POESIE INEDITE di Gabriele Fratini sul TEMA DELL’UTOPIA O DEL NON-LUOGO

 Proseguiamo con la presentazione di autori delle nuove generazioni: Gabriele Fratini

Hamburger Banhof, Berlino, Città trasparenti

Hamburger Banhof, Berlino, Città trasparenti

 L’isola dell’utopia è quell’isola che non esiste se non nell’immaginazione dei poeti e degli utopisti. L’Utopìa (il titolo originale in latino è Libellus vere aureus, nec minus salutaris quam festivus de optimo rei publicae statu, deque nova insula Utopia), è una narrazione di Tommaso Moro, pubblicato in latino aulico nel 1516, in cui è descritto il viaggio immaginario di Raffaele Itlodeo (Raphael Hythlodaeus) in una immaginaria isola abitata da una comunità ideale.”Utopia“, infatti, può essere intesa come la latinizzazione dal greco sia di Εὐτοπεία, frase composta dal prefisso greco ευ– che significa bene eτóπος (tópos), che significa luogo, seguito dal suffisso -εία (quindi ottimo luogo), sia di Οὐτοπεία, considerando la U iniziale come la contrazione del greco οὐ (non), e che cioè la parola utopia equivalga a non-luogo, a luogo inesistente o immaginario. Tuttavia, è molto probabile che quest’ambiguità fosse nelle intenzioni di Moro, e che quindi il significato più corretto del neologismo sia la congiunzione delle due accezioni, ovvero “l’ottimo luogo (non è) in alcun luogo“, che è divenuto anche il significato moderno della parola utopia. Effettivamente, l’opera narra di un’isola ideale (l’ottimo luogo), pur mettendone in risalto il fatto che esso non possa essere realizzato concretamente (nessun luogo).

helmut newton foto

helmut newton foto

 Gabriele Fratini è nato a Sassari nel 1978, vive a Roma e ultimamente tra Roma e Catania. Laureato in Filosofia Estetica all’Università di Roma Tre, l’arte e la poesia sono la sua passione da sempre. Si diletta da anni a scrivere versi con particolare propensione per il c.d. “stile semplice” e la poesia giocosa. Di gusti petrarchisti e decisamente “antinovecentisti” (poco stimolato dalle avanguardie e neoavanguardie), ha pubblicato due raccolte: Antifavole. Storie di animali e insetti (2006), sul genere favolistico di Fedro, La Fontaine, Trilussa; e La Morte, il Diavolo, il Poeta (2008), di liriche, poesie fiabesche e filastrocche. Partecipa poco ai certami letterari, soprattutto per la scarsa considerazione che ha l’attuale critica del genere satirico e giocoso, che egli predilige.

Sculture lignee raffiguranti mani femminili

Sculture lignee raffiguranti mani femminili

Utopia

Esiste un regno nella fantasia
ove tutto diventa materia
per esprimere la cosa più seria
in una qualche forma di poesia.

Questo luogo si chiama Utopia,
fu fondato in passato da Platone,
ma un Tommaso, poi l’altro, e un filone
lo ridussero a nuova geometria.

La versione della scienza a Bacone,
mentre Gulliver giunse in questo regno
tra i cavalli di razza intelligente.

Ma la ragione invita a esser prudente,
ché quando si tentò la costruzione
nella realtà, ne uscì un massacro indegno.

Nuova utopia

Tra il serio ed il faceto voglio darvi
una nuova versione, personale,
che Campanella non ci resti male,
che il Moro non si offenda ad ascoltarmi.

Il re

Siete giunti nel regno di Utopia,
il Fato vi ha condotto a questi lidi
celati sulle mappe come miti
che popoliamo io e la mia genìa.

Karl Hofer Tiller Girls Kunsthalle in Emden Stiftung Henri und Eske Nannen und Schenkung Otto van de Loo

Karl Hofer Tiller Girls Kunsthalle in Emden Stiftung Henri und Eske Nannen und Schenkung Otto van de Loo

Isolamento

Vi spiego come funge in queste zone:
i barbari teniamo alla distanza
levando di noi stessi la nomanza,
cancellando di noi ogni nozione.

