TORNARE ALLA CORTE DI CESARE? – TRE POESIE INEDITE di Giorgio Linguaglossa

statua di romano epoca imperiale

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Gruppo-Storico-romano-Senatori

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Giorgio Linguaglossa

Nuova epistola di Germanico a Giulio Decimo

Come Mitridate ogni giorno bere un sorso
di veleno…
so aspettare mio amato Giulio Decimo
l’attimo propizio, so attendere il tempo,
so aggiungere tempo al tempo,
non temere, Chronos è più antico della Notte
e la Notte più antica dell’Erebo;
mi affiderò a Chronos dunque,
saprò essere saggio ed anfibio, prudente
ed audace, come Odisseo mi travestirò da
mendicante ed entrerò nella corte di Cesare
tra i faccendieri e i navigonelloro,
dirò che gli àuguri hanno preannunciato
i fasti del mio arrivo, dirò che sette corvi
volano dall’alba sul Foro ed hanno beccato
il fegato di sette colombi, dirò della imminente
vittoria delle legioni del nord,
che il generale Germanico è pronto
con le armate a vendicare i morti romani,
lo stuzzicherò nella vanità di cui è guasto,
predirò che i profeti di sventura verranno
puniti e i codardi soppressi in un lago di sangue
che l’immortalità dei Campi Elisi
è il pegno per gli audaci
dirò che Cesare è un poeta degno dei posteri,
dirò tante menzogne che stordirò
il Cesare di argilla, plaudirò alla sua astuzia,
simulerò plauso e dissimulerò l’obbrobrio
che mi incute il suo torbido faccione
impomatato con la malta del mar Morto,
applaudirò i suoi osceni versi…
e lo colpirò con la daga tra la scapola e il collo,
un solo colpo, e la testa di Cesare rotolerà
nel fango da cui è venuto, e Roma
sarà libera, libera di tornare alla repubblica,
e ai parchi costumi di Catone l’uticense.

roma Esercito in battagliaRoma statua2

Dedico queste parole alla carneficina che avverrà

Dedico queste parole alla carneficina
che avverrà.
Nottetempo, quando sette corvi si alzeranno
in volo sul Foro, quello sarà il segnale,
e il Tevere sarà rosso di sangue.
Druso si è soffocato con un acino d’uva,
Lucio Vero è caduto; lo so, hanno detto
che è inciampato su una daga,
anche Gaio Duilio hanno colpito alle spalle,
il Prefetto del Pretorio ha chiuso
le indagini contro ignoti;
afferma, il malvissuto, che sono stati
dei cani sciolti, dei briganti…
Gli amici di un tempo si sono dileguati,
Selene rimpiange gli amorazzi di Cesare
e tu Giulio Decimo, anche tu mi hai abbandonato.
Ma non temere, tutto è pronto,
un corvo gracchia sul frontone del Foro
e un gabbiano, dicono, ha posato un uovo d’oro
sul tempio di Vesta. Il piano aspetta
i suoi interpreti come la cetra i suoi musici,
tra poco, mio amato Giulio Decimo,
vedrai la testa di Cesare spiccata dal corpo
sul vassoio delle vivande, gli dirò:
«Un tempo sei stato Cesare, tra breve sarai Nessuno»,
un solo colpo sotto la pappagorgia
e sarà Germanico ad invitare la sordida
feccia della plebe con il codazzo dei suoi
falsi tribuni al banchetto
che verrà…

legionari sul set

legionari sul set

Sesterzio romano

Sesterzio romano

da Germanico a Giulio Decimo

da Nyx nasce un Uovo pieno di vento,
da questo Uovo emerge Eros dalle ali d’oro,
unitosi durante la notte al Chaos, Eros
genera la stirpe degli uccelli
quindi Urano e Oceano, Gea e gli dèi
tra cui Eros, principio di armonia
perché è la forza che spinge gli opposti
e i diversi all’unione e all’armonia.
Eros quindi è più antico di Thanatos,
più antico e potente delle Moire
perché in grado di sconfiggerle.

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