, in arte Teresa TP Plath, con cui inizia diversi progetti artistici: La formica e la cicalaEssence e Pan in blues e in jazz. Sta lavorando ad una monografia filosofica: Maggiorminore: la disperazione dei diversi uguali. A Maggio 2014 è uscita la sua prima raccolta poetica, con IrdaEdizioni: Cavolo, non è haiku ed è stato inserito nell’antologia Fondamenta Instabili (deComporre Edizioni) e, successivamente, sempre con deComporre Edizioni, uscirà nelle antologie Forme LiquideScenari ignoti e Glocalizzati.

Valerio Gaio Pedini

Valerio Gaio Pedini

1
Svolazzavan i pesciolin di sera,
luccicava la luna a mezzodì,
miagolava soavemente il cane,
quando nacque dall’uovo un bel bambin
di nome Rosellin.

2
Rosellin saltò su una stella
urlandole: “Quanto sei bella!
La stella splendeva
e il bimbo rideva,
finché la stella fu spazzata dal vento!

E allor che sgomento,
era cattivo quel vento.
Rosellin volò via,
Rosellin cadde giù
gridando: “Stellina, io volo nel blu!

3
Rossellin tutt’a un tratto,
atterrò sull’erbetta
di una ridente, soffice nuvoletta.

Buon dì nuvoletta, posso sulla tua soffice schiena saltellar?”
“Certo ,mio bel Rosellin: sorridi e divertiti,saltella sui fior, e senti del sole il rigenerante calor!

4
Saltò rosellin
sul verde prato
fin quando notò
una cosa rimbalzante
che lo salutò:

Buon dì Rosellin,
io sono la rana gracidin,
Cra cra
“Ciao ,Gracidin CRA CRA!
Cra cra è il mio gracidin
eh eh eh eh eh
mio caro Rosellin”

Si scusò Rosellin,
colla verde bestiola
ed insiem- saltellando-
esploraron l’aiola.

5
Bruchi e farfalle poltrivan nel prato
da fiori splendenti costellato.

Volavan libellule, cavalcate da gnomi
che, coi loro berretti,
infilzavano i pomi.

Rosellin si unì a loro
sull’aerea libellula
mangiò mele,
si saziò;
ed infin sul soffice petalo
insieme a loro
si addormentò.

6
Ma ecco che un ragnetto
dalle zampette nere
calò dal folto in sul visin
del nostro caro amico Rosellin:
si posò sul suo nasino
ancor che fosse un lettino.

Sobbalzò assai e levò il prato
Rosellin spaventato – si da bellissimo

E ancor scosso,
scivolò dalla nuvola
e volò via!

su
le
ali di
un’
aquila
si ritrovò;

e sul suo dorso ad esplorare il cielo stellato iniziò.

Il raggio argenteo di una stella attraversò.

Rosellin sulla stella danzò;
lì una nonnina lo accarezzò
e in una mano qualcosa gli tese:
gli tese un sogno,
un piccolo e fragile desiderio:

visitare quel mondo lontano
che vedeva brillare
e gli pareva sì strano:
questo Rosellin voleva.

7
Ringraziò Rosellin
la vecchietta

“Addio, Rosellin!”
esclamò la vecchietta
“Afferra il tuo sogno
… non farlo scappare
che ti condurrà dove tu vuoi andare”

Ed ecco che d’un tratto
Rosellin si trovò
su una distesa dipinta di sette color;
meravigliosi e sgargianti
i petali dei fior.

Rosellin
Attraversò quel ponte incantato
fino a quando
arrivato sulla Terra
rimase senza fiato.

8
Camminò Rosellin
per boschi e per prati,
per prati e per boschi,
gustando l’odor della libertà:
BRILLANTE UTOPIA
DI UN MONDO DI MAGIA.

Splendeva il sol
– lo fissava Rosellin-
splendeva il sol
– danzava per Rosellin-

MA
Avanzando Rosellin
vide un grigiume
che inghiottiva tutto
del sole il barlume.

9
Arrivò Rosellin
nella brutta città,
dominio sciccoso della lordosa maestà:
tutto pieno di torri, palazzi
e pubblicità.

Rosellin, spventato, voleva andar via:
abbandonare dello smog la scia,
per trovar rifugio nella periferia.