La mensa

Traiamo il nutrimento dalle piante,
la nostra dieta è tutta vegana,
lasciamo ogni animale nella tana,
con il latte non ci facciamo niente.

Colazione

Caffè amaro per tutti a colazione:
il dolce fu bandito e non sapete
che abbiamo debellato già il diabete.
Ma chi vuole ci aggiunga l’aspartame!

Spostamenti

Ci muoviamo tra zattere e canoe,
lo scoppio del motore non si trova,
che inquini questi mari non c’è prova,
non ci spingiamo mai oltre le boe.

Divertimenti

La sera festeggiamo e dopo cena
(a base vegetale come sempre)
guardiamo quante stelle il cielo stende
e più guardiamo più l’occhio si allena.

Astrologia

Senza lumi e lampioni il telescopio
si punta in cerca di costellazioni
per leggere il destino delle azioni
che detta l’astro, mentre io ricopio.

Gabriele Fratini

Gabriele Fratini

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Credenze

Non adoriamo il Dio dei terrestri,
veneriamo solo gli astri e le piante,
attingiamo noi tutti ad una fonte
per bere ed irrigare i campi agresti.

Lavacri

Non curiamo l’igiene personale
con sapone né shampoo sulla fronte,
ci immergiamo nel ruscello del monte
in compagnia di ogni altro animale.

Economia

Non abbiamo la corrente e nessun tipo
di elettronica, Maxwell non ci prende;
abbiamo un’economia che rende
scambiandoci la merce in ogni sito.

Abitazioni

Le case sono fatte con i tronchi,
le ginestre abbelliscono la schiera,
e quando cala il buio della sera
illuminiamo i viali con i fuochi.

Incidenti

Qualche volta succede che si incendia
Un capanno, oppure un magazzino,
qualcuno morirà nel suo giardino,
qualcuno ha riportato ustione orrenda

Raccolta differenziata

I rifiuti li gettiamo in un fosso,
le radici e le bucce di banana
ci servono a coprirci dalla frana.
Ma vi ho detto tutto ciò che posso.

Invito

Ora ditemi, cosa state a fare
nel mondo per avere una scodella
di cibo, o una nuova tintarella
arricchendo qualsiasi lupanare?

Controllo

Entrate nello stato di Utopia!
Provvediamo a tutto ciò che occorre,
ciascuno è visionato dalla torre,
non abbiamo nessuna malattia!

Gabriele Fratini

Gabriele Fratini

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55 commenti

Archiviato in antologia di poesia contemporanea, Autori della Nuova Generazione, poesia italiana contemporanea

55 risposte a “POESIE INEDITE di Gabriele Fratini sul TEMA DELL’UTOPIA O DEL NON-LUOGO

  1. Scrive Gabriele Fratini:

    I rifiuti li gettiamo in un fosso,
    le radici e le bucce di banana
    ci servono a coprirci dalla frana.
    Ma vi ho detto tutto ciò che posso.

    Scriveva Roberto “Freak” Antoni

    Se c’è la luna in cielo
    Io ti penso sotto il melo
    A te vola il mio pensiero
    Mentre mi faccio un po’ di nero

    Più che petrarchismo direi scrittura vagamente demenziale e forse un po’ sopravvalutata.

    • Carlita

      Caro Almerighi,
      “scrittura vagamente demenziale”: direi essere un commento privo di criticità costruttiva e puramente offensivo senza alcuna comunicazione.

      Testo musicale e adatto anche ai giovani lettori. Un testo “leggero” che ti strappa un sorriso.
      Saluti a tutti.

