POESIE SU PERSONAGGI STORICI, MITICI O IMMAGINARI – POESIE di Flavio Almerighi, Giuseppe Panetta, Ivan Pozzoni, Sandra Evangelisti

escher Labirinto

Escher Labirinto

Flavio Almerighi

Tecniche di paludamento

Teste in disordine, braccia più piccole, incontrano soltanto propri simili. Allora si rimedia un fucile da ficcare in fondo alla gola, e così fecero Otto Weininger nel 1903, Vladimir Majakowski nel ’30, Ernest Hemingway nel ’61, Guido Morselli nel ’73, Guy Debord nel ’94.
Preferirono l’acqua Alfonsina Storni nel ’38, Virginia Woolf nel ’41, Paul Celan e Jean Amery nel ’70, Lucio Mastronardi nel ’79.
Ai gas chiesero conforto Sylvia Plath nel ’63, Anne Sexton nel ’74.
Pierre Drieu La Rochelle diventò leggenda col gas e un forte quantitativo di farmaci nel ’45. Yukio Mishima iniziò a decomporsi sul filo di una katana in diretta tv nel ’70.
Emilio Salgari, nonostante la tigre malese in giardino, si aprì ventre e gola con un rasoio nell’11.
Sergej Esenin, ottima tecnica di paludamento, s’impiccò dopo essersi tagliato le vene nel ’25,
Marina Cvetaeva nel ’41 appese una corda al soffitto, salì su uno sgabello e tirò un calcio.
Hart Crane nel ’32, John Berryman nel ’72 e Amelia Rosselli nel ’96 si gettarono da un ponte; George Trackl morì per overdose di cocaina nel ’14, Beppe Salvia sparì in uno sperpero di luce nell’85, Claudia Ruggeri aspettò l’autunno del ’96.
Cesare Pavese si uccise in una camera d’albergo a Torino nel ’50, sempre con i sonniferi nel dicembre del ’38 la giovane poetessa Antonia Pozzi attese la morte distesa sulla neve immacolata di Chiaravalle. Eros Alesi non volle scrivere troppo e se ne andò nel ’74, Remo Pagnanelli nell’87.
Primo Levi si tolse la vita gettandosi nella tromba delle scale del suo appartamento torinese anche lui nell’87; così come fece 15 anni dopo Franco Lucentini. Simone Cattaneo non si sopportò più a partire dal 2009
scrivere può preparare una vecchiaia perbene?

flavio almerighi

flavio almerighi

Arturo Nicolodi

Arturo Nicolodi è cronaca
di tralci d’umore e frantumi
dispersi senza tetto a morire
abbandonati al buon cuore
del destino, pigro
come il samaritano

quando serve
la cavalleria non si vede
nemmeno la polvere di lontano
sollevata dagli zoccoli,
generalmente sbaglia strada
come faceva il mio tenente

com’è tutta la voglia
di origliare milioni di notizie,
tante storie
nessuna informazione
a questo basterebbe mia madre
prima di dormire,

quanto mi sento piccolo
grandemente frustrato,
niente è andato né tornerà
fermo come questo paese
dove mia figlia non ha futuro
e noi a cenare con il nemico

flavio almerighi

flavio almerighi

Stazzema dodici agosto

Pardini Anna giorni venti,
settanta anniversari,
niente compleanni
nemmeno uno vissuto
in questo cazzo d’infinito,
gettata in strada, la stessa
ripristinata alla vigilia del freddo.

Durante i lavori di sterro
ritrovavano ossa e carcasse
le interravano di nuovo
in fretta e per paura
che uno zelota fermasse i lavori,
dopo l’oscurità nuova oscurità
accumularsi senza respiro.

L’armadio ha le ante
girate verso il muro,
sì che il vento non risollevi
le cartacce di Stazzema,
dormano pure tranquille
sul finire di questo dopoguerra

con tutte le sorelle in attesa
che quelle incinte
partoriscano solitudini bastarde
da mettere subito a dormire
appese al soffitto,
giusto angeli in cielo,
e fine di ogni formalità civile.

