Archivi del giorno: 19 agosto 2014

WYSTAN HUGH AUDEN (1907-1973)O TELL ME THE TRUTH ABOUT LOVE” (Ditemi, vi prego, la verità sull’amore) – versione di Giorgio Linguaglossa con nota di Iosif Brodskij e un Commento di Alfonso Berardinelli

New York di notte

New York di notte

Questa poesia è la prima di dieci composizioni di Wystan Hugh Auden (New York 1907-Vienna 1973), composte fra il 1932 e il 1939. Molte di esse furono scritte per la musica di Benjamin Britten e per l’interpretazione del soprano Hedli Anderson; una prima versione di Funeral Blues venne musicata da Britten per The Ascent of F6, uno dei tre lavori teatrali che Auden scrisse in collaborazione con Christopher Isherwood.

Le dieci poesie che troverete sotto questa copertina sono state scritte quando la maggior parte di voi non era ancora tra i vivi: circa sessant’anni fa, negli anni Trenta. Nel mondo che si era appena riavuto dalla prima guerra mondiale e si stava avviando verso una carneficina anche più grande.

Tutti sapevano dell’una, pochissimi presentivano l’altra. Tra questi pochissimi era Wystan Hugh Auden, l’autore di queste poesie che, si può ben dire, portano in sé l’odore della guerra imminente. O, in ogni caso, l’odore del futuro.

I temi di queste poesie sono l’amore e la disonestà – i due poli tra i quali ci siamo trovati a soggiornare nel nostro secolo, pronti a gloriarci della loro occasionale divergenza ma bravissimi, anche quando siamo sfortunati, a conciliarli tra loro, a fonderli insieme. Ci sono buone ragioni se i versi del poeta oscillano tra la più intensa tenerezza e parossismi di indifferenza, e se da queste oscillazioni nasce uno stridente lirismo che non ha precedenti.

Non vi succederà un’altra volta di incontrare canzoni d’amore così cariche di apprensione. Contengono e trasmettono una sensibilità dissonante che si presterebbe facilmente a essere manipolata se non fosse per l’assoluta sobrietà che la sostiene. Inutile dire che non lasciano molte illusioni né a chi ama né a chi è amato; e meno ancora ne offrono al vostro prossimo e allo sconosciuto. Profondamente tragiche come sono, rimangono anche straordinariamente divertenti, perché la loro ironia è un risultato della desolazione.

W.H. Auden

W.H. Auden

 Riescono a sedurre e a temprare nello stesso tempo; in questo sta il loro potere e, insieme, la loro garanzia di durata. Ma ad accrescerne il vigore contribuisce la loro forma tradizionale: sono infatti, sostanzialmente, versioni moderne della folk ballad, e la ballata popolare è il «genere» che consola il lettore per la sua intonazione, se non con il suo contenuto narrativo. Una buona lirica è l’unica assicurazione che un soccombente riesce a riscuotere.

«Ballata» viene dal verbo «ballare»; e in una ballata, in un certo senso, tutto è danza, tutto balla e ammicca all’ascoltatore o al lettore: il tema, il significato e, più ancora, il metro. Poiché in generale ha per tema la violenza e la resa dei conti, la ballata è normalmente coincisa nell’esposizione e molto perentoria nel dénouement, nel suo scioglimento finale. Il nostro poeta, sovvertendo questo genere per piegarlo all’intento lirico, vi lascia vibrare l’eco sconvolgente di una danse macabre tudoriana. Quanto più forte è l’accento lirico, tanto più le dita del lettore sono portate a battere il tempo. Sono molto drammatiche, queste poesie; e non c’è da stupirsene, poiché spesso sono i frutti secondari, se così vogliamo chiamarli, della vasta attività teatrale cui Auden si dedicò negli anni Trenta in collaborazione con Christopher Isherwood. Ciò non toglie nulla alla loro autonomia, che è fuori questione, e al loro timbro, che è tagliente. Con l’asciutta precisione delle loro immagini e la semplicità della dizione, esse appartengono per natura al palcoscenico; ma l’intensità del sentimento era già un motivo più che sufficiente a metterle in corsa per la copertina di un libro.

