POESIE SCELTE di Vera Inber (1890-1972) «Vas’ka “Fischio” nei guai»  traduzione e Commento di Paolo Statuti

velemir chlebnikov 5 

Inber Vera Michajlovna, poetessa, giornalista, scrittrice di romanzi e racconti, nacque a Odessa nel 1890 da una famiglia borghese e morì a Mosca nel 1972. A Parigi uscì il primo libro di versi Vino triste (1912). La seconda raccolta, Delizia amara,  vide la luce nel 1917, seguita da Parole periture (1922). Nonostante le numerose reminiscenze letterarie e lo sfarzo decadente delle immagini, si fanno strada in queste raccolte l’amore per la vita, nonché una squisita, misurata ironia. Le raccolte Fine e via (1925) e Al figlio che non c’è più (1927) rappresentano una svolta nella coscienza della poetessa, che desidera d’ora in poi servire le forze razionali e creative della nuova società.

   A metà degli anni venti la Inber si accosta ai costruttivisti, le concezioni ideologiche dei quali lasciano in lei una traccia particolare, anche se, legata più di questi alla cultura di prima della rivoluzione, le sono quasi estranei, ad esempio, i motivi del tecnicismo e dell’americanismo propri di un Sel’vinskij.

Vera Inber

Vera Inber

Come poetessa, la Inber nacque nel punto di svolta dal simbolismo all’acmeismo e al futurismo e risente dell’influenza di diversi poeti di quel periodo – da Gumilёv e Viktor Gofman fino a Igor’ Severjanin.  La poetessa ha percorso un lungo cammino creativo: la lirica, che prevale nelle sue prime raccolte, lascia in seguito il posto ad una poesia a soggetto o descrittiva (qui è il punto d’incontro della Inber con il costruttivismo); diventa sempre più percettibile la corrente ironica, che si trasforma talvolta in puro umorismo.

   La Inber predilige i toni caldi e luminosi e la sua concezione della vita è fondamentalmente idilliaca. E’ il poeta della riflessione tranquilla e della meditazione. Lo stile è chiaro, ponderato, regolare.

   Nel poemetto Vas’ka “Fischio nei guai, del 1926, la poetessa descrive, con fine e sobria ironia e con sorridente semplicità, un fatto di cronaca nera avvenuto nella Russia degli anni venti. Ne è protagonista un “mafioso” locale soprannominato “Fischio”. La storia, semplice e divertente, si sviluppa in trentatré strofe in cui l’elemento lirico-romantico si fonde mirabilmente con quello umoristico.

   Altre opere della Inber sono: Equazione a una incognita (1926), Il cacciatore di comete (1927), L’America a Parigi (1928), Il posto sotto il sole (1928), A mezza voce (1932), Diario di viaggio (1939), Ovidio (1939), L’anima di Leningrado (1942), Quasi tre anni (1946), Il meridiano di Pùlkovo (1946), Corso d’acqua (1946-51), Come sono stata piccina (1954), Ispirazione e arte (1957), Aprile (1960).

Vera Inber

Vera Inber

Vas’ka “Fischio” nei guai

  I

Cosa succedeva nella birreria

La vobla, seppur non sembrava,
A lungo era stata
Un pesce vivo che nuotava
Nel Volga dov’era nata.
Nella steppa visse il pisello,
La pioggia nutriva
I cirri e il baccello,
Di sete così non moriva.

Diversa è la loro sorte,
Diversamente van mangiati,
Ma con la birra l’oste
Li serve appaiati.
La vobla ascolta – cantano
Il Volga – la patria avita.
Guarda il pisello – bevono,
Come lui quand’era in vita.

Mangia il pesce col pisello
Vasja “Fischio” – razza schietta.
Ghette nere, fiore all’occhiello,
Fra i denti una sigaretta.
Ma il pisello si ferma,
La gola gli accarezza:
Un kepì con visiera entra,
Un quadro, una bellezza, –

Con lei non c’è nessuno,
(Entrata per riposare?)
Con calma dice: “Il tavolo qualcuno
Favorisca asciugare.
“Qualcuno” il tavolino ha già pulito,
Presso il muro lei si siede.
Vas’ka “Fischio” è sbalordito,
Ma lei non lo vede.

Salta sul palco un chitarrista,
Dling-dlang così e cosà.
Ecco i gamberi: che vista! –
Assai caro costerà.
Vasja a un tavolino l’occhio tende,
Avvolto nel suono infernale,
Due a credito ne prende
(Uno anche con caviale).