Un barlume,
appena appena ritrovato,
sta sul ciglio della strada riaperta,
come il paese tutto intento
a esportare democrazia.

Giuseppe Panetta

Giuseppe Panetta

 

Giuseppe Panetta

Meta-Mito

Mio nonno mi diceva sempre:
ricordati di salutare la stella del mattino
e di controllare che la tua ombra
sia attaccata ai piedi appena sveglio
altrimenti sei morto.

Guardo le pale d’Eolo sulla collina
il tritacarne dell’aria, i pannelli solari
che friggono insetti e formiche
che accendono la Titanomachia
e l’adamantina focaia del Sol invictus.

Il Pecus cuce energie a balletti
di bollette, con i Ciclopi dell’elettronica
omaggia l’onorata società della biacca
ed i galloni d’oro di Crono
il Titano di cromo. I Giganti del bisturi
e dei distributori tossici.
La madre che si congiunge col figlio
dal nickname Urano
in un video-poker di Caos.

Favolisti del consumo.
Riciclo di Apollonio Rodio in spray;
condizionamento di Callimaco in crema;
estorsione di Esiodo 2000 diesel.

Ricordati di salutare il satellite artificiale
che ti informa e ti deforma
e di controllare che la tua ombra
sia sopravvisuta ai cocktails di veleni
che non hanno nome.

(Inedito)

Ivan Pozzoni

Ivan Pozzoni

Ivan Pozzoni

La fuga di Mitridate

Questi momenti oscuri da instabile mondo terziario
ci inducono ad una sottile costante mitridatizzazione,
versandoci in versatori versatili di veleni metrici
nelle arterie d’una società tossicomane,
in crisi d’astensione.

Fondo un mondo dove rari eroi eroinomani,
ed eroine, inoculino, alternando, dosi d’antidoto e dosi di veleno
nelle loro stanche vene artistiche,
assicurando esiti incerti ai tests d’immunodeficenza,
battendo soglie di tolleranza.

Mitridate, assuefatto a Roma,
indossò un’armatura di scaglie di vento,
e non fuggì.

sandra evangelisti

sandra evangelisti

Sandra Evangelisti

L’Imperatrice

Teodora dagli occhi di ghiaccio, l’imperatrice
nido di vespe e dono di dei
troneggia al tuo fianco.
Dalla sua mente discende il principio
ed il tempo di ogni legge.
L’imperatore, il “padre di tutti”,
trova rifugio ed il senno in un ventre di donna.
Boccoli scuri, altezza dogmatica, pelle dorata.
Taglio di lepre gli occhi e le labbra
zigomi alti e il mento sottile,
lei dura e veglia nei secoli.
Immagine fissa nella cupola eccelsa
e mosaico perenne.
Mentre il diritto rimane.
Scritto e tradotto passa il millennio,
fino all’inizio della nuova età.
“Piuttosto che bruciare arsi dalla passione,
è meglio unirsi in nozze.”
Ventiduesima delle Novelle trascritte.
“Melius est nubere quam uri”
La pelle di ambra della sposa arde per sempre nel tuo viso.

Flavio Almerighi è nato a Faenza il 21 gennaio 1959. Sue le raccolte di poesia “Allegro Improvviso” (Ibiskos 1999), “Vie di Fuga” (Aletti, 2002), “Amori al tempo del Nasdaq” (Aletti 2003), “Coscienze di mulini a vento” (Gabrieli 2007), “durante il dopocristo” (Tempo al Libro 2008), “qui è Lontano” (Tempo al Libro, 2010), “Voce dei miei occhi” (Fermenti, 2011) “Procellaria” (Fermenti, 2013). Alcuni suoi lavori sono stati pubblicati da prestigiose riviste di cultura/letteratura (Foglio Clandestino, Prospektiva, Tratti)

Giuseppe Panetta, nato a Melito di Porto Salvo (RC) nel 1964, risiede a Firenze.