Ma ecco:
qualcuno gli tese una mano…

10
Era un bambino,
un coso assai strano!
che lo invitò ad andare lontano
Insieme

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53 commenti

Archiviato in Autori dei Due Mondi, Autori della Nuova Generazione, Poesia per bambini

53 risposte a “POESIA PER BAMBINI di Valerio Gaio Pedini “Dal cielo alla terra” e “C’era una volta” di Chiara Moimas

  1. Gabriele di Giovanni Fratini detto il Sassetta

    L’unica poesia per bambini, abbastanza gradevole, è Dal cielo alla terra di Pedini, che forse nella letteratura per l’infanzia ha trovato una sua dimensione, senza turpiloquio e ridondanze, snellendo il verso per aderire alla dimensione della fiabe.

    C’era una volta è chiaramente una poesia per adulti (e per qualche studente) di genere giocoso-satirico che sfrutta la tecnica delle filastrocche per affrontare un tema sociale e molto circostanziato. Una lettura orecchiabile che non allarga l’occhio a temi universali ma resta avvinghiato alla nostrana politicuccia italiota.
    Un saluto.

  2. D’accordo col Sassetta/Baciccia, la poesia di Chiara Moimas è una parabola per adulti travestita da poesia per i più piccini. Per niente d’accordo invece sul Pedini

    “Addio, Rosellin!”
    esclamò la vecchietta
    “Afferra il tuo sogno
    … non farlo scappare
    che ti condurrà dove tu vuoi andare”

    è chiaro che la vecchietta è una spacciatrice… 🙂

  3. Chiara Moimas

    Naturalmente la mia filastrocca non è poesia per bambini, è un gioco con il quale ho voluto parlare ai miei ex colleghi insegnanti, un intermezzo tra gli articoli e le assemblee di questi giorni.L’argomento è mirato e non era mia intenzione allargarlo, con queste rime, ai massimi sistemi. Spero possa risultare in alcune parti divertente pur denunciando quello che di grave sta accadendo nella scuola. Si legge in pochi secondi e forse si sorride…forse può essere anche poesia! Ringrazio Giorgio Linguaglossa per averla pubblicata sul blog.
    Chiara

    • In effetti è molto ben centrata e divertente.

    • Valerio Gaio Pedini

      fratini ha l’immancabile vizio di applaudire le filastrocche e di stroncare ciò che lui non saprebbe scrivere nemmeno s ci provasse per anni, comprese le filastrocche. comunque sul blog non si notano i miei lavori grafici e ciò mi spiace. Comunque se il fratini non riesce a capire la mia alta monologistica mica gliene faccio una colpa…non è certo scritta per essere capita.ma fradini è un chiodo che si attacca al muro e non si può più staccare, infilzato in una piccola idea…e tutte le altre idee di poesia e non-poesia gli danno fastidio…perché non studioso del grande futurismo!
      Bilolu bilolu
      Frum!

      Licenze
      licenze poetiche!

    • Ora mi è chiaro! Prima avrei scritto (ma vale sempre questa lode): “Rimpiango Gianni Rodari !”.
      La questione del preside che sceglie i docenti chiaramente interessa gli adulti e gli studenti in età tale da partecipare alla vita del Paese e (pre)occuparsi delle decisioni inaccettabili che in questi tempi vengono prese.
      Ai bambini e ragazzi credo che tali problemi non interesserebbero affatto.
      Come è già stato scritto, la poesia è orecchiabile, carattere tipico delle filastrocche e poesie per bambini.

      Giorgina

  4. Gino Rago

    Fratini e Almerighi hanno ragione; ma nei sorprendenti dispositivi verbali e sonori di Chiara Moimas e di Gaio riecheggiano segni di palingenesi che, se tradotti in suoni, sembrano l’avventarsi d’un prigioniero contro i ferri delle sbarre…

  5. Valerio Gaio Pedini

    preciso che questa poesia per bambini l’ho scritta tre anni fa.

    • Valerio Gaio Pedini

      in ultima analisi è un poemetto.ovviamente Rosellin sono io che osservo estraneato il mondo umano e i suoi meccanismi.

      • A Valerio Gaio Pedini

        Non so se la cosa ti interessi, ma ho letto con molta attenzione la tua filastrocca che è molto di più di ciò che di solito si immagina al sentire il nome “filastrocca”.
        Nei versi di stile futuristico si manifesta una sbrigliata fantasia che passa agilmente dall’assurdo nella prima strofa al poetico/pittoresco nelle strofe successive, al fiabesco quando compaiono gli animaletti oppure Rosellin danza su un stella, al metaforico nel dono della vecchietta, alla critica sociale espressa con tocco leggero nell’immagine della città disgustosa, alla palingenesi nel finale: il bambino e ” insieme”.
        Si percepisce la presenza di una cultura fatta di buone letture assimilate e non esibite.
        Molto bravo!

