Archivi del giorno: 25 gennaio 2015

QUATTRO POESIE INEDITE di Francesca Diano Fisiologia delle comete con versione in inglese SUL TEMA DELL’UTOPIA O DEL NON-LUOGO

utopia di Winter Guest

utopia di Winter Guest

 L’isola dell’utopia è quell’isola che non esiste se non nell’immaginazione dei poeti e degli utopisti. L’Utopìa (il titolo originale in latino è Libellus vere aureus, nec minus salutaris quam festivus de optimo rei publicae statu, deque nova insula Utopia), è una narrazione di Tommaso Moro, pubblicato in latino aulico nel 1516, in cui è descritto il viaggio immaginario di Raffaele Itlodeo (Raphael Hythlodaeus) in una immaginaria isola abitata da una comunità ideale.”Utopia“, infatti, può essere intesa come la latinizzazione dal greco sia di Εὐτοπεία, frase composta dal prefisso greco ευ– che significa bene eτóπος (tópos), che significa luogo, seguito dal suffisso -εία (quindi ottimo luogo), sia di Οὐτοπεία, considerando la U iniziale come la contrazione del greco οὐ (non), e che cioè la parola utopia equivalga a non-luogo, a luogo inesistente o immaginario. Tuttavia, è molto probabile che quest’ambiguità fosse nelle intenzioni di Moro, e che quindi il significato più corretto del neologismo sia la congiunzione delle due accezioni, ovvero “l’ottimo luogo (non è) in alcun luogo”, che è divenuto anche il significato moderno della parola utopia. Effettivamente, l’opera narra di un’isola ideale (l’ottimo luogo), pur mettendone in risalto il fatto che esso non possa essere realizzato concretamente (nessun luogo).

francesca diano

francesca diano

Francesca Diano è nata a Roma nel 1948 e vive a Padova. Laureata in Storia dell’Arte, ha vissuto a Oxford e Londra. Ha insegnato all’Istituto Italiano di Cultura e ha lavorato al Courtauld Insitute. Ha vissuto a Cork, in Irlanda, dove ha insegnato all’University College e ha tenuto lezioni pubbliche sull’arte italiana contemporanea. Dai primi anni ’80 è consulente editoriale e traduttrice letteraria di poesia, narrativa e saggistica per vari editori, tra cui Fabbri, Neri Pozza, Donzelli, Guanda. E’ la traduttrice italiana delle opere di Anita Nair. Studiosa di folklore e tradizione orale irlandese, ha curato l’edizione italiana delle Fairy Legends di Thomas Crofton Croker (Neri Pozza, 1998) e quella anastatica dell’originale (The Collins Press, 1998).

Autrice di saggi, testi narrativi e poetici, nel 2012 ha vinto il Premio Teramo. Nel 2010 ha pubblicato il romanzo La Strega Bianca – una storia irlandese e la raccolta di racconti Fiabe d’amor crudele (Edizioni La Gru, 2013). Suoi testi poetici sono presenti sui blog letterari Moltinpoesia, Cartesensibili, La presenza di Erato

cop francesca diano3

 

 

 

 

 

 

 

 

Francesca Diano Fisiologia delle comete

a James Harpur

I

Sciamando come pesci di barriera
Corallina le comete saettano
Guizzanti nel ventre del cosmo
Che le attira come un amante
Avido di energia.
Angeli dalle ali di farfalla
Tempestate di occhi
Ardenti serafini fuochi pii
Sfiorano il sole invidioso
Dei loro corpi liberi e veloci
Dell’esattezza acuta del ritorno.
Sassi neri più dell’atro carbone
I loro cuori si sfrangono in frammenti
Di vita trascinati dal vento solare
Cauda pavonis et fulminatio
Nella putrefazione
Perché la nigredo si compia.
Percorrendo l’antico sentiero
Oscurano abbagliano incendiano
Attraverso la trasparenza della chioma
Le quiete costellazioni fisse in cielo.
Da pascoli distanti si lanciano
A esplorare – astri fulgenti dell’istante –
Incaute nell’ardore che le consuma
Innamorate del vuoto s’immolano
Alla sete della scoperta
Compiendo il rito primigenio
Della creazione
Fiat lux

.
II

Cuori di ghiaccio di carbonio e metano
Fusi insieme in un nucleo
Cui l’esigua albedo sottrae
In apparenza il lampo mercuriale
Sprofondano nel crogiuolo dello spazio
Perché si compia la trasmutazione
Della materia in luce e in energia
Nella sublimazione di un’anima volatile.
Sventagliando le chiome lievitanti
Come soli viventi nell’istante
Esplodono segnando tracce auree
Scrivono in cielo caducei eterei.
Fenici risorgenti dall’incendio
Del proprio corpo – pavoni siderali
Si raccolgono in branchi ai confini
Dell’universo ma per poco
Poiché amore le attira come calamita
Il metallo, fatto sacro dal sacrificio –
Aurea citrinitas
Nella lestezza esatta del percorso.