Benché siano in effetti un diversivo rispetto ala sua attività principale, queste poesie offrono un’ottima occasione per dare una prima occhiata a colui che è stato, senza alcun dubbio, il più grande poeta inglese di questo secolo:  un’affermazione che si può fare con la coscienza tranquilla, ora che il secolo ha davanti a sé soltanto sei anni. Vi potrà capitare certamente, di sentire opinioni differenti, ma dovette fidarvi dei vostri occhi. La superiorità di Auden rispetto ai suoi contemporanei è ovvia nella sua maestria tecnica, nella sua cultura e nella sua capacità di penetrare a fondo nella condizione umana. ma è soprattutto evidente nell’enorme generosità del suo spirito e nell’intelligenza con cui viene incontro al lettore in ognuno (non è un’esagerazione) dei suoi versi.

Anche nei suoi momenti più bui Auden vi illumina e vi scalda il cuore. Per quanto il libro sia smilzo, nel chiuderlo sentirete e vi direte non quanto è grande questo poeta, ma quanto umani siete voi. Le sue poesie sono totalmente immuni da qualsiasi posa, e non vi parlano del poeta e dei suoi travagli ma vi dicono se potete farcela… le poesie di Auden rendono più accettabile questa vita. Il dono di creare un tale effetto è raro nel nostro mondo, e conviene approfittarne. Evidentemente, composto come noi «of Eros and of Dust, /Beleaguered by the same negation and despair» (di Eros e di Polvere, / assediato dalla stessa negazione e disperazione), egli era migliore di tutti noi, poeti e non poeti. Non c’è alcun motivo, per noi, di non sopportare ciò che egli sopportava. Merita di essere ascoltato, e non ve ne pentirete; e anzi, sì, se si può accettare la morte, è perché lui è morto.

dalla Prefazione di Iosif Brodskij a W.H. Auden La verità, vi prego, sull’amore Adelphi, 1995

 

W.H. Auden with Cecil Day-Lewis and Stephen Spender

W.H. Auden with Cecil Day-Lewis and Stephen Spender

 Ha scritto di Auden Alfonso Berardinelli: «L’opera poetica di Auden ha una fluidità a volte oratoria e a volte colloquiale che già di per sé segna una svolta rispetto allo stile “modernistico”, concentrato, ascetico, spesso orfico, ontologico, caratteristico della generazione dei poeti che ha preceduto la sua. Anche come poeta e non solo come saggista, Auden è soprattutto un uomo che “parla”. Si potrebbe dire che la sua stessa poesia è in larga misura saggistica versificata e animata dall’energica regolarità degli schemi metrici.

“La poesia non è magia”, ha affermato. “Se si può attribuire alla poesia o a qualsiasi altra forma d’arte, uno scopo ulteriore, questo consiste nel disincantare e disintossicare, dicendo la verità”.

Il linguaggio poetico di Auden non aspira a essere un sostituto, un surrogato fonosimbolico della realtà. È piuttosto, del tutto consapevolmente, un commento alla realtà, più osservata a distanza, da fuori e dall’alto, che direttamente vissuta. Auden non è un poeta dell’essere,  un poeta del pensare (…) Nella poesia di Auden le parole non vogliono essere cose, né influire sulle cose. la coscienza della separazione fa linguaggio e realtà è un presupposto che lo scrittore non dimentica mai. La poesia resta un evento del pensiero e del linguaggio; non cambia niente di esterno a sé. Pensieri e cose, lingua e mondo sono dimensioni parallele. (…) “i misconosciuti legislatori del mondo” scrisse “è una definizione che si attaglia ai membri della polizia segreta, non ai poeti”»

(A. B. in Casi critici Dal Post-moderno alla mutazione, Quodlibet, 2007,pp. 139.40)

 

W.H. Auden

W.H. Auden

O tell Me the Truth About Love

(Ditemi, vi prego, la verità sull’amore)

Some say that love’s a little boy,
And some say it’s a bird,
Some say it makes the world go round,
And some say that’s absurd,
And when I asked the man next-door,
Who looked as if he knew,
His wife got very cross indeed,
And said it wouldn’t do.

