Archivi del giorno: 26 agosto 2014

POESIE SU PERSONAGGI STORICI MITICI O IMMAGINARI – Poesia di Letizia Leone “Su tema amletico” e di Anna Ventura “Stupor mundi”

ortona Letizia Leone, 2012,_olio_su_tavola,_59,8_x_35,6_cm 

letizia leone

letizia leone

Letizia Leone ha pubblicato i seguenti libri: Pochi centimetri di luce (2000); L’ora minerale (2003), (seconda edizione 2004); Carte sanitarie (2008); La disgrazia elementare (2011). Presente in numerose le antologie; Geografie Poetiche, ac. di W. Mauro, Giulio Perrone Editore, Roma, 2005; Sorridimi Ancora, (dodici storie di femminilità violate) Giulio Perrone Editore, Roma, 2007. Da quest’ultima raccolta è stato messo in scena “Le Invisibili” (regia Emanuela Giordano) Teatro Valle, Roma, 2009. Tiene un “Liceo di poesia” presso l’editore Giulio Perrone di Roma.

letizia leone museo archeologico  di Anzio

letizia leone museo archeologico di Anzio

Letizia Leone

Su tema amletico

Il coro dell’insonnia
la scheggia d’anima se c’è, la tua
o quella di chi è vissuto sulla terra
cos’è… dov’è… se vibra,
su per cortina sbiadita d’ appartamento o
nelle falcate del vento fuori città
sempre di notte
quando il sonno è profondo, cubico il sogno
e il pensiero diventa velo cucito
funicolo
freno di memoria povera ai piedi del letto
bolla sordomuta alla laringe
affogo d’afa.
Una notte
di diecimila anni
in volumine sorgivo – ti sta accanto
“I’m spirit”: il fiato idrico
d’ acqua di rubinetto
“sono il tuo spirito”, ha detto, questo assetato spettro
incuneato nel
liquido spuntato
in un bicchiere. Solo fiato.

Shakespeare
con le sue larve di fatica
penetra in ora vigile queste coscienze
calcola il sogno
ci lamenta guitto: “I’m thy father’s spirit,
Doomed…to walk the night…”
così dannato… Tu non esisti
e premi da magri sospiri
diffondi popoli alteri
nel vaso di smalto
tra l’immobilità dei garofani su steli
i gambi sfasciati
dall’aceto dei fiori
come ceri.

Tu non resisti in questa piatta
sputacchiera di tomba
tanta ombra
sola
ingorda di forma
così sola che sgronda
immensa
con la pioggia una qualsiasi
impronta.

Fuori città
Qualcuno abita solo.

La forza del fiore ha il fantasma
vaga nelle menti
si annida nei semi del tempo, rafforza
fa bava d’incubo
in notte che s’immortala su per torre
gru o altra punta gotica su mare
devastante. “I am thy father’s spirit” dice
se qualcuno ascolta

deve bucare l’aria
la ruota zingara della storia
la cecità che si fa viola e macchia il muro.

Scomparire oppure.

Perché questo è tempo
di avaro divinare
e uso chiuso di cose all’uso
è tempo
che preda anche le pietre
di città galvaniche ingorgate
se ogni oggetto s’infiamma del suo teatro pubblicitario
giocattolo feroce
tutto si fa desiderio divorato
non annuncia presagi
niente presentimenti

allora quale preghiera
può intagliare l’anima e il suo mare?
quale esorcismo
dall’abisso esaltare una divinità?

un confetto Lucifero
il drago celebraluce, la face
sgrassare tra fibra e ciglia
in novilunio?

Che non sia quel giallo cancerogeno di flash!
ma luce rara del trifoglio o altra leguminosa opaca, gas
che per incanto
maternità di fiamma accenda
il cuore

tuo cuore Amleto.

Anna Ventura

Anna Ventura

Anna Ventura

Anna Ventura è nata a Roma, da genitori abruzzesi. Laureata in lettere classiche a Firenze, agli studi di filologia classica, mai abbandonati, ha successivamente affiancato un’attività di critica letteraria e di scrittura creativa. Ha pubblicato raccolte di poesie, volumi di racconti, due romanzi, libri di saggistica. Collabora a riviste specializzate ,a  quotidiani, a pubblicazioni on line. Ha curato tre antologie di poeti contemporanei e la sezione “La poesia in Abruzzo” nel volume Vertenza Sud di Daniele Giancane (Besa, Lecce, 2002). È stata insignita del premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha tradotto il De Reditu di Claudio Rutilio Namaziano e alcuni inni di Ilario di Poitiers per il volume Poeti latini tradotti da scrittori italiani, a cura di Vincenzo Guarracino (Bompiani,1993). Dirige la collana di poesia “Flores”per la  Tabula Fati di Chieti.

Suoi diari, inseriti nella Lista d’Onore del Premio bandito dall’Archivio nel 1996 e in quello del 2009, sono depositati presso l’Archivio Nazionale del Diario di Pieve Santo Stefano di Arezzo.

È presente in siti web italiani e stranieri; sue opere sono state tradotte in francese, inglese, tedesco, portoghese e rumeno pubblicate  in Italia e all’estero in antologie e riviste. È presente nei volumi: AA.VV.-Cinquanta poesie tradotte da Paul Courget, Tabula Fati, Chieti, 2003; AA.VV. e El jardin,traduzione di  Carlos Vitale, Emboscall, Barcellona, 2004.

Federico II con dignitari

Federico II con dignitari

Stupor mundi

Quando Federico emise il primo vagito,
tutti il popolo che aveva assistito al parto
si commosse fino alle lacrime:
le donne, specialmente,
ammirate di fronte al terribile coraggio della madre,
la “monaca vecchia”che aveva superato ogni dubbio
per assecondare la spinta possente della Storia.
Ma quella era solo la prima prova di coraggio (e lei lo sapeva):
il cucciolo reale che era appena uscito dal suo corpo
non sarebbe stato ubbidiente,
né con lei,
né con alcuno sulla terra.
“Va bene così”, pensò la madre,
mentre si riavviava una ciocca di capelli,
scesa imprudentemente
sul suo volto di cera.

Anna Ventura copertina tu quoque

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