Pubblica le raccolte di poesie: Le Vocali Vissute, Ibiskos Editrice, Empoli, 1999; Thalìa, Lepisma, Roma, 2008; Salumida, Paideia, Firenze, 2010. Presente in diverse antologie e riviste letterarie tra le quali si ricordano: Florilegio, Lepisma, Roma 2008; LImpoetico Mafioso, CFR Edizioni, Piateda 2011; I sentieri del Tempo Ostinato (Dieci poeti italiani in Polonia), Ed. Lepisma, Roma, 2011; LAmore ai Tempi della Collera, Lietocolle 2014.

Ha pubblicato i seguenti libri sulla formazione del personale scolastico: LʼIntegrazione e la Valorizzazione delle Differenze, M.I.U.R., marzo 2011; Progettazione di Unità di Competenza per il Curricolo Verticale: esperienze di autoformazione in rete, Edizioni La Medicea Firenze, 2013.

Sandra Evangelisti è nata nel 1964 a Forlì, città in cui vive e lavora. Dopo gli studi classici, si è laureata in Giurisprudenza. Ha pubblicato cinque raccolte di poesie: Lascio al mio uomo, 2008, L’ora di mezzo, dicembre 2008, Intanto tutto procede, 2010, Diario minimo,2011 e Cuore contrappunto, 2012. È collaboratrice del portale di arte e letteratura internazionale “Lankelot”. Ha una pagina a lei dedicata sul sito “Italian Poetry”.

Ivan Pozzoni è a Monza (MB) il 10-06-1976. Sue raccolte di versi: Underground (A&B, 2007), Riserva Indiana (A&B, 2007), Versi Introversi (Limina Mentis, 2008), Androgini (Limina Mentis, 2008), Lame da rasoi (Joker, 2008), Mostri (Limina Mentis, 2009), Galata morente (Limina Mentis, 2010), Carmina non dant damen (Limina Mentis, 2012), Il Guastatore (Cleup, 2013), Patroclo non deve morire (deComporre Edizioni, 2013) e Scarti di magazzino (Limina Mentis, 2013); ho curato antologie di versi: Retroguardie (Limina Mentis, 2009), Demokratika (Limina Mentis, 2010), Triumvirati (Limina Mentis, 2010) [raccolta interattiva], Tutti tranne te! (Limina Mentis, 2010), Frammenti ossei (Limina Mentis, 2011), Labyrinthi IIIIIIIV (Limina Mentis, 2013), Generazioni ai margini, NeoN-Avanguardie, Comunità nomadi, Metrici moti, Fondamenta instabili, Homo eligens, Umane transumanze, Forme liquide e Scenari ignoti (deComporre, 2014); nel 2008 sono stato inserito nell’antologia Memorie del sogno, di A&B Editrice, nel 2009 nell’antologia Paesaggi, di Aljon Editore, nel 2010 nelle antologie Rosso e Taggo e ritraggo di Lietocolle, nel 2011 nelle antologie Insanamente, di FaraEditore, Dal tramonto all’alba, di Albus Edizioni, e Verba Agrestia 2011, di Lietocolle, nel 2013 nelle antologie Il ricatto del pane, con CFR Edizioni e Le strade della poesia, con Delta3 Edizioni, nel 2014 nell’antologia L’amore ai tempi della collera, con Lietocolle. Ho collaborato, con saggio, ai volumi collettivi Ricerche sul pensiero italiano del Novecento (Bonanno, 2007), Le maschere di Aristocle. Riflessioni sulla filosofia di Platone (Limina Mentis, 2010), Centocinquant’anni di scienza e filosofia nell’Italia unita (Limina Mentis, 2011), Scienza e linguaggio nel Novecento italiano (Limina Mentis, 2012) e Pensare la modernità (Limina Mentis, 2012); sono usciti miei volumi e volumi collettivi da me curati: Grecità marginale e nascita della cultura occidentale. I Pre-socratici (Limina Mentis, 2008), L’ontologia civica di Eraclito d’Efeso (Limina Mentis, 2009) [mon.], Il pragmatismo analitico italiano di Mario Calderoni (IF Press, 2009) [mon.], Cent’anni di Giovanni Vailati (Limina Mentis, 2009), I Milesii. Filosofia tra oriente e occidente (Limina Mentis, 2009), Voci dall’Ottocento (Limina Mentis, 2010), Benedetto Croce. Teorie e orizzonti (Limina Mentis, 2010), Voci dal Novecento (Limina Mentis, 2010), Voci dal Novecento II (Limina Mentis, 2011), Voci di filosofi italiani del Novecento (IF Press, 2011), Voci dall’Ottocento II III (Limina Mentis, 2011), La fortuna della Schola Pythagorica. Leggenda e contaminazioni (Limina Mentis, 2012), Voci dal Novecento IIIIV (Limina Mentis, 2012), Pragmata. Per una ricostruzione storiografica dei Pragmatismi (IF Press, 2012), Grecità marginale e suggestioni etico/giuridiche: i Presocratici (IF Press, 2012) [mon], Le varietà dei Pragmatismi (Limina Mentis, 2012),  Elementi eleatici (Limina Mentis, 2012), Pragmatismi. Le origini della modernità (Limina Mentis, 2012), Frammenti di filosofia contemporanea I  (Limina Mentis, 2012), Frammenti di cultura del Novecento (Gilgamesh Edizioni, 2013), Frammenti di filosofia contemporanea II (Limina Mentis, 2013), Lineamenti tardomoderni di storia della filosofia contemporanea (IF Press, 2013), Schegge di filosofia moderna I (deComporre, 2013), Voci dal Novecento V (Limina Mentis, 2013), Voci dall’Ottocento IV (Limina Mentis, 2014), Schegge di filosofia moderna IIIIIIVVVIVIIVIIIIXX (deComporre, 2014) e Libertà in frammenti. La svolta di Benedetto Croce in Etica e Politica (deComporre, 2014) [mon.]. Nel 2012 è uscito il numero unico di rivista, da me curato, Le bonhomme. Dal 2007 al 2013 ho assunto il ruolo di direttore culturale della casa editrice solidale Liminamentis Editore.

