Czesław Miłosz – “Ars poetica” (1957) Un MANIFESTO PER LA POESIA DELL’AVVENIRE con un Commento di Giorgio Linguaglossa

czeslaw milosz

.

.Ars Poetica  – Czesław Miłosz, (1957)

Ho sempre aspirato a una forma più capace,
che non fosse né troppo poesia né troppo prosa
e permettesse di comprendersi senza esporre nessuno,
né l’autore né il lettore, a sofferenze insigni.

.

Nell’essenza stessa della poesia c’è qualcosa di indecente:
sorge da noi qualcosa che non sapevamo ci fosse,
sbattiamo quindi gli occhi come se fosse sbalzata fuori una tigre,
ferma nella luce, sferzando la coda sui fianchi.

.

Perciò giustamente si dice che la poesia è dettata da un daimon,
benché sia esagerato sostenere che debba trattarsi di un angelo.
È difficile comprendere da dove venga quest’orgoglio dei poeti,
se sovente si vergognano che appaia la loro debolezza.

.

Quale uomo ragionevole vuole essere dominio dei demoni
che si comportano in lui come in casa propria, parlano molte lingue,
e quasi non contenti di rubargli le labbra e la mano
cercano per proprio comodo di cambiarne il destino?

.

Perché ciò che è morboso è oggi apprezzato,
qualcuno può pensare che io stia solo scherzando
o abbia trovato un altro modo ancora
per lodare l’Arte servendomi dell’ironia.

.

C’è stato un tempo in cui si leggevano solo libri saggi
che ci aiutavano a sopportare il dolore e l’infelicità.
Ciò tuttavia non è lo stesso che sfogliare mille
opere provenienti direttamente da una clinica psichiatrica.

.

Eppure il mondo è diverso da come ci sembra
e noi siamo diversi dal nostro farneticare.

.

La gente conserva quindi una silenziosa onestà,
conquistando così la stima di parenti e vicini.

.

L’utilità della poesia sta nel ricordarci
quanto sia difficile rimanere la stessa persona,
perché la nostra casa è aperta, la porta senza chiave
e ospiti invisibili entrano ed escono.

.

Ciò di cui parlo non è, d’accordo, poesia,
perché è lecito scrivere versi di rado e controvoglia,
spinti da una costrizione insopportabile e solo con la speranza
che spiriti buoni, non maligni, facciano di noi il loro strumento.

.

 Czesław Miłosz, Poesie Adelphi, Milano, 1983, traduzione di Pietro Marchesani

Commento di Giorgio Linguaglossa

giorgioRiprendo una mia risposta a Pasquale Balestriere e a tutti gli intervenuti al dibattito svoltosi nel blog di Nazario Pardini allavoltadileucade.wordpress.com sul problema seguente: che cosa vuole dirci Miłosz nella poesia citata con l’espressione «una forma più capace»?

Proviamo a ragionare intorno a ciò che vuole dirci il poeta polacco nella poesia sopra citata:
Il momento espressivo-metaforico della forma-poesia è uno spazio espressivo integrale (che può essere colto in un sistema concettuale filosofico, che oggi non c’è per via della latitanza di pensiero estetico da parte dei filosofi). Il momento espressivo coincide con il linguaggio, e il linguaggio è condizionato dai linguaggi che l’hanno preceduto… se il momento espressivo si erige come un qualcosa di più di esso, degenera in non-forma (si badi non parlo qui di informale in pittura come in poesia!), degenera in mera visione del mondo, cioè in politica, in punto di vista condizionato dagli interessi di parte, in chiacchiera, in opinione, in varianti dell’opinione, in sfoghi personali, in personalismi etc. (cose legittime, s’intende ma che non appartengono alla poesia intesa come «forma» di un «evento»).