.
III

Rebis sidereo unione dei mondi
Creatori di vita
Sfranto il nucleo in frammenti sulfurei
Tutto saetta attratto dal sovrano
Pianeta che si volve come le ruote
Di Ezechiele – corpo olimpico
Striato di rossi vapori violacei
S’apre all’unione cosmica
Inghiotte e fonde
Rifonda e genera
In vortici di fuoco
Divina rubedo
L’atto primo d’amore
Quintessenza creatrice
Perché sia eterno inizio
E fine eterna
Nell’eterno ritorno
Che si compie tra le galassie.

IV

Fiamma vivente
Come cometa l’anima
Si stacca dalla fonte dell’arsura
Che bruciando non arde
Che ardendo non brucia
Divampa nell’istante
Perché l’evento sia.
Vivida luce si riflette
Nella scia incandescente
In mille soli disgiunti
Che si fondono insieme
Come neumi – si scontrano
Cedono luce liquefatta
Creatura – si fa eterna nell’istante
Istantanea nell’eternità
Del proprio essere
Torna alla fonte vivente fiamma
Nebula contemplata e contemplante.

(Maggio, 2014)

magritte Un an avant sa mort, il composa «Du vert et du blanc », qui représente une vision apocalyptique

magritte Un an avant sa mort, il composa «Du vert et du blanc », qui représente une vision apocalyptique

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PHYSIOLOGY OF COMETS

To James Harpur
I

Swarming like fish through
Coral reef comets dart, flashing
In the womb of the cosmos
Attracting their bodies like a god
In love greedy for energy.
Angels with butterfly wings
Studded with eyes
Burning seraphs pious fires
Brushing against the sun, jealous
Of their swift free bodies
And of their sharp exactness.
Black rocks darker than coal
Their hearts shattered in fragments
Of life trailed by the solar wind
Cauda pavonis et fulminatio
In putrefaction
To accomplish the nigredo.
Flying along the ancient paths
They dazzle – inflame – obscure
Through the transparence of the coma
The fixed constellations in the silent sky.
Dashing from distant pastures they explore –
Celestial bodies refulgent through the instant –
Incautious in their consuming ardour
In love with the emptiness of space
Their lives devoted to discovery
Repeat incessantly the primeval rite
Of creation
Fiat lux

.
II

Hearts of carbon ice and methane
Merged together in the nucleus
From which the pale albedo seems
To steal the mercurial lightning.
Comets collapse in the crucible
Of space so that the transmutation
Of matter in light and energy may be perfected
By sublimating their volatile soul.
They wave the swelling comas
Like living instant suns
Exploding – tracing golden lines
Writing ethereal caduceus in the sky.
Phoenixes resurrecting from the flame
Of their own body – sidereal peacocks
In flocks they gather at the border
Of the universe – but only for an instant
As love attracts them like hard metal does
A holy magnet, in the swift citrinitas
Of their ritual path.

.
III

Sidereal Rebis union of worlds
Creator of life, its nucleus
Shattered in sulphureous fragments
It darts attracted by the sovereign
Planet revolving like Ezechiel’s wheel –
Olimpic body streaked
With red violet vapours –
Opening to the cosmic union
Swallows and melts
Melts again and regenerates
In flaming vortexes.
Divine rubedo
The first act of love
Quintessence of creation
So that eternal may be the beginning
And eternal the end
In the eternal return
Taking place in a circle
Among the galaxies

.
IV

Living flame
Like a comet the soul
Parts from the source of its burning thirst
Burning yet not scorching
Scorching yet not burning
Like wildfire spreading through
The breath of time
That the event may occur.
Vivid brilliance reflecting
The incandescent trail
In a million of disjointed suns
Yet cast together
Like neumes – they collide
Releasing shining liquor.
Creature – eternal becomes in the instant
Instantaneous in the eternity
Of its own being
Going back to the living source –
Flaming flame
Contemplating contemplated nebula.

(May, 2014)

12 commenti

Archiviato in antologia di poesia contemporanea, poesia italiana contemporanea, Senza categoria