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5 commenti

Archiviato in antologia di poesia contemporanea, Autori dei Due Mondi, poesia italiana contemporanea

5 risposte a “POESIE SU PERSONAGGI STORICI, MITICI O IMMAGINARI – POESIE di Flavio Almerighi, Giuseppe Panetta, Ivan Pozzoni, Sandra Evangelisti

  1. Giuseppe Panetta

    E’ un piacere stare insieme a poeti che stimo, Pozzoni e Almerighi.
    Saluto anche Sandra Evangelisti che non conoscono.

    Ma, quello in foto non sono io. Io sono più bello .-)))

  2. Giuseppe Panetta

    Grazie. L’ordine dell’immagine è stato ristabilito. La mia chiorba pelata è il mio punto di forza.

  3. Teodora Mitridate Esiodo, quando si dice … in ottima compagnia

  4. Salvatore Martino

    Vorrei un giorno della mia ormai lunga vita incontrare giovani poeti, e non discuto della loro bravura, che mi offrano delle immagini capaci di emozionarmi

  5. Salvatore Martino

    Dato l’assunto tematico proposto mi sarei aspettato un personaggio storico o mitico o inventato che la facesse da protagonista, che facesse giungere la sua voce, con un profumo di epica nell’aria. Invece ho notato in tutti gli scritti, e non mi esprimo sul loro valore, che il personaggio si insinua in modo del tutto marginale, non vive, non assume nelle sue mani il filo della Donna che lo conduca a compiere il gesto cui era destinato. Mi sarei aspettato una narrazione in qualche modo degli eventi. Ma tutto questo potrà apparire come appartente ad un mondo poetico sepolto.

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