NOVE POESIE SCELTE di Simonetta Longo da Notturlabio. Previsioni dall’ombra (2014)

giuseppe pedota acrilico su persplex anni Novanta

giuseppe pedota acrilico su persplex anni Novanta

 Simonetta Longo, di origine salentina, si è laureata con lode in Lettere all’Università di Lecce con una tesi sul Mefistofele di Arrigo Boito con il critico Donato Valli e si è successivamente specializzata all’Università di Pavia; vive e insegna a Milano. Agli studenti del laboratorio di poesia tenuto dall’autrice è stato assegnato il primo premio, nella sezione scuola, al Premio internazionale Mario Luzi, 2013. Ha partecipato a reading ed eventi, fra i quali: La freccia della poesia con una poetica Rissa in Galleria, manifestazione organizzata da Tomaso Kemeny e Grand Tour Poetico (2014); I 50 anni della “contestazione testuale”, evento organizzato dalla rivista letteraria Il Segnale (2013); Il silenzio dell’ignoranza e la voce della poesia, a cura di Tomaso Kemeny (Casa della poesia, Palazzina Liberty, Milano 2014); È-vento di poesia, a cura di Chicca Morone (2013, 2014); Biennale della poesia di Alessandria (2014).

Suoi testi sono presenti su diversi blog e siti letterari. E` redattrice della rivista cartacea «Pentèlite, scritture letterarie di Sicilia». La silloge poetica Notturlabio. Previsioni dall’ombra, postfazione di Emanuele Spano, è stata pubblicata nella Collezione Letteraria di Puntoacapo Editrice, maggio 2014.

Notturlabio è un tradizionale libro di carta, e dunque da sfogliare; ma è anche un’opera multimediale da ascoltare e da guardare; i versi sono originati spesso dalle sensazioni: dalla vista di dipinti o dall’ascolto di brani musicali e, in alcuni casi, dalla percezione di profumi e da altri stimoli sensoriali. E il lettore può seguire lo stesso percorso dell’autrice perché accanto ai testi sono indicate le opere figurative e i brani musicali di riferimento.

opera di Giuseppe Pedota, ciclo dei pianeti spenti, anni Novanta

opera di Giuseppe Pedota, ciclo dei pianeti spenti, anni Novanta

notturlabio

notturlabio

Singoli testi contenuti in Notturlabio sono stati pubblicati in antologie: Orfeo in AA. VV., La nascita della quarta Grazia, a cura di T. Kemeny, Arcipelago Edizioni, 2013; Anche la Venere di Milo in AA. VV., Luci e ombre mitomoderniste, a cura di C. Morone, Attini Arte, 2013; About nothing in AA.VV., Verba agrestia, LietoColle, 2013 (pres. giuria A. M. Farabbi); Lithium (A L.) in AA.VV., Il Segreto delle Fragole 2013, a cura di Marinella Polidori e Agostino Cornali, LietoColle, 2012; La maga e Chanel n. 5 sulla rivista «Pentèlite, scritture letterarie di Sicilia», 2012. Inoltre,Orfeo ha ottenuto una menzione al Premio Internazionale Rodolfo Valentino, 2013 (in giuria Anna Antolisei, Roberto Bertolo, Tomaso Kemeny, Antonio Miredi, Chicca Morone, Paola Novaria);Retrogusto ha ottenuto una Menzione di Merito per votazione e per valutazione del Presidente di giuria Valentino Zeichen al Premio nazionale di poesia Mimesis 2014, XVII edizione ed è stata pubblicata nell’antologia ufficiale del premio: AA.VV., Passaggio a livello senza barriere, Rupe mutevole Edizioni, Bedonia (Parma) 2014.

