Archivi del giorno: 24 marzo 2015

POESIE SCELTE di Giancarlo Baroni da “Le anime di Marco Polo” (2015)

de chirico I cavalli divini di Achille Balio e Xanto

de chirico I cavalli divini di Achille Balio e Xanto

Giancarlo Baroni è nato a Parma nel 1953. Ha scritto due romanzi brevi, qualche racconto, un testo di riflessioni letterarie e sei raccolte di versi. La penultima, I merli del Giardino di san Paolo e altri uccelli (Mobydick editore), ha una prefazione di Pier Luigi Bacchini. Le anime di Marco Polo, la raccolta più recente (gennaio 2015), è pubblicata da Book Editore. sito: www.giancarlobaroni.com

Dalla quarta di copertina: «Di che cosa parla questa raccolta dai versi asciutti, eleganti e intensi, che spaia nella geografia e nella storia e che mette a confronto voci, persone, esperienze, vicende e racconti? Parla di viaggi: per esempio quello di Darwin verso le Galapagos o di pellegrini medioevali verso Roma. Parla di viaggiatori ed esploratori: Ulisse, Guglielmo di Rubruck, Marco Polo,Colombo, Amerigo Vespucci, Magellano e Pigafetta, Bartolomé de Las Casas, Matteo Ricci, Livingstone e Stanley, Vittorio Bottego. Con Le anime di Marco Polo Giancarlo Baroni ci parla dunque di luoghi vicini e distanti, di paesi reali e di posti immaginari, di oceani e di deserti, e lo fa con il timbro di una voce poetica tanto misurata quanto autentica, in cui lo sguardo diacronico che attraversa le dimensioni del tempo coglie e trattiene emozioni e suggestioni che scavalcano spazio e tempo E un’ampia sezione del libro è dedicata alle città italiane con i loro santi i quali, come scrive Cardarelli, “son sempre fuori a compiere miracoli”».

Giancarlo Baroni Le anime di Marco Polo

da Le anime di Marco Polo Book Editore, 2015, pp. 136 € 14

I ritorni di Ulisse

Dicono in coro come
pretendi Ulisse di sfuggire a noi
che accesa la tua inquietudine incendiamo
anche il tuo desiderio, smetti
di fingere re dei mentitori
e abbraccia noi per sempre. Poi quelle
voci sibilanti si propagano

fino a raggiungere la stanza che conserva
l’amore coniugale, persecutorie proprio
con me che non lo merito.
Vent’anni ho attraversato nel pericolo, dieci
a combattere lontano per la patria il resto
cercando di raggiungerla. Che altro
di più avrei potuto fare. Purtroppo ora,

trascorso un anno dal mio improbabile ritorno
ricongiunto a Penelope la saggia mia regina,
vivo scontento, oppresso da questi suoni che insistenti
imbrogliano i miei pensieri. Io amo
Penelope e più di ogni altra
cosa adoro la mia terra loro
lo negano. Devo essere stanco davvero

esausto, se la passione commossa
che provo da lontano verso le cose amate
lascia spazio, avvicinandosi, al sospetto.
Non resta forse allora che scovare
la misteriosa origine di queste
ambigue voci e sottometterle, domani
riparto.

Leida
(gli abitanti di Leida si salvano dall’assedio spagnolo allagando, nel 1574, i propri campi)

Nuotiamo controcorrente come anguille
dal basso verso l’alto. Stiamo
su fondali salati resi fertili
dalla nostra costanza. Le maree
sappiamo governarle. Credono
i soldati che ci assediano
di poterci piegare? Nemmeno il diluvio
ce l’ha fatta. Adesso
inondiamo questa campagna dove affonda
la loro prepotenza.

giancarlo baroni

giancarlo baroni

Ofioliti del Monte Prinzera
(rocce di colore verde – bruno che affiorano dalle argille dell’Appennino, le ofioliti provengono dal fondo di antichi oceani)

Cosa ci fanno qui queste rocce
simili a un drago enorme
con le scaglie verdastre
che luccicano sotto il sole?
Spuntano, dalla terra argillosa che le regge,
come corpi estranei.
L’argilla ritorna alla pianura
loro invece resistono. Dall’alto
ci sembrano roccaforti
fortilizi ferrosi i massi
del Monte Prinzera che si affaccia
sui colli di Fornovo.
Da dove viene
questa pietra che brucia
le cose intorno a sé
riducendo i fiori a bottoni
minuscoli e l’erba a steli secchi?
Salgono dal profondo
di chissà quale oceano,
sono rocce magmatiche
uscite dalla crosta
e quindi emerse. Poi portate fin qua
come marziani.

.
Genova dei contrasti

L’oro resta impigliato nelle vesti
delle nostre signore broccati
come arazzi ma i soldi

preferiamo prestarli. Gli argenti americani
splendono nelle stanze dei palazzi
rossi bianchi i tesori

da fuori non li vedi. Io qui
risponde il doge a chi domanda
che cosa lo stupisce

di Versailles. Superbia o ritrosia?
Genova dei contrasti devota a Maria
e al corpo incenerito del Battista, Giano

è il nostro fondatore. I monti
ci coprono le spalle
e il porto spalanca gli orizzonti.
Una spia dell’imperatore

Carpisco dei segreti e riferisco.
Si confidano fra loro le concubine
ridono compostamente
la mano a ventaglio sulle labbra.
Con movenze femminee

gli eunuchi camminano a passettini
lo sguardo carico di vendetta.
Resisterà la giovane guardia
alla cortigiana che questa notte
di soppiatto farò entrare nel Palazzo?

.
Oasi

L’aria bollente; il vento
deposita sabbia sulle stuoie
nelle pieghe degli abiti
dentro le narici. Però sotto i piedi custodiamo

un tesoro inestimabile:
torrenti segreti sfidano le leggi naturali
superano la fantasia. Nel profondo
al riparo dal sole e dall’arsura

un fiume sgorga da epoche distanti. Una volta
il deserto era un lago e i boschi
crescevano rigogliosi sulle coste.
Dai pozzi scavati nella terra

da queste bocche di polvere imploriamo
il sottosuolo di mantenersi generoso.
Zampilli e papiri; le chiome dei palmeti
proiettano ombre fresche sopra gli orti.

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