Archivi del giorno: 31 Mag 2014

Poesie di Gabriella Sica AUTOANTOLOGIA (1986-2011)

Gabriella Sica, foto di Giovanni Giovannetti

gabriella sica Le lacrime delle cose  Gabriella Sica, originaria della Tuscia e romana d’adozione, è una delle presenze più attente e costanti della poesia italiana contemporanea fin dalla fine degli anni Settanta. Negli anni Ottanta ha diretto “Prato pagano”, dove ha esordito o pubblicato una nuova generazione di autori. Suoi libri in versi: La famosa vita (1986, Premio Poesia Brutium-Tropea), Vicolo del Bologna (1992, finalista-vincitore Premio San Pellegrino), Poesie bambine (1997), Poesie familiari (2001, Premio Internazionale Poesia Camaiore, finalista-vincitore al Premio Metauro e al Premio Frascati) e Le lacrime delle cose (2009, Premio Garessio-Riccì, Premio Poesia Alghero Donna, finalista-vincitore al Premio Arenzano-Lucia Rodacanachi e al  Premio Internazionale Dessì). Suoi libri in prosa: Scuola di ballo (1988, Premio Lerici-Golfo dei Poeti), È nato un bimbo (1990), La parola ritrovata Ultime tendenze della poesia italiana (1995), Scrivere in versi Metrica e poesia (1996, 2001 e 2013, in terza edizione rivista e aggiornata), Sia dato credito all’invisibile. Prose e saggi (2000) e infine Emily e le Altre. Con 56 poesie di Emily Dickinson (2010). Sue opere in video su Ungaretti, Montale, Pasolini, Saba, Penna e Caproni sono state prodotte da Rai Educational, con la regia di Gianni Barcelloni, e le prime tre pubblicate in videocassetta (2000 e 2001). Sue poesie sono state tradotte in spagnolo, francese, inglese, rumeno, croato e turco. Un’autobiografia, Gabriella Sica. La sua biografia in immagini, è uscita sul n. 41 di “Steve” (2011) leggibile ora nel sito ufficiale: www.gabriellasica.com. Contatti tramite il sito o su facebook.

De Chirico la metafisica

De Chirico la metafisica

da La famosa vita, 1986
L’oro

Mendicando rincorro un viso
allegro il cenno di una mano
e una maglietta che scantona
come l’oro del mondo intero.
Sodalizio

La camera era accanto al cielo
vicino alla porta uno scaffale
in mezzo il tavolo dove scriveva

di fianco alla finestra c’era il letto
dove preso d’amore di rado
il suo gatto piombava.

 

Il fuoco

Bruciasse almeno la mia vita
accesa da faville di passione
o da un rossore appena…

In silenzio senza brividi di fuoco
lenta mi consumo e ancora viva.

L’invito

Sono io sola non un amico con me
ma levo il bicchiere e invito il sole
poi l’ombra di fronte noi siamo tre.

 

gabriella sica foto di Dino Ignani

gabriella sica foto di Dino Ignani

 

 

 

 

 

 

 

 

Il sogno

In una cameretta in alto
giaceva abbandonata poi
scendeva lenta nella strada
a cercare avida su un viso
un lampo vivido di luce
o di sogno forse…

 

La mia pace

Infelice siedo su uno scalino
in piazza ma appari tu improvviso
spavaldo come nessuno quest’anno
e io rifiato dopo tanto affanno.

gabriella sica Vicolo del Bologna

 

 

 

 

 

 

 

da Vicolo del Bologna, 1992

I
Erano di una freschezza antica
i fili dei bucati bianchi
un miracolo il sole così caldo
e perfino il ronzìo di un’ape.

Stava al balcone tra rossi gerani
e l’odore di salvia e prezzemolo
senza avere profondi pensieri.

Ricordava della passata notte
la sua bocca le labbra piene
e i capelli sulla fronte
II
La gioia della gente l’attirava
in un caffè aperto a chiacchierare
nelle rumorose e calde serate estive.

Tornava tardi nella sua stanza vuota
in quel corridoio familiare
che un vicolo era del paradiso.
III
Girò la curva e laggiù apparve
in fondo al vicolo umido e scuro
vigoroso e con la grazia del sole.

Lei respirò profondamente e lenta
tra i gerani piegata sul balcone
pensando a come renderlo immortale. Continua a leggere

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