SUL TEMA DELL’ISOLA DEI MORTI di Böcklin (Stige o Acheronte) – Poesie inedite di Steven Grieco Rathgeb, 

onto Steven 1

Steven Grieco Rathgeb, grafica di Lucio Mayoor Tosi

 

 La spiaggia di Levrechio sull’isola di Paxos si trova di fronte alla foce dell’Acheronte fiume che attraversa l’Epiro, regione nord-occidentale della Grecia, e si congiunge col mare nei pressi della cittadina di Parga.
L’Acheronte è un affluente del lago Acherusia e nelle sue vicinanze sorgono le rovine del Necromanteio, l’unico oracolo della morte conosciuto in Grecia. Ma Acheronte (in greco Ἂχέρων, -οντος, in latino Ăchĕrōn, -ontis) è anche il nome di alcuni fiumi della mitologia greca, spesso associati al mondo degli Inferi.
Secondo il mito sarebbe proprio un ramo del fiume Stige che scorre nel mondo sotterraneo dell’oltretomba, attraverso il quale Caronte traghettava nell’Ade le anime dei morti; suoi affluenti sarebbero i fiumi Piriflegetonte e Cocito. Il suo nome significa “fiume del dolore”. (nota di Francesco Aronne)

Steven Grieco 2

arnold bocklin Toteninsel (L’isola dei morti)

 

 Steven Grieco

Steven J. Grieco, nato in Svizzera nel 1949, poeta e traduttore. Scrive in inglese e in italiano. In passato ha prodotto vino e olio d’oliva nella campagna toscana, e coltivato piante aromatiche e officinali. Attualmente vive fra Roma e Jaipur (Rajasthan, India). In India pubblica dal 1980 poesie, prose e saggi. È stato uno dei vincitori del 3rd Vladimir Devidé Haiku Competition, Osaka, Japan, 2013. Ha presentato sue traduzioni di Mirza Asadullah Ghalib all’Istituto di Cultura dell’Ambasciata Italiana a New Delhi, in seguito pubblicate. Questo lavoro costituisce il primo tentativo di presentare in Italia la poesia del grande poeta urdu in chiave meno filologica, più accessibile all’amante della cultura e della poesia. Attualmente sta ultimando un decennale progetto di traduzione in lingua inglese e italiana di Heian waka, in tandem con il Prof. Teppei Yamada, dell’Università Meiji di Tokyo. In termini di estetica e filosofia dell’arte, si riconosce nella corrente di pensiero che fa capo a Mani Kaul (1944-2011), regista della Nouvelle Vague indiana, al quale fu legato anche da una amicizia fraterna durata oltre 30 anni. Ha pubblicato, in autopubblicazione, nel 2002 Maschere d’oro (poesie italiane 1985-1996) e Nel caleidoscopio; indirizzo e-mail: protokavi@gmail.com. Nel 2016 pubblica poesie in italiano e in inglese Entrò in una perla (Mimesis Hebenon, Milano) e dieci sue poesie sono comprese nella antologia di poesia Come è finita la guerra di Troia non ricordo, a cura di Giorgio Linguaglossa (Roma, Progetto Cultura, 2016)

Steven Grieco_A Shilp Gram, Udaipur

Steven Grieco_A Shilp Gram, Udaipur

 

 

 

 

 

 

Era buio: feci per salutarti, cerimonioso,
come un tempo i poeti cinesi.
Tutto intorno i battiti, frullio d’ali
di un grande uccello iridescente
che si libera a poco a poco.

Lui aprì la porta appena, senza farsi notare,
poi tornò a sedere di là
Un soffio d’aria
appena spirò dalla porta socchiusa,
svelando il suo ascolto.

Sotto i colpi ripetuti il buio impallidì,
le acque si aprirono
tra Rodi e i massicci dell’Anatolia –
blu quell’orizzonte dove tu,
minuscolo nella distanza,
già ti trovavi, da tempo incamminato
come un viaggiatore.

Io, tu, Lui. Parole senza senso in questo
unico sforzo, questo istante sospeso.

Ammiccava la brezza, guardando nessuno.
Quel divincolarsi sempre più serrato, frenetico,
concluso infine da un botto lacerante.
Poi il congedo: ali chiare,
l’innalzarsi possente, senza lasciare alcun resto.
Silenziosamente, lui venne a chiudere la porta.
Frantumi e schegge

Onto Grieco

Steven Grieco Rathgeb grafica di Lucio Mayoor Tosi

 

Non ho altro da dirti che questo per descriverti.
Con tutto quello che mi mostri
non riesco a sottrarti nulla.
Al contrario,
le certezze si fanno sgangherate,
sbattono nel vento le porte di vecchi ricordi,
i vicoli e sentieri nel mio pensiero
trasaliscono, poi tacciono.

Ritrovando la propria estraneità,
io torno in questo immaginare
che si compie altrimenti.

Così svanisce ogni ricerca,
la valigia cede metro per metro
il carico di lucenti cianfrusaglie.
Esperienze, comprensioni, illuminazioni:
come la ricchezza dell’avaro
tutto questo si riduce a un bisbiglio
dietro l’angolo.

Arnol Bocklin Isola_dei_Morti versione originale

arnold bocklin Toteninsel (L’isola dei morti)

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

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