C’è chi dice che amore è un putto,
e altri che è un uccello,
altri dice che fa girare il mondo,
c’è chi dice sia un assurdo,
e quando ho chiesto a quello della porta accanto,
che sembrava ne sapesse,
a sua moglie andò di traverso
e disse che non ne sapeva niente.

Does it look like a pair of pyjamas,
Or the ham in a temperance hotel?
Does its odour remind one of llamas,
Or has it a comforting smell?
Is it prickly to touch as a hedge is,
Or soft as eiderdown fluff?
Is it sharp or quite smooth at the edges?
O tell me the truth about love.

Che assomiglia ad un pigiama,
o al salame in un hotel dabbene?
L’odore rammenterà il lama,
o avrà un odore confortevole?
Punge se lo tocchi come uno spino,
o è lieve come un abile piumino?
È affilato o liscio lungo gli orli?
Ditemi, vi prego, la verità sull’amore.

Our history books refer to it
In cryptic little notes,
It’s quite a common topic on
The Transatlantic boats;
I’ve found the subject mentioned in
Accounts of suicides.
And even seen it scribbled on
The backs of railway-guides.

I libri di storia ne parlano
in qualche criptica noticina,
ma è un argomento comune
a bordo delle navi da crociera;
ho visto dei cenni in qualche
cronaca dei suicidi,
e ci ho persino scritto sopra
sul retro degli orari ferroviari.

Does it howl like hungry Alsatian,
Or boom like a military band?
Could one give a first-rate imitation
On a saw or a Steinway Grand?
Is its singing at parties a riot?
Does it only like Classical stuff?
will it stop when one wants to be quiet?
O tell me the truth about love.

ulula come un cane alsaziano,
o come l’esplosione di una banda militare?
Si può farne una discreta imitazione
su una sega o uno Steinway da concerto?
È il suo canto alle feste un fracasso?
O amerà soltanto il classico?
Si fermerà quando si vuole stare in pace?
Ditemi, vi prego, la verità sull’amore.

I looked inside the summer-house;
It wasn’t ever there:
I tried the Thames at Maidenhead,
And Brighton’s bracing air.
I don’t know the blackbird sang,
Or what the tulip said;
But it wasn’t in the chicken-run,
Or underneath the bed.

Sono andato a sbirciare nel bersò;
non c’era mai stato lì;
l’ho cercato sul Tamigi e a Maidenhead,
e per l’aria frizzante di Brighton.
Non so che cosa cantasse il merlo,
o cosa dicesse il tulipano;
non era neanche nascosto nel pollaio,
o sotto il letto.

Can it pull extraordinary faces?
Is it usually sick on a swing?
Does it spend all its time at the races,
Or fiddling with pieces of string?
Has it views of its own about money?
Does it think Patriotism enough?
Are its stories vulgar but funny?
O tell me the truth about love.

Può fare smorfie strabilianti?
si sente sempre male su un’altalena?
Trascorre tutto il tempo alle corse,
o a strimpellare su corde scordate?
Avrà una sua opinione sul denaro?
Pensa da patriota, o no?
Sono le sue storie volgari o allegre?
Ditemi, vi prego, la verità sull’amore.

When it comes, will it come without warning
Just as I’m picking my nose?
Will it knock on my door in the morning,
Or tread in the bus on my toes?
Will it come like a change in the weather?
Will its greeting be courteous or rough?
Will it alter my life altogether?
O tell me the truth about love.

Quando viene, viene senza preavviso,
proprio quando ho le mani nel naso?
Busserà di mattina alla mia porta,
o mi schiaccerà il piede nel bus?
Verrà come un mutamento nel tempo?
Sarà cortese o rozzo il suo saluto?
Muterà il corso della mia vita?
Ditemi, vi prego, la verità sull’amore.

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