        Giorgina Busca Gernetti

  6. Poesie tenerissime e ben scritte. Mai sottovalutare i bambini, la loro capacità di capire, come quella di tutti, non è inferiore alla loro immaginazione. Vorrei confermare che quella parte di me, ancora ben sveglia e attiva, ha gradito e s’è divertita.

  7. anzi, ringrazio che qualcuno si rivolga ogni tanto a quella parte sacrificata della nostra esistenza. Lì dove ha sede la nostra principale sofferenza sta l’urlo del prigioniero di cui parla Gino Rago.

  8. Gino Rago

    Grazie, Lucio, hai ben colto l’essenza, in fondo, dello stare al mondo: e Chiara e Gaio palazzeschianemente ciò han poetato. E con Campana, questo viaggio chiamiamo ancora “amore”.

  9. Valerio Gaio Pedini

    ringrazio questa volta Giorgina, che è riuscita a cogliere i miei versi. E ringrazio vivamente anche Gino e Lucio e anche il Fratini stesso. Cordiali saluti.

  10. Le poesie per bambini mi piacciono sempre, per questo aggiungo volentieri…e grandini. Mi ci sono cimentato anche io, Questa di Valerio mi ricorda Rodari che ha scritto molto. Mi auguro che anche Valerio lo faccia per la gioia dei bambini e dei grandini. Oltre Rodari ricordo due grandi poeti polacchi in questo campo: Julian Tuwim e Jan Brzechwa, dei quali ho tradotto qualcosa, tra cui il capolavoro di Tuwin “La locomotiva”. .

    • Se le poesie polacche conservano la purezza del primitivo infante, tra candida neve e morti laceranti, chissà come saranno quelle rivolte ai bambini. Sono molto curiosa e mi affascina il cosmo dei bambini. Mi affascina soprattutto la fiaba perchè è il modo in cui i miti sono stati tramandati oralmente fino a noi e riconosco nei paesi del ghiaccio (polonia, russia, ucraina, siberia, europa dell’ est, ecc) ciò che del primitivo e del naturale è rimasto nei nostri animi, riconosco la tradizione che da altre parti non trovo e dunque vedo la presenza del semplice, della meraviglia, del gioco, della necessità naturale e del ciclo vitale tra germogli e sangue. Chi meglio dei bambini può rimembrare il gioco e la magia?!

  11. Steven Grieco

    Siamo curiosi di conoscere il parere autorevole di Antonio Sagredo. Sono Steven Grieco, mi trovo qui con Giorgio Linguaglossa e Gezim Hajdari a Campobasso per un seminario di poesia.

    Saluti

  12. chiara moimas

    Alla sera, nel cielo,
    una stella si accende
    e quando il bimbo dorme
    … piano, piano scende.
    Viene a sfiorar le guance
    le palpebre, i capelli
    e porta con sé un soffio
    di tanti sogni belli.

    Rischiara la notte,
    adagiata sul cuscino,
    poi se ne torna in cielo
    alla luce del mattino.
    (C. M.)
    Ssss…. buonanotte, domani ci saranno altre poesie (ed altri commenti)!

  13. Saranno simpatici versi per bambini, certo: ma si può troncare ‘pesciolin’ al plurale?

  14. Valerio Gaio Pedini

    luciano…il pesciolin, i pesciolin…non mi sembra ci sia una variazione. E’ troncabile.E poi considerarli per bambini e non comprendere la metafora e dire simpatici…bah mi sembra un commento minimalista.