Alcune liriche inedite tratte da un nuovo progetto “Untitled” sono state selezionate dalla giuria tecnica per concorrere alle fasi finali del “Premio internazionale di letteratura Città di Como” 2014 (Giuria: presid. Andrea Vitali, Giorgio Albonico, Maurizio Cucchi, Laura Garavaglia, Emilio Magni, Lorenzo Morandotti); il testo Untitled # 1 è stato pubblicato nell’antologia La vita sostenibile. Poeticodiario 2015, a cura di Guido Oldani e Marina Bignotti, LietoColle Editore, Faloppio (CO), nov. 2014. Il testo Fluttuazioni in campo sonoro è stato pubblicato insieme a un collage di Paolo Ricci in una plaquette di Pulcinoelefante Edizioni, ed. 9310, nov. 2014, Osnago.

simonetta_longo_notturlabio_copertina_collezione_letteraria_puntoacapo

Retrogusto

Nel retrogusto dell’inverno
ho annegato
la mia impossibile estate
e mangio a spicchi
i giorni
per ingannare l’attesa
davanti allo specchio impassibile
alle mie brame.

Ho assaggiato il volo
ma la dolcezza del gesto
m’è costata tre giri
di hula hoop all’inferno
e ritorno.
Non si bara col prestigiatore
quando nel mazzo
si ha in sorte
l’antiregina di fango.

Il tempo è un abisso
di rovente catrame
in cui la vita affonda
come un tacco.

Forse è per questo
che tremo
d’estate.

.
Pigmalione e la statua

Previsione da E. B. Jones, Pigmalione: La mano si arresta e Pigmalione: Il fuoco divino

I. PIGMALIONE

Ti plasmerò
ma non avrai cuore per me
e resterò a guardarti in sogno
muta.
La linea perfetta
mi consuma il sonno,
la febbre del desiderio lima il marmo
della tua esile immobilità
e il mio amore è di pietra.
Attendo.
Attendo.
Prego
un respiro alla tua indifferente bellezza
di statua.
Parla, parlami questa notte
nelle mani graffiate d’attesa
lo scalpello febbrile
si muove sui tuoi occhi vuoti di dolcezza
per me.
Vivi.
Voglio sentire la tua voce vibrante
vedere i tuoi occhi acuti
Voglio stringere le tue calde forme
mordere le tue labbra pulsanti
Voglio annusare il tuo profumo carnale
mia bianca ossessione.
Guarda, guardami, l’alba mi opprime
e il tuo bacio non dato toglie il respiro.
Svegliati dal tuo incubo di giovane eternità
allora tra le nostre mani cadrà il velo del Tempo
e franerà l’abisso che ci divide.
Non condannarmi all’assenza
dall’alto d’un impossibile piedistallo
io ti ho creato di roccia dura e amore
svegliati e prendimi
in un abbraccio di sangue.

Giuseppe Pedota nudo femminile, anni Novanta

Giuseppe Pedota nudo femminile, anni Novanta

 

II. LA STATUA

Mai mi ero schiantata
contro occhi così chiari
ed ora come statua
ho tutti i pensieri infranti
e un coccio di felicità
per ogni sguardo
resto immobile
assente alla lotta
del tuo scalpello contro la mia carne
e mentre infuri
stai plasmando il mio cuore
non il corpo che credi
strappami alla mia notte
di marmo
perché per il tuo sguardo
si è fermato il dolore
dacché
pensarti è alba
e volo d’aquila
così attenderò lo schianto
e dai tuoi occhi
nascerà il mio respiro

 

 

 

 

Nike

Nike

Nike (mutilata)

Previsione dalla scultura Nike di Samotracia (Tav. XXVI)

.
Mi dà brividi il vento
troppo leggera è la veste
sotto cui freme il marmo pario
ma devo forzare le ali
all’impeto:
Ecco la triremi!
Vi annuncerò la gloria, soldati,
dall’ombelico che vi ispira
già sulla prua
il piede destro si posa
a mietere attese
con petto proteso
all’offerta
Eppure qualcuno osò
profanarmi il sogno
(e ancora mi si chiede
dove smarrii le braccia
la testa)
È questo vento
non dà tregua al possesso
pieno
d’ogni mia forma
e l’unica mano divisa
sarà sospesa tra un saluto
e il nome in cui mi chiamano:
Vittoria