      • Cara Carlita, scriva per sé ed esprima il suo commento, non commenti i commentatori. Mi spiace davvero che lei non abbia idea di cosa sia stata la stagione demenziale a Bologna verso la fine degli anni ’70, altrimenti avrebbe capito bene
        a. che non ho offeso nessuno, anzi
        b. che ho comunicato
        c. che bisogna usare tutti i lobi che madre natura ci mette a disposizione prima di scrivere fesserie. Grazie

  2. Onestamente non mi hanno colpito affatto questi versi-con tutto il rispetto per l’autore- trovo un uso delle rime quasi più scontato del mio e certamente non la penso così perché non apprezzi il genere satirico e giocoso.
    Non sono il tipo che si propaganda o che voglia mettersi a confronto con i versi altrui e spero che nessuno me ne voglia (dato che non sono il primo a postare proprio versi), però credo che questa mia poesia (scritta a 14 anni e ormai rigettata) sia abbastanza più satirica e giocosa.

    La ballata del vagabondo

    Senza un vero tetto, ma con una morale
    seguo la mia strada,corro verso un ideale.
    Libero non nasci ne’ tanto meno muori:
    dovrai chinar la testa pure a chi ti porta i fiori!

    Cammino per le strade, senza mai aver timore:
    c’è sempre un vero sogno dietro a un angolo del cuore,
    ma un vero vagabondo un sogno lo tiene per mano:
    la chiamano libertà, ciò che ti rende un aeroplano.

    Io sono un vagabondo, senza infamia e senza lode,
    chi vive come me, sai, segue il cuore e mai le mode.
    Io sono un vagabondo vero e non all’occorrenza,
    la mia unica fede porta il nome di coerenza.

    E’ facile conoscere il mondo quando leggi,
    non per un ignorante che sorride, come me:
    sorrido perché un foglio non ti saprà raccontare
    come si vive all’aria aperta in tutte le ore.

    Penso che i politici non ammetteranno mai
    che mentre cercano ordine, ti mettono nei guai;
    è facile comandare e poi negare l’evidenza,
    ma io, della politica, non noterei l’assenza…

    Io sono un vagabondo e son rimasto qui da solo,
    ma almeno canto il mondo e non mi dedico al tritolo.
    C’è chi mi guarda e scappa, senza fermarsi a pensare:
    spesso mi disprezzano come se fossi un animale.

    Ma sì,forse è vero che sono uno che fugge,
    ma voi spiegatemi il senso di ogni vostra legge!
    Io vivo per il mondo,son tranquillo e son giocondo:
    lui almeno non ha leggi*,si sa solo che è rotondo …!
    * semplificazione per sminuire leggi che non siano naturali; geoide

    • Gabriele Fratini

      Gentile Mariano, la ringrazio per il commento e per questo testo “scapigliato”, che necessiterebbe una bella sforbiciata dal parrucchiere ma è notevole per un quattordicenne. Confesso che a quell’età mi interessavano più i videogiochi che i poeti. Un saluto 😉

  3. Gabriele Fratini

    Gentile Almerighi, la ringrazio del commento. Ritengo di dover intervenire subito per un chiarimento. Si tratta in questo caso di rime giocose-satiriche. Ho citato il petrarchismo parlando di “gusti”, non di modelli. Come stile di scrittura (ma se preferisce può chiamarlo “stile semplice”), non certo per le tematiche. E in questo senso praticamente metà della storia della poesia italiana può richiamarsi al petrarchismo. Se invece allude alla poesia giocosa o anche comica perché no (“demenziale” forse è un po’ offensivo), i miei autori di riferimento, nell’ultimo secolo sono in ordine sparso Piumini, Tognolini, Scialoja, De Benedetti, Rodari, Palazzeschi e Trilussa, e per i secoli passati non posso non omaggiare il più grande di tutti (per me) che è La Fontaine. Un saluto e un ringraziamento a tutti coloro che vorranno leggere.

    • Un saluto e un ringraziamento a Lei, Gentile Fratini. Tra l’altro l’ho avvicinata allo scrivere di un personaggio illustre per quanto sottovalutato.