  15. Quella di Gaio non è unicamente poesia per bambini. Chiaramente è rivolta a dei bambini, ma dentro ci sono concetti sociologici complessi. Si parla di utopia, di primitivismo e dunque della conservazione del sogno, dell’ infantilità e di conseguenza della rimembranza delle proprie necessità naturali ed individuali. Si elogia il mondo naturale come luogo di meraviglia, magia e dubbio salvifico. Al contrario la città è alienante e terrificante per la natura e di conseguenza lo è l’uomo. Gaio invita il bambino a rimanere puro nonostante il tempo che passa e la possibile influenza sociale. è una parabola che invita il bimbo a rimanere tale nella sua purezza d’animo e che invita l’adulto a fare ritorno al sogno, all’ essere infante come unica via di salvezza. Invita l’adulto a distruggere l’Io per osservare meravigliato ciò che lo circonda, trovando così la vera essenza di se stessi. Rosellin condanna tutto il genere umano ed è chiaramente misantropo, ma il bambino è degno della natura e soprattutto lo “strano” dalla natura, rappresentata da Rosellin, è naturale e parte di essa. Si esalta l’individuo condannando invece l’individualismo.
    Del resto molti miti con il tempo divennero fiabe per bambini. Ma se si analizzassero bene, troveremmo concetti molto complessi. Questo è un ottimo modo per donare qualcosa fin dall’ infanzia e per trasmettere il valore della meraivglia. Ai bambini non si deve insegnare alcuna dottrina o valore, se non la non-dottrina, la domanda, il dubbio dato dalla meraviglia dell’ osservare. è per questo che un bambino può donare molto di più ad un adulto piuttosto che l’opposto. Egli non pregiudica e sicuramente è un arduo compito scrivere per i bambini. La bravura di un poeta si vede nel momento in cui adatta il suo linguaggio alla purezza infantile. Il poeta non deve imitare un bambino, deve Essere bambino. Questa è la più grande sfida che un adulto possa porsi: diseducarsi e abbandonare la morale sociale per l’etica individuale.
    Inoltre Gaio ha giocato molto sulla forma delle parole che quì non si può ben osservare, ma nello scritto originale la forma ed il contenuto sono legati alla grafica utilizzata da Gaio. Ciò è importante perchè si rifà al “gioco”. è fondamentale per l’uomo e per la sua progressione psichica e artistica, ma l’uomo ormai per progresso intende l’avanzamento tecnologico non comprendendo che più la macchina avanza e più egli rimane fermo ed immobile. Gaio anche con questa grafica fa sì che ci sia movimento che contrasta l’immobilità della società attuale.
    Dovremmo ricominciare a considerare quì in Italia gli autori per bambini, che sono degradati a livelli inferiori, perchè sono coloro che osano Essere. C’è più saggezza in una fiaba che in un trattato di filosofia (senza nulla togliere alla filosofia).

    • Condivido tutta la bella lettura di Eva Siria, tranne l’accusa di “misantropia” che, se intesa in senso etimologico, contrasterebbe poi con l’annuncio salvifico del bambino: ” Insieme”. Io, inoltre, ho inteso il bambino come essere altro dal soggetto Rosellin (egualmente puro nell’animo e in cerca di purezza fuori dalla città mefitica): un esserino “strano” che compare all’improvviso come annuncio di palingenesi. Quando ieri ho scritto che la poesia di Valerio Gaio lascia tralucere una cultura fatta di buone letture, senza però precisare i rimandi letterari, intendevo, tra gli altri, il passo della IV Ecloga di Virgilio in cui il poeta canta il bambino nascituro, la cui culla si riveste di fiori, il quale riporterà la pace, la bontà, la fratellanza sulla terra: “il bambino che ora nasce con cui per la prima volta cesserà la generazione del ferro e in tutto il mondo nascerà quella dell’oro” (Virg, Ecl. IV, vv 8-9 e passim).E numerosi altri i rimandi possibili.
      E’ bella ed efficace la grafica secondo lo stile dei Futuristi, cui avevo fatto riferimento ieri. Valerio Gaio dovrebbe trovare un metodo tecnico per mostrarla nel blog perché ne vale la pena (fotografare la poesia?).

      Giorgina Busca Gernetti
      ,

      • Valerio Gaio Pedini

        il bambino è salvifico, ma non lo considero neanch’ora umano in quanto pericolo…eppure ne sono anche estraniato, poiché mi appare strano.

      • SiriaComite

        la misantropia è presente invece perché il bambino non è ancora essere umano. È semplicemente il cucciolo di una specie animale cime qualsiasi altro cucciolo e ha cura, amore e amicizia per gli altri cuccioli e per tutta la natura, sua genitrice. L’essere umano invece è colui che dimentica il suo essere animale vivendo di antropocentrismo. Io non posso essere né bimba, nè umana. Piuttosto sono una mescolanza di entrambi gli aspetti, i quali sono in conflitto perché rinnego la mia umanità eppure so di esserlo. Però è dal conflitto che nasce l’equilibrio.