La Venere di Milo

La Venere di Milo

Anche la Venere di Milo

Pianterreno del Louvre, ala Sully, sala 16. A Mario

«Riportami alla mia isola!
sono stanca d’occhi
e immobilità

meglio era essere divisa
in due che portare la mela
del vincitore

la mia bellezza da gendarme,
caro Renoir, m’estenua
sotto i fari

e poi, chi mi ha sottratto
orecchini bracciale e fascia per capelli?
è dura l’ansia dei fori vuoti

pazienza la nudità,
ma non sapere neanche chi sono
e cosa ho perduto…

dammi la corona o almeno lo specchio
o uno scudo!
come vuoi che mi guardi il naso posticcio?

ed essere perfetta sempre
in assenza di braccia mani
e pure di un piede, credimi, stanca

potrei appoggiarmi a una colonna
o alla tua spalla
quest’aria viziata mi sfianca»

«E, così, mia cara,
anche la Venere di Milo suda
attraverso il marmo…»

 

simonetta longo

simonetta longo

La strega o come Jeanne

In memoria di Kepari Leniata, ventenne e madre di una bambina di otto mesi, uccisa con l’accusa di stregoneria a Mount Hagen–Papua Nuova Guinea il 7 febbraio 2013

.
E mi chiamate ancora
strega
allora lascerò che la strada
si srotoli come un tappeto
per la verità
e dal mio trono di immondizia
su cui mi condannate
confesserò
che avete ragione
tra fiamme
d’acre odore di gomma

E non avevo che vent’anni
E Jeanne neppure quelli

A lei consentirono
una veste bianca
a ricordarle
d’essere donna
e aver combattuto per un giglio

Io sono nuda
mentre mi straziano
e mi bruciano
viva
per amore di figlio

Jean rivendicò
la sua verginità al cielo
e il diritto a decidere per sé
in nome delle voci che la chiamavano
brandendo una spada
di libertà

Chiamatemi ancora strega
allora
se questo è il nome che date
all’insubordinata
che sceglie inquietamente
un’altra strada da quella marcata
e piuttosto che arrancare
sul tappeto
avanzerò urlandolo quel nome
strega, sì, strega!

E non avevo che vent’anni
E Jeanne neppure quelli

 

Cassandra

Cassandra

Cassandra conquistata

Previsione da E. De Morgan, Cassandra

Portami la tua corona
di rosaspina
che io mi ferisca le mani
e la fronte di sogni
non sarò poeta
se non con versi di pietra
che spaccano il vetro del mio candore
nessun dio ha ascoltato
il mio grido
come carezza trattenuta tra i capelli
in scomposta dolcezza
che dispera
Portami la tua corona
di rosa canina
che io mi strazi le orecchie
e la bocca di parole
non darmi tregua
voglio morderti le labbra
farti sanguinare il cuore
con i rubini grezzi del mio canto
nuovo per te
salvami
dallo strisciante silenzio
dalla quieta oscurità
prendi l’argento vivo del mio mistero
sciogli il tempo e lo spazio
saremo noi soli
e conquistami
Ma portami la tua corona disfiorata
che io ne faccia ghirlanda
per le mie notti insonni.

 

Berlino, Nationalgalerie, Endimione dormiente. Chatsworth

Berlino, Nationalgalerie, Endimione dormiente. Chatsworth

Il sogno di Endimione

Previsione da A.-L. Girodet Trioson, Il sonno di Endimione

L’architettura del Tempo
il sonno dell’eterno ragazzo — Endimione —
amato dalla mia luna
la scala e il compasso e il cerchio
non chiuso
il desiderio selvaggio
consumato in ellissi di parole.
Attese.
19 sogni
40 delitti senza amore
tra il dispari e il pari.
E piove nella clessidra
del mio crepuscolo di sangue
mentre tu sorgi a Oriente
impetuoso e bellissimo.
Potessi donarmi un solo istante
del tuo incendio
morirei in uno sfolgorante plenilunio d’inverno.
Ma l’angolo della tua bocca
mi ferisce e misuro giorni d’agonia
per una carezza trattenuta.
Ho ancora labbra vive
e segreti da svelare
agli specchi che imprigionano i tuoi occhi.
Potrei salvarti dalle belve degli anni feroci
con una sola parola ritmica e
indicibile.
Allora mio superbo Endimione
devi uccidere il tempo
per me.
Ma adesso tu dormi
nella sfera del tuo giovane amore scuro
ed io, intatta profezia,
tramonto.