Il problema di fondo (filosofico, e quindi estetico) della poesia della seconda metà del Novecento (che si prolunga per ignavia di pensiero in questo post-Novecento che è il nuovo secolo), è il non pensare che il problema di una «forma» non può essere disgiunto dal problema di uno «spazio» e quest’ultimo non può essere disgiunto dal problema del «tempo» (tempus regit actum, dicevano i giuristi romani). Ora, il digiuno di filosofia di cui si nutrono molti auto poeti, dico il problema di pensare questi tre concetti in correlazione reciproca, ha determinato, in Italia, una poesia scontatamente lineare, cioè che procede in una sola dimensione: quella della linea, della superficie… ne è derivata una poesia superficiaria e unidimensionale. E, si badi: io dico e ripeto da sempre che il maggiore responsabile di questa situazione di imballo della poesia italiana è stato il maggior poeta del Novecento: Eugenio Montale con Satura (1971), seguito a ruota da Pasolini con Trasumanar e organizzar (1968). Ma queste cose io le ho già spiegate nel mio studio “Dalla lirica al discorso poetico. La poesia italiana 1945-2010” edito da EiLet di Roma nel 2011.

In questa sede posso solo tracciare il punto di arrivo di questo lungo processo: il minimalismo e il post-minimalismo.
Con questa conclusione intendevo tracciare una linea di riflessione che attraversa la poesia del secondo Novecento, una linea di riflessione che diventa una linea di demarcazione.
Delle due l’una:
o si accetta la poesia unidirezionale del post-minimalismo magrelliano (legittima s’intende), che prosegue la linea di una poesia superficiaria e unidirezionale che ha antichi antenati e antichi responsabili (parlo di responsabilità estetica) precisi;
o si tenta una linea di inversione di tendenza da una poesia superficiaria a una poesia tridimensionale che accetta di misurarsi con una «forma più spaziosa», seguendo e traendo le conseguenze dalla impostazione che ha dato Milosz al problema della poesia dell’avvenire.
La poesia citata di Milosz è un vero e proprio manifesto per la poesia dell’avvenire, chi non comprende questo semplice nesso non potrà che continuare a fare poesia superficiaria (beninteso, legittimamente), ma un tipo di poesia di cui possiamo sinceramente farne a meno.

Giorgio Linguaglossa

Annunci

5 commenti

Archiviato in critica dell'estetica, poesia italiana contemporanea, poesia polacca

5 risposte a “Czesław Miłosz – “Ars poetica” (1957) Un MANIFESTO PER LA POESIA DELL’AVVENIRE con un Commento di Giorgio Linguaglossa

  1. antonella antonelli

    che bello Giorgio…accidenti, mi manca il tempo per approfondire e rispondere, mi sento trrascinata… appena torno a casa la rileggo, voglio sviscerarla e capire ancora di più perchè i nostri demoni si appropiano in maniera così viscerale di tutto, tu, lui potete aiutarmi… quanto sono noiosi tutti gli altri, quanto vorrebbero farmi sentire in colpa, ma non è così che funziona… la poesia è la prima cosa bella della mia vita, questo non deve cambiare mai vero?

    A dopo Juri, a proposito come si sta in Russia in questi giorni???

    AA

    Date: Fri, 28 Feb 2014 08:28:24 +0000
    To: antonella.tot@live.it

  2. Ambra Simeone

    un vero manifesto, una vera poesia questa di Milosz – una poesia che parla, dice qualcosa, non viene dalla mera descrizione di fatti ma è fatto, è pura voglia di dire qualcosa che sia concreto, vitale, importante… totalmente ironico!

    • Grazie Giorgio, per questo tuo saggio. Leggo con interesse e comprendo. Dice bene il poeta, che esplicita nella chiusa tutto quanto il dire precedente. Dunque: forma, spazio tempo, ci dici. Arroccarsi su forme che fanno mutilazioni di contenuti se non addirittura la loro inutilità, mi sembra dannoso per la poesia, privilegiare il contenuto, esplicitandolo in prosa e definirla poesia, altrettanto. Basta scrivere un articolo e il gioco è fatto. Demoni o angeli che siano, ci portano verso l’extraordinario; il linguaggio poetico che nasce per la musica, ha bisogno a mio avviso di essa. Nondimeno il contenuto può cedersi ad altro. La forma, lo spazio e il tempo, siano, a mio avviso, espressione del dettato poetico e non il contrario.

  3. Pingback: Czesław Miłosz, Ars poetica – con un commento di Giorgio Linguaglossa | il sasso nello stagno di An Gre

  4. Francesca

    interessante commento Signor Linguaglossa. Complimenti. A dire il vero un poetare sublime quello di Czeslaw Milosz.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...