D’aspetto “Fischio” è modestino,
Ma la gente la comprende.
Un bel gambero porporino
Come una rosa le tende.
Spezzati chitarra, finalmente.
E “Fischio” con passione:
“Perché voi non bevete niente,
O mia dolce visione?”.

Ecco accanto a lui s’è accomodata.
La manina è calamita!
Perché, berretta, sei così ben tagliata?
Così ben cucita?
La vobla, gli occhi socchiudendo,
Ascolta senza fretta,
Ciò che il berrettino va dicendo,
Cosa dice la sigaretta.

Dice il berretto: “Non indugiare.
Sei il tipo adatto,
Il vetro basterà tagliare –
E’ presto fatto.
Sarai ricco, dice, con classe,
Prepara un borsone.
Tu, dice, prenderai, dice, per te, dice, la cassa,
Ed anche, dice, il mio, dice, amore”.

Tintinna, fugge il suono della chitarra,
Del pisello la vocina,
Spunta una sigaretta dalla porta
Con una visierina.

.
II

Cosa disse il poliziotto al suo capo
La gamba duole – che disdetta!
Capo, per la sedia grazie tante…
Sto fermo al mio posto di vedetta,
E il mio posto è distante.
Sto in ordine. Fischietto in mano.
Tutto è calmo. La luna sale.
(Nel bosco pian piano
d’usignoli un corale!)

Sbuca da un angolino
(Io non bevo, premetto)
Tutto nudo un cherubino.
Sulla testa un berretto.
Vent’anni può dimostrare.
Ebbene, penso: “Però…”
Lei: “Javsen’ka , non fischiare”…
Io: “E invece fischierò”

Un vocino. Certi occhi.
Compagno, mi stringe la mano.
Ragazza coi fiocchi.
Diavolo, è strano!
Due passi appena,
Crash – un vetro rotto…
Prendo l’arma, pianto la sirena,
Ah, che fessacchiotto!

Faccio un salto avanti,
Dove sei, maledetto?
Spariamo entrambi.
Io la gamba e lui il petto.
Per lui: una vera iella.
Benché mi sia salvato,
Ho colpa perché la bella
Non ho sospettato.

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III

Cosa disse all’ospedale il medico di turno
Polso centotrenta.
Nel pericardio una fessura.
Il respiro stenta –
Fate una puntura.
Seppellire non è ora,
Curare non vale.
Ferita da pistola.
Sta molto, molto male.

.
IV

Cosa disse Vas’ka “Fischio” prima di morire
Non cessava di guardare:
“Sei il tipo adatto:
Il vetro basterà tagliare –
E’ presto fatto”.
Nella boxe posso dire
Che sono assai dotato,
Perché anziché fuggire
Mi sono sdraiato?!

Scappate, fate piano,
Per me non temete.
Stringetemi la mano,
Un angelo siete.

Come si chiama?
Chi è? … Non andar via!…
Ottanta copechi
Devo alla birreria.

Sono spacciato. Ahi!
Che arsura!
Vasilij nei guai –
Che iattura!

.

V

Cosa fu scritto sul giornale
Svaligiato un emporio,
Furto fallito.
Ladro all’obitorio.
Poliziotto ferito.

