NOVE POESIE di Rossella Seller “Storie di famiglia”, “Passeri dal pontile a Venezia”, “Medusa”, “La cura hai nascosto”, “La fiesta della playa”, “Madeira”, “Dietro le parole”, “Una lunga traversata”, “Half”, con un Commento di Giorgio Linguaglossa

Ferdinando Scianna, fotografia

Ferdinando Scianna, fotografia

Rossella Seller è nata a Bari, ma vive a Roma da molti anni, dove lavora come dirigente medico, psichiatra e psicoterapeuta e svolge anche attività di ricercatrice e divulgatrice scientifica.  Appassionata viaggiatrice, scrive racconti e poesie. Giovanissima, ha creato un programma radiofonico dedicato alla poesia italiana e  ha vinto una sezione del concorso letterario “Guido Gozzano”. Nel corso degli anni ha ricevuto altri premi e riconoscimenti letterari e i suoi versi sono presenti in numerose riviste e raccolte antologiche. Nel 2008 ha pubblicato la raccolta Nello  Specchio di Alice” (Lietocolle). Suoi testi poetici sono inseriti in diverse opere teatrali e all’interno di spettacoli musicali rappresentati in Italia.

Commento di Giorgio Linguaglossa

Nella nota di lettura al libro di esordio di Rossella Seller (Nello Specchio di Alice) scrivevo:

«L’operazione sul linguaggio che Rossella Seller mette in atto non è  omogenea come potrebbe sembrare a prima vista; l’alternanza di prose e poesie, il tema amoroso, dell’amore narcisistico, produce un moto altalenante e ondivago che però non va a discapito della tenuta complessiva del testo. Si dà anzi, nell’arco del poemetto della Seller, un’escursione di modi che la vocazione al sublime rende meno avvertibile, celando talune incertezze e eccedenze (come di chi scambi per «poetico» ogni infrazione alla norma), ma più spesso, per il vero, ciò si risolve nel nitore del fermaglio stilistico. Non è un caso che questa gamma di figuralità, tornita e brunita, si risolva in ricchezza ed apertura. Se, insomma, il «celebrare» il proprio privatissimo rito quotidiano, in conformità alle movenze dell’inno, fosse l’istinto primario che i testi richiedono, ma non per questo il moto che li governa è sempre ed univocamente esclamativo, anzi, c’è una delicatezza tutta al femminile in questi versi, una sinuosità di una amabile sensorietà.  Vengono in mente alcuni passaggi della tradizione italiana da Metastasio a Sandro Penna. La poesia della Seller attinge i suoi migliori esiti proprio quando adotta la cantabilità pura del quadretto idillico, sgombro di nuvole e di ombre. Frammenti di pseudo barocco si alternano ai quadretti penniani congelati nell’attimo abbagliante: l’occhio soltanto fa da tramite tra il presente ed il passato, e nella chiarità scorge la «frantumata la maschera del volto», una divisione, una Spaltung assoluta, non conciliabile, la rivelazione di una sofferenza (irredenta?). Nelle poesie finali, il tono dell’invocazione è sempre frammisto al ragionamento tra un io e un tu, un dialogo di sconcertante candore e sincerità».

Ovviamente, mi sbagliavo, leggendo i suoi inediti posso dire con certezza che Rossella Seller raggiunge i suoi migliori esiti quando si allontana dal quadretto penniano e prende il largo verso una poesia che ha saputo prendere le distanze dal proprio passato ed è diventata adulta.

bello volto velato

Storie di famiglia

Era tutta una questione di regole,
io toglievo i calzini per entrare nelle pozzanghere,
lei calava il cappellino sugli occhi
e girava per casa.
Più tardi ci siamo ribellati: no alle imposizioni,
lei tornava in punta di piedi a mezzanotte
io, criniera al vento, correvo con la moto.
Poi il vecchio non approvava le scelte
e c’è stato un fuggi fuggi generale.
Io, di buone speranze, all’estero
a farmi stritolare dal denaro,
lei resta in cinta e sposa l’uomo sbagliato.
Papà lo disse: ”Quando tornerete sarà troppo tardi”.
È stato piangendo che siamo tornati,
lei ha divorziato e si tira dietro due figli
io, perso il lavoro, mi tiro dietro le bottiglie.
Vicino al suo letto di padre
stringiamo le mani di molte incomprensioni,
alla fine abbiamo capito la beffa.