      • Gabriele Fratini

        Sicuramente. Anche se tra tutti i sottogeneri del giocoso il non-sense è che quello che apprezzo di meno. Preferisco qualsiasi tipo anche di gioco di parlole o filastrocca che però abbia un minimo di significato…

        • Gabriele Fratini

          PS cmq la quartina di Antoni che hai citato non ha ritmo, 7-8-8-9, è poco musicale. Già 7-7-8-8 poteva andare meglio, anche se non il massimo. Qui è forse un paroliere ma non un poeta. Anche se non sono un purista della metrica, ma quando si scrivono canzonette un minimo d’orecchio… per es. a che serve l’ “io” del secondo verso? 🙂 Forse avrebbe dovuto levare l’io o mettere “nel” cielo al primo verso, e dare una sistemata al quarto. Non è d’accordo? 😉

          • Prova ad ascoltare la canzone Vortice, Skiantos 1978

            • Gabriele Fratini

              appunto è un paroliere, come pensavo. ma non un poeta

              • Valerio Gaio Pedini

                ma tu sei un poeta? già considerarsi poeta è offensivo, dato i poeti attuali. preferire dire, se fossi in te, di essere un animale che dopo aver mangiato scrive un versucolo. mi piace lo spirito d’inizaitiva, ma taglia, correggi, cambia sposta! comunque continua. al di là di tutto hai temperamento. Ma non difinirti poeta. Nemmeno la fontane si considerava tale. il tema mi piace, forse perché religiosamente sono panteista, ma come ho detto, Gabriele non rido. riderei di più se omettessi il petrarchismo.

                • Gabriele Fratini

                  Grazie del commento Valerio Pedini. Forse abbiamo idee diverse di poesia. Considero la poesia un concetto più ampio della lirica, per me include anche il genere giocoso. Ma se lei la pensa diversamente rispetto la sua idea pur non condividendola. Nessuno si offenda non ce n’è bisogno. 🙂
                  Poesia giocosa non significa necessariamente che faccia ridere. Infatti ho scritto “giocosa-satirica”, non comica o burlesca. Ho scritto anche poesie comiche se le interessa, come una canzonetta rococò sull’aereofagia (che forse si può trovare su internet da qualche parte, non ricordo), magari la farà ridere, ma i gusti del divertimento non è detto che coincidano. Ho scritto filastrocche, favole di animali, parodie, fiabe, epigrammi e anche liriche “serie”. Non tutta la poesia “leggera” fa ridere. L’intento di queste quartine non è sbellicarsi dalle risate ma a metà tra ironia e riflessione, sempre tenendosi sulla levitas. Un saluto

                  • Gabriele Fratini

                    Pedini ma leggo che lei ha 20 anni, così dice la sua scheda. Ora mi spiego delle cose, tra cui la sfrontatezza, il dare del tu ecc. Sinceramente pensavo che le critiche venissero da un autore un po’ più, ehm… “formato” diciamo così, con tutto il rispetto, ovvio che vorrei avere anch’io vent’anni. Io ne ho 36 e come autore sono già giovane, ma 20… viviamo due mondi diversi.

                    • Valerio Gaio Pedini

                      fratini, definire me lirico è bestemmiare. io sarcastico. ma la satira, come ho precisato, nel commento su benni la reputo sbrigativa. lei ha 36 anni, ma scrive come un pedini quattrodicenne, ergo ogni mia critica è ponderata. ho vent’anni e mi sento centenario, oltre che morente. quindi non conta. lei è più o meno? pozzoni ha due anni in più di lei ma èmolto di più. palazzeschi scrsse i tre quarti delle poesie a 17 anni poi si stancò e le riprese a ciquant’anni dopo. Ergo il commento dell’età è banale. dato che comunque qui il ventenne è comparso più volte sia come critico che come poeta. A differenza del trentaseinne. forse sono comparso più volte proprio perché sono una testa di cazzo che non si sottomette a queste stupide cagatine sociali.

                    • Gabriele Fratini

                      Ringrazio Carlita per il commento.