Paolo Statuti

Paolo Statuti

 Paolo Statuti è nato a Roma il 1 giugno 1936. Nel 1963 si è laureato in Scienze Politiche presso l’Università di Roma. Nello stesso anno è stato assunto come impiegato dalle Linee Aeree Italiane Alitalia, che ha lasciato nel 1980. Nel 1975, presso la stessa Università romana, ha conseguito la laurea in lingua e letteratura russa ed altre lingue slave (allievo di Angelo Maria Ripellino). Nel 1982 ha debuttato in Polonia come poeta e nel 1985 come prosatore. E’ autore di numerose traduzioni letterarie pubblicate (prosa e poesia) dal russo, ceco e soprattutto dal polacco nella lingua italiana. Ha collaborato con diverse riviste letterarie polacche e italiane. Nel 1987 ha pubblicato in Italia due libri di favole: “Il principe-albero” e “Gocce di fantasia” (Edizioni Effelle di Marino Fabbri). Una scelta di queste favole è uscita anche in Polonia con il titolo “L’albero che era un principe” (”Drzewo, które było księciem”, Ed. Nasza Księgarnia, Warszawa, 1989).
Dal 1982 al 1990 ha lavorato presso la Redazione Italiana di Radio Polonia a Varsavia, realizzando molte apprezzate trasmissioni prevalentemente letterarie. Nel 1990 ha ricevuto il premio annuale della Associazione di Cultura Europea – Sezione Polacca, per i meriti conseguiti nella divulgazione della cultura polacca in Italia.
Negli anni 1991-1997 ha insegnato la lingua italiana presso il liceo statale “J. Dąbrowski”di Varsavia ed ha preparato l’esame scritto di maturità in questa lingua, a livello nazionale, per conto del Provveditorato Polacco agli Studi.
A gennaio del 2012 ha creato un suo blog: musashop.wordpress.com, dedicato a poesia, musica e pittura, dove pubblica in particolare le sue traduzioni di poesia polacca e russa. Recentemente sono uscite in Italia nella sua versione raccolte di poesie di: Małgorzata Hillar, Urszula Kozioł, Ewa Lipska, Halina Poświatowska e sono in corso di stampa: K.I. Gałczyński, Anna Kamieńska e Anna Świrszczyńska.
Pratica anche la pittura (olio e pastello) ed ha al suo attivo 9 mostre personali in Polonia, dove risiede da molti anni.

Traduzioni pubblicate di Paolo Statuti dal polacco in italiano:

Baterowicz, Marek “Canti del pianeta” Roma, Ed. Empirìa, 2010
Brzechwa, Jan “Una giornata tutta da ridere con il prof. Kleks” (Akademia
Pana Kleksa) Roma, Città Nuova, 1992
Brzechwa, Jan “Avventure di viaggio con il prof. Kleks” (Akademia pana
Kleksa), Roma, Città Nuova, 1996
Broniewski, Wladyslaw “La Comune di Parigi” Roma, Ragionamenti n.180-181
gennaio-febbraio 1989
Dobraczynski, Jan “L’invincibile armata” Casale Monferrato, Piemme, 1994
(ristampa Milano, Gribaudi, 2011)
Dobraczynski, Jan “La spada santa” (Storia di s. Paolo) Milano, Gribaudi, 2002
Dobraczynski, Jan “Il fuoco arde nel mio cuore” (santa Teresa d’Avila)
Milano, Gribaudi, 2004
Dobraczynski , Jan “Ho visto il Maestro!” (Maria Maddalena) Milano,
Gribaudi, 2005
Dobraczynski, Jan “Il cavaliere dell’Immacolata” (s. Massimiliano Kolbe)
Milano, Gribaudi, 2007
Ficowski, Jerzy “Poesie” Stilb n.7 gennaio-febbraio 1982
Ficowski, Jerzy „Il rametto dell’albero del sole” Roma, Edizioni e/o, 1985
Galczynski, K. Ildefons “Visioni di san Ildefonso ovvero Satira sull’universo”
Roma, La Fiera letteraria n.3 2 gennaio 1973
Grzesczak, Marian “Poesie” Roma, Tempo presente n. 9-10 giugno-
Agosto 1981
Małgorzata, Hillar 20 poesie, Edizioni CFR, ottobre 2013
Iwaszkiewicz, Jaroslaw “Poesie” Roma, La Fiera letteraria n. 27 7 luglio 1974
Urszula, Kozioł 20 poesie, Edizioni CFR, marzo 2014
Lesmian, Boleslaw “Poesie” Roma, La Fiera letteraria n.20 20 maggio 1973
Ewa, Lipska 20 poesie, Edizioni CFR, luglio 2014
Milosz, Czeslaw “Poesie” Roma, Tempo presente n.6 dicembre 1980
Mrozek, Slawomir “Un caso fortunato” Sipario: rassegna mensile dello
Spettacolo n. 315-316 agosto-settembre 1972 (tradotto
in collaborazione con Zbigniew Chotchowski)
Norwid, Cyprian k. “Il pianoforte di Chopin” Roma, Ragionamenti, n.183
aprile 1989
Pomianowski, Jerzy “Guida alla moderna letteratura polacca, con annessa
antologia di poeti polacchi contemporanei” Roma, Bulzoni
1973 (traduzione di 62 poesie di poeti diversi)
Poświatowska, Halina “50 poesie scelte”, Novi Ligure (AL), Edizioni Joker, 2014
Statuti, Paolo “Viaggio sulla cima della notte: racconti polacchi dal 1945 a
oggi” Roma, Editori Riuniti, 1988 (questo lavoro è stato molto
apprezzato da Herling-Grudzinski. Nell’antologia sono presenti
55 autori con un totale di 55 racconti)
Stryjkowski, Julian “Austeria” Roma, edizioni e/o 1984 (tradotto in
collaborazione con Aleksandra Kurczab)
Wojtyszko, Maciej “Bromba e gli altri e la saga dei Claptuni” Effelle di Marino
Fabbri Roma 1986