.
Passeri dal pontile a Venezia

Cammino rasente muro, mi conduce
lo sguardo basso della fatica.
Lungo i viali l’orizzonte allarga le sponde,
rallenta l’affanno al crepuscolo e smorza l’onda.
Può lanciarsi il passero all’ansia del volo,
dai ponti della riva fragile naufragare all’ignoto
ed io con lui le piume al vento, perso.
Il vaporetto cerca la darsena e altre lune
cercano altre lingue arrese al bacio della bellezza.
Ribolle di umori Venezia, lussureggiante
apre le volte delle case
distesa finalmente alla notte.
Cattura le luci, allunga le finestre
e invita al coraggio
all’orgoglio del marmo dipinto sui muri,
sotto i portici mi accarezzano le note
soffiate al capriccio di un sax,
anch’io alzo la testa e guardo lontano.

Ferdinando Scianna Fotografia

Ferdinando Scianna Fotografia

Una lunga traversata

Non si esce una sola volta
per sentire con occhio puro
la complessità del mondo.
Più volte ti esponi,
cammini nel dubbio e al bivio
speri di farla franca.
Sul limite un salto tremendo,
lo scrollo della neve cacciata dal ramo
poi il silenzio di una precoce gelata.
Barcolli, ti rimetti in piedi
l’attesa catastrofe non c’è stata
braccia al cielo sussurri un canto,
così dal principio alla fine diventi uomo.

.

Medusa

Scudo in frantumi, estrema grazia
stai morendo alla risacca ardente,
ti guardo e sono qui a decidere:
toglierti il soffio
o restituirti al richiamo delle vittime.
Un ramo teso e torno a salvarti,
contro l’onda parti
piuma lucente prendi il largo,
mi ringrazi e una goccia di veleno
bagna la punta dei piedi,
fa uscire dal pregiudizio
chi ti crede cattiva e sei innocente.
Sul punto di salvarti un’illusione
navigare sospesa al tuo guscio
limpida ala contro le offese.

Rossella Seller

Rossella Seller

Dietro le parole

Le parole vere nascono
tra le nude radici degli impulsi
alla sincera terra restituite.
L’orto dei sentimenti
mai svelati e appartenuti
si affaccia alla soglia del pudore
e nella calma del sogno
fiorisce ai suoi misteri
e li risolve.
I più teneri segreti
ondeggiano nel mare dei pensieri
risuonano di piccoli viaggi
di un altrove dimenticato:
la sponda a cui approdare
la prigione da cui fuggire.
Stanno così le parole
sempre sospese
nel pericolo dell’intimità violata.

(dalla raccolta Nello Specchio di Alice Lietocolle, 2008)

.
Madeira

A Pico Ruivo
lastre di basalto
in piedi tra le nuvole,
antica esplosione di lava
e il fumo nelle valli
ancora echeggia.
Schizzi di minerali a raffica
scenari di sole e sale.

Ogni disperato colto dal vento
nel tempo solitario
puntò lo spicchio di luce tra le nuvole.
Ma fu la canna del fucile
a intonare musiche diverse.

Qui riconosco le mie pieghe
ogni albero ogni ombra
le guglie della roccia.
Rivedermi nell’orrido
senza spavento,
con gli speroni dell’anima aggrappata
nodo per nodo rispecchiarmi.

.
(dalla raccolta Nello Specchio di Alice Lietocolle, 2008)

.
Half

Piccolo lui
come il suo bassotto Half
e intelligente
quando giocava a nascondino.
La sua socialità
condivisa con la gente
di un cortile.
Andava solo e tornava solo
da scuola,
elaborando nel presente il dolore
di un amico partito.
Quando un cane abbaiava
scartava il suo panino
e lo divideva in due
per strada,
senza farne parola con nessuno.
Non sapeva ancora
dare un nome all’assenza.

Anna Magnani

Anna Magnani

La fiesta della playa (Capell d’Angel)*

Di una baia
di una conchiglia
è prigioniero il mio cuore,
in fondo al mare
dove l’hai catturato tu,
Minorca la piccola
non sei più vela pirata,
solchi il tuo porto lungo di vulva
stretta alla riva placida di barche.
Ridono i vicoli densi di ombre
e nel tramonto capelli d’ angelo
trattengono le reti al profumo del pane
alla festa di chitarre che sta per iniziare.