 

la Sfinge di Edipo

la Sfinge di Edipo

La Sfinge ed Edipo

Previsione da G. Moreau, Edipo e la Sfinge

.
Io sono la Sfinge
senza enigmi
cadute le ali
e precipitato l’incanto
la mia coda di serpente
non avvelena che me stessa
ogni notte
ogni giorno
il mio corpo felino
si contorce nell’ombra del tempo
che rotola dal monte
insieme ai miei sogni infranti
divorai uomini inconsapevoli
con il mio amore oscuro
un giovane Edipo
sciolse i miei capelli alla luna
tra brandelli d’amori
estinti
e svelò il mio segreto
ma non sarà felice
chi osò profanare
il mio mistero
un abisso di rimorso
lo attende
in un cielo ingombro
di tuoni

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4 commenti

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4 risposte a “NOVE POESIE SCELTE di Simonetta Longo da Notturlabio. Previsioni dall’ombra (2014)

  1. L’Orologio Notturno, noto anche come Notturnale o Notturlabio, per affinità e similitudine con l’Astrolabio (altro strumento usato per le osservazioni astronomiche), era uno strumento che serviva per la misura del tempo anche di notte. Il suo uso era estremamente semplice, sebbene la sua precisione non fosse troppo spinta e non comparabile con quella di una meridiana; ciò nonostante ebbe larga diffusione nel tardo medioevo ed era particolarmente utilizzato dai marinai e dai cammellieri arabi del deserto.

    Il sottotitolo del libro di Simonetta Longo è “Previsioni dall’ombra”, è quindi del tutto naturale che “L’Ombra delle Parole” si occupasse di questo libro, avendo in comune con esso la sostanza dell’Ombra.
    Una particolarità e uno dei meriti del libro della Longo è il suo riflettere non sol sui miti e sui personaggi mitici del mondo pagano (Medusa, Andromeda, Arianna, il Minotauro, il Convito di Platone, Orfeo, Cassandra, Endimione, la Sfinge etc) ma anche sui personaggi del mondo moderno o su personaggi storici. Un libro molto complesso che si suddivide in capitoli: Previsioni della vista, Previsioni dell’odorato, previsioni dell’udito, Previsioni del gusto, del tatto, de Il quinto senso e mezzo e, infine, il Notturno. Un campionario completo quindi.

    I versi sono preferibilmente brevi, ubbidiscono ad un impulso motorio, chiari e lapidari. La chiarezza della versificazione confligge consapevolmente con l’oscurità della significazione simbolica. Prediligo certi versi come: «Chiedi alla tazza dove gli occhi abitano», che hanno la funzione di far spostare lo sguardo del lettore verso l’esterno, o l’interno di ciò che si dice, e ciò che dice la Longo lo dice per intendere altro, quella zona d’Ombra che il Notturlabio può solo misurare ma mai penetrare. Che solo la poesia può indicare fuggevolmente, come in tralice, come in sospensione…

  2. Gabriele Fratini

    Belle. All’ultima si potrebbe ironicamente rispondere “per le rime”…

    Sulla via della statale
    tra due ali di rapace
    c’è la chioma che riluce
    su un leone forestale.

    Lei divora chi non seppe
    dell’enigma le parole
    che ti aprono da sole
    il cammino verso Tebe.

  3. Pingback: “Notturlabio” su “L’Ombra delle Parole” di Giorgio Linguaglossa: “NOVE POESIE SCELTE di Simonetta Longo da Notturlabio. Previsioni dall’ombra (2014)” | La Sfinge Senza Enigmi (per una poesia sopravvivente)

  4. l’hula hoop all’inferno è geniale… eheheh, tra le altre cose, si potrebbe proiettare l’immagine anche in esterno direi, e più in alto fino al sistema planetario… mi piace

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