Przygotowane do druku: K.I. Gałczyński 20 poesie, Edizioni Joker
A. Kamieńska 50 poesie, Edizioni Joker
A. Świrszczyńska 41 posie, Edizioni Joker

Traduzioni pubblicate di Paolo Statuti dal Russo in Italiano:

Blok, Aleksandr: “I dodici”, La Fiera Letteraria, 13.6.1971, N. 18
Poesia, sett. 2014, N. 296
Bagrickij, Eduard: “Il canto di Opanas”, La Fiera Letteraria, 28.5.1972, N. 22
Chlebnikov, Velemir: “La perquisizione notturna”, La Rassegna Sovietica, 1990
Poesia, aprile 2014, N. 292
Chodasevič, Vladimir: “Poesie”, Tempo Presente, giugno-luglio 1986
Cvetaeva, Marina: “Poesie”, Grafie Russe, Libro Aperto Ediz., maggio 2013
Inber, Vera: “Vas’ja il Fischio”, La Fiera Letteraria, 5.12.1971, N. 43
Majakovskij, Vladimir: “Poesie”, Grafie Russe, Libro Aperto Ediz., maggio 2013
Mandel’stam, Osip: “Poesie”, Grafie Russe, Libro Aperto Ediz., maggio 2013
“30 poesie”, Edizioni CFR, 2014
Pasternak, Boris: “30 poesie”, Edizioni CFR, 2014
Puškin, Aleksandr: “32 poesie”, Edizioni CFR, 2014

Traduzioni pubblicate di Paolo Statuti dal Ceco in Italiano:

Havliček-Borovsky, Karel: “Elegie Tirolesi”, La Fiera Letteraria, 19.11.1972, N.47
Wolker, Jiři: “Poesie”, La Fiera Letteraria, 27.1.1974, N. 4

Dużo wierszy umieściłem w moim blogu musashop.wordpress.com

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5 commenti

Archiviato in Autori dei Due Mondi, poesia russa

5 risposte a “POESIE SCELTE di Vera Inber (1890-1972) «Vas’ka “Fischio” nei guai»  traduzione e Commento di Paolo Statuti

  1. antonio sagredo

    Con Vera Inber si oltrepassa una soglia pochissimo praticata da tutti gli amatori di poesia, è invece praticata dagli specialisti slavisti per cui ben venga la proposta dell’amico Paolo Statuti.; è una soglia dunque che si presenta angusta poi che la Inber appartiene a quel vasto gruppo di poeti e poetesse, come dire, di “secondo piano”, eppure così iomportante per riempire quelle lacune che si formano tra i grandi poeti russi … le smagliature quindi vengono riparate e la trama generale ne risulta non solo completamente sanata, ma pure chiara e nitida riguardo i rapporti, raffronti e le centinaia di contatti che questi poeti di “secondo piano” (si fa per dire) ebbero, ripeto, coi grandi; e di questi ci lasciano attraverso taccuini, memorie e altri scritti similari una vastissima letteratura,questa non affatto secondaria. Di Vera inber spero di aver tempo necessario per dire…
    a. s.

  2. Alla prima lettura un senso assoluto di estraneità via via scongelatosi con letture successive nell’arco della giornata. Voglio approfittarne per ringraziare Paolo Statuti per il suo bellissimo blog che ogni tanto visito con vero piacere e soprattutto per queste proposte, sconosciute ai più che, e qui Sagredo ha ragione, più che riempire le lacune lasciate dai poeti di prima grandezza, riempie quelle di amatori della poesia e lettori come me appena mediamente preparati. Grazie

  3. È un esempio di poesia che tende a essere oggettiva per inserirsi nella realtà quotidiana: a volte il risultato è interessante e a tratti l’andamento è da ‘filastrocca’. Non manca l’ironia, mi pare. Le rime sono presenti anche nel testo originale?

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