                      @ V.G. Pedini, le rispondo per l’ultima volta.
                      1) La critica di chiunque di qualunque età è ben accetta, purché espressa in modi educati. Scrivendo anche filastrocche e poesie per ragazzi ovviamente mi interessa il parere dei bambini, dei quindicenni o dei ventenni. Il turpiloquio è un’altra cosa.
                      Non credo che i giovani autori che lei ha citato andassero in giro a offendere i più anziani e se lo facevano erano dei maleducati come lei.
                      2) Scrivere DA quattordicenne o scrivere PER I quattordicenni sono due cose differenti.
                      3) Non mi interessa se è apparso qui o altrove, questo è lo spazio che G.L. mi ha dedicato e lei ha imbrattato con parolacce. Ciò che penso dei suoi testi l’ho già scritto nella sua pagina e qui non intendo parlarne.

                      In seguito risponderò eventualmente soltanto RIGUARDO IL TESTO e non a provocazioni di alcun tipo. Per qualunque altra cosa potete tranquillamente scrivermi all’indirizzo aperto a tutti.
                      gabriele_fratini@libero.it
                      Saluti

          • Gabriele Fratini

            … se la luna sta nel cielo/ io ti penso sotto il melo… già fila di più 😉

  4. Uno dei più grandi poeti italiani della seconda metà del Novecento, Ennio Flaiano ha scritto:

    Quando la luna varca la città
    Da levante a ponente
    Io la guardo e mi piace
    La sua pallida puntualità.

    *

    L’orto dei frati era l’orto del lupo mannaro
    Dietro la siepe trovarono disteso il morto.
    La luna si specchiava nel pozzo dell’orto.
    Il freddo era quello dei bambini.
    E la campagna, quella che io ricordo.

  5. Gabriele Fratini

    Belle. Flaiano è un maestro dell’epigramma. Sulla luna non ne ho scritti, al massimo potrei rispondere come il pesciolino rosso…

    Non diverso
    da una bolla
    già m’appare l’universo:
    oggi vivo in una bolla! 🙂

    • Non diverso da una bolla
      già m’appare l’universo.
      Oggi vivo in una balla.

      Così mi sembra più pertinente, gentile Fratini :-))

      • Gabriele Fratini

        In che senso Panetta? Preferisco la prima. Non metterei balla. Meglio bolla per me. Un saluto

        • Gabriele Fratini

          In effetti c’è un refuso di cuimi scuso, ho ripetuto bolla 2 volte, la prima era ampolla per cui sarebbe:

          Non diverso
          da un’ampolla
          già m’appare l’universo:
          oggi vivo in una bolla!

          (così l’ho pubblicata anni fa)

          • Sia più (im)pertinente, via :-))

            • Gabriele Fratini

              Tutti l’anni de studi a capo chino,
              letture d’ogni sorta de poesia
              e quanno che se pubblica la mia
              me faccio criticà da un regazzino… 🙂

              (così sono abbastanza impertinente, gentile Panetta? il “regazzino” non è lei ovviamente, ma non importa è solo una battuta, accetto qualsiasi critica anche dai pischelli anzi cancello questa quartina con L’INCANTESIMO DEL CANCELLINO…

              Errata corrige amaro
              al fine di essere letto
              e dare un nuovo concetto
              all’idioma poco chiaro:

              “Tutto ciò che scrissi prima
              come incanto è cancellato
              nell’istante appena nato
              da cui scrivo questa rima”.

              Buona notte!

  6. Il Narvalo

    Fratini, senza offesa: mi sembrano le classiche poesie della domenica, scritte a tempo perso qualche giorno dopo aver visto la proposta tematica del sito.
    Poi, “stile semplice”, poesia giocosa: a parte il fatto che non è divertente, almeno per me, non capisco perché una poesia giocosa debba funzionare solo con tutte queste inversioni sintattiche (chiaramente “zeppe” metriche) e con un lessico così aulico, desueto (“ove”, “lidi”, “genìa”; e non basta affiancarci “aspartame” o “tintarella” per togliere la sensazione di scarso adattamento al metro e alla rima).