*Capell D’Angel è un dolce tipico delle feste, nel quale confluiscono profumi e sapori provenienti dalle diverse culture che hanno influenzato l’isola di Minorca. ( dalla raccolta inedita Spiritus Loci)

.
La cura hai nascosto

Una mattina ti sei svegliato davanti al muro
stringi il pugno e sei nudo
la conca delle mani sta perdendo il mondo.
Le voci, ascolti le voci che accusano
sovrastano il rombo oscuro di un treno.
Si muovono gli oggetti
illuse forme lampeggiano ai tuoi occhi.
Impotente al capezzale mi tiene
il tuo silenzio stremo
e divento muto.
Uno scenario di altre sembianze si pone fra noi,
la cura hai nascosto nella malattia
e mi ingaggi alla tua follia
a una partita di regole ignote
sbattute in faccia alla morte.
L’epilogo ribalta le sorti,
non è un lenzuolo di terra a coprirti
radici di piante novelle salgono al tuo giaciglio

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13 commenti

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13 risposte a “NOVE POESIE di Rossella Seller “Storie di famiglia”, “Passeri dal pontile a Venezia”, “Medusa”, “La cura hai nascosto”, “La fiesta della playa”, “Madeira”, “Dietro le parole”, “Una lunga traversata”, “Half”, con un Commento di Giorgio Linguaglossa

  1. la grandezza poetica della Seller, già saggiata in almeno in un’altra occasione su questo blog, è confermata e fuori discussione. Autrice di taglio moderno ma senza istrionismi o autoreferenzialità non trascura però il buon lirismo, d’altra parte citandola:

    Le parole vere nascono
    tra le nude radici degli impulsi
    alla sincera terra restituite.

    non è forse questo in buona sostanza l’impulso poetico? Di nuovo complimenti.

  2. Ambra Simeone

    Non male queste poesie, sopratutto “Storie di famiglia” che trovo più convincente per il taglio… consiglio di correggere i vari refusi!

  3. Ricevo alla mia e-mail e trascrivo il commento di Laura Canciani:

    Devo fare i miei complimenti a Rossella Seller per la sua bravura e per la leggerezza dei suoi quadretti poetici che rivelano una sapienza compositiva non usuale e una ricchezza di scorci e di particolari che danno l’idea della grande complessità che si cela dietro le parole delle poesie, il tutto tenuto su un monologo tra il sognante e il pensato, senza fare mai ricorso agli espedienti del mestiere, senza zeppe, senza mai infarcire il testo di elementi non richiesti dalle composizioni.

    Laura Canciani

  4. E’ notevole la poesia “Half”. Parole semplici, costrutto lineare, immagini sobrie per esprimere perfettamente un male interiore che “intender non lo può chi non lo prova”.

    Giorgina Busca Gernetti

  5. antonio sagredo

    Almeriìghi,
    “grandezza poetica”?… “taglio moderno” ?… “buon lirismo”?…
    ma di che ciancia… questi sono termini che si applicano indistinguibilmente a ogni autore. Ancora una lancia in favore della Busca gernetti che almeno precisa alcune invarianti della poetessa.
    grazie

  6. Ivan Pozzoni

    Ad ogni caso, auguriamo sinceramente a Rossella di diventare un best Seller.

  7. Una poetessa che, pur dando spazio alla linea ‘discorsiva’, crea testi di grande tensione emotiva. Qui davvero c’è quella che io considero poesia. Scelgo come esempio “Medusa”: composizione bellissima, i cui versi sono trasfigurati dall’idea (o da una forma di pensiero ideale).

  8. Giuseppe Pernacchia

    Gentile Nanni, Lei non sai scegliere, ha bisogno di una “cura” che non La nasconde: “non è un lenzuolo di terra a coprirti! !

  9. Rossella Seller

    Gentili Amici, vi ringrazio per le parole dedicate alle mie poesie, mi confortano e mi incoraggiano nel continuare a raccontarmi e a dare voce poeticamente alle persone che mi affidano le loro storie. Ancora grazie da me e anche da loro. Rossella Seller

  10. Gabriele Gaulli Fratini detto il Baciccio

    Ottimo esempio di minimalismo molto ben riuscito.
    Adesso vado a mettermi l’elmetto 🙂

  11. Nella poetica di Rossella, la parola si dilata in una sonorità espressiva e fa trasparire una sensibilità che è tutta purezza d’animo.
    Stefano.

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