        • Questa è bella! Un bambino non è ancora un uomo ma fa parte egualmente della specie umana, quindi, benché “cucciolo di uomo” (pubblicità di non ricordo che prodotto), è un essere umano.
          In una fiaba può accadere che un bambino resti bambino per sempre (Peter Pan), ma nella realtà no. Solo nell’animo l’essere umano adulto può mantenere in vita il suo “fanciullino”. Nella maggior parte dei casi, però, l’uomo lo ha soffocato per abbandonarsi a passioni meno pure.
          Quanto al poemetto di Valerio Gaio, un lettore comprende con la sua sensibilità e cultura quello che trova scritto.
          L’autore non si è lamentato di ciò che io ho scritto, e dire che non gli manca né lo spirito né la parola. Strano che queste critiche fuori luogo (vedi il Futurismo e il bambino) vengano da una diciassettenne.

          GBG

          • Valerio Gaio Pedini

            credo che Siria che mi conosce meglio di chiunque altro…essendo la mia compagna,sappia bene cosa intendo. Il bambino non è ancora uomo, in quanto predomina in lui l’aspetto inconscio e non quello conscio. Quindi non rientra nella società umana, non è neanch’ora tipicamente escremento umano o umanoide. Ma una parte in lui c’è di stronzaggine, le abitudini esterne. Quindi il bambino è un coso assai strano. Non si sa per quanto resterà così…limitatamente…poi Rosellin dovrà tornarsene a casa, perché perderà anche quell’unica speranza che stava nel bambino.E comunque no…se Rosellin sono io…per come sono io sono un animale, prima di essere un uomo, insensibile alla vera evoluzione della specie.

            • A Valerio Gaio
              AH ! L’avevo sospettato! Comunque affari vostri.
              Io vorrei non perdere altro tempo con questioni di lana caprina.
              Tu hai spiegato molto bene in questo post il tuo pensiero.
              Sei un uomo (giovanissimo ma sempre uomo).
              Non hai bisogno che la mamma … OPS ! … la compagna spieghi al posto tuo. Abbiamo trovato un punto d’incontro e, finalmente, la serena convivenza in questo blog.
              Le risposte date ad A.S. non riguardano me.
              Non voglio ricominciare come prima perché ho altro da fare e devo stare tranquilla (prescrizione medica).
              Un cordiale saluto

              Giorgina

  16. antonio sagredo

    il “parere autorevole di Sagredo” (sollecitato da Steve Grieco) come quello di Siria.

    • SiriaComite

      🙂 aggiungo che sebbene abbia creato un gioco grafico di tipo futurista, corrente artistica legata al movimento e al progresso tecnologico come unico progresso, in realtà stravolge il concetto, invitando a progredire psichicamente attraverso il gioco e il ritorno al primitivo. infatti lui spesso riprende determinati elementi dell’arte passata per stravolgerla. Si distacca dagli arrabbiati reazionari ed insurrezionisti per vivere di rivoluzione anarchica.

  17. Scrivere una poesia per bambini dopo Gianni Rodari è costeggiare l’iperuranio della retorica senza farsi affondare dalle brutte figure . Qui mi sembra che i due Autori se la siano cavata molto bene .Ovviamente l’armamentario retorico ringrazia .

    • Valerio Gaio Pedini

      per quanto apprezzi il genio di Rodari…il mio poema non ha nulla a che fare con lui. Forse c’è di più di un Saint- Exupery. E del futurismo di Palazzeschi…e a volte dello sguardo sugli oggetti di mandel’stam. Tutta la poesia è retorica…essendo fatta da forme retorica, ed essendo il linguaggio una forma mediatica e quindi necessariamente retorico.Tutto sta nel trovare una forma di retorica positiva o negativa.La retorica negativa è scontata…ripetibile…e senza acume critico. Io qui invece ho voluto criticare la stupidità umana…e rigenerarla.

    • Infatti, se mi mettessi a fare l’analisi stilistica di questi testi, particolarmente del secondo, ed evidenziassi tutti gli strumenti retorici (altra cosa rispetto alla “retorica” tout court, ne accumulerei una bella quantità.
      Non lo scrivo come demerito perché io stessa, in alcune poesie, ho usato quasi l’intera “Santa Barbara”, per mantenere la metafora usata da Leopoldo. Prevaleva la mia amata sinestesia.
      Giorgina

  18. Se Pedini dribbla Rodari , “forse” ha “di più” di un Saint-Exupery e del futurismo di Palazzeschi , allora Pedini è un marziano e bisogna tenerlo in debita considerazione ( in uno con la sua retorica “positiva” ) –

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