    • Gabriele Fratini

      A tema sì senz’altro, della domenica no. C’è comunque un lavoro dietro. Il lessico è volutamente aulico poiché è il re che parla, da un’isola remota senza tempo… mi verrebbe voglia di aggiungere una quartina

      Tendenze suicide

      Vorrei a volte buttarmi in un fosso
      ma temo siano tutti già riempiti
      dall’accumulo dei molti detriti
      di raccolta differenziata… Posso?

      La fa ridere? a me sì. Ma i gusti possono essere diversi. Un saluto anche a lei narvalo

  7. Valerio Gaio Pedini

    Se doveva far ridere, io non ho riso. Ho letto pensieri che a 14 anni iniziai a pensare in forma già più avanzata. come dico sempre con gli epigrammi: non mi sorprendono, non come dovrebbero fare. poi se prendo il contenuto lo considero molto serio (come ho detto, ci penso da anni in modo teorico e pratico e non poetico, né sbrodoloso). quindi se sono epigrammi io non rido. rimango impassibile. Come al solito, poco contrasto. ma questi sono versi? o non viersi? niente dele due. Pensieri che nemmeno trovano spazio nell’aforismario. Fratini, per quanto il contenuto mi potesse piace, la fomra è troppo semplicistica, il contrasto è assente e non credo che moro si offenda ! 😄

    • Gabriele Fratini

      Cosa vuole che le dica…. forse mi prendo meno sul serio…

      Non ho il male di vivere
      ma il colpo della strega
      che ogni tanto mi piega
      e non mi fa più scrivere.

      Il male del mio vivere
      ho appena debellato
      che già una nuova pena
      annoia il mio stato.

      (Questa la fa sorridere? Si intitola “Occhi di seppia”. A me sì, forse mi basta poco per sorridere…) .D

  8. aurora

    Ciò che mi piace di questa poesia è che riesce a trattare un tema abbastanza difficile come quello dell’utopia con un tocco di leggerezza e ironia che traspare dai versi. Non credo sia semplice coniugare questi aspetti.

  9. Rime per twitter con qualche verso che mi ha divertito, questione di sensibilità: “con il latte non ci facciamo niente”…” non ci spingiamo mai oltre le boe”. Se si vuol fare a gara con il linguaggio basso non c’è niente di meglio della rima, che tutto sommato è un salvagente. Il dolore avrà altre profondità ma la gioia esprime un’intelligenza superiore. Certo, con il rischio di sembrare superficiali.

    • Gabriele Fratini

      Grazie del commento Lucio Tosi. Non frequento twitter, sono epigrammi, o quartine, o “shorts” come dicono gli inglesi.
      In effetti “con il latte non ci facciamo niente” non mi soddisfa, è una delle rime meno riuscite che ho scritto e sto cercando il modo di sostituirla. L’altra sulle boe invece mi piace molto, è definitiva. 🙂

      • Per via della doppia negazione? Sciocchezze.

        • Gabriele Fratini

          Non per la doppia negazione. L’ho scritta perché i vegani che io sappia non bevono il latte, ma mi sembra comunque deboluccia. Infatti si passa in tre versi dalla dieta vegana alla tana degli animali, di nuovo alla dieta che esclude il latte. Il pensiero si muove troppo, fa i salti mortali per ritornare al punto di partenza. Cioè dieta-tana-latte mentre a livello logico dovrebbe venire dieta-latte-tana, così non staccherebbe. Ci penserò.

          Ringrazio anche Aurora del commento.

  10. La poesia non pensa, la poesia agisce.
    E ancora, da Aristotele, “chi pensa sia necessario filosofare deve filosofare e chi pensa non si debba filosofare deve filosofare per dimostrare che non si deve filosofare; dunque si deve filosofare in ogni caso o andarsene di qui, dando l’addio alla vita, poiché tutte le altre cose sembrano essere solo chiacchiere e vaniloqui.”

    Potrei continuare con “impara l’arte e mettila da parte”, però un “mea culpa”, un “ci penserò” tradisce un lato umano inedito tra chi professa poesia e per questo possiamo perdonare. Un consiglio, queste riflessioni le faccia prima, nel chiuso di se stesso, poi, appena pronto, ne informi il MONDO.

    • Gabriele Fratini

      Non sono d’accordo con lei. L’ispirazione è azione ma il labor limae è pensiero. Nella poesia sono presenti entrambe. Gentile Panetta, ha intenzione di passare al setaccio ogni virgola che scrivo sui commenti? No, tanto per regolarmi 🙂
      Sarebbe meglio concentrarsi sul testo, se no oltre alla critica al testo facciamo anche la critica al commento del testo e inizia a diventare pesante. Buona notte.

  11. Se dice castronerie sì. Riguardo al labor limae Le consiglio di farlo in privato per non appesantire il blog. Vuole una critica ai suoi versi? Se la deve meritare. Al momento addotto un Suo pensiero: silentium, Adhic sub iudice lis est.
    :-))

    • Gabriele Fratini

      Non l’ho mai chiesta 🙂
      Mi basta che li abbia letti 😉 Io non dico che lei dice castronerie, ma che non sono d’accordo. La invito a fare altrettanto e a non scadere nella maleducazione. Lei non ha 20 anni.

      • Leggendo le sue, in realtà ne ho 16 di anni, anni in cui giocavo a tombola. Non credo di essere stato maleducato, non ho insultato nessuno, mi pare, nemmeno Lei e me ne sorprendo.

        Quanto già detto dal Narvalo mi pare pertinente riguardo ai suoi versi. E il consiglio di Giuseppina Di Leo lo adotto: “lavorarci di più”.
        Le ricordo che in media questo blog ha una visualizzazione di circa 700/800 lettori. Ma tranne i 5/6 assidui il resto tace. Troppo presto per cantare vittoria, seppure qualche nota sia pregevole. Ma finiamola qui.
        Saluti

        • Gabriele Fratini

          Gentile Panetta

          vittoria di cosa? boh… vittoria mi pare esagerato. Non c’è alcuna vittoria semmai un punto di partenza per migliorarsi come dice bene Giuseppina Di Leo che ringrazio del commento e anche per la sua pacatezza nell’esprimerlo, che non è da tutti mi pare.

          A prescindere che mi interessa senz’altro il pubblico di 16enni e anche meno dal momento che scrivo anche filastrocche (e le assicuro che presentano la stessa difficoltà compositiva delle liriche introspettive), non ho detto che insulta qualcuno ma si è rivolto in modo irrispettoso dando del tombolaro che dice corbellerie (ma poi che c’è di sbagliato nel parlare di metrica su una canzonetta?) ma non entra realmente nella discussione del testo, tranne un po’ nell’ultimo post. Altrove ha parlato di oblio, lumicino che si pegne… boh. Non voglio vivere di queste competizioni che non mi interessano.
          Da qui in avanti accolgo volentieri l’appello di G.L. a concentrarsi sui testi. Se vuole discutere di qualsiasi altra cosa può farlo via email senza alcun problema. Grazie

  12. Giuseppina Di Leo

    Ho letto queste tue poesie Gabriele Fratini e la mia impressione è che c’è del buono, come penso abbiano detto altri nei commenti (non li ho letti tutti).
    Resta il fatto che ‘l’idea’ dalla quale parti resta come chiusa in sé stessa, dovresti lavorarci di più, evitando, se possibile, qualche banalità, come lo ‘scoppio del motore’ che non si trova (ma forse non ho capito io), oppure “più guardiamo più l’occhio si allena”, per far rima,. Ma questo è solo un mio parere.
    Astrologia però mi piace, per quella ironia di fondo:

    Senza lumi e lampioni il telescopio
    si punta in cerca di costellazioni
    per leggere il destino delle azioni
    che detta l’astro, mentre io ricopio.

    .

  13. Valerio Gaio Pedini

    ci manca un altro ridicolo Benni in questo mondo di coglioni! come direbbe il mio caro Sagredo:”troppo debole”

  14. Valerio Gaio Pedini

    forse non ve ne rendete conto, ma in ogni mio testo rido! l’ho già detto, viviamo in una tragicommedia, come si fa a non ridere? però facendo un paragone azzardato dovremmo dire che benni è più intelligente di pasolini. direi che è una stronzata. ritorno nell’ombra per un altro mese. magari avrò cinquant’anni e potrò dare consigli senza che uno che non vale né più né meno di me scriva castronerie sull’età.

  15. Gabriele Fratini

    Ringrazio Carlita per il commento.

    @ V.G. Pedini, le rispondo per l’ultima volta.
    1) La critica di chiunque di qualunque età è ben accetta, purché espressa in modi educati. Scrivendo anche filastrocche e poesie per ragazzi ovviamente mi interessa il parere dei bambini, dei quindicenni o dei ventenni. Il turpiloquio è un’altra cosa.
    Non credo che i giovani autori che lei ha citato andassero in giro a offendere i più anziani e se lo facevano erano dei maleducati come lei.
    2) Scrivere DA quattordicenne o scrivere PER I quattordicenni sono due cose differenti.
    3) Non mi interessa se è apparso qui o altrove, questo è lo spazio che G.L. mi ha dedicato e lei ha imbrattato con parolacce. Ciò che penso dei suoi testi l’ho già scritto nella sua pagina e qui non intendo parlarne.

    In seguito risponderò eventualmente soltanto RIGUARDO IL TESTO e non a provocazioni di alcun tipo. Per qualunque altra cosa potete tranquillamente scrivermi all’indirizzo aperto a tutti.
    gabriele_fratini@libero.it
    Saluti

  16. Gabriele, ciò che dico in privato lo posso tranquillamente ripetere in pubblico.
    Ritengo tu abbia una capacità versificatoria notevole, ma troppo accademica. Come detto in privato, se tu riuscissi a convogliare questa tua forza verso uno scavo profondo e non limitarti alla smerigliatura un po’ asettica del testo, anche in considerazione di quello che ho letto di tuo altrove, sarebbe un tuo punto di forza notevole.
    Credo che bisogna anche avere coraggio nel criticare, il buonismo è fallace.
    Bisogna saper leggere al di là del cuore. E tu hai una cultura di tutto rispetto.
    Ora tu te le prendi se definisco certa poesia rimata “tombola”, ma io da lettore critico dico che certe operazioni metriche, poche in verità, possono essere valide se alla retorica ci mettiamo contenuti che vadano a incidere il testo con l’afflato lirico, come fatto ultimamente, per esempio, da Annamaria De Pietro.
    Io non sono nessuno. Ho pecche imperdonabili. Ma ciò che affermo qui non è diverso da ciò che dico in privato, con i dovuti distinguo dovuti dai diversi piani.

  17. Luigi

    Simpatica rissa giocosa complmenti a tutti, ma non riempiamola di volgarità, anche se comprendo che la parolaccia volutamente ostentata a volte serve a coprire una carenza di personalità.
    Da parte mia (uno di quelli che in genere tacciono) trovo molto buoni i versi del Fratini che dietro un mantello di giocosità nasconde temi profondi e persino drami di cronaca: due esempi fra le righe di “spostamenti” si vedono le carrette del mare piene di clandestini che spesso pagano il loro biglietto con la vita o in “raccolta differenziata” si intuisce un bimbo strangolato e buttato in un fosso… un orrore della cronaca di tutti i giorni.
    Saluti a tutti da Luigi che di anni ne ha 65, ma che vi assicuro sinora li ha vissuti tutti dal primo al sessantacinquesimo.

  18. giuseppe

    Salve,
    premesso che non sono un esperto di poesia, il componimento mi sembra raggiungere in pieno il suo scopo di satira sociale del tutto in linea con l’esperienza letteraria pregressa dell’autore, considero quindi l’opera interessante e capace di far riflettere con poche righe il lettore.
    Saluti a tutti.

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